— E non mi guardi dall’alto in basso? Non mi vedi come una piccola persona insignificante che dovrebbe essere morta?
— No. Tu sei una persona molto importante. E anche molto onesta. Uno degli esseri piu onesti e sinceri che io abbia mai conosciuto. Lo penso sul serio. Lo giuro su Dio.
Kathy gli diede una pacca cordiale sul braccio. — Non fare l’esagerato. Lascia che ti venga naturale.
— Mi viene naturale — le assicuro lui. — Davvero.
— Bene. — Il tono di Kathy era felice. Evidentemente Jason era riuscito a dissipare le sue preoccupazioni; si sentiva sicura di lui. E da quello dipendeva la sua vita… O no? Non stava capitolando davanti alla logica psicopatica di lei? Al momento, non ne era affatto sicuro.
— Senti — le disse incerto, — sto per dirti qualcosa, e voglio che tu mi ascolti attentamente: tu dovresti stare in un carcere per malati di mente.
Lei non reagi. Non apri bocca. Ma il silenzio che si era creato era spaventoso.
— E — continuo lui — io mettero tutta la distanza possibile fra te e me. — Strappo la mano dalla stretta di Kathy, giro sui tacchi e si avvio nella direzione opposta. Si perse tra gli Ordinari che si affollavano su entrambi i marciapiedi scalcinati, illuminati al neon, di quella sudicia parte della citta.
“L’ho persa” penso. “E, perdendo lei, ho probabilmente perso anche la mia vita.
“E adesso?” Si fermo, si guardo attorno. “Ho addosso un microtrasmettitore, come dice lei? Mi sto tradendo a ogni passo che faccio?
“Charley l’Allegrone” penso “mi ha detto di andare da Heather Hart. E, come sanno tutti a tivulandia, Charley l’Allegrone non sbaglia mai. Ma vivro abbastanza a lungo per arrivare da lei? E se avessi davvero addosso una pulce, non scatenerei anche su di lei la mia sorte avversa? E se Al Bliss e Bill Wolfer non mi conoscono, perche dovrebbe conoscermi Heather Hart? Ma Heather e una Sei, come me. Forse sara questo a fare la differenza.”
Trovo una cabina telefonica, entro, chiuse la porta isolandosi dai rumori del traffico e infilo nella fessura una moneta d’oro da cinque dollari.
Heather Hart disponeva di parecchi numeri che non comparivano sull’elenco. Alcuni per gli affari, altri per gli amici; uno, poi, per gli amanti. Jason, ovviamente, conosceva quel numero, visto cio che era stato per lei e che sperava di essere ancora.
Lo schermo si illumino. Dalle forme cangianti, Jason dedusse che Heather stava rispondendo dall’automobile.
— Ciao — le disse.
Heather si schermo gli occhi per decifrare il viso di lui.
— Chi diavolo sei? — I suoi occhi viola emettevano lampi. I capelli rossi erano abbacinanti.
— Jason.
— Non conosco nessun Jason. Come hai fatto ad avere questo numero? — Il tono era preoccupato, ma anche duro. — Sparisci dal mio videotelefono! — Lo scruto con aria corrucciata dallo schermo. — Chi ti ha dato questo numero? Voglio il nome.
Jason rispose: — Me l’hai dato tu sei mesi fa. Quando te lo sei fatta assegnare. La “piu privata delle tue linee private”, giusto? Non l’hai definita cosi?
— Chi te l’ha detto?
— Tu. Eravamo a Madrid. Tu eri li per lavoro, e io mi sono preso sei giorni di ferie. Stavo a mezzo chilometro dal tuo hotel. Venivi da me sulla tua Rolls verso le tre del pomeriggio. Giusto?
Heather chiese con un tono che voleva mascherare indifferenza: — Sei di qualche rivista?
— No, Sono il tuo amore numero uno.
— Il mio cosa?
— Il tuo amante.
— Sei un fan? Sei un fan, un maledetto aborto di fan! Se non sparisci subito, ti uccido. — Audio e video si spensero. Heather aveva riappeso.
Jason infilo un’altra moneta da cinque e compose di nuovo il numero.
— Ancora quell’aborto di fan — rispose Heather. Adesso sembrava piu padrona di se. O era solo rassegnazione?
— Hai un dente finto — le disse Jason. — Quando sei con uno dei tuoi amanti te lo fissi con una resina speciale che comperi da Harney. Pero con me a volte te lo togli e lo metti in un bicchiere con il disinfettante del dottor Sloom. E il prodotto per la pulizia dei denti che preferisci. Perche, dici sempre, ti ricorda i giorni in cui il Bromo Seltzer era legale, non la roba da mercato nero che oggi si produce illegalmente in cantina con tutti e tre i bromuri che la Bromo Seltzer ha smesso di usare anni fa, quando…
— Come hai fatto — lo interruppe Heather — ad avere queste informazioni? — La sua espressione era dura, le frasi secche, decise. Il tono… Jason l’aveva gia sentito altre volte. Heather lo usava con la gente che detestava.
— Non usare quel tono da non-me-ne-frega-niente con me — le disse rabbioso. — Il tuo dente finto e un molare. Lo chiami Andy. Giusto?
— Un aborto di fan sa tutte queste cose su di me! Dio. La conferma dei miei peggiori timori. Come si chiama il tuo club, e quanti sono gli iscritti, e tu da dove vieni, e come, Dio ti stramaledica!, come hai fatto a scoprire particolari della mia vita privata che non hai nessunissimo diritto di conoscere? Guarda che quello che stai facendo e illegale. Violazione della privacy. Se mi richiami, ti metto alle calcagna i pol. — Fece per riappendere.
— Io sono un Sei — disse Jason.
— Un cosa? Un Sei cosa? Hai sei gambe, e cosi? O, piu probabilmente, sei teste.
— Sei una Sei anche tu. E questo che ci ha tenuto legati per tanto tempo.
— Mi farai crepare. — Heather, adesso, era terrea. Jason poteva vedere, anche nella penombra del trabi, quanto fosse cambiato il colorito del suo viso. — Quanto mi costera convincerti a lasciarmi in pace? Ho sempre saputo che prima o poi un aborto di fan sarebbe…
— Smettila di chiamarmi “un aborto di fan” — ribatte secco Jason. Quella definizione lo faceva letteralmente infuriare. Gli pareva l’insulto piu spregevole. O magari una presa per i fondelli.
— Cosa vuoi? — chiese Heather.
— Vederti da Altrocci.
— Gia. Ovviamente sai anche questo. L’unico posto dove io possa andare senza che ci sia qualche demente a starmi addosso. Qualcuno che vuole la mia firma su un menu che non e nemmeno suo. — Heather sospiro disfatta. — Be’, addio anche a quello. Non ti incontrero da Altrocci ne da nessun’altra parte. Stai alla larga da me o ti faro tagliare le palle dai miei pol privati e…
— Tu hai
— Com’e vero — disse Heather.
— Okay. Adesso ti diro un’altra cosa che proprio non capirai come io possa sapere: ti ricordi di Constance Ellar?
— Si. Quella starlet insignificante, quella nullita che sembrava Barbie, a parte il fatto che aveva una testa troppo piccola e un corpo che sembrava gonfiato con una bombola di anidride carbonica. Troppo gonfiato. — Heather piego il labbro in una smorfia di disprezzo. — Era completamente scema.
— Infatti — convenne lui. — Completamente scema. Definizione perfetta. Ricordi cosa le abbiamo fatto nel mio show? Alla sua prima apparizione a livello mondiale, perche me l’avevano imposta in coppia con qualcun altro? Ricordi cosa le abbiamo fatto, tu e io?
Silenzio.
Jason continuo: — Per farcela accettare nello show, il suo agente ha acconsentito a utilizzare la sua immagine per uno dei nostri sponsor da due soldi. Noi ci siamo incuriositi sul prodotto, cosi, prima che la signorina Ellar si facesse viva, abbiamo aperto il sacchetto di carta e scoperto che si trattava di una crema per la depilazione delle gambe. Dio, Heather, ti devi…
— Sto ascoltando — interloqui Heather.
— Abbiamo tolto lo spray per le gambe e l’abbiamo sostituito con uno per l’igiene intima femminile, lasciando lo stesso foglietto di istruzioni della pubblicita. Diceva: “Dare una dimostrazione dell’uso del prodotto con
