corso il rischio di scivolare e cadere piu di una volta.
Stava per spostarsi nuovamente, quando senti la donna aprire il fuoco in un’altra direzione. Certo della sua distrazione, avanzo. Poi, senti urla cosi acute e prolungate da sembrare quasi disumane; sembrava il lamento di un animale selvatico dilaniato dagli artigli di un’altra creatura, ma ancora vivo.
Rabbrividendo, si rifugio in una conca di roccia lunga e stretta che la donna non poteva individuare. Striscio sulla pancia fino alla fine di quel budello e rimase li, respirando affannosamente. Quando sollevo la testa per controllare la situazione, vide che si trovava circa quindici metri a nord rispetto alla portiera posteriore della
Le urla si spensero.
Laura immagino che l’altro uomo che si stava spostando verso sud sarebbe rimasto nascosto ancora per un po’, sconvolto dalla morte del compagno, percio si diresse nuovamente dall’altra parte. Mentre superava Chris, gli sussurro: «Due minuti, due minuti al massimo».
Rannicchiandosi contro l’angolo dell’auto, Laura controllo il fianco nord. La situazione sembrava immutata. La brezza era calata e ora non si muoveva neppure l’erba.
Se c’erano solo tre uomini, sicuramente non ne avrebbero lasciato uno nascosto dietro la
19
Stefan espresse la propria gratitudine al primo ministro e stava per congedarsi quando Churchill, indicando i libri sul tavolo, gli disse: «Non vorrei che lei dimenticasse questi. Se li lasciasse qui… potrei avere la tentazione di plagiare me stesso!»
«E ammirevole da parte sua», replico Stefan, «che non mi abbia chiesto di lasciarli qui, proprio a questo scopo.»
«Sciocchezze.» Churchill poso il sigaro su un portacenere e si alzo. «Se avessi quei libri con me, tutti scritti, non sarei soddisfatto di farli pubblicare cosi come sono. Troverei sicuramente qualcosa che deve essere rivisto e finirei per trascorrere gli anni successivi alla fine della guerra a rimaneggiarli di continuo, per scoprire, alla fine, dopo averli completati e fatti pubblicare, che ho distrutto gli elementi essenziali che nel vostro futuro li hanno resi dei classici.»
Stefan rise.
«Dico sul serio», ribadi Churchill. «Proprio lei mi ha detto che cio che scrivero sara considerato cosi importante. Diciamo che questa rivelazione mi e piu che sufficiente. Scrivero cio che ho scritto.»
«Forse questa e la soluzione piu saggia», concordo Stefan.
Mentre Stefan riponeva i libri nello zaino, Churchill rimase in piedi, le mani allacciate dietro la schiena, dondolandosi leggermente sui piedi. «Ci sono tante cose che mi piacerebbe chiederle su quel futuro che sto contribuendo a formare. Cose che mi interessano molto di piu del fatto che scrivero dei libri di successo.»
«Devo veramente andare, signore, ma…»
«Si, certo», disse il primo ministro. «Non la tratterro. Ma mi dica almeno una cosa. La curiosita mi sta uccidendo. Vediamo… per esempio, che cosa ne sara dei sovietici dopo la guerra?»
Stefan esito, chiuse lo zaino e rispose: «Primo ministro, sono spiacente di dirle che i sovietici diventeranno una grande potenza, molto piu grande della Gran Bretagna, la seconda grande potenza dopo gli Stati Uniti».
Per la prima volta, Churchill si mostro sorpreso. «Quel loro abominevole sistema sara in grado di produrre un successo economico, l’abbondanza?»
«No, no. Il loro sistema li condurra alla catastrofe dal punto di vista economico… ma acquisiranno un enorme potere militare. Lentamente e inesorabilmente, i sovietici arriveranno a militarizzare tutta la societa e a eliminare tutti i dissidenti. Alcuni dicono che i loro campi di concentramento fanno concorrenza a quelli del Reich.»
L’espressione sul volto del primo ministro rimase imperscrutabile, ma non pote nascondere un lampo di preoccupazione. «Tuttavia, ora sono i nostri alleati.»
«Si, signore. E senza di loro, forse, la guerra contro il Reich non sarebbe stata vinta.»
«Oh, l’avremmo vinta», replico Churchill sicuro, «forse non cosi rapidamente.» Sospiro. «Dicono che i politici si fanno degli strani alleati, ma le alleanze che si creano in tempo di guerra sono anche piu strane.»
Stefan era pronto a partire.
Si strinsero la mano.
«Il suo istituto sara ridotto in macerie, polvere e cenere», gli promise il primo ministro. «Ha la mia parola.»
«Questa e l’unica assicurazione di cui ho bisogno», concluse Stefan.
Infilo una mano sotto la camicia e premette tre volte il pulsante.
Nello stesso istante, o cosi almeno parve, si ritrovo nell’istituto, a Berlino. Usci dal tunnel e torno al quadro di programmazione. Erano trascorsi esattamente undici minuti da quando aveva lasciato quelle stanze a prova di bomba sotto la citta di Londra.
La spalla gli doleva ancora, ma il dolore non era aumentato. Quella fitta inesorabile, tuttavia, lo stava lentamente debilitando. Si sedette per un po’ sulla sedia davanti al quadro di programmazione, concedendosi qualche minuto di riposo.
Poi, usando altri dati ottenuti attraverso il computer nel 1989, programmo il suo penultimo viaggio. Questa volta avrebbe fatto un salto di cinque giorni nel futuro, sarebbe arrivato alle undici di sera del 21 marzo, in un altro quartiere sotterraneo a prova di bomba… non a Londra questa volta, ma nella sua citta, Berlino.
Quando il tunnel fu pronto, entro, anche questa volta disarmato, ma al contrario del viaggio precedente non porto con se i sei volumi della storia di Churchill.
Quando attraverso il punto di trasmissione all’interno del tunnel, avverti il familiare, spiacevole formicolio che dalla cute passava attraverso la carne fino al midollo e che poi immediatamente tornava indietro per la stessa via.
La stanza sotterranea in cui Stefan arrivo era illuminata da un’unica lampada situata in un angolo di una scrivania. In quella magica penombra la figura di Hitler si staglio nitidamente.
20
Un minuto.
Laura era rannicchiata con Chris contro la
Una calma soprannaturale era calata tutt’intorno. Senza vento, quella giornata sembrava non avere piu fiato di un cadavere. Il sole emanava un tale chiarore sull’arida pianura, che la terra sembrava luminosa quanto il cielo. L’orizzonte era scomparso. Per quanto la temperatura non superasse i venticinque gradi, ogni cosa — gli arbusti, le rocce, l’erba e le dune di sabbia — sembrava essere stata saldata dal calore all’oggetto piu vicino.
Un minuto.
Solo un minuto, o forse meno, prima che Stefan tornasse dal 1944. E in qualche modo sarebbe stato loro di grande aiuto, non solo perche aveva un’arma con se, ma perche era il suo Custode. Il suo
