raccomandazione. Proprio lui, S.P. Fedoseev, saputo dell’assurda — cosi la riteneva — decisione della commissione, aveva protestato, a voce e per iscritto, fino al Consiglio d’Istruzione della regione. E proprio lui, S.P. Fedoseev, era stato alla fine convocato dal Settore Eurasiatico e la punito come un ragazzino per aver tentato di sconfessare come non sufficientemente qualificate le decisioni della Commissione per la ripartizione negli studi. («Mi presentarono le conclusioni di quattro esperti e, come due piu due fa quattro, mi dimostrarono che io ero un vecchio scemo, e che aveva invece ragione il presidente della Commissione per la ripartizione, dottor Serafimovic»)

Giunto a questo punto, il vecchio tacque.

— E lui? — oso chiedere il giornalista Kammerer.

Il vecchio muoveva triste le labbra.

— Quello scemotto mi ha baciato la mano ed e corso al suo bioplano.

Tacemmo. Poi il vecchio aggiunse:

— Proprio allora mi sono ricordato di lei… Sinceramente, mi e sembrato che non vi prestasse nessuna attenzione… Forse, avrei dovuto parlare di lei piu nel dettaglio, ma non ci ho pensato… Mi sembrava, chissa perche, che non l’avrei rivisto piu…

2 giugno dell’anno 78. Una breve conversazione

Sua Eccellenza era a casa, paludato in un austero kimono nero, sedeva al tavolo da lavoro e si dedicava al suo hobby preferito: guardava attraverso la lente di ingrandimento un’orribile statuetta dalla sua collezione…

— Eccellenza, — dissi, — avrei bisogno di sapere se Lev Abalkin si sia messo gia in contatto con qualcuno sulla Terra.

— Si, si e messo in contatto, — disse Sua Eccellenza e mi guardo, mi parve, con interesse.

— Posso sapere con chi?

— Puoi. Con me.

Mi azzittii di botto. Sua Eccellenza aspetto un po’ e ordino:

— Fai rapporto.

Feci rapporto. Entrambe le conversazioni, parola per parola, — le mie conclusioni in breve, e alla fine aggiunsi che, secondo me, c’era da aspettarsi che Abalkin al piu presto si recasse da Komov, Rawlingson, Gorjacev e da tutte quelle persone legate, in un modo o nell’altro, al suo lavoro con i Testoni. E anche da questo dottor Serafimovic, l’allora presidente della Commissione per la ripartizione. Visto che Sua Eccellenza taceva e non alzava la testa, mi permisi ancora una domanda:

— Si puo sapere di che cosa ha parlato con lei? Mi meraviglia molto che abbia cercato proprio lei.

— Ti meraviglia molto… Anche me. Ma fra noi non c’e stato alcun dialogo. Mi ha fatto lo stesso scherzo che ha fatto a te: non ha acceso l’immagine. Mi ha guardato, mi ha riconosciuto e, probabilmente, ha spento.

— Ma perche pensa che fosse proprio lui?

— Perche si e messo in contatto con me attraverso un canale che era noto a una sola persona.

— Allora, forse, era quella persona…

— No, non puo essere… Per quanto riguarda la tua ipotesi, non regge. Lev Abalkin era diventato un eccellente residente, amava il suo lavoro e non avrebbe acconsentito a cambiarlo per niente al mondo.

— Sebbene secondo il suo sistema nervoso fare il Progressore…

— Questa non e cosa di tua competenza, — disse brusco Sua Eccellenza. — Non ti distrarre. Al lavoro. Annullo l’ordine di trovare Abalkin e di tenerlo sotto osservazione. Va’ sulle sue tracce. Voglio sapere dove e stato, con chi si e incontrato, e di che cosa ha parlato.

— Capito. Ma se mi capita di imbattermi in lui?

— Fagli un’intervista per il tuo libro. E poi riferisci a me. Ne piu, ne meno.

2 giugno dell’anno 78. Qualcosa sui misteri

Intorno alle 23.00 feci in fretta una doccia, diedi un’occhiata nella stanza da letto e mi convinsi che Alena stesse dormendo. Allora tornai nello studio.

Decisi di cominciare da Scekn. Scekn, ovviamente, non e un terrestre e nemmeno un umanoide, e poi ci voleva tutta la mia esperienza — e tutta la mia abilita, non lo dico per vantarmi — nell’uso dei canali di informazione, per avere le informazioni che riuscii ad avere. Faccio notare, fra parentesi, che la stragrande maggioranza dei miei compagni di pianeta non ha la minima idea delle reali possibilita di questa ottava (o forse e gia la nona) meraviglia del mondo — Il Grande Servizio di Informazioni Interplanetarie. Ammetto, del resto, che nemmeno io, nonostante la mia grande esperienza ed abilita, posso pretendere di riuscire completamente ad utilizzare la sua immensa memoria.

Posi undici domande — tre risultarono superflue — e alla fine ottenni le seguenti informazioni sul Testone Scekn.

Il suo nome completo era Scekn-Itrc. Dall’anno settantacinque a tutt’oggi faceva parte della missione permanente del popolo dei Testoni sulla Terra. A giudicare dalle sue funzioni nelle relazioni con l’amministrazione terrestre, era una specie di traduttore-relatore della missione. La sua reale funzione non era chiara, poiche i rapporti all’interno del collettivo della missione rimanevano per i terrestri un assoluto mistero. Stando ad alcune dichiarazioni, Scekn era a capo di una specie di cellula familiare all’interno della missione, cellula di cui non si conosceva, pero, ne l’entita ne la composizione, sebbene questi siano dati molto importanti per risolvere tutta una serie di problemi di natura diplomatica.

Nel complesso, informazioni su Scekn, come su tutta la missione, ce n’erano in gran numero. Alcune erano sorprendenti, ma tutte, con il passare del tempo, entravano in contraddizione fra loro, oppure venivano completamente smentite da nuove osservazioni. Pareva che la nostra xenologia tendesse ad alzare (o ad abbassare, a piacimento) le braccia davanti a tanta segretezza. E molti xenologi in gamba avrebbero condiviso il parere di Rawlingson, che dieci anni prima, in un minuto di debolezza, avrebbe detto: «Secondo me, ci stanno semplicemente prendendo in giro!..».

Del resto, tutto cio mi interessava poco. Solo non dovevo dimenticare in futuro le parole di Rawlingson.

La missione si trovava sul fiume Thelon in Canada, a nordovest del lago Baker. I Testoni, a quanto pareva, godevano della massima liberta di movimento, e la sfruttavano ampiamente, sebbene si rifiutassero di utilizzare qualsiasi mezzo di trasporto, eccetto il trasporto-zero. La residenza della missione era stata costruita seguendo scrupolosamente un progetto presentato dagli stessi Testoni, i quali, tuttavia, avevano gentilmente declinato l’invito ad abitarla, e si erano sistemati li intorno in alcuni locali sotterranei da loro stessi costruiti; per dirla in altre parole, delle tane. Non riconoscevano il valore delle telecomunicazioni, e a nulla erano valsi gli sforzi dei nostri ingegneri, che avevano costruito delle apparecchiature speciali per il loro udito e la loro vista, facili da manovrare. I Testoni riconoscevano il valore solo dei contatti personali. Dunque, bisognava volare al lago Baker.

Terminato che ebbi con Scekn, decisi di trovare anche il dottor Serafimovic. Mi riusci senza difficolta, cioe mi riusci di avere informazioni su di lui. A quanto pare, era morto da dodici anni, all’eta di centodiciotto anni. Dottore in pedagogia, membro permanente del Consiglio Eurasiatico di Istruzione, membro del Consiglio Mondiale di Pedagogia, Valerij Michailovic Serafimovic. Peccato.

Mi occupai allora di Kornej Jasmaa. Il Progressore Kornej Janovic Jasmaa abitava da due anni nella tenuta «Il campo di Jan», una decina di chilometri a nord da Antonov, nella steppa del Volga. Seguiva un lungo elenco di meriti, da cui risultava che tutta la sua attivita professionale era legata al pianeta Higanda. Evidentemente era un elemento importante, dotato di qualita pratiche, ed un teorico fuori del comune nel campo della Storia sperimentale,

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