Il biglietto non era firmato, ma lei sapeva chi doveva averlo scritto: l’uomo che era al cimitero, che l’aveva osservata dall’auto, che almi prima aveva salvato lei e suo padre. Nessun altro avrebbe potuto definirsi il suo Custode speciale. Si senti percorrere da un tremito, non perche avesse paura, ma perche la stranezza e il mistero che avvolgevano quel personaggio la riempivano di curiosita e meraviglia.
Si avvicino alla finestra della camera e tiro la tendina trasparente, certa che l’avrebbe visto li, fermo nella strada, che guardava il negozio. Ma lui non c’era.
Neppure l’uomo vestito di nero era li, ma lei non si era aspettata di vederlo. Era in parte convinta che l’altro sconosciuto non avesse alcuna relazione con il suo Custode, pensava che fosse al cimitero per qualche altra ragione. Certo conosceva il suo nome… ma forse aveva sentito Cora chiamarla qualche momento prima, dalla cima della collina. Era in grado di cancellarlo dalla sua mente perche non
Rilesse il messaggio.
Sebbene non comprendesse chi fosse quell’uomo biondo o perche si fosse preso tanta cura di lei, Laura si senti rassicurata dal biglietto che le aveva lasciato. Comprendere non sempre e necessario, l’importante e
5
La notte seguente, dopo che aveva sistemato gli esplosivi nel solaio dell’istituto, Stefan ritorno con la stessa valigia, sostenendo ancora una volta di soffrire d’insonnia. Prevedendo quella visita notturna, Viktor gli aveva portato meta del dolce che aveva preparato sua moglie, come promesso.
Stefan sbocconcello il dolce mentre modellava e sistemava gli esplosivi al plastico. L’enorme sotterraneo era diviso in due stanze e al contrario del solaio veniva usato giornalmente dal personale. Avrebbe dovuto nascondere le cariche e i cavi con particolare attenzione.
La prima camera conteneva i documenti relativi alla ricerca e un paio di lunghi tavoli da lavoro. Gli schedari, alti circa due metri, erano disposti in fila lungo due pareti. Riusci a collocare gli esplosivi in cima agli schedari, nascondendoli contro le pareti, dove neppure il piu alto degli addetti avrebbe potuto vederli.
Collego i fili dietro gli schedari, anche se fu costretto a praticare un piccolo buco nella parete divisoria per far arrivare il filo di detonazione nell’altra camera. Il buco si trovava in una posizione che non avrebbe destato l’attenzione di nessuno e i cavi erano visibili solo per un paio di centimetri su entrambi i lati della parete divisoria.
La seconda stanza veniva usata come magazzino per le forniture dell’ufficio e del laboratorio e anche per ospitare tutti gli animali che avevano fatto da cavia ed erano sopravvissuti nei primi esperimenti all’istituto: numerosi criceti, qualche topolino bianco, due cani e una scimmia rinchiusa in una grande gabbia con tre sbarre su cui poteva dondolarsi. Sebbene gli animali non servissero piu, venivano tenuti sotto osservazione nel caso manifestassero problemi clinici imprevisti che potevano essere collegati alle loro singolari avventure.
Stefan sistemo le potenti cariche al plastico nelle cavita che si trovavano dietro le forniture ammassate e porto tutti i cavi verso la griglia del condotto di aerazione lungo il quale aveva lasciato cadere, la notte prima, i cavi del solaio. Mentre lavorava, si accorse che gli animali osservavano con un’intensita insolita, come se sapessero che avevano meno di ventiquattr’ore da vivere. Si senti arrossire per la vergogna, un turbamento che invece non aveva provato quando aveva pensato alla morte degli uomini che lavoravano nell’istituto.
Forse perche gli animali erano innocenti, mentre gli uomini no.
Alle quattro del mattino aveva finito. Prima di lasciare l’istituto si diresse verso il laboratorio al pianterreno e rimase a fissare per un minuto il tunnel.
Il tunnel.
I segnali dei quadranti, degli indicatori e dei grafici nella macchina del tunnel si coloravano di arancione, giallo o verde.
La «cosa» era di forma cilindrica, lunga circa quattro metri e con un diametro di tre, appena visibile nella fioca luce; l’involucro esterno in acciaio inossidabile rifletteva debolmente i segnali luminosi che lampeggiavano nella macchina che occupava tre delle pareti della stanza.
Aveva usato il tunnel migliaia di volte, ma continuava ad averne soggezione, non tanto perche fosse un’incredibile conquista scientifica, ma perche il suo potenziale distruttivo era illimitato. Non era il tunnel per l’inferno, ma nelle mani degli uomini sbagliati avrebbe anche potuto diventarlo. Ed era veramente nelle mani di uomini sbagliati.
Dopo aver ringraziato Viktor per il dolce, fece ritorno al suo appartamento.
Per la seconda notte consecutiva infuriava la tempesta. La pioggia scrosciava con violenza. L’acqua scendeva schiumante dalle grondaie, per riversarsi nei tombini, colava dai tetti e formava grandi pozzanghere nelle strade e poiche la citta era immersa nell’oscurita le pozze e i rivoli sembravano scure macchie d’olio. Si aggiravano solo alcuni militari coperti da scuri impermeabili.
Stefan prese la via diretta per tornare a casa, superando senza difficolta i posti di blocco che conosceva. I suoi documenti erano in ordine, anche il lasciapassare che gli consentiva di circolare nelle ore notturne era regolare e inoltre non stava piu trasportando esplosivi.
Arrivato a casa, punto la sveglia e si addormento quasi subito. Aveva un disperato bisogno di dormire perche lo attendeva una giornata difficile: due viaggi pericolosi e parecchi morti. Se non fosse stato piu che all’erta, avrebbe potuto trovarsi sulla pericolosa traiettoria di una pallottola.
Sogno di Laura e cio gli parve un buon presagio.
2
La fiamma perenne
1
Come l’amaranto che viene trascinato lungo i deserti della California dalla furia del vento, cosi Laura Shane visse dai dodici ai diciassette anni, arrestandosi brevemente qua e la nei momenti di calma; poi, a una nuova folata di vento, veniva strappata e cominciava nuovamente a vorticare.
Non aveva parenti e, non poteva rimanere con i migliori amici di suo padre, i Lance. Tom aveva sessantadue anni e Cora cinquantasette e nonostante fossero sposati da trentacinque anni, non avevano figli. La prospettiva di dover crescere una ragazzina li aveva spaventati.
Laura comprese e non gli serbo rancore. Il giorno in cui lascio la casa dei Lance, in compagnia di un’assistente sociale, Laura bacio sia Cora sia Tom assicurandoli che sarebbe stata bene. Mentre si allontanava agito festosamente la mano in segno di saluto, con la speranza che si sentissero assolti.
Assolto. Una parola di recente acquisizione. Assolto: prosciolto dall’accusa di aver commesso qualche cattiva azione; liberato o sciolto da un impegno, un obbligo morale o una responsabilita. Sperava di poter essere assolta dall’obbligo di procedere nella vita senza la guida di un padre amorevole, dalla responsabilita di vivere e andare avanti nel suo ricordo.
Dalla casa dei Lance fu portata in un orfanotrofio, l’istituto McIlroy, un vecchio palazzo fatiscente in stile vittoriano, con ventisette stanze, costruito da un magnate dell’agricoltura nell’epoca in cui nella regione il settore aveva conosciuto momenti di gloria. In seguito era stato trasformato in istituto dove venivano ospitati temporaneamente i bambini sotto custodia pubblica, prima che venissero dati in affidamento. L’istituto era diverso da quelli descritti nei libri, soprattutto perche non c’erano suore gentili avvolte in ampie tonache fluttuanti.
C’era invece Willy Sheener.
