l’Hotel Borg si trovava poco distante e non valeva la pena di spostare la sua auto di riserva. Inoltre, che cosa avrebbe pensato quel signore tedesco vedendola posteggiare quell’obbrobrio nel parcheggio davanti all’albergo? Forse i proverbi dovevano aggiornarsi e parlare anche dell’auto del monaco!

Non trascorsero piu di sei minuti da quando usci dall’ufficio a quando imbocco la porta girevole dell’hotel.

Thora osservo il bellissimo ristorante e si rese conto che, tranne le grandi vetrate che davano sulla piazza del Parlamento, vi era rimasto ben poco che le ricordasse gli anni delle sue baldorie giovanili, quando praticamente ogni sabato sera andava al Borg con gli amici, solitamente gia tutti quanti ubriachi. A quei tempi la sua massima preoccupazione era la forma che il suo didietro prendeva nei pantaloni indossati per la serata. L’effetto serra non avrebbe certo catturato la sua attenzione, allora.

Il tedesco sembrava sulla quarantina, sedeva ritto sulla sedia imbottita e le sue larghe spalle coprivano lo schienale decorato. Nei suoi capelli comparivano qua e la delle striature di grigio che gli conferivano una certa dignita. Sembrava piuttosto rigido e formale, vestito com’era in giacca e cravatta sobri. Thora sorrise con la speranza di apparire cortese e interessata, e non spaesata com’era in realta. L’uomo si alzo, si tolse il tovagliolo dal grembo e lo poso sul tavolo.

«Frau Gudmundsdottir.» Pronuncia dura e fredda.

Si salutarono con una stretta di mano. «Herr Reich», rispose Thora con l’accento tedesco piu marcato possibile. «Mi chiami pure Thora», aggiunse. «E anche piu semplice da pronunciare.»

«Prego, si accomodi», disse l’uomo mentre si sedeva. «E lei mi chiami pure Matthew.»

Thora si spoglio e fece attenzione a sedersi con la schiena diritta, aumentando la stranezza di quella coppia di esseri impalati. Gli altri clienti del ristorante stavano probabilmente pensando che fossero due malati di scoliosi, con gli appositi busti ortopedici.

«Le posso offrire qualcosa da bere?» chiese cortesemente Matthew in tedesco. Il cameriere aveva evidentemente capito e si giro verso Thora aspettando la sua risposta.

«Soltanto una minerale, grazie.» Si rammento di come i tedeschi andassero pazzi per l’acqua minerale, che in effetti stava prendendo piede anche in Islanda dove, fino a dieci anni prima, nessuno avrebbe pagato per bere acqua al ristorante, quando poteva averne di purissima direttamente dai rubinetti di casa propria! Era comunque un po’ diverso ordinarla gassata.

«Suppongo che abbia gia discusso la questione con i miei datori di lavoro o, per meglio dire, con la signora Guntlieb», chiese Matthew Reich quando il cameriere si fu allontanato.

«Si. Lei stessa mi ha assicurato che avrei ricevuto ulteriori informazioni da parte sua.»

L’uomo ebbe un attimo di indecisione e sorseggio il liquido contenuto nel suo bicchiere. Le bolle di gas indicavano che anche lui aveva ordinato dell’acqua effervescente. «Ho raccolto tutto quanto riguarda il caso in questo dossier, per lei. Lo puo prendere e dargli un’occhiata piu tardi. Per il momento ci sono dei particolari che vorrei discutere con lei di persona, se non le dispiace.»

«Assolutamente no, anzi, ne sarei proprio felice», rispose Thora senza pensarci su. Prima che Matthew avesse occasione di replicare, lei si affretto ad aggiungere: «Tra l’altro mi piacerebbe ricevere qualche informazione sulle persone che si sono rivolte a me e per le quali sto per intraprendere questa indagine.»

«Se lo possono permettere», disse Matthew, con un sorriso appena accennato. «Herr Guntlieb e l’azionista di maggioranza della Anlagenbestand-Bank della Baviera. Non una multinazionale, ma una banca che segue medie e grandi aziende e individui benestanti. Non si preoccupi, la famiglia Guntlieb puo permettersi qualsiasi cifra.»

«Capisco», disse Thora rendendosi conto che, se al telefono di casa Guntlieb aveva risposto una domestica, una ragione doveva pur esserci.

«Invece la famiglia Guntlieb non e stata altrettanto fortunata con la prole. Pur avendo avuto quattro figli, due maschi e due femmine, oggi non rimane in vita che una sola figlia. Il primogenito mori in un incidente stradale un decennio fa e la figlia maggiore nacque seriamente handicappata. Una serie di complicazioni di salute l’hanno pian piano portata alla morte e ora il fratello minore Harald e stato assassinato e la figlia minore, Elisa, e rimasta sola. Si puo ben immaginare il dolore che ha investito questa famiglia.»

Thora annui e chiese con un po’ di esitazione: «Che cosa stava facendo Harald quassu in Islanda? In Germania non mancano certo le universita con eccellenti cattedre di Storia medievale!»

A giudicare dall’espressione che comparve sul volto di Matthew, fino ad allora impassibile, si trattava di una domanda delicata.

«A dire il vero non ne sono affatto certo, ma so che si interessava al Seicento e mi e stato riferito che stava facendo ricerche comparative tra l’Islanda e il resto d’Europa. Era venuto qui per fare un master tramite un programma di interscambio tra l’Universita di Monaco e quella d’Islanda.»

«Che genere di ricerche? Qualcosa sul sistema di governo?» chiese Thora.

«No, piuttosto nel campo della religione.» Matthew bevve un sorso d’acqua. «Forse faremmo meglio a ordinare qualcosa da mangiare prima di continuare la nostra conversazione.» Chiamo il cameriere, che comparve con due menu.

Thora ebbe la sensazione che qualcosa di piu serio e delicato si nascondesse dietro quella fame improvvisa. «Religione, dice?»

Matthew poso il menu sul tavolo. «Certe cose non si discutono a tavola, anche se prima o poi saremo costretti a parlarne. Comunque, non sono sicuro che i suoi interessi accademici c’entrino poi tanto con l’omicidio.»

Thora aggrotto le sopracciglia.

«So che nel Seicento ci furono enormi epidemie», butto li. Era l’unica cosa che le era venuta in mente.

«No, le epidemie non c’entrano.» Matthew la guardo negli occhi. «La caccia alle streghe, piuttosto. Torture ed esecuzioni capitali, niente di particolarmente ameno. Purtroppo, Harald nutriva tali interessi.»

«Capisco», disse Thora, nonostante non avesse capito affatto. «Forse e meglio mangiare prima e poi discuterne.»

«Non ce n’e bisogno, dal momento che tutti i dati relativi al caso si trovano nel dossier preparato per lei.» Matthew afferro di nuovo il menu. «Piu tardi ricevera anche alcune casse, contenenti gli effetti personali di Harald, che la polizia ha gia restituito. Si tratta di materiale relativo alla sua tesi di master, che le fornira informazioni piu dettagliate; sto inoltre aspettando la restituzione del suo computer e di altri oggetti personali che potrebbero aiutarci nella ricerca.»

Entrambi lessero il menu in silenzio.

«Pesce», disse Matthew senza sollevare lo sguardo. «Se ne mangia parecchio qui da voi.»

«E ovvio», fu l’unica cosa che a Thora venne in mente di rispondergli.

«Il pesce non rientra tra i miei piatti preferiti», commento Matthew.

«Dice sul serio?» Thora chiuse il suo menu. «A me invece piace da morire. Penso di ordinare una sogliola al forno.»

Matthew opto, alla fine, per una sfogliata. Non appena il cameriere si fu allontanato, Thora domando per quale motivo la famiglia di Harald pensasse che la polizia avesse arrestato la persona sbagliata.

«Per diverse ragioni: in primo luogo Harald non avrebbe mai sprecato il suo tempo a litigare con un infimo spacciatore di droga.» La guardo fissa negli occhi. «Non e un mistero che Harald facesse uso saltuario di sostanze stupefacenti e che bevesse. Era giovane. Comunque, non era ne un drogato ne un alcolizzato, come potrebbe pensare.»

«Si tratta ovviamente soltanto di una questione di definizioni», lo interruppe Thora. «A mio parere, il ripetuto consumo di sostanze allucinogene non e altro che tossicodipendenza.»

«Sulla tossicodipendenza ne so molto piu di quanto lei pensi.» Matthew fece una pausa, poi si affretto a correggersi: «Non intendo dire personalmente, ma a causa del mio lavoro. Harald non era affatto un tossicodipendente, nonostante fosse sulla via di diventarlo, ma, ripeto, non e stato questo il motivo per cui e stato ucciso».

Thora si rese conto di non avere la piu pallida idea del motivo per cui avessero inviato in Islanda l’individuo seduto di fronte a lei. Certamente non per invitarla a pranzo e criticare il pesce islandese. «Lei quali funzioni svolge, esattamente, per la famiglia Guntlieb? La signora mi ha detto che lavora per suo marito.»

«Mi occupo di tutti i sistemi di controllo della banca. Il che include, tra l’altro, la verifica dei dati personali di tutti i futuri impiegati, la gestione dei meccanismi di sicurezza e il trasporto di valuta.»

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