risposta, chiese:
— Non si puo aumentare la risoluzione?
— Sistema al massimo — disse il La Se Dano. — Forse il computer analizza, dice qualcosa. Forse rende solo il mistero piu profondo. — Bortha finse di non aver sentito. Gli Erthumoi erano l’unica razza stellare a usare intelligenze artificiali. I Naxiani preferivano pensare con la propria testa.
— Sciocchezze — dichiaro Jo Ka Le. — Un giorno capiremo perfettamente questi misteri. Appena una generazione fa, avremmo avuto poche speranze di riuscire a penetrare fino alla struttura interna di uno di questi oggetti. ora che cominciamo a scorgerla, comprenderemo sicuramente e raggiungeremo lo scopo.
— Non e detto — lo contraddisse Bortha. — Noi galattici studiamo da secoli i manufatti del Popolo Misterioso, e non abbiamo ottenuto che delusioni.
— Noi riusciremo — ribadi Jo Ka Le, irradiando la solita determinazione. Bortha sapeva benissimo che non bastava la determinazione per risolvere gli enigmi del Popolo Misterioso. Prima o poi, i La Se Dani sarebbero giunti alla stessa conclusione. Meglio non dirlo a Jo Ka Le, pero, per evitare di sentire la sua ondata di collera, Bortha rimase in silenzio.
Eberhard Richter disse:-Quando la vostra analisi computerizzata sara ultimata, Jo Ka Le, vorrei una copia dei dati, cosi noi umani… cioe, Erthumoi direste voi… potremo inserirli nelle nostre macchine. Forse i nostri sistemi diversi troveranno qualcosa che a voi e sfuggito.
— Forse — rispose Jo Ka Le. — Ma se troveranno qualcosa, che probabilita ci sono che comunichiate i nuovi dati anche a noi? Voi stellari siete maestri nel prendere le nostre conoscenze, frutto di duri sforzi, senza dare nulla in cambio. Prima di darvi qualcosa, vogliamo in cambio delle informazioni. Dovete imparare a trattarci da pari, perche un giorno viaggeremo tra le stelle come voi.
— Credo di avere qualcosa che v’interessa, forse — disse Richter sornione. Bortha lo guardo piuttosto allarmato-a. Sondo i suoi sentimenti, non lascio passivamente che l’emanazione emozionale lo-la colpisse, ma la esamino in profondita. Come aveva temuto, trovo ancora comprensione e solidarieta per i La Se Dani. Sapeva fin troppo bene cosa potesse interessare a Jo Ka Le, e pensava che non avesse il diritto di ottenerlo.
Anche il La Se Dano capi. — Allora? — disse. Tremava quasi, tanto era smanioso; perfino una creatura mentalmente cieca come l’Erthuma doveva accorgersene. Jo Ka Le prosegui. — Sai cosa vogliamo. Ce lo darai?
— In cambio dei dati importanti sul Popolo Misterioso che voi La Se Dani avete appena scoperto, si… penso che ve lo daro — rispose Richter. Doveva essere impazzito, riflette Bortha. Poteva anche darsi che la struttura interna del manufatto fosse interessante, pero non aveva alcuna importanza immediata. I particolari dell’iperpropulsione, invece… e Jo Ka Le senza dubbio mirava proprio a quello…
Bortha sondo di nuovo Richter.
Adesso era ansioso, oltre a essere solidale coi La Se Dani. Che avesse notato qualcosa sfuggito a Bortha nell’analisi de! manufatto? Non c’era altra spiegazione che giustificasse le sue emozioni o il suo comportamento. Bortha si chiese come fare per impedirgli di tradire tutte le razze galattiche, compresa la sua.
Penso all’assassinio, puro e semplice. Se avesse ritenuto improbabile che gli Erthumoi indagassero sulla morte improvvisa di un loro simile su un pianeta per loro importante, forse avrebbe tentato quella soluzione, o almeno non l’avrebbe accantonata subito. Ma Bortha non poteva nascondere la colpevolezza, e sicuramente gli Erthumoi avrebbero fatto in modo che tra gli inquirenti ci fosse un Naxiano di un mondo ostile al suo. Una volta scoperto che Bortha aveva ucciso Richter sarebbe potuta scoppiare una guerra non meno devastante di quella che, come temeva Bortha, avrebbero provocato i La Se Dani se fossero riusciti a spiccare il volo tra le stelle.
Che fare, dunque? Bortha non ne aveva idea. Il problema lo-la tormento tutto il giorno, come un pezzo di tubero incastrato tra i denti palatali, ma non riusci a risolverlo, proprio come di solito non riusciva a togliersi un pezzo di tubero senza stuzzicadenti e specchio.
Quella sera, provo a convincere Richter a non passare informazioni ai La Se Dani in cambio delle loro immagini dell’interno del manufatto del Popolo Misterioso. — ora che sappiamo che i fasci di particelle penetrano nell’oggetto possiamo ottenere i nostri dati… e probabilmente dati cento volte piu precisi di quelli ricavati da questi trogloditi planetari. Forza, Erthuma, prova a darmi torto se sei capace.
Eberhard Richter si limito a rispondere con un grugnito. Invece di parlare con la creatura naxiana, era impegnato a parlare col proprio computer, concentratissimo, e la concentrazione lo schermo dai ripetuti sondaggi di Bortha. A un certo punto, dalla disperazione, Bortha provo a sondare il computer. Un attimo fu piu che sufficiente a ricordargli-le perche la propria razza non avesse mai cercato di produrre forme di intelligenza artificiale. Le strutture concettuali del computer — rigide, fredde, meccaniche, insipide — erano sconcertanti e ripugnanti. Non era vivo, e nemmeno decentemente morto. Era disgustoso.
Non per Richter. Canticchiando, l’Erthuma studio lo schermo della macchina, ordino un paio di cambiamenti, osservo di nuovo, ordino un altro cambiamento e bofonchio soddisfatto, raggelando Bortha. Quindi ordino al computer di formattare le informazioni perche fossero compatibili con l’hardware La Se Dano.
— Hai davvero intenzione di farlo? — chiese Bortha, mentre il computer espelleva una piccola scheda dati quadrata del tipo usato dalle macchine degli indigeni.
— Si — rispose Richter. — Ti assicuro che e a fin di bene.
Bortha sondo ancora, il piu a fondo possibile. Anche volendo, l’Erthuma non avrebbe potuto nascondere nulla. Era convintissimo di quel che diceva. Doveva essere impazzito! Possibile che non si rendesse conto che i La Se Dani rappresentavano un pericolo per tutta la galassia? Bortha si rammarico piu che mai dei limiti del senso empatico; sapeva quel che provava un individuo, ma non cosa stesse pensando. I processi mentali di Richter erano e rimanevano impenetrabili. Alieni, completamente alieni…
L’Erthuma disse: — Dopo che Jo Ka Le e io avremo concluso il nostro scambio, credo che noi due dovremmo tornare in seno alla civilta.
Bortha rimase un po’ sorpreso-a; si aspettava che Richter volesse restare ad aiutare i La Se Dani a sviluppare l’iperpropulsione, perche sicuramente avrebbero cercato di realizzarla con le informazioni fornite da lui. Disse soltanto: — Come desideri.
Se Richter non arrivava a capire che Bortha avrebbe presentato un reclamo contro di lui non solo al governo del suo mondo ma anche ad altre autorita erthuma e ad ogni altra razza stellare, peggio per lui. Bortha si sarebbe adoperato-a perche tutti gli esseri civili da quel momento in poi, e per l’eternita, maledicessero il nome dell’Erthuma. Se non poteva impedirgli di liberare i La Se Dani nella galassia, si sarebbe vendicato-a. Per un Naxiano, era quasi altrettanto importante. Penso a come diffamare l’intera specie erthuma per avere commesso l’errore di generare quell’individuo.
La mattina dopo, Jo Ka Le consegno i suoi dati — i suoi dati inutili, insignificanti e schifosi, penso Bortha — a Richter. In cambio, Richter diede al La Se Dano la scheda dati elettronica che aveva fatto preparare la notte prima dalla sua (inutile, schifosa) macchina. Bortha non dovette sondare in profondita per sapere cosa stesse provando Jo Ka Le: la sua mente irradiava avidita, un’avidita vivida e ardente come il sole locale che stava salendo nel cielo.
Richter disse: — Usate questi dati con saggezza, Jo Ka Le. Mi dispiace che Bortha e io non possiamo rimanere qui ad aiutarvi a elaborarli. Abbiamo ricevuto un messaggio urgente la notte scorsa e dobbiamo tornare sui nostri mondi.
— Ce la caveremo — disse Jo Ka Le. — Prima che la nostra vita finisca, forse verro a farti visita sul tuo mondo, un giorno. — Se di fronte a tale prospettiva l’indigeno avesse provato un senso di umilta o di orgoglio o di soggezione, Bortha avrebbe potuto ricredersi e accettare l’iniziativa di Richter. Ma Jo Ka Le sembrava un predatore che avesse avvistato la preda… come tutti i La Se Dani subalterni li accanto, del resto.
Sotto un certo aspetto, fu un sollievo abbandonare il pianeta, allontanandosi dalle menti fameliche e bramose che lo abitavano. D’altro canto, pero, le cose non miglioravano di certo cosi, perche Bortha si trovava solo-a con Eberhard Richter, e Richter, lungi dal sentirsi in colpa, era soddisfatto di se, provava un compiacimento quasi indecente.
Bortha agito l’estremita della coda, in preda a un furore legittimo. — Sai cos’hai fatto? — sbotto. — Te ne rendi conto? Senza dubbio hai preparato il terreno per il peggior bagno di sangue che la galassia abbia mai visto.
— Oh, non accadra nulla di cosi catastrofico — rispose Richter.
Incredibile! Dopo tutto quello che aveva visto su La Se Da, era convinto di quel che diceva, non pensava di mentire. Bortha si arrabbio ancor di piu. — Voi Erthumoi usate «trenta pezzi d’argento» come simbolo ricorrente
