Due pol in uniforme grigia ben piantati, alle prese con l’uomo che precedeva Jason, dissero all’unisono: — Questi sono stati falsificati un’ora fa. Sono ancora umidi. Vedi? L’inchiostro cola sotto il calore. Okay. — Annuirono. L’uomo, afferrato da quattro pol dall’aria truce, scomparve nel trabifurgone parcheggiato li nei pressi, minacciosamente grigio e nero: i colori della polizia.
— Okay — disse allegramente uno dei pol robusti rivolgendosi a Jason. — Vediamo dove sono state stampate le tue tessere.
— Le ho da anni — rispose Jason. Porse ai pol il portafogli con le sette tessere d’identita.
— Controlla le firme — disse il pol piu anziano al collega. — Vedi se si sovrappongono.
Kathy aveva ragione.
— No. — Il pol piu giovane mise via lo scanner. — Non si sovrappongono. Pero questo documento, quello del servizio militare, doveva avere un punto tras che e stato grattato via. E da mani molto esperte. Bisogna guardarlo con l’ingranditore. — Sposto la lente e la lampada, illuminando i particolari nel crudo fulgore bianco della luce. — Visto?
— Quando lei e stato congedato — chiese a Jason il pol piu anziano, — questo documento aveva un punto elettronico? Se lo ricorda? — I due poliziotti, mentre attendevano la risposta, restarono a scrutare Jason.
“Che diavolo devo dire?” si chiese lui. — Non lo so — rispose. — Non so nemmeno come sia un… — Stava per dire “microtrasmettitore a punto”, ma si corresse in fretta. Abbastanza in fretta, spero. — Un punto elettronico.
— E un semplice punto, amico — lo informo il pol piu giovane. — Non ci sta ascoltando? E sotto l’effetto di qualche droga? Qui, sulla tessera della sua situazione droghe, non risulta niente, almeno per quanto riguarda lo scorso anno.
Intervenne uno dei pol dall’aria truce. — Pero questo dimostra che i documenti sono autentici. Chi farebbe falsificare un reato su una tessera d’identita? Soltanto un idiota.
— Gia — disse Jason.
— Be’, non e roba di nostra competenza. — Il poliziotto piu giovane restitui le tessere a Jason. — Dovra vedersela con quelli della narcotici. Si muova. — Spinse via Jason con il manganello e si protese ad afferrare i documenti dell’uomo che si trovava dietro di lui.
— Finito? — chiese Jason ai pol dall’aria truce. Non poteva crederci. “Non darlo a vedere” si disse. “
Fece qualche passo.
Dall’ombra una mano lo tocco. Lui si immobilizzo a quel contatto; si senti trasformare in ghiaccio, a partire dal cuore. — Cosa pensi di me, adesso? — chiese Kathy. — Del mio lavoro, di quello che ho fatto per te?
— Ha funzionato — rispose lui, riprendendosi solo in parte.
— Non ti consegnero ai pol, anche se mi hai insultata e abbandonata. Pero stanotte devi restare con me come hai promesso. Capito?
Fu costretto ad ammirarla. Acquattandosi nelle vicinanze del punto di controllo, Kathy aveva ottenuto una testimonianza diretta della qualita dei suoi documenti falsi, che gli avevano permesso di farla franca con i pol. Cosi, di colpo, la situazione tra loro due si era rovesciata: adesso era lui a trovarsi in debito. Non era piu la vittima di cui lei approfittava. Adesso Kathy aveva dei diritti su di lui. Prima il bastone: la minaccia di denunciarlo ai pol. Poi la carota: le tessere d’identita falsificate perfettamente. La ragazza lo teneva in pugno. Jason doveva ammetterlo, con lei e con se stesso.
— Sarei riuscito a farti passare in ogni caso — disse Kathy. Alzo il braccio destro e indico una parte della manica. — Ho li una targhetta grigia d’identificazione della polizia. Sotto le loro macrolenti si vede. Serve a non farmi arrestare per sbaglio. Avrei detto…
— Finiamola — la interruppe lui con voce rauca. — Non voglio sapere altro. — Si allontano. La ragazza lo segui, sfiorando appena il terreno con i piedi, come un uccello aggraziato che sta per spiccare il volo.
— Vuoi tornare al mio monolocale? — chiese Kathy.
— Quella maledette stanza deprimente. — “Io ho una casa aerea a Malibu” penso lui, “con otto camere da letto, sei bagni rotanti e un soggiorno quadridimensionale col soffitto a infinito. E, per colpa di qualcosa che non capisco e che non posso controllare, devo trascorrere il tempo in questo modo. A visitare posti insignificanti, in rovina. Ristoranti schifosi, laboratori ancora piu schifosi, monolocali schifosissimi. Sto pagando per una colpa che ho commesso? Qualcosa che non so o che non ricordo? Ma nessuno paga. L’ho imparato tanto tempo fa: non devi pagare per il male o per il bene che fai. Alla fine, non si e mai in pari.”
— Immagina un po’ cosa c’e in cima alla mia lista della spesa per domani — stava dicendo Kathy. — Mosche morte. Sai perche?
— Sono ricche di proteine.
— Si, ma non e questo il punto. Non le compero per me. Ne prendo un sacchetto tutte le settimane per Bill, la mia tartaruga.
— Non ho visto nessuna tartaruga.
— Vive nel mio appartamento piu grande. Non avrai pensato sul serio che comperi mosche morte per me, eh?
—
— Vediamo. I gusti non si discutono. Giusto?
— Esatto. E questo significa che, se vuoi mangiare mosche morte, fai pure. Mangiale.
— Bill le mangia. Gli piacciono. E una di quelle tartarughine verdi. Non una grossa tartaruga terrestre. Hai mai visto come ingoiano di scatto il cibo, come per esempio una mosca che galleggia sull’acqua? Un animaletto piccolo cosi, ma e terribile. Un secondo prima la mosca c’e, e un secondo dopo, glunk, e dentro la tartaruga. — Kathy rise. — Viene digerita. C’e una lezione da imparare in tutto questo.
— Quale? — Jason anticipo la risposta. — Che, quando mordi, o prendi tutto oppure niente, e mai una sola parte.
— E cosi.
— E tu cosa prendi? — chiese lui. — Tutto o niente?
— Non lo so. Buona domanda. Be’, non ho Jack. Ma forse non lo voglio piu. E passato tanto di quel fottuto tempo. Probabilmente ho ancora bisogno di lui. Ma ho piu bisogno di te.
Jason disse: — Credevo che tu fossi il tipo capace di amare due uomini nello stesso modo.
— Io ho detto una cosa simile? — Kathy riflette mentre camminavano. — Quello che intendevo e che questo e l’ideale, ma nella vita reale si puo arrivare solo a un’approssimazione… Capisci? Riesci a seguire il mio ragionamento?
— Si e anche a vedere dove porta: a un temporaneo abbandono di Jack finche ci saro io in circolazione, e poi a un ritorno a lui quando me ne saro andato. Fai sempre cosi?
— Non lo lascio mai — rispose lei seccamente. Proseguirono in silenzio finche non raggiunsero il suo grande, vecchio condominio, con la foresta di antenne televisive in disuso che spuntavano da ogni parte del tetto. Kathy frugo nella borsetta, trovo la chiave, e quindi apri la porta della sua stanza.
Le luci erano accese. E, seduto sul divano ammuffito di fronte a loro, c’era un uomo di mezza eta, con i capelli grigi e vestito di grigio. Un uomo robusto ma impeccabile, con il viso perfettamente rasato. Il suo aspetto era curato nei minimi particolari; sulla sua testa, ogni singolo capello pareva occupare il posto giusto.
Kathy balbetto: — Signor McNulty.
L’uomo si alzo e porse la destra a Jason. Jason, automaticamente, fece per stringerla.
— No — disse l’uomo. — Non voglio stringerle la mano. Voglio vedere i suoi documenti, quelli che lei ha falsificato. Me li dia.
Senza una parola, Jason gli passo il portafogli.
— Non li ha fatti lei — disse McNulty, dopo una breve ispezione. — A meno che non stia migliorando di brutto.
Jason rispose: — Alcune di quelle tessere le ho da anni.
— Ma no — mormoro McNulty. Restitui portafogli e documenti a Jason. — Chi gli ha messo addosso il microtras? Lei? — Si giro verso Kathy. — Ed?
— Ed — rispose Kathy.
— Dunque, dunque: vediamo cosa abbiamo qui — McNulty si mise a scrutare Jason come se gli stesse
