Aveva l’improvvisa sensazione che ogni animale, ogni pianta e ogni roccia del canyon stessero spiandoli.
Infine il suo sguardo torno a Camilla. — E perche no? — chiese, con un tono rude del tutto involontario.
Lei scosse il capo, muovendo qua e la i suoi lunghi capelli rossi.
— E troppo presto.
— E allora quando?
— Forse quando ti conoscero meglio — replico Camilla — E tu non vuoi saperne di piu su di me? Non conosci neppure il mio nome per intero.
— Non importano i nomi. Camilla va benissimo, ma se vuoi dimmi pure il tuo nome per intero.
Lei resto silenziosa. Arrabbiata, forse, ma non con lui. E sempre in pieno controllo di se stessa, di lui, della situazione. — Hai ragione, i nomi non importano. Jake, quello che voglio dire e che prima devo decidere se fidarmi di te. Fidarmi fino in fondo, ecco.
— Fidarti fino in fondo? Cosa significa?
— Debbo sapere se posso contare su di te. Sei disposto a correre qualche rischio per avermi? E importante per me.
Jake cerco di pensare, ma l’unica conclusione a cui pote arrivare sul momento era che si trattava dell’allusione a un matrimonio piu strana e tortuosa che avesse mai sentito. Non sembrava, in effetti, ma di che altro poteva trattarsi? Per cui decise semplicemente di tacere, cercando di indovinare senza molto successo l’espressione di lei sotto gli occhiali scuri.
Infine disse, incerto un po’ su tutto: — Ti ho gia parlato di me e della mia situazione. Se avessi un lavoro vero o dei soldi non sarei certo qui a sgobbare!
— Lo so. Capisco benissimo cosa intendi. Anch’io non sarei qui se avessi avuto dei soldi un anno e mezzo fa — rispose lei fermandosi a pensare alla sua situazione, ancora misteriosa per Jake. — Non e questo che intendo, non ti sto chiedendo se hai dei soldi.
— E cosa, allora?
— Quello che voglio sapere, Jake, e se sei disposto ad aiutarmi. Se ti chiedessi di fare qualcosa di rischioso lo faresti? Non dire subito di si. Pensaci bene e con calma.
Lui non ci penso piu di tanto. — Se posso lo faro. E comunque mi romperei l’osso del collo piuttosto che mollare.
Camilla parve rimuginare in silenzio su tutta una serie di possibili obiezioni.
— Va bene — disse infine. Era come se parlasse a se stessa, anche se gli occhiali scuri erano rivolti verso di lui. — Oh, Jake — sussurro, cominciando a sbottonarsi lentamente la camicia.
Venti minuti piu tardi, sdraiato nudo, accanto a quella donna che conosceva appena, su un banco di soffice sabbia all’ombra della parete occidentale del canyon, Jake disse pigramente: — Proprio non capisco, ecco tutto. Perche una ragazza come te, bella e intelligente, vuole legarsi a uno come me?
I loro vestiti erano sparpagliati tutt’intorno. Insieme al resto, Camilla si era tolta anche gli occhiali scuri rivelando due splendidi occhi verdi, ma ora il suo braccio si tese alla ricerca di quello che evidentemente era per lei il piu importante degli indumenti.
Da dietro gli occhiali lei lo guardo con una strana espressione, poi disse: — Cosa c’e che non va in te? A me sembri perfetto. Ti ho spiegato cio che volevo e tu hai risposto di si, ecco tutto.
Jake la carezzo con mano vagamente possessiva, lasciandola correre tra le costole e giu sulle natiche. Era di gran lunga la donna piu bella e sensuale tra quelle che aveva convinto a fare l’amore con lui.
Tuttavia replico: — Non mi hai spiegato nulla, finora. Adesso e arrivato il momento di farlo.
All’improvviso lei divenne teneramente incerta. — Oh, Jake. Non so neppure da dove posso cominciare.
— Che ne dici di cominciare a dirmi dove abiti? La scorsa settimana non hai voluto farlo.
Camilla esito, poi indico con la mano un punto delle alte pareti rocciose. — In questo periodo vivo qui, in questo canyon… un po’ piu sopra.
Jake si appoggio a un gomito, socchiudendo gli occhi per veder bene nella forte luce solare. Nessun segno di abitazioni. — Vuoi dire sull’altopiano?
— No, non cosi lontano. Pochi minuti di cammino lungo questo canyon, forse un mezzo miglio.
— Accidenti! Ma l’altopiano e molto lontano da qui e io non ho mai sentito di gente che vive nel canyon… tranne noi, poveri pezzenti giu al campo. E vivi con i tuoi genitori?
Questo strappo un sorriso a Camilla. — Oh, no! Da dove ti viene questa idea?
— Un sacco di ragazze vivono con i loro genitori. Ehi, non sarai sposata, spero.
— No.
In qualche modo rassicurato, Jake penso pigramente a cos’altro chiedere mentre stendeva la grande mano callosa e bruciata dal sole verso Camilla. Stavolta la tocco solo con l’indice, lasciandolo scorrere lungo quel candido, morbido, meraviglioso ventre che subito si contrasse per il solletico. Era cosi liscio!
— Hai una sigaretta? — chiese lei con improvviso, entusiasta desiderio.
— La poverta mi ha fatto perdere il vizio.
Quello che la tormentava non le consenti di perdersi a lungo dietro una sigaretta. Presto Jake dovette rispondere a una nuova domanda.
— Se fossi stata sposata non mi avresti piu aiutata? Non che lo sia, ma vorrei saperlo.
— Ti avrei aiutata comunque. Ma certo, cosa credi?
Camilla accolse questa risposta con un lungo silenzio lasciandosi solleticare il ventre.
— Insomma, non sei sposata. Allora vivi sola.
Camilla tiro un lungo respiro.
— No, non esattamente.
Quando Camilla parlo nuovamente, sembro in procinto di dire qualcosa di tanto importante da richiedere a Jake la sua piena attenzione. Di conseguenza, tese per prima cosa la mano bloccando le dita indiscrete di Jake in una stretta incredibilmente forte. Poi da dietro gli occhiali scuri gli chiese:
— Hai mai sentito parlare di un uomo chiamato Edgar Tyrrel?
— No, direi proprio di no. Perche?
— Oh, non esiste alcuna ragione particolare per cui tu debba conoscerlo. E uno scultore, un uomo che vive facendo statue.
— So benissimo cos’e uno scultore, grazie.
— Scusami. Devi sapere che Edgar e abbastanza conosciuto tra gli addetti ai lavori. Non e famosissimo, ma molta gente lo conosce.
— E va bene. Allora vivi con questo Edgar. Scommetto che gli fai da modella.
Camilla non aveva nulla da dire su questo punto. Alzo invece il braccio con una certa grazia, indicando qualche punto quasi in verticale su di loro. — Un tempo viveva la sopra, in una casa costruita proprio sul ciglio del canyon vicino a Canyon Village. Vi ha vissuto per trent’anni. E poi un giorno ha lasciato la sua casa e la sua famiglia ed e sparito. Questo accadde prima che io lo incontrassi. A me ha detto che un giorno e sceso nel canyon e non ha mai piu avuto voglia di risalire.
Camilla tacque, osservando Jake. Difficile per lui esserne certo a causa degli occhiali scuri, ma aveva l’impressione che lei gli stesse chiedendo di capire… o piu che altro di capirla. C’era qualcosa sotto, qualcosa che lei non voleva dire apertamente.
Ma lui voleva sentirla raccontare tutto, dirgli chiaramente che cosa voleva da lui. — E cosi questo tizio ha mollato tutto ed e sparito all’improvviso.
— Proprio cosi. Lui dice di essersi ritirato dalla societa umana.
— E questo quando e successo?
— Non lo so esattamente — replico Camilla, esitando. — Qualche mese prima che lo incontrassi, almeno a sentire lui.
— Si sara anche ritirato dalla societa umana, ma e rimasto abbastanza socievole da vivere con te.
— Oh, e colpa mia come al solito — spiego lei con una breve, secca risata. Lascio la mano di Jake e sedette bruscamente. — Non so come spiegarti. E una lunga storia. Vestiamoci adesso. Ti portero a vedere il posto dove
