Chris nella casa vicino a Big Bear. Il giorno successivo lui si reco da loro al volante della sua macchina sportiva di fabbricazione russa nuova di zecca, che aveva acquistato con parte del denaro che Laura gli aveva dato.

Nei mesi che seguirono dormi nella stanza degli ospiti. Ogni sera. Non aveva bisogno di nulla di piu. Stare con loro, giorno dopo giorno, sentirsi accettato, sentirsi parte integrante della famiglia, era tutto l’affetto che per il momento poteva ricevere.

A meta settembre, venti mesi dopo che era apparso ferito alla sua porta, Laura lo invito nella sua stanza. Tre sere dopo trovo il coraggio di andare.

3

L’anno in cui Chris compi dodici anni, Jason e Thelma acquistarono una casa a Monterey, che dominava il piu bel litorale del mondo. Insistettero affinche Laura, Stefan e Chris trascorressero con loro il mese di agosto. Le mattine sulla penisola di Monterey erano fredde e nebbiose, i giorni tiepidi e limpidi, le notti decisamente gelide nonostante la stagione e quei cambiamenti giornalieri di temperatura erano rinvigorenti.

Un giorno Stefan e Chris andarono a fare una passeggiata con Jason. Sulle rocce, non lontano dalla spiaggia, le otarie prendevano il sole e sbadigliavano rumorosamente. Lungo la strada che portava alla spiaggia, le macchine dei turisti erano parcheggiate praticamente una sull’altra. Si avventurarono sulla sabbia per fare delle fotografie a quelle «foche», come le chiamavano loro, avide di sole.

«Anno dopo anno», disse Jason, «ci sono sempre piu turisti. E una regolare invasione. E se noti… la maggior parte sono giapponesi, tedeschi e russi. Meno di mezzo secolo fa abbiamo combattuto la piu grande guerra della storia contro tutti e tre e ora stanno meglio di noi. I componenti elettronici e le auto giapponesi, i computer e le auto russe, le auto tedesche e tutti i macchinari di qualita… Per dirti la verita, Stefan, credo che gli americani spesso trattino i loro vecchi nemici molto meglio di quanto facciano con i vecchi amici.»

Stefan si fermo un attimo a guardare i leoni marini che avevano attirato l’interesse dei turisti e penso all’errore che aveva commesso durante il suo incontro con Winston Churchill.

Ma mi dica almeno una cosa. La curiosita mi sta uccidendo. Vediamo. …be’, per esempio, che cosa ne sara dei sovietici dopo la guerra?

La vecchia volpe era sembrata cosi casuale nella sua domanda, come se gli fosse venuta in mente per caso, come se avesse chiesto se il taglio degli abiti maschili sarebbe cambiato nel futuro. La sua invece era stata una domanda ben calcolata e la risposta di grande interesse per lui. Basandosi su cio che Stefan gli aveva detto, Churchill aveva incoraggiato gli Alleati occidentali a non abbandonare le postazioni militari in Europa dopo che i tedeschi erano stati sconfitti, per contrastare le mire espansionistiche russe sui territori occupati. Per tutta la durata della guerra contro la Germania, i sovietici avevano ricevuto armi e rifornimenti dagli Stati Uniti e quando questo sostegno cesso, crollarono nel giro di pochi mesi. Senza contare che l’estenuante guerra con il loro vecchio alleato Hitler, li aveva enormemente indeboliti. Il mondo moderno era molto diverso da cio che il destino aveva deciso e tutto perche Stefan aveva risposto a una domanda di Churchill.

A differenza di Jason, Thelma, Laura e Chris, Stefan era un uomo fuori del tempo, un uomo che viveva in un’era che non gli era stata destinata. Il suo futuro erano gli anni delle guerre mondiali, mentre quello stesso periodo costituiva il passato di questa gente. Egli poteva ricordare sia il futuro in cui era vissuto, sia quello che ora si era sostituito al vecchio. Loro non potevano ricordare altro mondo all’infuori di questo, in cui le grandi potenze non erano in guerra, in cui gli arsenali nucleari per il momento tacevano, un mondo in cui la democrazia fioriva addirittura in Russia, un mondo in cui c’erano abbondanza e pace.

Il destino lotta per riaffermare il modello predestinato, ma a volte, fortunatamente, non ci riesce.

Laura e Thelma erano rimaste sotto la veranda, a cullarsi sulle sedie a dondolo. Osservavano i loro uomini mentre andavano verso il mare e poi a nord lungo la spiaggia, finche non riuscirono piu a vederli.

«Sei felice con lui, Shane?»

«E un uomo malinconico.»

«Ma e adorabile.»

«Non sara mai Danny.»

«Ma Danny non c’e piu.»

Laura annui e continuo a dondolarsi.

«Dice che l’ho riscattato», continuo Laura.

«Come i tagliandi della drogheria, vuoi dire?»

Alla fine Laura affermo: «Lo amo».

«Lo so», replico Thelma.

«Non pensavo che sarei riuscita ad amare… ancora. Voglio dire, amare un uomo in quel modo.»

«Che modo e, Shane? Stai forse parlando di qualche nuova posizione erotica? Stai avviandoti verso la mezza eta, Shane, fra non molto avrai quarant’anni, non e forse il caso che tu riveda la tua libidine?»

«Sei incorreggibile.»

«Cerco di esserlo.»

«E tu, Thelma? Sei felice?»

Thelma si accarezzo il ventre prominente. Era ormai al settimo mese. «Sono molto felice, Shane. Te l’avevo detto che forse sono gemelli?»

«Si, me l’hai detto.»

«Gemelli», disse Thelma, come se la prospettiva la spaventasse. «Pensa come sarebbe contenta Ruthie.»

Gemelli.

Il destino lotta per riaffermare il modello predestinato, penso Laura. E qualche volta, fortunatamente, ci riesce.

Rimasero in silenzio per un po’, assaporando il profumo del mare e ascoltando il dolce fruscio del vento fra i pini e i cipressi di Monterey.

Dopo un po’ Thelma disse: «Ricordi quel giorno quando venni a casa tua e ti stavi esercitando nel tiro a segno?»

«Si, mi ricordo.»

«Quando stavi facendo a brandelli quelle sagome umane. Sfidavi il mondo intero, e tutte quelle armi nascoste ovunque… Quel giorno tu mi dicesti che avresti passato la tua vita a resistere a cio che il destino ti avrebbe riservato, ma non avresti resistito… avresti combattuto per proteggere te stessa. Quel giorno eri molto arrabbiata, Shane e molto amareggiata.»

«Si.»

«Adesso, so che continui a resistere. E so che continui a combattere. Nel mondo la morte e la tragedia non sono scomparse. Nonostante cio, e come se in un certo senso tu non fossi piu amareggiata.»

«No.»

«Vuoi dirmi il segreto?»

«Ho imparato la terza grande lezione, ecco tutto. Da bambina ho imparato a resistere. Dopo che Danny venne ucciso, ho imparato a lottare. Adesso resisto e lotto ancora, ma ho anche imparato ad accettare. Il destino e.»

«Mi suona tanto di stronzata trascendentalistica orientale, Shane. ‘Il destino e’. La prossima volta mi dirai di recitare un mantra e di contemplarmi l’ombelico.»

«Zeppa di gemelli come sei», esclamo Laura, «sara difficile che tu veda l’ombelico.»

«Oh, si che posso… arrangiando nel modo giusto degli specchi.»

Laura scoppio a ridere. «Ti voglio bene, Thelma.»

«Anch’io.»

Dondolarono e dondolarono.

Laggiu sulla spiaggia la marea cominciava a salire.

FINE
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