base. Noi li abbiamo fatti evacuare… e il resto lo sa anche lei.»
— No, non lo so — disse Kristan. — Che tipo di predatori? Dice che ce n’erano alcuni morti da osservare.
— Lycosauroidi. Ho chiesto dati a Forholt e dalla mia descrizione li hanno identificati, rimanendo assai stupiti. Nessuno li aveva mai visti cosi a nord. Perche Uldor avrebbe dovuto prendere precauzioni contro di loro? In fondo era piu probabile venire colpiti da un fulmine.
— Uhm. — L’espressione di Kristan divenne pensierosa. L’uomo si strofino il mento. — Possibile che ci sia stato un cumolo di circostanze tali da spingere un unico branco a centinaia di chilometri dai tradizionali terreni di caccia? O si tratta di un segno che indica l’inizio di una fluttuazione ecologica? I branchi di certodonti in effetti sembrano in declino nelle praterie meridionali e quelli costituiscono la principale preda dei lycosauroidi…
Laurice sospiro. — La sua scienza puo aspettare. No, ritiro quanto detto. Potrebbe essere l’osservazione giusta. Un altro trucco mortale messo in atto da un mondo che non e stato fatto per noi.
Ma abbastanza simile a quello di casa da attirarci nelle sue trappole, penso la donna. Se le forme di vita naxiane, venaferiane ed erthuma non fossero state cosi simili dal punto di vista biologico, in grado di fornire nutrimento indifferentemente a ognuna di quelle tre razze, nessuno di noi si sarebbe sognato di compiere un’impresa come la nostra.
Il volto di Kristan si induri. — Avrebbero potuto lasciarlo stare, in pace.
Laurice scosse la testa. — Lei sa come i credenti della Vecchia Verita avessero bisogno di un luogo loro. Discriminati sui mondi naxiani, perfino perseguitati per secoli, anche se il loro livello di onesta, laboriosita e buon senso era piu che sufficiente a far vergognare la maggior parte dei membri della nostra razza…
— Non ho niente contro il fatto di concedergli un’isola — ribatte Kristan. — Non molto almeno. Venafer puo farne anche a meno, se non ci importa di perdere qualche specie affascinante. Ma adesso si propongono di spostarsi sui continenti. E non solo su terre reclamate dal suo Casato. Ho controllato una mappa prima di partire. Questo nuovo territorio che stavano esplorando appartiene ai Seaholm. Che patto segreto hanno stretto col Capo dei Seaholm? E con le altre Casate?
— Niente di importante, ritengo. Devo ricordare quanto fossero nominali quelle pretese? Ogni societa atheriana che ha tentato di esplorare qualcosa e finita in fallimento, fatta eccezione per la Evenstar Minerals and Exotic Animai Products; e sono una societa microscopica che tira appena fuori le spese.
— E cosi dovrebbe essere. No, non e necessario che mi tenga una lezione di economia elementare relativa a un ambiente inospitale sul fondo di un pozzo gravitazionale abbastanza profondo. Dopo trent’anni in questo settore ho una certa familiarita con la situazione.
Laurice cerco di soffocare l’irritazione ammettendo dentro di se che Kristan poteva anche aver preso le sue parole come indice di presunzione, un insulto… trent’anni? Quanti processi di ringiovanimento aveva subito? Di cosa si era occupato prima di dedicarsi a quella carriera? Matrimonio, figli, nipoti? Aveva una moglie? O forse, almeno in quegli ultimi decenni, era sposato a Venafer? Certo era necessario amare non solo la scienza per dedicarvisi cosi totalmente, ma anche il pianeta stesso, i suoi disagi, i suoi pericoli, i suoi inganni, i suoi predatori e la straripante ricchezza delle forme vitali che generava.
Laurice soffoco il proprio orgoglio. — Mi spiace. Se l’ho di nuovo irritata, mi creda, non l’ho fatto di proposito. Nel corso di una visita a casa, ho dovuto cercare di spiegare e rispiegare le cose a gente che ignorava praticamente tutto e che non aveva alcun interesse per l’argomento fin quando non hanno sentito che avrebbero avuto dei vicini non Erthumoi. Immagino che sia diventata un’abitudine.
Il sorriso di lui sembro forzato. Kristan tenne gli occhi fissi sulle alture che si profilavano davanti a loro, ma parlo in tono normale: — Perche non torniamo al problema principale? Che ne e stato di questo Copperhue?
Strano, ma pensarci fu quasi un sollievo. — I Naxiani si tolgono i transricevitori quando si trovano al sicuro alla base o in un campo. Come puo immaginare, un collare attorno al corpo e fastidioso, non e come avere un bracciale al polso. La maggior parte di loro era disarmata e quando i predatori hanno attaccato si sono dispersi da tutte le parti. Gli alberi nelle immediate vicinanze non potevano essere scalati, perche o spinor dalla corteccia spinosa o flexor dal fusto troppo flessibile. Quando l’attacco e stato respinto ed e arrivata la prima luce, coloro che erano in grado di farlo tornarono indietro. Le squadre di ricerca trovarono subito i feriti e altri tre morti e li riportarono indietro. Copperhue no. Era scomparso. Alcuni suoi compagni hanno frugato la foresta, entro un raggio limitato, pero, viste le difficolta, e quando siamo arrivati col nostro velivolo abbiamo fatto una ricerca dall’alto prima di ritornare. Nessuna traccia.
«Io volevo rimanere e cominciare la ricerca a terra, ma sarebbe stata una follia farlo da sola. Poi c’erano anche Uldor e un paio di Naxiani che avevano bisogno di cure urgenti che solo io potevo dare come si deve. Cosi ho chiamato Forholt e… lei e stato cosi gentile da venire in aiuto.»
Kristan sorrise di nuovo, ma il sorriso era un po’ acido. Aveva giudicato la risposta sarcastica, forse? si chiese la donna. Accidenti! Era come fare il giocoliere con una cassa di fulgorite.
Il sorriso svani. — Puo darsi che Copperhue non sia ricomparso semplicemente perche era morto? — chiese Kristan a bassa voce.
Laurice degluti. — E quello che dovremo scoprire.
— Ce la faremo?
— Potremo almeno provarci. — Laurice studio bene le parole prima di parlare: — Immagino che lei la consideri una gran perdita di tempo. Non e che lei sia poco comprensivo, ma perche trascinarla in questa faccenda? Be’, io ho bisogno di un compagno e deve trattarsi di qualcuno che conosca bene questo tipo di regione. Io ho una certa familiarita con le pianure — queste pianure voglio dire — ma non con le colline. Uldor un po’ le conosceva, ed e per questo che guidava la spedizione, ma adesso Uldor e fuori combattimento. Percio non resta che lei.
— Se la zona le e cosi sconosciuta, che cosa puo sperare di fare?
— Ho alcune idee. Vedra. Kristan rimase in silenzio per un po’ prima di dire: — Senta, neanch’io sono mai stato da queste parti. I lycosauroidi avrebbero preso anche me alla sprovvista. Non posso garantire che non si verifichi qualcosa del genere.
Maledizione, penso Laurice. Mi fa infuriare, poi cambia atteggiamento ed e tutto fascino. Vorrei che si decidesse. — Un’altra ragione e di non andare in giro da sola. Uh, dovevo controllare il suo equipaggiamento.
— Credevo che volesse prestare ascolto alla voce dell’esperienza.
L’ho punto di nuovo. Al diavolo. — Questa missione e speciale. A lei non e mai capitato di perdere qualcuno, vero? Non certo coi loro bracciali.
— A lei e mai capitato in altre spedizioni?
Mi sta sottilmente accusando di incompetenza? — Dei nativi, un paio di volte. E non capisco proprio come il suo gruppo pensi di imparare molto sulla vita selvaggia senza ricorrere al vecchio metodo di scarpinare dietro le tracce.
Laurice slaccio la cintura e si infilo sul retro del velivolo. Lo spazio era angusto e l’ispezione fu lenta; non si accorse neppure di pensare ad alta voce all’inizio:
— …gli abiti vanno bene, ma un cambio solo e sufficiente, non staremo via molto… il fucile, certo. Lascero la pistola, ma terro il machete. Se quei bestioni sono ancora in zona, preferirei non finire col diventare parte dell’ecologia locale… razioni, si, non possiamo perdere tempo a sfruttare le risorse naturali… batteria da cucina, no, un peso inutile, mangeremo cibi freddi… la tenda? Mmm, pesa ed e ingombrante, ma si fa prima a montare una tenda che a costruire un riparo. Proveremo a portarla…
Dopo il controllo Laurice ritorno al suo posto. L’aereo si inclino leggermente verso il basso.
— Piuttosto sbrigativa, eh? — osservo Kristan. — Sia chiaro, in caso abbia qualche dubbio sul suo giudizio, seguiremo il mio.
— Oh? — Sotto il gelo, l’irritazione. Era chiaro che dovesse esserci un capo. Era stata una grave incuria da parte sua non aver chiarito fin dall’inizio chi avrebbe comandato. La fretta e l’ansieta non erano scuse valide. — Mi riservo il diritto di obiettare. Ma non litighiamo adesso. Sono convinta che ascoltera la ragione.
— Lo stesso dicasi per lei!
Il paesaggio su cui scendevano era un susseguirsi di enormi cime e profondita abissali, tutto coperto di foreste eccetto nei punti in cui i pendii avevano subito un processo d’erosione riducendosi a nuda roccia. In fondo ai canyon scorrevano fiumi spumeggianti. Volute di nebbia stagnavano negli avvallamenti e lungo i costoni irregolari di quelle colline che in molti altri posti sarebbero state definite montagne. Sopra di esse andavano alla deriva nubi basse e scure. Da ovest, dove brillavano i lampi, Laurice senti arrivare il rombo dei tuoni. Il vento
