Il suo orologio segnava le dieci e mezzo. Aveva freddo, e fame. “Dov’e Heather?” si chiese, armeggiando con le scarpe. “Ho i piedi freddi e umidi e lo stomaco vuoto. Magari potrei…”
La porta d’ingresso si spalanco. Apparve Heather, con il suo cappotto leggero. Aveva in mano una copia del “Los Angeles Times”. Il suo viso grigio, livido, scruto Jason come una maschera funebre.
— Cosa c’e? — chiese lui terrorizzato.
Lei gli si avvicino e gli tese il giornale. In silenzio. In silenzio, lui lo prese. Lesse.
DIVO TELEVISIVO RICERCATO PERCHE COINVOLTO NELL’OMICIDIO DELLA SORELLA DI UN GENERALE DI POLIZIA
— Hai ucciso tu Alys Buckman? — chiese Heather con un tono ansioso di voce.
— No.
Jason lesse l’articolo.
La polizia di Los Angeles ritiene che il popolare divo televisivo Jason Taverner, star dello show di varieta che porta il suo nome, sia coinvolto in quello che le autorita giudicano un omicidio perpetrato a scopo di vendetta e preparato con ogni cura. L’ha annunciato oggi l’accademia di polizia. Taverner, quarantadue anni, e ricercato sia…
Lui smise di leggere e accartoccio furiosamente il giornale. — Merda — disse. Inspiro a fondo e rabbrividi.
— Qui scrivono che Alys aveva trentasette anni — disse Heather. — Io so per certo che ne ha, ne aveva di piu.
— Ero presente quando e morta — disse Jason. — Mi trovavo a casa sua.
— Non sapevo che la conoscessi.
— L’avevo appena incontrata. Oggi.
— Oggi? Soltanto oggi? Ne dubito.
— E vero. Il generale Buckman mi ha interrogato all’accademia di polizia e lei mi ha fermato quando sono uscito. Mi avevano messo addosso tutta una serie di apparecchi elettronici, compresa…
— Lo fanno solo agli studenti — disse Heather.
— E lei me li ha tolti — concluse lui. — Poi mi ha invitato a casa loro.
— Ed e morta.
— Si. — Jason annui. — Ho visto il suo corpo come se fosse uno scheletro ingiallito dal tempo e mi sono spaventato. Maledizione se mi sono spaventato! Ho tagliato la corda il piu in fretta possibile. Non l’avresti fatto anche tu?
— Perche l’hai vista come se fosse uno scheletro? Avevate preso qualche droga? Lei ne prendeva sempre, cosi immagino che l’abbia fatto anche tu.
— Mescalina. O cosi mi ha detto lei, ma non credo che lo fosse. — “Vorrei tanto sapere che roba era” si disse Jason, il cuore ancora stretto nella morsa della paura. “E questa che sto vivendo e un’allucinazione provocata sempre da quella schifezza, come lo era lo scheletro? Sto vivendo tutto realmente oppure mi trovo in quella stanza di motel infestata dalle pulci? Buon Dio,
— Ti conviene costituirti — disse Heather.
— Non possono addossare la colpa a me — ribatte lui. Ma sapeva che non era vero. Negli ultimi due giorni aveva imparato parecchie cose sul conto della polizia che dominava il loro mondo. L’eredita della seconda guerra civile, penso. Dai porci ai pol. In un solo balzo.
— Se non hai fatto niente, non ti incrimineranno. I pol sono giusti. Non hai alle calcagna i naz.
Jason riapri il giornale e lesse qualche altra riga.
… ritiene si sia trattato di un’overdose di un composto tossico somministrato da Taverner mentre la signorina Buckman dormiva oppure si trovava in stato…
— Qui dicono che l’omicidio e avvenuto ieri — disse Heather. — Tu dov’eri, ieri? Ho chiamato il tuo appartamento e non ho avuto risposta. E mi hai appena detto…
— Non e stato ieri. E successo stamattina. — Tutto era diventato irreale. Jason si sentiva privo di peso, come se stesse fluttuando, assieme all’appartamento, verso un cielo sterminato. Il cielo dell’oblio. — Hanno retrodatato la morte. Una volta ho avuto ospite del mio show un tecnico dei laboratori di polizia, e dietro le quinte mi ha spiegato come…
— Chiudi il becco! — ordino Heather, secca.
Lui smise di parlare. E resto li. Inerme. In attesa.
— Nell’articolo c’e anche qualcosa su di me — disse Heather a denti stretti. — Vai all’ultima pagina.
Obbediente, lui passo all’ultima pagina, dove l’articolo continuava.
Come ipotesi, i funzionari di polizia hanno proposto la tesi che la relazione tra Heather Hart, a sua volta una figura molto popolare della televisione e dell’industria discografica, e Alys Buckman abbia scatenato il desiderio di vendetta di Taverner, che…
— Che tipo di relazione avevi con Alys? — chiese Jason. — Conoscendola…
— Ma hai detto di non conoscerla. Hai detto di averla incontrata solo oggi.
— Era un tipo strano. Francamente, penso che fosse lesbica. Voi due avete avuto una relazione sessuale? — Jason senti aumentare il volume della propria voce. Non riusciva a controllarlo. — E questo che l’articolo lascia intendere. Giusto o no?
La forza dello schiaffo gli fece bruciare il volto. Jason indietreggio automaticamente e alzo le mani per difendersi. Nessuno l’aveva mai schiaffeggiato in quel modo. Faceva un male del diavolo. Gli rimbombavano le orecchie.
— Okay — sussurro Heather. — Restituiscimi il colpo.
Lui alzo il braccio, strinse la mano a pugno, poi lascio ricadere il braccio e riapri le dita. — Non ci riesco — disse. — Anche se mi piacerebbe. Sei fortunata.
— E probabile. Se hai ucciso lei, potresti uccidere anche me. Cos’hai da perdere? Ti manderanno comunque nella camera a gas.
— Tu non mi credi. Non credi che non sia stato io.
— Questo non ha importanza. Loro pensano che sia tu il colpevole. Anche se ne verrai fuori, sara la fine della tua carriera. E della mia, tra l’altro. Siamo finiti. Lo capisci? Ti rendi conto di cosa hai fatto? — Adesso Heather stava urlando. Jason, spaventato, le si avvicino, poi si allontano di nuovo, quando il volume della voce di lei si alzo. Era completamente confuso.
— Se potessi parlare con il generale Buckman — le disse, — forse riuscirei a…
— Suo
Jason tento di prenderla tra le braccia. Lei si sottrasse all’abbraccio, rigida.
— Non mi costituiro — disse lui.
— Fai quello che vuoi. — La voce di Heather si era ridotta a un sussurro. — Non m’interessa. Basta che te ne vada. Non voglio avere piu niente a che fare con te. Vorrei che foste morti tutti e due, tu e lei. Quella puttana pelle e ossa. Piu che guai non ha saputo darmi. Alla fine l’ho dovuta buttare fuori di peso. Mi si era attaccata come una sanguisuga.
