del tradimento — disse. — Tu hai preso i tuoi, li hai avuti da Jo Ka Le.

— Niente argento in questo caso — replico Richter. — Terbio, se mai.

— Terbio? — Bortha non capi l’allusione. Non solo, non capi l’improvviso cambiamento d’umore dell’Erthuma, passato a un misto di ironia e divertimento. Non poteva fare nulla a questo proposito. Riguardo la prima cosa invece… attivo un modulo di memoria organico. — Il terbio e un metallo del gruppo delle terre rare che voi Erthumoi utilizzate per il drogaggio dei semiconduttori. A parte questo, ha pochi altri usi… che io sappia, la mia razza non lo utilizza in nessun modo. Dunque, perche ne parli adesso?

— Perche ho passato una notte in bianco preparando una documentazione sull’uso del terbio come elemento catalitico in un iperpropulsore — rispose Richter. — Tutta la documentazione e nella scheda dati che ho consegnato a Jo Ka Le.

— E a cosa servira? — disse Bortha irritato-a. — Lo sanno anche i piccoli che la catalisi dipende dal gadolinio.

— Lo sanno anche i bambini di una razza stellare, certo. Abbiamo la tecnologia da secoli… alcune delle nostre razze da millenni. I La Se Dani, no.

— Ma e una cosa ovvia — protesto Bortha. — In fin dei conti, il gadolinio e l’elemento con la piu alta sezione d’urto di cattura neutronica.

— Certo… tre volte piu grande di quella del piu comune isotopo di terbio. Ma il terbio-158? Io ho dimostrato chiaramente che la sua sezione d’urto di cattura neutronica e dieci volte piu grande di quella del gadolinio.

— Il terbio-158? — Bortha dovette riattivare il modulo di memoria, e inorridi. — Il terbio-158 ha un periodo di dimezzamento di undici secondi!

— Lo so — disse Richter. Non solo era divertito, era soddisfatto di se.

Bortha avrebbe voluto protendere degli pseudopodi per torcergli il collo e staccargli quella testa grottesca, come se fosse un’anguilla xanas appena uscita dai mari di Naxos. Strillo: — Innanzitutto, e una bugia. In secondo luogo, a chi interessa la sezione d’urto di cattura neutronica di un isotopo che non dura abbastanza per assorbire neutroni?

Chissa perche, quella protesta indignata accentuo il divertimento di Richter. — Sara anche una bugia — disse — ma ho fornito dei dati molto convincenti per farla sembrare vera. E per i La Se Dani non sara facile scoprire che e una bugia. Come hai appena detto, il terbio-158 non dura abbastanza da consentire dei test accurati.

— E perche i La Se Dani dovrebbero perdere tempo con dei test? — sbotto Bortha. — Sono malvagi e barbari, ma non sono stupidi… magari lo fossero! Sono abbastanza intelligenti da capire che non serve un emettitore di neutroni se si devono assorbire neutroni.

— Oh, ma vedi, ho anche suggerito ai La Se Dani dei metodi pratici per sopprimere la radioattivita, cosi da rendere il terbio-158 un isotopo stabile.

— Non si puo sopprimere la radioattivita, maledizione — impreco Bortha. — La tua razza non e in grado di farlo, la mia razza e gli altri stellari nemmeno e, per quel che ne sappiamo, neppure il Popolo Misterioso poteva farlo. Lo sanno anche i piccoli, come sanno che…

— L’hai gia detto un paio di volte — l’interruppe Richter. — Lo sapranno i bambini delle razze galattiche, ma i La Se Dani no di certo. Loro sanno solo che sei specie hanno l’iperpropulsione e loro no. Se un membro di una di queste specie… io, per esempio… gli indica come realizzarla, loro seguiranno l’indicazione, considerandola preziosissima. Con un po’ di fortuna, forse bloccheremo per parecchi anni delle ricerche che potrebbero portare davvero all’iperpropulsione.

Bortha fisso l’Erthuma come se lo vedesse per la prima volta, e percepi che parlava sul serio. Il suo piano non era nemmeno del tutto insensato; pensandoci bene, Bortha lo trovo sempre piu sensato. Ed era un piano abbastanza subdolo da sembrare frutto della mente di un Crotonita. In fatto di intrighi e macchinazioni, quello era il massimo elogio — o il peggior biasimo — secondo Bortha.

— Non vuoi davvero che i La Se Dani sviluppino il volo stellare, allora? — chiese.

— Certo che no — rispose Richter. — Credi che sia pazzo?

— Ma… ma… ma… — Era rarissimo che i Naxiani balbettassero, ma Bortha era al colmo del frastornamento. Con uno sforzo deciso, cerco di connettere. — Ma… i La Se Dani ti sono simpatici. Sei pieno di comprensione per loro. Ho il senso empatico, Erthuma… non puoi ingannarmi. — Quasi volesse contraddirsi, sondo di nuovo Richter. — Sei ancora pieno di comprensione per loro. Come hai potuto imbrogliarli, allora?

— Quello che provo e quello che ritengo giusto sono due cose diverse, Bortha — rispose Richter. — Forse non sara cosi per voi Naxiani, dato che potete percepire i sentimenti direttamente, ma per noi Erthumoi e cosi. Si, ho simpatia per i La Se Dani. Come ti ho detto, i loro guai mi ricordano quelli affrontati dal mio popolo, i Deutsche, tanto tempo fa, prima che gli Erthumoi scoprissero l’iperpropulsione.

— Ma… — Bortha si controllo per non balbettare ancora. — I guai dei La Se Dani, come li chiami tu, sono provocati da loro stessi — riusci a dire infine.

— Anche quelli dei Deutsche lo erano — disse Richter, e Bortha senti l’amara determinazione che il ricordo de! passato del suo popolo suscito in lui. — Vincemmo una guerra contro i nostri vicini e, un paio di generazioni dopo, combattemmo un’altra guerra derivata in parte dalla prima. La nostra alleanza era piu debole di quella dei nostri nemici, e fummo sconfitti.

Per fortuna, riflette Bortha, i Naxiani, come i buoni e quasi indistruttibili Samiani, sapevano ben poco della guerra. La maggior parte delle razze intelligenti non erano cosi fortunate, e progredivano — o regredivano — attraversando periodicamente fasi distruttive.

Richter prosegui: — Passo un’altra generazione, e i Deutsche erano assetati di vendetta verso i loro vecchi nemici. Cosi seguirono un leader che promise loro quella vendetta, e non si fermarono di fronte a nulla pur di ottenerla. Anche in quella circostanza, i loro alleati erano pochi… la maggior parte degli Erthumoi, anche senza il vostro senso empatico, aveva riconosciuto il leader dei Deutsche per quello che era.

— Cos’era? — chiese Bortha, provando una curiosita autentica.

Richter riflette alcuni istanti. — Diciamo che se i Deutsche avessero vinto quella guerra guidati da quella ideologia e poi avessero scoperto l’iperpropulsione, le altre cinque razze stellari qualche secolo fa si sarebbero trovate di fronte a un problema identico a quello rappresentato oggi dai La Se Dani. I miei antenati, una popolazione relativamente poco numerosa, combatterono contro la maggior parte del nostro pianeta natio, e per poco non lo conquistarono.

Bortha capto una strana mescolanza di orgoglio e ripugnanza.

— Sei contento che non ci siano riusciti, dunque? — disse, sempre piu perplesso-a… Come si poteva gioire per l’insuccesso dei propri antenati?

— Sono contento — rispose Richter. — Saremmo stati dei mostri, nient’altro che mostri. Dopo la conclusione di quella guerra, le nazioni che ci avevano sconfitto tennero divisi i Deutsche con la forza per due generazioni, temendo che trascinassero la Terra in un altro conflitto… e quando i Deutsche riuscirono poi a riunirsi, i loro vicini non erano affatto tranquilli, e stettero in ansia a lungo.

— Sia come sia — disse Bortha. — Continuo a non capire il nesso, come mai pur apprezzando i La Se Dani tu sia disposto a ostacolarli. — Li aveva ostacolati eccome spacciando delle bugie per tecnologia avanzata, penso Bortha. Forse gli indigeni avrebbero inseguito ombre nella nebbia per generazioni!

— Apprezzo i La Se Dani perche li capisco — rispose Richter.

— Come ho cercato di spiegarti, mi ricordano i miei antenati. Ho empatia nei loro confronti, potremmo dire.

Bortha non avrebbe detto nulla del genere. Sorprendentemente, gli Erthumoi avevano sviluppato il concetto di empatia senza essere in grado di provarla direttamente. Ma quella che chiamavano empatia era solo logica camuffata da sentimento… cioe una spregevole impostura, secondo Bortha.

Fece per dirlo, perche Richter ritraesse quello pseudopodio di orgoglio. Poi cambio idea. Grazie alla sua pseudoempatia, l’Erthuma aveva afferrato la situazione La Se Dana meglio di Bortha, che possedeva la vera facolta empatica. Astenendosi da un commento maligno, la creatura naxiana disse semplicemente: — Continua.

— Anche se comprendo e apprezzo i La Se Dani, Bortha, mi rendo conto ugualmente che costituiscono un pericolo. E tuttavia mi dispiace per loro, ho compassione — disse Richter, e Bortha constato che era vero. — Spero che tra qualche generazione riescano a raggiungere le stelle, unendosi alla tua razza e alla mia e alle altre quattro. Ma non sono ancora pronti, come non lo sarebbero stati i Deutsche sotto Hitler. L’ho capito, nonostante quello che provo per loro. A volte bisogna ignorare i propri sentimenti per fare quel che e giusto.

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