provavano paura o disprezzo, nessuno si preoccupo di chiedergli che cosa gli fosse successo.

Laura, Ruth e Thelma si fecero silenziose e piu si avvicinavano a lui, piu appariva malconcio. Dovevano essere gia trascorsi un paio di giorni, ma gli occhi erano ancora tumefatti; all’inizio dovevano essere stati cosi gonfi da non riuscire nemmeno ad aprirli. Il labbro era pieno di profonde escoriazioni. In quelle parti del volto che non presentavano lividi o abrasioni, la pelle, solitamente bianca come il latte aveva uno strano colore grigiastro. Sotto la massa di capelli rossicci, la sua figura era ridicola: sembrava un clown che fosse rotolato giu da una rampa di scale senza sapere bene come atterrare.

Non guardo in faccia nessuno dei bambini che stava servendo, ma tenne gli occhi fissi sui cartoni del latte e sulle paste. Sembro agitarsi all’arrivo di Laura, ma non alzo lo sguardo.

Giunte al loro tavolo, Laura e le gemelle sistemarono le sedie in modo tale da poter osservare l’Anguilla. Solo un’ora prima non avrebbero mai previsto un simile capovolgimento della situazione. In quelle condizioni appariva quasi piu indifeso che temibile. Invece di evitarlo, passarono la giornata a seguirlo mentre svolgeva i suoi lavori, cercando di avere l’aria di capitare proprio per caso dove si trovava lui e osservandolo furtivamente. Fu presto chiaro che era conscio della presenza di Laura, ma che evitava in tutti i modi di guardarla. Con gli altri bambini si comportava in modo diverso, anzi, in un’occasione si era addirittura fermato un attimo nella sala dei giochi a parlare con Tammy Hinsen, mentre sembrava temere lo sguardo di Laura.

Sul finire della mattinata Ruth dichiaro: «Laura, ha paura di te».

«E proprio vero», confermo Thelma. «Non sarai per caso stata tu a ridurlo cosi, Shane? Non ci avrai nascosto il fatto che sei cintura nera di karate?»

«E veramente strano, vero? Perche ha paura di me?»

Ma lei lo sapeva. Il suo Custode. Anche se aveva pensato che avrebbe dovuto affrontare Sheener da sola, il suo Custode era intervenuto ancora una volta, avvertendo Sheener di starle alla larga.

Non era ben sicura del perche fosse cosi riluttante a rivelare la storia del suo misterioso Custode alle Ackerson. In fondo erano le sue migliori amiche, si fidava di loro, ma sentiva che il segreto del suo Custode doveva rimanere tale, che quel poco che sapeva di lui era sacro e che non aveva nessun diritto di parlare di lui ad altre persone, facendone un argomento di pettegolezzo.

Nelle due settimane che seguirono, i lividi di Sheener si fecero sempre meno evidenti e quando si tolse la benda dall’orecchio si scopri una profonda sutura che era stata praticata su un lembo di cartilagine che era stato quasi staccato. Continuava a mantenere le distanze da Laura e quando la serviva nella sala da pranzo non serbava piu per lei i dolci migliori e continuava a rifiutarsi di incontrare il suo sguardo.

Tuttavia le lanciava qualche occhiata furtiva, ma, colto sul fatto, si voltava rapidamente, evitando il suo sguardo. Quegli occhi verdi non tradivano piu desiderio animalesco, ma collera. Accusava lei dell’accaduto.

Venerdi, 27 ottobre, Laura apprese che il giorno seguente sarebbe stata trasferita in un’altra famiglia. Era una coppia di Newport Beach, il signore e la signora Dockweiler, ansiosi di averla con loro.

«Sono sicura che questa sara una sistemazione piu compatibile con la tua personalita», si auguro la signora Bowmaine, in piedi accanto alla scrivania. «Farai bene a comportarti meglio di quanto tu non abbia fatto in casa Teagel.»

Quella notte, nella loro stanza, Laura e le gemelle cercarono di farsi coraggio e di affrontare l’imminente separazione con lo stesso spirito sereno con cui avevano affrontato il primo distacco. Ma il loro legame nel frattempo si era fatto ancora piu saldo, tanto che Ruth e Thelma avevano cominciato a parlare di Laura come se fosse una sorella. Una volta Thelma aveva detto: «Le sorprendenti sorelle Ackerson, Ruth, Laura e moi». E Laura si era sentita desiderata, amata e viva.

«Vi voglio un mondo di bene», ammise Laura e Ruth singhiozzo: «Oh, Laura!» e scoppio in lacrime.

Thelma corrugo la fronte. «Sarai indietro in men che non si dica. Questi Dockweiler devono essere persone orrende. Ti faranno dormire nel box!»

«Lo spero», ribatte Laura.

«Ti picchieranno con dei tubi di gomma…»

«Tanto di guadagnato.»

Questa volta il lampo che era venuto a colpire la sua vita era positivo, o perlomeno cosi parve all’inizio.

I Dockweiler vivevano in un’enorme casa in un ricco quartiere di Newport Beach. Laura aveva la sua stanza, che guardava sull’oceano. Il colore dominante era il beige.

Nel mostrarle la stanza, Carl Dockweiler spiego: «Non sapevamo quali fossero i tuoi colori preferiti, percio l’abbiamo lasciata cosi. Ma possiamo ridipingerla tutta come preferisci tu». Era un uomo sulla quarantina, grosso come un orso, con spalle enormi e una grande faccia paffuta, che le ricordava John Wayne, se John Wayne avesse avuto un aspetto divertente! «Forse una ragazzina della tua eta preferisce una stanza tutta rosa.»

«Oh, no, mi piace com’e!» si affretto a rispondere Laura. Ancora stupita per l’ambiente e la ricchezza che la circondava, si mosse verso la finestra e ammiro lo splendido panorama del porto di Newport, dove gli yacht dondolavano dolcemente sull’acqua che scintillava sotto i raggi del sole.

Nina Dockweiler raggiunse Laura e le poso una mano sulla spalla. Era una donna adorabile, con capelli scuri e occhi viola, una donna che ricordava le bambole di porcellana. «Laura, ci hanno detto che ami i libri, ma non sapevamo quale genere preferissi, percio adesso facciamo un salto in libreria, cosi potrai scegliere quello che desideri.»

Alla libreria Walden Laura scelse cinque libri. I Dockweiler la invitarono a comprarne di piu, ma lei si sentiva in colpa per avergli fatto spendere tanti soldi. Carl e Nina allora cominciarono a cercare fra gli scaffali, tirarono fuori altri volumi, ne lessero i titoli e se lei mostrava anche solo il minimo interesse li aggiungevano a quelli che aveva gia scelto. A un certo punto Carl si mise in ginocchio davanti alla sezione di libri per ragazzi, scandendo ad alta voce i titoli. «Ehi, qui c’e un altro libro sui cani. Ti piacciono le storie sugli animali? E qui c’e una storia di spie!» Era cosi comico che Laura non riusci a trattenere una risata. Quando lasciarono la libreria, avevano acquistato circa un centinaio di libri, una quantita enorme di libri.

Cenarono per la prima volta insieme in una pizzeria, dove Nina mostro un talento sorprendente per i giochi di magia. Da dietro l’orecchio di Laura tiro fuori un pezzo di peperone e lo fece sparire.

«Ma questo e sorprendente», esclamo Laura. «Dove l’hai imparato?»

«Dirigevo uno studio di progettazione d’interni, ma dovetti abbandonarlo otto anni fa, per motivi di salute. Era troppo stressante. Cosi, dato che non ero abituata a starmene a casa senza far nulla, decisi di fare tutte le cose che avevo sognato quando ero un’occupatissima donna d’affari. Per esempio imparare i giochi di prestigio.»

«Motivi di salute?» chiese Laura.

Ecco che di nuovo veniva a mancarle quella sicurezza di cui aveva tanto bisogno.

La paura traspari dal suo volto, perche Carl Dockweiler disse: «Non ti devi preoccupare, Nina e nata con un cuore malato, un difetto congenito, ma vivra quanto me e te se evita gli stress».

«Non si puo operare?» s’informo Laura, posando il pezzo di pizza nel piatto.

«La chirurgia cardiovascolare sta facendo grandi progressi», le rispose Nina. «Forse fra un paio d’anni. Ma, non c’e niente di cui preoccuparsi. Mi riguardero, soprattutto ora che ho una figlia da educare!»

«Noi desideravamo avere figli piu di ogni altra cosa», spiego Carl, «ma non potevamo. Quando finalmente ci decidemmo ad adottarne uno, Nina scopri di essere malata di cuore, percio a quel punto non eravamo piu idonei per le adozioni.»

«Ma non abbiamo problemi a ottenere l’affidamento», prosegui Nina, «percio, se ti piace vivere con noi, potrai stare qui per sempre, proprio come se tu fossi adottata.»

Quella notte, nella sua grande stanza, con la vista sul mare, una vasta macchia nera che ora incuteva quasi paura, Laura si disse che non doveva affezionarsi troppo ai Dockweiler, che le condizioni di salute di Nina precludevano qualsiasi possibilita di una sicurezza reale.

Il giorno seguente, domenica, l’accompagnarono a comprare dei vestiti e avrebbero speso una fortuna se lei non li avesse alla fine pregati di smetterla. Con la Mercedes ricolma di vestiti nuovi, andarono a vedere un film con Peter Sellers e, dopo il cinema, da McDonald’s a bere dei formidabili frappe.

Mentre cospargeva le patatine fritte con il ketchup, Laura disse: «Siete veramente fortunati che il centro di assistenza abbia mandato me piuttosto che un altro bambino».

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