Fra di loro calo il silenzio.
Laura ascoltava il vento e la pioggia.
Ascoltava i battiti del suo cuore.
Alla fine disse: «Io non ti amo».
«Capisco.»
«E come se in un certo senso dovessi… almeno un po’.»
«In fondo non mi conosci neppure.»
«Forse non potro mai amarti.»
«Lo so.»
«Nonostante tutto quello che hai fatto per me.»
«Lo so. Ma se riusciremo a sopravvivere a tutto questo… be’, c’e sempre tempo.»
«Si», disse Laura, «suppongo che ci sia sempre tempo.»
6
Il compagno della notte
1
Sabato, 18 marzo 1944, nel laboratorio principale al pianterreno dell’istituto, Erich Klietmann,
Tutt’e quattro portavano anche una borsa di Mark Cross, un modello elegante in cuoio con rifiniture dorate. Anche le borse erano state portate dal futuro, come i mitragliatori Uzi modificati e i caricatori di scorta che erano stati sistemati in ogni borsa.
Un gruppo di ricercatori dell’istituto era stato inviato in missione negli Stati Uniti proprio nell’anno e nel mese in cui John Hinckley aveva attentato alla vita di Ronald Reagan.
Mentre guardavano il filmato dell’attentato alla televisione, erano rimasti fortemente impressionati dalle compatte armi automatiche che gli agenti dei servizi segreti portavano nelle loro borse. Gli agenti erano stati in grado di estrarre quei mitragliatori e di portarli in posizione di tiro in meno di due secondi. Adesso, l’Uzi non solo era l’arma automatica in dotazione nella maggior parte dei distretti di polizia e dell’esercito, ma era l’arma preferita dei commandos della
Klietmann si era esercitato con l’Uzi. Provava per quell’arma un affetto che non aveva mai provato per nessun essere umano. L’unica cosa che lo disturbava era il fatto che fosse di fabbricazione israeliana, il prodotto di un piccolo gruppo di ebrei. D’altra parte, fra pochi giorni i nuovi responsabili dell’istituto avrebbero probabilmente approvato l’integrazione dell’Uzi nel mondo del 1944 e i soldati tedeschi, grazie a quell’arma, sarebbero riusciti a respingere meglio le orde subumane che avrebbero voluto deporre il Fuhrer.
Guardo l’orologio sul quadro di programmazione del tunnel e vide che erano passati sette minuti da quando il team di ricerca era partito alla volta della California, il 15 febbraio 1989. Dovevano ricercare fra gli annali pubblici, soprattutto nei numeri arretrati dei giornali, per scoprire se Krieger, la donna e il bambino erano stati scoperti dalla polizia e trattenuti per essere interrogati, nel mese successivo alle sparatorie che erano avvenute a Big Bear e alle San Bernardino Mountains. Dopo di che sarebbero tornati nel 1944, informando Klietmann del giorno, dell’ora e del luogo in cui Krieger e la donna potevano essere trovati. Poiche ogni viaggiatore del tempo ritornava da un viaggio esattamente undici minuti dopo la partenza, indipendentemente da quanto tempo trascorreva nel futuro, l’attesa di Klietmann e della squadra sarebbe durata solo altri quattro minuti.
2
Giovedi, 12 gennaio 1989, Laura compiva trentaquattro anni. Trascorsero quella giornata nella stessa stanza del
Aveva smesso di piovere, ma il cielo era ancora livido e carico di nubi minacciose. Le previsioni meteorologiche annunciavano un altro temporale nel corso della notte.
Guardarono il notiziario delle cinque. Parlarono anche di lei, di Chris e di un misterioso uomo ferito che avevano portato dal dottor Brenkshaw. L’unica ipotesi plausibile che era stata fatta era che i trafficanti di droga che avevano ucciso suo marito ora stessero inseguendo lei e suo figlio, forse perche temevano che potesse identificarli tra le foto segnaletiche della polizia o forse perche in qualche modo era anche lei coinvolta nel traffico di droga.
«Mia madre una trafficante di droga?» esclamo Chris offeso da quella insinuazione. «Che stronzi!»
Nonostante non fossero stati trovati corpi a Big Bear e alle San Bernardino Mountains, la vicenda era di grande attualita.
I giornalisti avevano appreso che sul posto erano state trovate numerose macchie di sangue e che la testa decapitata di un uomo era stata scoperta nel vialetto dietro la casa del dottor Brenkshaw, fra due bidoni della spazzatura.
Laura ricordo che mentre stava per superare il cancelletto di legno dietro la casa di Carter Brenkshaw, aveva sorpreso il secondo uomo armato e aveva aperto il fuoco su di lui con l’Uzi. La raffica lo aveva colpito alla gola e alla testa e in quel momento Laura aveva pensato che quelle raffiche avrebbero anche potuto decapitarlo.
«Gli uomini delle SS che sopravvissero premettero il pulsante di ritorno sulla cintura dell’uomo morto», spiego Stefan, «e rimandarono indietro il corpo.»
«Ma perche non la testa?» chiese Laura, nauseata da quell’argomento, ma troppo curiosa per non porre quella domanda.
«Dev’essere rotolata via dal corpo e finita tra i due bidoni della spazzatura», rispose Stefan. «E probabilmente non sono riusciti a trovarla nel breve tempo che avevano a disposizione. Se l’avessero individuata, avrebbero potuto metterla sul corpo dell’uomo, incrociandogli attorno le braccia affinche non cadesse. Qualsiasi cosa un viaggiatore del tempo indossi o porti con se torna con lui durante il viaggio, ma con le sirene che si stavano avvicinando e il buio nel vialetto, non hanno avuto il tempo di trovare la testa.»
Chris, non parve eccitato da questi macabri particolari, si lascio cadere sulla poltrona, si raggomitolo e rimase in silenzio. Forse l’immagine di una testa decapitata aveva reso la presenza della morte piu reale di quanto non avesse fatto la sparatoria in cui era rimasto coinvolto.
Laura si affretto a coccolarlo e a rassicurarlo dolcemente che sarebbero presto usciti sani e salvi da quella situazione. I discorsetti che gli fece non potevano pero essere molto convincenti, poiche non era ancora riuscita a convincere se stessa che ce l’avrebbero fatta.
Per pranzo e per cena ando nuovamente a comprare il cibo al ristorante cinese dall’altro lato della strada. La sera prima nessuno del personale sembrava aver riconosciuto in lei l’autrice famosa o la fuggitiva, percio si senti abbastanza sicura. Era sciocco andare altrove e rischiare di essere scoperta.
