di una barca per andare in giro.»
«Ma va’», esclamo lei. «Non abbiamo una barca nello stanzino.»
Bob giro dietro la cassa. «Una bella barchetta blu.»
«Ah si? In uno stanzino? Quale stanzino?»
Bob comincio a sistemare i pacchetti di Slim Jims sull’apposito espositore di metallo accanto alle confezioni di salatini. «Ma lo stanzino della biblioteca, naturalmente!»
«Ma noi non abbiamo una biblioteca.»
«No? Be’, adesso che me l’hai detto, la barca non e nella biblioteca. E nello stanzino che si trova nella stanza di Sir Rospo.»
Laura ridacchio. «Ma quale rospo?»
«Come, vuoi farmi credere di non sapere nulla di Sir Rospo?»
Sorridendo la bimba scosse la testa.
«Oggi come oggi affittiamo una stanza a un onesto e raffinato rospo inglese. Un rospo gentiluomo che e qui per trattare affari per conto della regina.»
Il cielo fu scosso dai primi lampi e tuoni. La radio trasmetteva, insieme con le scariche,
Laura non prestava alcuna attenzione al temporale, non la spaventavano le cose di cui la maggior parte dei bambini ha paura. Era cosi sicura e padrona di se che a volte sembrava una vecchia signora travestita da bambina. «Ma perche la regina lascia che un rospo si occupi dei suoi affari?»
«I rospi sono eccellenti uomini d’affari», rispose Bob, aprendo un pacchetto di Slim Jims e prendendone una manciata. Da quando Janet era morta e si erano trasferiti in California per ricominciare tutto da capo, aveva messo su un bel po’ di chili. Non era mai stato un bell’uomo e ora che aveva trentotto anni ed era diventato grassottello, aveva poche possibilita di far girare la testa a una donna. E non era neppure un uomo di successo. Nessuno sarebbe diventato ricco con una botteguccia come la sua. Ma lui non ci faceva caso; aveva Laura ed era un buon padre e lei lo amava con tutto il cuore; quindi cio che il resto del mondo poteva pensare di lui non aveva assolutamente importanza. «Si, i rospi sono veramente degli eccellenti uomini d’affari. La famiglia di questo rospo ha servito la corona per centinaia di anni, gli hanno addirittura dato il titolo, Sir Thomas Rospo.»
I lampi si erano fatti piu luminosi e i tuoni fecero tremare le pareti.
Laura aveva terminato di sistemare i barattoli sugli scaffali, si alzo e si puli le mani sul grembiule bianco che indossava sopra la maglietta e i jeans. Era proprio graziosa; con quei bei capelli castani e i grandi occhi scuri, ricordava sua madre in modo sorprendente. «E quanto paga d’affitto Sir Thomas Rospo?»
«Sei pence la settimana.»
«Sta nella stanza accanto alla mia?»
«Si, la stanza dove c’e la barchetta nello stanzino.»
Rise di nuovo. «Be’, fara meglio a non russare.»
«Lui ha detto la stessa cosa di te.»
Una vecchia
«Wow!» esclamo Laura, andando con passo sicuro verso le vetrine.
La pioggia non aveva ancora cominciato a cadere, ma il vento soffio improvviso da ovest, trascinando con se foglie e cartacce.
L’uomo che usci dalla decrepita
I lampi terrorizzavano Bob. Quando chiamo Laura lei si precipito dietro il bancone e si lascio appoggiare una mano sulla spalla, probabilmente piu per dare conforto a suo padre che non a se stessa.
L’uomo della
L’eco del tuono si spense e il silenzio ritorno.
Comincio a piovere. Prima grosse gocce che colpirono le vetrine debolmente, poi la pioggia divenne torrenziale, una vera cortina al di la della quale non si vedeva nulla.
Il cliente si volto e sorrise. «Che spettacolo, eh?»
Bob stava per rispondere ma si zitti quando osservo con piu attenzione l’uomo. Presagi il pericolo con la stessa sensibilita con cui un cervo puo sentire un lupo in agguato. L’individuo indossava un paio di logori stivali di gomma, dei jeans sporchi e sopra una lurida maglietta bianca portava una giacca a vento macchiata, semiallacciata. Aveva la barba incolta e i capelli arruffati dal vento erano unti. Gli occhi febbricitanti erano iniettati di sangue: era un drogato. Avvicinandosi al bancone, da sotto la giacca a vento estrasse una rivoltella e l’apparizione di quell’arma non fu una sorpresa per Bob.
«Dammi quello che hai in cassa, stronzo.»
«Subito.»
«Svelto!»
«Si, si, ma stia calmo.»
Il drogato si inumidi le labbra screpolate. «Ehi stronzo, non fare il duro con me.»
«Okay, okay. Ecco», disse Bob cercando di proteggere Laura dietro di se con una mano.
«Lasciala. Voglio vederla. Voglio vederla bene! Fammi vedere quella fottutissima bambina!»
«Va bene, ma non si agiti.»
L’uomo era fuori di se, teso come una corda di violino, e tutto il corpo tremava visibilmente. «Li, li dove posso vederla. E tu non toccare nient’altro che la cassa. Non ti muovere, non cercare pistole o ti faccio saltare le cervella.»
«Non ho una pistola», lo rassicuro Bob. Lancio un’occhiata in direzione della vetrina, nella speranza che non sopraggiungessero altri clienti proprio in quel momento. Il drogato sembrava cosi eccitato che avrebbe potuto colpire chiunque fosse entrato nel negozio.
Laura cerco di spostarsi lentamente da dietro suo padre, ma l’uomo sbraito: «Ehi, non ti muovere!»
«Ma ha solo otto anni…»
«E una puttana. Grandi o piccole sono tutte delle fottutissime puttane!»
Aveva la voce strozzata. Sembrava ancora piu spaventato di Bob e questo non fece che terrorizzare ulteriormente il pover’uomo.
Nonostante la sua attenzione fosse tutta concentrata sul rapinatore e la sua rivoltella, Bob senti le note di
«Ecco, i soldi. Tutto quello che ho. Li prenda!»
L’uomo ripuli la cassa, infilo il bottino nella lurida giacca a vento, e chiese: «Nel retro c’e un magazzino, vero?»
«Perche?»
Con un gesto stizzito, il drogato spazzo dal banco tutta la merce esposta, facendola cadere a terra. Brandendo la pistola in direzione del proprietario, sbraito: «Brutto stronzo, so che c’e un magazzino! E adesso andiamo. Nel magazzino!»
Bob spalanco la bocca. «Senta, prenda il denaro e se ne vada. Ha avuto cio che voleva e adesso per favore vada via.»
Sogghignando, piu sicuro di se con i soldi in tasca e incoraggiato dal terrore che leggeva negli occhi di Bob l’uomo rispose: «Non ti preoccupare, non voglio uccidere nessuno. Ehi, non sono un assassino, che cosa credi? Mi piacciono solo le femmine, ecco tutto. Voglio solo divertirmi con quella puttanella, poi me ne vado di qui.»
Bob si maledisse per non aver avuto una pistola. Laura era immobile, aveva fiducia in lui, e lui non poteva fare niente per salvarla. Quando sarebbero andati nel magazzino, avrebbe aggredito il drogato cercando di disarmarlo. Ma era grasso e lento, incapace di movimenti agili e fulminei. Sarebbe finito a terra mentre quel lurido bastardo portava Laura nel retro e la violentava.
