nevosa.
Con quel tempo pochi avrebbero viaggiato, ma Stefan era sicuro che di li a poco sarebbe arrivato qualcuno. Non erano trascorsi piu di dieci minuti da quando aveva fermato Laura a bordo della
Accovacciandosi davanti a Laura e al bambino in lacrime, Stefan disse: «Laura, devo andare via di qui, ma tornero presto, tra un paio di giorni…»
«Chi sei?» chiese Laura in tono rabbioso.
«Non c’e tempo per le spiegazioni, ora.»
«Voglio sapere, dannazione! Ho il diritto di sapere.»
«Si, e un tuo diritto e ti spieghero tutto fra qualche giorno. Ma ora dobbiamo subito decidere che cosa raccontare, come facemmo quel giorno nel negozio. Ricordi?»
«Vai all’inferno.»
Impassibile, Stefan prosegui: «E per il tuo bene, Laura. Non puoi raccontare alle autorita la verita perche ha dell’incredibile. Non trovi? Penseranno che ti sei inventata tutto. Soprattutto se dirai che me ne sono andato… Penseranno sicuramente che sei in qualche modo implicata nell’omicidio, oppure che sei pazza».
Lo guardo con aria ostile e rimase in silenzio. Non la biasimava per il suo stato d’animo. Forse desiderava persino che fosse morto, ma comprendeva anche quello. Le sole emozioni che suscitava in lui erano amore, pieta e profondo rispetto.
Stefan continuo: «Dirai loro che quando tu e Danny avete superato la curva e avete imboccato la salita, c’erano
«Trafficanti di droga qui?» replico Laura sprezzante.
«Potrebbero esserci delle raffinerie qui intorno, una capanna nella foresta dove magari trattano il PCP. Ascolta, se la storia ha un senso
La strada era bloccata da tutte queste auto e quando l’autista ha frenato il veicolo ha cominciato a sbandare…»
«Hai un accento», disse Laura in preda alla collera, «leggero, ma… lo sento. Da dove vieni?»
«Ti spieghero tutto fra qualche giorno», rispose Stefan spazientito, scrutando la strada in entrambe le direzioni. «Lo faro, ma ora devi promettermi che racconterai questa storia, arricchendola come puoi, ma non dirai la verita.»
«Non ho altra scelta. Non e vero?»
«No», rispose Stefan, sollevato che avesse compreso la sua posizione.
Laura si strinse a suo figlio e non disse piu nulla.
Stefan aveva cominciato nuovamente ad accusare un forte dolore al piede semicongelato.
La sensazione di calore prodotta dal movimento era svanita e ora era scosso dai brividi. Le porse la cintura che aveva tolto a Kokoschka. «Infilala sotto la giacca. Non deve vederla nessuno. Quando arrivi a casa, nascondila da qualche parte.»
«Che cos’e?»
«Piu tardi lo saprai. Cerchero di ritornare fra qualche ora. Ma ora promettimi che la nasconderai. Non essere curiosa. Non indossarla. E per l’amore del cielo non premere il pulsante giallo!»
«Perche no?»
«Perche tu non vorresti andare dove ti porterebbe.»
Lo fisso confusa. «Portarmi?»
«Ti spieghero tutto. Ma non ora.»
«Perche non puoi portarla con te, qualunque cosa sia?»
«Due cinture su un corpo e anomalo, provocherebbe una sorta di rottura nel campo energetico e Dio solo sa dove potrei finire o in quali condizioni.»
«Non capisco. Di che cosa stai parlando?»
«Piu tardi. Ma se per qualche ragione non fossi in grado di ritornare, faresti meglio a prendere delle precauzioni.»
«Che genere di precauzioni?»
«Armati. Stai all’erta. Non c’e
«Ma chi diavolo sono toro?»
Senza rispondere, Stefan si alzo in piedi, trasalendo per il dolore al ginocchio destro. Indietreggio e la guardo intensamente per l’ultima volta. Poi si volto, lasciandola li, nel freddo e nella neve, appoggiata contro la jeep crivellata di proiettili, con suo figlio terrorizzato e suo marito morto.
Si diresse lentamente verso il centro della strada, dove dal selciato innevato sembrava provenire piu luce che dal cielo sovrastante. Laura lo chiamo. Ma Stefan la ignoro.
Nascose l’arma scarica sotto il cappotto. Infilo una mano nella camicia, cerco per un attimo e trovo il pulsante giallo sulla sua cintura del tempo. Esito per un istante.
Avevano inviato Kokoschka per fermarlo. Ora stavano di certo aspettando ansiosamente all’istituto per conoscere l’esito. Al suo arrivo sarebbe stato arrestato. Probabilmente non avrebbe mai piu avuto la possibilita di riprendere la Via del Lampo, per ritornare da lei, come le aveva promesso.
La tentazione di rimanere fu grande.
Se fosse rimasto, loro avrebbero mandato qualcun altro a ucciderlo e avrebbe trascorso il resto dei suoi giorni a fuggire mentre osservava il mondo cambiare cosi tragicamente che gli sarebbe stato impossibile sopportarlo. D’altro canto, se fosse tornato, c’era una minima possibilita che potesse ancora distruggere l’istituto. Il dottor Penlovski e gli altri erano ovviamente al corrente della sua ingerenza nel flusso naturale degli eventi nella vita di questa donna, ma forse non sapevano che aveva sistemato gli esplosivi nel solaio e nel seminterrato dell’istituto. In tal caso, se avesse avuto la possibilita di entrare nel suo ufficio anche solo per un momento avrebbe potuto azionare l’interruttore nascosto e far saltare l’edificio, con tutti i suoi archivi, ricacciandoli all’inferno a cui appartenevano. Piu probabilmente avevano gia trovato le cariche esplosive e le avevano rimosse. Ma finche rimaneva una qualsiasi possibilita che potesse porre fine per sempre al progetto e chiudere la Via del Lampo, era moralmente obbligato a tornare all’istituto, anche se cio poteva significare che non avrebbe mai piu rivisto Laura.
Mentre il giorno moriva, la bufera sembrava farsi piu violenta. Sul versante della montagna sopra la strada, il vento sibilava fra gli enormi pini e i rami frusciavano con rumore sinistro, come se una creatura gigante dai mille piedi stesse scendendo precipitosamente giu dal pendio. I fiocchi di neve erano diventati piccoli pezzetti di ghiaccio che sembravano voler raschiare il mondo, levigandolo come la cartavetrata leviga il legno, finche alla fine non ci sarebbero piu state cime e vallate, nulla, tranne una monotona pianura che si perdeva all’infinito.
Stefan premette il pulsante giallo tre volte in rapida successione, accendendo i segnali luminosi. Con rammarico e paura rientro nel suo tempo.
Stringendo a se Chris, ora piu calmo, Laura si sedette per terra accanto alla jeep e guardo il suo Custode allontanarsi nella neve.
Si fermo in mezzo alla strada e per un lungo momento rimase li, immobile. Poi avvenne un fatto incredibile. Dapprima l’aria si fece pesante, carica di una strana pressione, qualcosa che non aveva mai avvertito prima, come se l’atmosfera della terra si stesse condensando in qualche cataclisma cosmico, e improvvisamente le riusci difficile respirare. Nell’aria si diffuse un odore singolare ma familiare e dopo qualche secondo si rese conto
