Gli ha fe qo erano una specie di animali domestici. Per il momento, Bortha preferiva non cercare di ricordare che tipo di animali fossero. Prima di andare su La Se Da, non aveva mai immaginato che degli esseri intelligenti potessero dedicarsi alla distruzione di altri esseri intelligenti con tanto malvagio entusiasmo. Il solo pensiero lo-la disgustava. Una cosa del genere sarebbe stata impossibile tra i Naxiani, che per natura sentivano il dolore degli avversari come se fosse loro.

Jo Ka Le disse: — Voi viaggiatori stellari, naturalmente, non rivelate gran parte di quello che fate. Il nostro obiettivo di ricerca primario riguardo questi manufatti del Popolo Misterioso e di trovare un manufatto che serva da dispositivo per focalizzare i neutrini. Possiamo produrne in quantita, ma non impedire che s’irradiino in tutte le direzioni. Con un raggio neutrinico coerente, dovremmo finalmente cominciare a realizzare le nostre potenzialita.

Bortha non disse nulla. Non solo, si assicuro che il suo corpo lungo e sottile non tradisse quel che provava… non che fosse probabile che Jo Ka Le potesse interpretare il linguaggio corporeo naxiano, in ogni caso. Era difficile per Bortha nascondere quel che sentiva, cosi com’era difficile per la maggior parte degli Erthumoi imparare una lingua straniera. Tra loro, i Naxiani non nascondevano — o meglio, non potevano nascondere — le proprie emozioni. Quando avevano a che fare con razze prive della facolta empatica, pero, la dissimulazione spesso si rivelava sorprendentemente preziosa.

Come in quella circostanza, per esempio, decise Bortha. Jo Ka Le aveva ragione: se i La Se Dani fossero riusciti a creare un raggio neutrinico coerente, si sarebbero avvicinati moltissimo al segreto dell’iperpropulsione. Bortha continuava a non sentirsi tranquillo-a all’idea di quei feroci alieni in espansione tra le stelle.

Rivolse il proprio senso empatico verso Eberhard Richter e constato che l’Erthuma comprendeva e approvava le aspirazioni degli indigeni. Una scoperta per nulla rassicurante, che anzi acui la sua preoccupazione. Gli Erthumoi e i La Se Dani si assomigliavano parecchio (almeno, agli occhi di un Naxiano) e avevano tipi di reazioni emozionali relativamente simili (almeno, se giudicati in base ai diversissimi standard naxiani). Le due specie avrebbero potuto rappresentare degli alleati naturali perfetti contro le altre razze stellari. Gli impetuosi e aggressivi Erthumoi non erano riusciti a sconvolgere la pace che regnava nella galassia. Pero, unendosi agli abili e feroci La Se Dani… chissa?

Se Richter stava per rivelare il segreto dell’iperpropulsione, comunque, non lascio trasparire nulla in presenza di Bortha. Disse a Jo Ka Le: — Non conterei sull’aiuto della tecnologia del Popolo Misterioso, se fossi in voi. In tutta la galassia, non abbiamo trovato traccia di focalizzatori neutrinici.

— E quel che dici tu — fece Jo Ka Le, la voce e i sentimenti alterati dal sospetto.

— E quel che dico io — convenne Richter senza reagire al tono di Jo Ka Le, suscitando la perplessita di Bortha. Perfino le creature mentalmente cieche come gli Erthumoi imparavano a percepire le emozioni in modo approssimativo e abbastanza fortuito. Certo, quel sistema funzionava meno tra specie diverse, ma i sentimenti di Jo Ka Le non erano ne complessi ne oscuri. Qualsiasi altra cosa si potesse dire di loro, i La Se Dani erano sinceri nella loro cattiveria.

Jo Ka Le borbotto qualcosa di poco lusinghiero, poi senza nemmeno un saluto volse le spalle ai due rappresentanti della civilta galattica e s’incammino impettito verso il veicolo da superficie che lo aspettava. Il guidatore, che aveva atteso con il mezzo (uno spreco di tempo evidente, secondo Bortha, soprattutto in una razza che sosteneva di apprezzare moltissimo l’efficienza), corse ad aprire la portiera e la richiuse quando Jo Ka Le fu a bordo. Poi torno al proprio posto, avvio il veicolo e parti, lasciando dietro di se un odore acre di idrocarburi parzialmente incombusti e un notevole miglioramento dell’atmosfera emozionale.

Bortha si volto verso Eberhard Richter constatando che, pur essendo un alieno, sembrava la personificazione dell’urbanita rispetto ai La Se Dani. — Anche se non trovano un manufatto del Popolo Misterioso utilizzabile come focalizzatore, si stanno avvicinando alla realizzazione dell’iperpropulsione — disse. Un attimo dopo, aggiunse: — La cosa mi preoccupa.

— Li ammiro — disse Richter; come al solito, il suo inglese standard aveva un lieve tono gutturale. Bortha percepi che parlava sul serio. — Mi ricordano il mio popolo, i Deutsche… i tedeschi, in standard. Abbiamo avuto una lunga storia di guerre… guerre spesso perse, perche con la nostra grande determinazione a volte affrontavamo quasi tutte le altre nazioni della Terra… e dopo riacquistavamo la nostra forza. Abbiamo una volonta ferrea, come i La Se Dani.

Bortha contrasse leggermente il corpo, lasciando che Richter desumesse quel che poteva da quel gesto. Disse: — Sicuramente gli Erthumoi non hanno mostrato la ferocia che piace tanto a questi indigeni. — Nemmeno gli Erthumoi potevano essere cosi malvagi, riflette.

— Quasi, data la tecnologia disponibile all’epoca di quelle guerre — osservo Richter. — E successo parecchio tempo fa, comunque.

— Mi fa piacere saperlo — disse Bortha, il tono leggermente scosso. La guerra non era una cosa naturale per i Naxiani, che di consuetudine cercavano di ottenere cio che volevano ricorrendo al sotterfugio e non alla violenza.

Adesso, naturalmente, erano in grado di uccidere a distanze infinitamente piu grandi della portata della loro facolta empatica. Da dagli scontri con altri viaggiatori stellari meno sensibili avevano imparato che talvolta era necessario rispondere agli attacchi dell’avversario; in epoca recente, in un paio di occasioni dei Naxiani avevano addirittura combattuto contro i loro simili. Tuttavia, Bortha non poteva neppure immaginare che la propria specie agisse con la ferocia dei La Se Dani… o anche degli Erthumoi deutsche di Richter… era un’idea inconcepibile, come pensare che le stelle emettessero profumo invece di fotoni.

Disse: — Forse sarebbe stato meglio, per la tranquillita di tutti, se gli indigeni fossero riusciti a sterminarsi. Cosi non ci troveremmo di fronte alla prospettiva imminente della loro diffusione nella galassia.

— Non sarebbe stato meglio per loro — ribatte brusco Richter. — Anche noi Erthumoi abbiamo sfiorato l’autodistruzione; abbiamo perfino usato le armi nucleari, anche se in modo meno massiccio dei La Se Dani. Io li ammiro moltissimo per essersi ripresi cosi bene.

Era sempre sincero, constato Bortha, contraendo di nuovo il corpo. Alieno, penso. D’accordo, la specie di Richter comprendeva l’uso dell’iperpropulsione, pero i caratteri mentali dell’Erthuma erano strani come la sua fisionomia ripugnante. Come poteva ammirare quei selvaggi sanguinari? No, i La Se Dani non erano selvaggi, bensi gente che possedeva una cultura elevata ma che rimaneva comunque sanguinaria. Il che era peggio, secondo il modo di pensare di Bortha.

Con un’asprezza che andava oltre le sue intenzioni, disse: — Permettimi di ricordarti che le razze galattiche sono d’accordo sul fatto che non si dovrebbe favorire la conquista del volo stellare degli indigeni.

— Lo so — disse Richter. — Eppure, mi chiedo cosa avrebbe fatto il Popolo Misterioso in questo caso…

Bortha fece guizzare la lingua tra i denti, manifestando esasperazione. Per quello che erano in grado di dire le sei specie stellari presenti, il Popolo Misterioso si era tuffato in un buco nero milioni di anni prima e lo aveva richiuso alle proprie spalle, lasciando dietro di se solo alcuni manufatti enigmatici come quello accanto a cui erano accampati Bortha e Richter. Tutte le razze stellari erano convinte che il Popolo Misterioso fosse stato quasi onnisciente e di una benevolenza pressoche assoluta.

Secondo Bortha, pero, la benevolenza pressoche assoluta non sarebbe bastata… ci sarebbe voluto qualcosa di piu per decidersi ad aiutare i La Se Dani a espandersi. Disse: — Questi individui innervosirebbero perfino il Popolo Misterioso.

— Il Popolo Misterioso se la caverebbe in qualche modo. — Richter ne era piu che sicuro; la sua radiazione emozionale parlava chiaro. — Dato che non e qui a guidarci, dobbiamo arrangiarci da soli. Credo che ce la faremo, in un modo o nell’altro.

Non si dovrebbe permettere agli Erthumoi di muoversi liberamente nella galassia, penso Bortha. L’inglese standard possedeva un’espressione su cui Bortha si era scervellato-a a lungo: «cavarsela alla meno peggio». Nella lingua naxiana si traduceva come una contraddizione in termini evidente: procedere a casaccio, irriflessivamente, senza un programma definito, con forti sottintesi della mancanza di trasmissione generazionale d’esperienza tipica degli animali. Ma nel linguaggio erthuma, le connotazioni di quell’espressione erano tutte positive. La trascuratezza era una strana virtu di cui vantarsi… una virtu dimostrata ripetutamente nella storia erthuma, pero.

— Guardando voi Erthumoi — disse Bortha — mi chiedo come abbiate fatto a non seguire la strada distruttiva dei La Se Dani.

— Me lo chiedo anch’io, a volte — ammise Richter. — Io…

S’interruppe di colpo, perche a breve distanza risuono un crepitio serrato di armi da fuoco leggere. Insieme a Bortha, si affretto a raggiungere la tenda che dividevano; era a prova di armi piu pesanti dei fucili. Su La Se Da,

Вы читаете Le Fasi del Caos
Добавить отзыв
ВСЕ ОТЗЫВЫ О КНИГЕ В ИЗБРАННОЕ

0

Вы можете отметить интересные вам фрагменты текста, которые будут доступны по уникальной ссылке в адресной строке браузера.

Отметить Добавить цитату