di altre lingue. Il suo sogno e di terminare il libro, trovare un editore disposto a pubblicarlo, e col ricavato andare in Israele a trascorrervi gli ultimi anni.
— Vorrei conoscere il suo ragazzo — dice improvvisamente. Istantanee ondate di sospetto da parte del signor Steinfeld. E forse un pervertito, costui? Un molestatore di fanciulli, un pederasta? Ma no, ma no! E un brav’uomo ebreo, uno studioso, un
Si combina l’appuntamento. Eli va nell’appartamentino del romeno: un’unica stanzetta zeppa di libri, manoscritti, noti periodici in una decina di lingue. Ecco, leggi questo, dice il degno uomo, e questo e questo e questo, i miei saggi, le mie teorie; e ficca nelle mani di Eli fogli e fogli di vergatina fittamente dattiloscritti con interlinea uno e senza margini.
Eli torna a casa, legge, la sua mente si espande. Fantastico! Quel vecchietto ha messo insieme una
Eli, pagando di tasca propria, fa una fotocopia di tutti i manoscritti, affinche non succeda che un incendio — sviluppatosi in un appartamento limitrofo perche un
Un’associazione di profughi paga le spese del funerale. Salta fuori un nipote, misteriosamente mai citato prima, e porta via verso un destino ignoto tutti i libri e i manoscritti. Eli rimane solo con le sue fotocopie. E ora? In che modo puo essere il tramite mediante il quale l’umanita verra a conoscenza di quest’opera? Ah! Il concorso per la borsa di studio!
Eli si attacca alla macchina per scrivere, un’ora dopo l’altra, come posseduto. Nella sua mente, la distinzione fra lui stesso e il defunto amico si fa sempre piu incerta. Avevano fatto un patto di collaborazione: per mio tramite, pensa, Eli, questo grand’uomo parlera dalla tomba.
Il saggio viene terminato, e nella mente di Eli non sussiste il minimo dubbio sul suo valore: si tratta di un capolavoro assoluto. In piu, Eli ha la grande gioia di sapere che in tal modo ha salvato l’opera di uno studioso rimasto ingiustamente oscuro.
Invia alla commissione esaminatrice del concorso le sei copie prescritte; in primavera arriva la raccomandata in cui gli si comunica che ha vinto; viene convocato in una sala rivestita di marmo dove riceve una pergamena, un assegno per una somma che lui non riesce nemmeno a concepire, e le eccitate congratulazioni di uno stuolo di professoroni illustri. Poco dopo giunge la prima richiesta di collaborazione da parte di una rivista specializzata. Ha inizio la sua carriera.
Soltanto in seguito Eli si accorge che nel suo saggio ha completamente dimenticato — chissa come — di nominare l’autore sulla cui opera si basano le sue teorie. Non un riconoscimento, non una nota in calce, non una sola citazione.
Eli rimane confuso per questo errore di omissione, ma immagina che sia troppo tardi per rimediare; e senz’altro lo e qualche mese dopo, quando il saggio viene pubblicato e ne comincia l’esame da parte degli studiosi… Eli vive nel terrore che da un momento all’altro salti fuori un vecchio romeno, mostrando una serie di fascicoli di un’oscura rivista pubblicata a Bucarest prima della guerra e gridando che quel giovanotto impudente ha spudoratamente saccheggiato il pensiero del suo illustre e compianto collega, il povero dottor Nicolescu. Ma non salta fuori nessun romeno, nessuna accusa. Il saggio viene universalmente accettato come opera di Eli, e all’avvicinarsi degli esami di diploma parecchie universita di grido gareggiano per avere l’onore di contare Eli fra i propri studenti.
E questo squallido episodio, dice Eli a conclusione del suo racconto, puo ben simboleggiare l’intera sua vita intellettuale: tutto contraffatto, niente profondita di pensiero, idee chiave rubate ad altri. Finora ha potuto tirare avanti grazie alla sua abilita di comporre estratti di cose altrui camuffandoli da opere originali, e grazie a una certa capacita innegabile di assimilare la sintassi delle lingue arcaiche; ma non ha dato nessun contributo autentico all’umano sapere, il che sarebbe perdonabile — data la sua eta — se lui non si fosse fraudolentemente guadagnato la prematura reputazione di essere il piu acuto pensatore dopo Benjamin Whorf nel campo della linguistica.
E invece cos’e, in realta? Un golem, un orpello, una Disneyland ambulante di filologia. Ora si attendono da lui miracoli d’intuizione; ma che cosa puo dare? Non gli e rimasto da offrire piu nulla, mi dice con amarezza. L’ultimo manoscritto del romeno l’ha gia sfruttato molto tempo fa.
Cala un silenzio immane. Io non riesco neppure a guardare in faccia Eli. Questa e stata piu che una confessione: e stato un hara-kiri. Eli si e autodistrutto davanti ai miei occhi.
Certo, io ho sempre sospettato della presunta profondita di pensiero di Eli: benche non ci siano dubbi sull’acutezza della sua mente, le sue «intuizioni» mi hanno dato sempre l’impressione di essere di seconda mano. Tuttavia non ho mai immaginato questa faccenda, questo furto, questa impostura.
Che cosa potrei dirgli, ora? Dovrei far schioccare la lingua, come un prete, e dirgli: — Si, bambino mio, hai commesso un peecato orribile? — Lo sa benissimo. Dovrei dirgli che Dio lo perdonera perche Dio e amore? Non ci credo neanch’io. Forse potrei parafrasare Goethe e dirgli: ci si puo sempre redimere dal peccato compiendo opere buone. Eli, bonifica paludi e costruisci ospedali e scrivi qualche brillante saggio che sia farina del tuo sacco, e tutto finira bene.
E lui se ne sta li ad aspettare l’assoluzione, ad aspettare il Verbo che lo liberera dal giogo. Ha il volto inespressivo, gli occhi devastati. Vorrei che avesse confessato un banale peccatuccio di carne.
Oliver ha scopato l’amico, nulla piu: un peccato che per me non e tale ma soltanto un bel giochetto piacevole; pertanto l’angoscia di Oliver era irreale, il semplice prodotto del conflitto fra i naturali desideri del suo corpo e il condizionamento imposto dalla societa. Nell’Atene di Pericle, Oliver non avrebbe avuto niente da confessare.
Il peccato di Timothy, qualunque sia, e certamente qualcosa di altrettanto superficiale, in deroga non a leggi etiche universali ma a tabu tribali circoscritti a un determinato ambiente: forse ha dormito con una servetta, forse ha spiato un amplesso dei genitori.
La mia colpa e piu complessa, perche io ho gioito della rovina altrui e forse addirittura l’ho causata, ma in ultima analisi e una cosa di poco conto piuttosto inconsistente.
Ma il peccato di Eli e un altro paio di maniche. Se al centro della brillante carriera di Eli come studioso c’e soltanto il plagio, allora dentro di lui non c’e nulla: Eli e vuoto, e fatto solo di crosta superficiale; e quale assoluzione potrebbe essergli offerta, per questo?
Bene: Eli mi ha fatto la sua brava truffa, all’inizio della serata, e adesso sono costretto a truffare anch’io.
Mi alzo, mi accosto a lui, gli prendo le mani nelle mie, lo faccio alzare in piedi, e pronuncio quelle che per lui sono parole magiche:
Nessuna anima e dannata per l’eternita. Lavora sodo, applicati con zelo, sforzati di comprendere te stesso, e vedrai che alla fine otterrai la misericordia divina; infatti la tua debolezza ti viene da Lui, e se Gli mostrerai che sei capace di superarla non riceverai da Lui nessun castigo.
Eli, con un’aria assente annuisce alle mie parole. Poi esce definitivamente dalla mia camera.
Io penso al Nono Mistero, mi domando se vedro mai piu Eli vivo.
Mi metto a camminare su e giu per la stanza. Cammino e cammino a lungo, covando turpi propositi.
Infine Satana m’infiamma e io mi precipito da Oliver.
39
Oliver
— So tutto — dice Ned. — Tutto quanto. — Mi sorride con aria vergognosa. Sguardo dolce, da vacca, fisso nel mio. — Non devi aver paura di essere quello che sei, Oliver. Non devi. Non capisci quant’e importante conoscere se