Tom Cruise e Katie Holmes sorridevano per una futura nascita nella loro famiglia. Un indizio temporale che le sarebbe stato utile per datare l’ipotetica visita dalla Germania, durante la quale Harald si era tenuto alla larga dai suoi amici. Thora compose il numero di cellulare di Matthew, che rispose al terzo squillo.
«Dove sei, ti sto disturbando?» chiese sentendo dei rumori di sottofondo.
«No, no», rispose lui con la bocca palesemente piena. Dopo aver ingoiato il boccone, riprese: «Sono andato a cena fuori. Sto mangiando della carne. Che e successo? Vuoi venire a prenderti il dolce con me?»
«Eh? No, grazie», rispose Thora a malincuore. Le piaceva molto andare a cena fuori, indossare abiti eleganti e brindare in bicchieri che sarebbe poi toccato a qualcun altro lavare. «Domani e un giorno di scuola e devo provvedere a mandare i miei figli a letto a un’ora decente. No, ti ho telefonato solamente per chiederti se avevi il numero della donna delle pulizie di Harald. Ho il sospetto che in casa ci fosse qualcuno pochi giorni prima dell’omicidio, qualcuno che probabilmente vi pernottava. E tutte le indicazioni portano a concludere che si trattasse di una donna tedesca.»
«Si, dovrei averlo nella memoria del mio cellulare. Vuoi che la chiami io? L’ho gia sentita un paio di volte e parla un ottimo inglese. Forse e la cosa piu semplice da fare. Lei non ti conosce per niente, ma di me si ricorda di certo perche sono stato io a pagarle l’ultimo conto in sospeso.»
Thora accetto l’aiuto di Matthew, che promise di richiamarla subito. Per sfruttare l’attesa mise il pigiama a sua figlia, e stava lavandole i denti quando lui la richiamo. Thora ancoro il cellulare tra la spalla e la guancia, cosi pote sia parlare sia continuare a occuparsi dell’igiene dentale della prole.
«Ascolta, la signora mi ha detto che il letto della stanza degli ospiti era stato usato. E che nel bagno c’erano degli oggetti, come un rasoio da donna monouso, che confermerebbero la tua teoria.»
«L’ha fatto sapere alla polizia?» chiese Thora.
«No, pensava che non importasse, dato che Harald non era stato ucciso a casa sua. Inoltre ha confermato un certo andirivieni di ospiti nell’appartamento, spesso piu di uno per volta. Quell’ultimo in particolare non le aveva creato gli stessi problemi degli altri, che spesso organizzavano serate scatenate dentro casa.»
«Harald puo avere avuto una fidanzata tedesca?»
«Che avrebbe fatto un viaggio simile per poi dormire nella camera degli ospiti? Non penso proprio. Anche perche non avevo mai sentito nominare una fidanzata tedesca.»
«Potrebbero anche aver litigato.» Thora ci penso su. «Oppure non era affatto la sua fidanzata, ma piuttosto una semplice amica o addirittura un famigliare. Sua sorella, per esempio.»
Matthew tacque per un istante. «Penso che dovremmo dimenticare questo dettaglio, se fosse vero.»
«Sei impazzito?» grido Thora. «Perche diamine dovremmo farlo?»
«Sua sorella ha sofferto molto in questo ultimo periodo, con il fratello morto ammazzato e lei stessa in crisi.»
«Che intendi dire?»
«Lei e una violoncellista molto dotata e vorrebbe continuare i suoi studi musicali. Suo padre invece preferirebbe che studiasse Economia e commercio all’universita, per prendere poi la gestione della banca di famiglia. Ormai non c’e rimasto nessun altro, ma anche se Harald fosse ancora in vita non lo avrebbero mai preso in considerazione. La faccenda degli studi della sorella era gia emersa molto prima del delitto.»
«Porta per caso dei gioielli?» chiese Thora. Le mani delle foto potevano ben appartenere a una violoncellista, specialmente le unghie corte e ben curate.
«No, non credo. Non e il tipo da farlo», rispose Matthew. «E una ragazza per nulla vanitosa.»
«Neppure un semplice anellino con diamante?»
Un breve silenzio, poi: «Si, quello si. Come fai a saperlo?»
Thora descrisse le fotografie e Matthew le promise di pensarci su e di consultarsi con la famiglia circa la sorella di Harald, poi si salutarono.
«Hai finito?» disse sua figlia con la bocca piena di schiuma da dentifricio, che si era dovuta rassegnare agli interminabili passaggi dello spazzolino in mano alla madre, occupata al telefono. Almeno non le sarebbe venuta la carie.
Thora la mise a letto e le lesse una storia per farla addormentare. Quindi le diede un bacio sulla fronte, spense la luce e chiuse delicatamente la porta della cameretta. Poi ritorno al computer.
Dopo due ore di lavoro spese a esaminare altri file senza piu nulla di utile, Thora si arrese. Decise allora di mettersi a letto e leggere la copia del
Quando apri il libro, ne scivolo fuori un foglietto piegato in due.
«Zitti», sibilo Marta Mist. «La cosa non funziona se non ci concentriamo come si deve.»
«Sta’ zitta tu!» le rispose Andri per le rime. «Io parlo come mi pare e piace.»
A Briet sembro che Marta Mist stesse digrignando i denti, ma non ne era sicura, visto che la stanza era immersa nella penombra, debolmente illuminata dal chiarore di alcune candeline posizionate qua e la sul pavimento. «Dai, smettetela di litigare e diamoci piuttosto da fare», disse conciliante. Poi si sistemo per terra, dove tutti sedevano a gambe incrociate formando un cerchio.
«Si, per Dio», mormoro Halldor stropicciandosi gli occhi. «E io che pensavo di mettermi a letto presto stasera, invece mi ritrovo qui a fare stronzate senza fine con voi.»
«Stronzate?» sbotto Marta Mist. «Credevo che fossimo tutti d’accordo su quello che dobbiamo fare. Oppure ho capito male?»
Halldor sospiro. «No, non starmi a sentire. Sbrighiamoci, piuttosto, a finire.»
«Qui e tutta un’altra cosa che a casa di Harald», intervenne Brjann, che fino a quel momento non aveva osato prendere la parola. «E non e soltanto l’appartamento.» Si guardo intorno. «Qui manca Harald. Non sono sicuro che la cosa funzioni senza di lui.»
Andri non si impermalosi per quel commento sull’appartamento. «Non possiamo farci niente se manca Harald», commento allungandosi verso il posacenere. «Com’e che si chiamava quella imbecille?»
«Thora Gudmundsdottir», rispose Briet. «Avvocato.»
«Va bene. Allora cominciamo. D’accordo?» Andri guardo in faccia tutti gli altri, che annuirono o sollevarono le spalle. «Chi vuole essere il primo?»
Briet guardo Marta Mist. «Inizia tu», propose cercando di far dissolvere la collera dal volto dell’amica. «Tu sei la migliore di tutti noi ed e molto importante che ci riesca bene.»
La ragazza rimase indifferente al complimento, ma si mise a guardare a uno a uno i presenti. «Voi sapete benissimo che questa tizia ci puo mettere in guai grossi se continua a ficcare il naso nella faccenda. Fin qui siamo stati fortunati che la polizia abbia preso una pista totalmente sbagliata.»
«Questo lo sappiamo eccome», confermo Brjann a nome di tutto il gruppo. «Al cento per cento.»
«Bene», disse Marta Mist posandosi le mani sulle cosce. «Silenzio assoluto, per favore.» Tutti tacquero. Marta prese la pagina di pergamena che era stata deposta in mezzo al cerchio assieme a una scodella piena di un liquido rosso, la pose davanti a se e si mise accanto al recipiente. Allora Briet le consegno seria un bastoncino cinese di quelli usati per mangiare. Marta Mist lo impregno con quel liquido denso e con gesti lenti scrisse sul foglio due rune simboliche. Poi chiuse gli occhi e comincio a recitare in tono monotono e ammaliante: «Se vuoi che il nemico abbia timore di te…»
9 dicembre 2005
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LA lettura del
