imbatteva. Un flusso temporale che andava a ritroso.
Stai ritornando, Knowles Satrick. Il cerchio sta per chiudersi. E stato un viaggio molto lungo, Knowles Satrick, ma adesso stai ritornando a casa.
Entro nel suo appartamento. Sulla soglia di una delle stanze interne vide una donna che indossava la semplice tunica dei cittadini comuni. Nonostante l’oscurita riusci a discernerne perfettamente i tratti del volto, come se la sua pelle emanasse un lieve bagliore. Era la strega Sharlson Naurya. E, poiche la somiglianza era inconfutabile, era anche sua sorella Geryl.
Per un attimo Goniface usci dallo stato di trance in cui si trovava e riacquisto piena lucidita di pensiero. Ma in nome della ragione, che cosa aveva fatto? Era caduto nella trappola della Stregoneria.
La sua vecchia natura riprese il sopravvento. Abbozzo un sorriso. Dunque quello era il modo in cui la Stregoneria sperava di spaventarlo e di sconfiggerlo? Indubbiamente era riuscita a tendergli una trappola, una trappola psicologica, ma non abbastanza efficace.
Protese la mano e dalle dita guantate baleno un raggio di energia viola. Per un terribile istante, la figura non sembro risentirne affatto. Poi la veste di tela grezza prese fuoco, il volto si anneri e, sfigurato dalle fiamme, il corpo crollo all’interno della stanza, fuori dal suo campo visivo. L’odore di carne bruciata gli riempi le narici.
Per un attimo il Sommo Gerarca assaporo il piacere di un grande trionfo personale. Era riuscito a sconfiggere il suo passato, ritornato a inghiottirlo. Aveva commesso l’ultimo omicidio, tardi forse, ma in tempo per chiudere quella partita a suo favore. Il suo passato era morto per sempre. La voce che insisteva ancora nel chiamarlo indietro non aveva piu alcun ascendente su di lui.
Ma, quasi in quello stesso istante, si rese conto che quella sua vittoria non era reale. Che quella era stata la sua Neodolos: l’ultima grande vampata di un fuoco destinato a spegnersi.
Perche dalla stanza, con passo leggero, usci Geryl, il corpo che le fiamme avevano avvolto, perfettamente integro, la tunica di tela grezza intatta.
E, dietro di lei, procedeva il piu strano dei cortei. Un’anziana donna macilenta che zoppicava appoggiata a una stampella. Un sacerdote ancor piu vecchio, con le guance un tempo piene, molli e cascanti. Un cittadino comune dall’aria ottusa e imbronciata un po’ piu vecchio di lui. Un altro sacerdote e molti altri cittadini comuni, per lo piu molto anziani.
Il cerchio si e chiuso, Knowles Satrick. E tutto finito. E quasi come se niente fosse mai accaduto.
Perche quel silenzioso corteo era composto dalle persone che lui aveva assassinato. Ma non erano come lui le ricordava, com’erano nel momento in cui erano morte; se cosi fosse stato, lui avrebbe subito pensato a qualche trucco astuto, e avrebbe trovato la forza di reagire.
Come Geryl, erano tutti come sarebbero stati se non fossero morti, ma come se fossero sopravvissuti e fossero invecchiati normalmente fino a quel giorno. Quelli non erano fantasmi evanescenti, ma spettri reali di un inferno concreto, l’inferno di un altro flusso temporale che l’aveva risucchiato nel suo gorgo. Lui non aveva ucciso nessuno, le sue azioni erano state cancellate. Oppure lui li aveva uccisi davvero, ma loro avevano continuato a vivere… altrove.
Asmodeo aveva ragione. Dietro l’apparato scientifico della Stregoneria si celava qualcos’altro. E quel qualcos’altro era orribile.
Le figure del corteo si disposero in circolo attorno a lui, che si era messo dietro la scrivania, e lo fissarono con freddezza, ma senza odio.
Goniface noto che i contorni della stanza erano mutati: le masse d’ombra erano diverse…
Un ultimo, disperato barlume di scetticismo: forse le persone che lui vedeva erano soltanto proiezioni telesolidografiche realizzate con diabolica astuzia. Con uno sforzo che sapeva non sarebbe stato piu in grado di ripetere, protese alla cieca una mano e tocco la creatura che gli era piu vicina… Geryl.
Le sue dita incontrarono una carne piena, viva.
Allora l’Inferno si chiuse intorno a lui, con il fragore metallico della porta di un carcere.
Non provo tanto terrore o colpa, benche in un certo senso fosse afflitto dall’espressione piu alta di entrambi i sentimenti, quanto piuttosto un senso generale di fatale predestinazione, la resa totale della sua volonta, perche si trovava al cospetto di forze che vanificavano tutte le conquiste della volonta.
Il teleschermo di fronte a lui si illumino. Gli ci volle qualche istante per riconoscere il volto di Fratello Jomald e qualche altro istante per ricordare chi fosse. Ma anche dopo, per Goniface fu come guardare un’immagine che assomigliava a qualcuno che aveva conosciuto tanto, tanto tempo prima, in un’altra vita.
— Eminenza. Eravamo tutti preoccupati per la vostra incolumita. Nessuno sapeva dove eravate andato. Potete ritornare subito al Centro di Telecomunicazione? C’e un’emergenza.
— No, restero dove sono — rispose Goniface quasi con un moto di impazienza. Che creatura futile e chiacchierona era quel fantasma! — Fammi le domande che devi.
— Molto bene, eminenza. A Neodolos la situazione e di nuovo critica. Non e stata la piena vittoria che sembrava all’inizio. Dopo i primi successi i sacerdoti non sono piu riusciti a conseguirne altri. La Centrale Energetica rischia di cadere nuovamente in mano al nemico. Nel frattempo, anche Mesodelfi e Neotepoli sono state invase. Visto quanto e accaduto a Neodolos, dobbiamo ordinare il contrattacco anche in quei Santuari?
Con grande fatica, Goniface si concentro sui problemi di quell’evanescente flusso temporale in cui la Gerarchia stava morendo. Ma gli sembravano lontani come se appartenessero a un altro universo.
Sollevo lo sguardo sul cerchio di vecchi volti che lo attorniavano. Nessuno parlo, ma scossero tutti insieme la testa. In particolare, Goniface noto il tremulo cenno di diniego di sua madre, sparuta creatura che gli anni avevano reso tanto fragile. Lo conosceva cosi bene.
Avevano ragione. La Gerarchia stava agonizzando in quell’altro flusso temporale, dal quale anche lui era svanito. Ed era meglio che la sua fine fosse rapida.
— Sospendi il contrattacco. — Quelle parole scaturirono senza alcuna fatica dalle sue labbra. — Annulla tutte le operazioni… fino a domani.
Ma per quel flusso temporale morente non ci sarebbe stato nessun domani.
Segui quella che a Goniface sembro un’inutile e noiosa discussione con lo spettro di Fratello Jomald. Ma Goniface insistette, perche sentiva che la scomparsa della Gerarchia era una conseguenza necessaria ed essenziale della sua stessa scomparsa. Anche per la Gerarchia doveva chiudersi il cerchio. Anch’essa doveva ritornare alle proprie origini.
E per tutto il tempo, dietro le obiezioni di Jomald, Goniface percepi, in modo confuso, come si trattasse di un’emozione provata in una vita precedente, la volonta di farla finita con tutte le lotte e tutte le tensioni, e un sentimento di gratitudine, perche la fine era ormai prossima.
Dopo un po’ Jomald disse: — Obbediro ai vostri ordini, ma non posso assumermi da solo questa responsabilita. Dovete parlare al Sommo Concilio e al Personale del Centro di Telecomunicazione.
Dopo una manciata di secondi sullo schermo apparve una piccola immagine del Centro. Sembrava che tutti quei fantasmi nani lo stessero guardando.
— Sospendete il contrattacco — ripete il Sommo Gerarca. — Annullate tutte le operazioni fino a domani.
Gli parve strano che quel mondo di fantasmi fosse ancora vivo e ancor piu strano che il nome spettrale di Goniface significasse cosi tanto per loro.
Seguirono altri messaggi da parte di Jomald. Messaggi che con una monotona regolarita decretavano la sconfitta della Gerarchia. Crescente scoramento. La tragedia di un flusso temporale agonizzante.
Poi, alla fine, l’ultimo, spaventato e futile grido di aiuto.
— Non riusciamo piu a comunicare con il Centro di Controllo della Cattedrale di Megateopoli. L’Osservatorio numero Uno informa che i fulmini di guerra della Cattedrale hanno cessato il fuoco. Osservatorio numero Uno isolato. Devo ordinare il contrattacco?
Per l’ultima volta Goniface sollevo lo sguardo sul circolo di volti rugosi. Ma sapeva gia che la loro risposta sarebbe stata “No”, e che quella sarebbe stata anche la sua risposta all’affannosa domanda di Jomald. Questa volta noto, in particolare, il movimento pendolare della testa calva del vecchio prete, il suo primo confessore.
— Disordini al Centro di Controllo del Santuario. Luci che vanno e vengono. Numerosi sacerdoti stanno cercando scampo nel Centro di Controllo: dicono che una tenebra con gli occhi ha invaso i corridoi e ha cercato di inghiottirli. Contrattacco?
Ma Goniface era assorto nei suoi pensieri. Stava riflettendo sull’analogia fra il suo destino e quello della Gerarchia e dei suoi preti. Che avessero ucciso i propri famigliari sopprimendoli di fatto o soltanto nel loro cuore
