oltre la guardia locriana avanzata verso di lui. II Locriano arretro, tornando nel cerchio di guardie, e abbasso l’arma. Un paio di Locriani si scambiarono una serie di pigolii; uno degli alieni si affretto a requisire i disintegratori erthuma. Beynes si rese conto che adesso lui e i suoi compagni erano completamente alla merce dei Pellegrini Lontani e della loro scorta. Un senso nauseante di impotenza gli attanaglio lo stomaco.
— Chi siete? — disse. — Cosa intendete farci?
Il Pellegrino Lontano che aveva parlato ebbe qualche attimo di esitazione. — Sono stato scelto come — disse infine. — Il vostro destino sara deciso presto da me e dai miei fratelli. Questo e tutto. Ora, silenzio.
Beynes giunse al limite della sopportazione. — Silenzio, un accidente! — sbotto. — Avete distrutto la mia nave, razza di insettoidi…!
La guardia locriana accanto a lui abbasso l’arma e sparo; cinque centimetri di roccia e sabbia tra i piedi di Beynes si disintegrarono.
Il primo ufficiale balzo indietro, fissando la guardia che aveva appena fatto fuoco. — Il tuo amico mi ha sparato! — strillo.
— Se avesse voluto spararti davvero — replico Portavoce — ora tu ti saresti fuso con l’universo. La vostra nave e stata distrutta perche si preparava a far fuoco contro di noi. Abbiamo intercettato le vostre comunicazioni e sappiamo che questa e la verita. Siamo dispiaciuti per la nostra azione letale, ma siamo stati costretti a proteggerci.
— E stato un errore! — protesto D’Lambert. — Noi non…
Un altro Locriano spiano la bocca della propria arma contro l’ufficiale scientifico. Beynes gli afferro un braccio per farlo tacere. — Silenzio — ordino Portavoce. — Comunque, siete colpevoli di sconfinamento e di distruzione di territorio sacro. La vostra penitenza verra decisa tra poco.
Portavoce-con-gli-Erthumoi sembro esitare di nuovo. Poi, da sotto il lungo mantello, estrasse un oggetto piatto che Beynes riconobbe: un libro multilingue. Il Pellegrino Lontano apri il coperchio a valva, tocco un paio di borchie, poi lo chiuse e lo getto nel buco annerito lasciato nel terreno dal disintegratore locriano.
— Se vi aiuta a capire, leggetelo — disse.
Ci fu un altro breve scambio di pigolii non tradotti, questa volta tra i Pellegrini Lontani e la loro scorta, quindi gli otto Locriani ammantellati si girarono e cominciarono ad allontanarsi.
Gli accoliti si avviarono subito verso la citta distrutta, dove una colonna nera di fumo si alzava ancora dai rottami bruciacchiati della navetta posati sulle cupole sfondate e sgretolate. La carcassa sembrava un grosso giocattolo lasciato cadere con noncuranza su un gruppo di formicai; per la prima volta nell’ultima ora, Beynes comincio a guardare la distruzione attraverso i grandi occhi sfaccettati dei Locriani. Avrebbe voluto chiamare Portavoce, insistere che non era colpa sua, che lui non era responsabile del danno irreparabile causato alla loro citta…
Ma non fu solo la minaccia delle armi delle guardie a strozzargli le parole in gola. Beynes lancio un’occhiata a D’Lambert. L’ufficiale scientifico lo fisso per un attimo, poi stoicamente si volto e osservo i Pellegrini Lontani. Forse gli erano venuti in mente gli stessi pensieri tetri.
I discepoli locriani si fermarono appena fuori le rovine della loro citta. Tutti insieme, si inginocchiarono lentamente di fronte alle cupole sbriciolate, disponendosi in semicerchio come le guardie attorno agli Erthumoi. Poi, con grande stupore di Beynes, slacciarono i caschi e li tolsero. Pochissimi membri delle Sei Razze si erano visti reciprocamente senza indossare qualche tipo di respiratore. Per un istante brevissimo, le teste degli otto Locriani apparvero scoperte come quelle degli Erthumoi prigionieri. Poi i Pellegrini Lontani alzarono i cappucci, coprendo i crani oblunghi, e rimasero immobili.
Immobili, ma non muti. Malgrado la distanza, Beynes li senti conversare; quelle parole aliene gli giunsero in modo vago, portate dalla brezza calda che agitava i loro indumenti. Le guardie attorno alla squadra da sbarco erthuma rimasero in silenzio, osservando gli Erthumoi attraverso i caschi.
Beynes si ricordo del libro gettato ai suoi piedi da Portavoce.
Inginocchiandosi, lo raccolse piano, spazzo via la sabbia e lo apri: era stato programmato per la lingua erthuma. Si sedette e lo attivo, e mentre i compagni si inginocchiavano e si sedevano attorno a lui — guardandosi bene dall’aprir bocca ma leggendo oltre le sue spalle — Beynes comincio a scorrere l’ipertesto.
Inosservate, le ombre intorno a loro iniziarono ad allungarsi mentre Epsilon Indi calava a poco a poco sotto l’orizzonte occidentale al di la della citta distrutta, e la fredda notte di Mecca ebbe inizio.
Colyns: E lei dice che quel libro datole da Portavoce-con-gli-Erthumoi… era la storia dei Locriani?
Beynes: No, no… era la storia dei Pellegrini Lontani, anche se probabilmente «storia» non e il termine giusto. Piu che altro era il loro Corano o Tora o Sacra Bibbia, comunque lo si voglia definire…
Colyns: Le loro sacre scritture…
Beynes: All’incirca… pero immagino che un Erthumoi non getterebbe mai un Corano o una Tora nella polvere ai piedi di un miscredente. Forse era solo un libro, Colyns. A ogni modo, parlava dei Pellegrini Lontani, di cosa significasse Mecca per loro.
Colyns: Allora cosa diceva il libro riguardo…?
Beynes: Vuoi stare zitto e ascoltarmi? Stai registrando tutto, quindi piantala con le domande. Bene… i Pellegrini Lontani non sono nati come religione. Erano… potremmo dire che erano dissidenti politici, immagino, anche se forse nemmeno questa definizione e esatta. Erano un gruppo che non credeva nell’opinione della maggioranza sul mondo d’origine dei Locriani…
Colyns: Sembra improbabile. I Locriani non hanno una storia di guerre interne.
Beynes: Perche sbattevano fuori chiunque non fosse d’accordo con lo status quo. Stiamo parlando di una specie che ha sviluppato la tecnologia per il volo stellare piu di trecentomila anni fa. Erano in grado di esiliare i dissidenti nello spazio quando gli Erthumoi bruciavano ancora le streghe. E cosi che hanno avuto origine i Pellegrini Lontani. Gli hanno dato… be’, in sostanza, un’astronave e una serie di indicazioni, e gli hanno ordinato di togliersi dai piedi. Seguendo quelle indicazioni hanno raggiunto una stella di classe K5 dall’altra parte della galassia… un sistema che, come le loro sonde avevano gia accertato, conteneva un pianeta abitabile per i Locriani.
Colyns: Epsilon Indi?
Beynes: Appunto. E il pianeta era Mecca… quello che noi chiamiamo Mecca, almeno. Il libro non riportava il nome locriano del pianeta nella versione erthuma. Immagino che sia considerato un nome sacro.
Colyns: Capisco. E questo quando e successo?
Beynes: Non lo so. Il libro non precisava questo particolare… era evasivo, come per il nome del pianeta. Comunque, secondo me, e successo appena prima che gli Erthumoi scoprissero la tecnica dell’iperbalzo. Pero so che la nave locriana poteva fare un viaggio di sola andata… come ripeto, questo era il metodo adottato dai Locriani per sbarazzarsi degli elementi radicali… cosi, una volta raggiunto Mecca, per i Pellegrini Lontani era impossibile ripartire. Per qualche motivo, quella nave si e schiantata sul pianeta, e loro non hanno potuto recuperare granche dai rottami. Si sono dovuti arrangiare con quel che avevano. E, per rendere davvero le cose piu piacevoli, il pianeta non era completamente abitabile perche l’atmosfera era un po’ troppo ossigenata per loro. Ma avevano fatto naufragio, non potevano tornare a casa, quindi hanno dovuto tirare avanti con quello che avevano. Colyns: E gli extragalattici…?
Beynes: Gli ex-gi erano stati su Epsilon Indi II molto tempo prima dell’arrivo dei Locriani. D’Lambert aveva ragione. Era solo una discarica per loro, un posto dove lasciare i rifiuti. Ma i Locriani hanno trovato quei rifiuti e, dato che erano a corto di materiale, li hanno usati per costruire la loro citta. Ma la parte importante di questa storia e che la percentuale d’ossigeno dell’atmosfera di Mecca era un po’ alta per loro. Tendevano a… be’, il libro parla di visioni mistiche, di rivelazioni sull’uniformita dell’universo e via dicendo; ma non ci vuole un eso-biologo per capire che soffrivano di ipossia collettiva. Avevano allucinazioni pazzesche. Colyns: Ipossia collettiva? Un’intera colonia perennemente ubriaca di…? Beynes: Ubriaca, in preda ad allucinazioni, che riceveva rivelazioni divine… forse e la stessa cosa, in fondo. Voglio dire, ci siamo cacciati nei guai per colpa di un paio di ubriachi erthuma, quindi che differenza fa qualche ubriaco in piu? Comunque, i contrasti politici degli esuli locriani con la madrepatria sono stati assimilati dalla religione nata su Mecca. Colyns: E la citta…
Beynes: La citta era il centro della loro esistenza, il luogo dove si e sviluppato il loro sistema di credenze religiose. Sono riusciti a sopravvivere la, ma appena appena. Il libro dice che hanno perso la maggior parte dell’equipaggio originale, e parla di un tasso di mortalita del cinquanta per cento nelle due generazioni successive. Sostiene che sono sopravvissuti solo quelli che hanno abbracciato le credenze della setta dominante, ma forse questa e solo l’interpretazione della storia da parte dei vincitori… chissa? Comunque, dopo tanti anni un’altra nave locriana si e avventurata nel sistema di Epsilon Indi per scoprire che fine avessero fatto i dissidenti, e cosi i
