un equipaggiamento del genere era indispensabile.

Molti altri fucili cominciarono a sparare ai margini dell’area protetta creata dai La Se Dani di Fa Na Ye attorno al manufatto del Popolo Misterioso. — Vorrei che imparassero che non tutti quelli non della loro fazione sono nemici — disse Bortha.

Richter corrugo la fronte. Bortha sapeva leggere le espressioni facciali erthuma; erano utili quando l’argomento discusso non suscitava forti reazioni emozionali negli Erthumoi. Richter disse: — Bortha, hai imparato l’inglese standard cosi bene che quando lo parli riesci a confondere. — Mentre Bortha cercava di capire se fosse un complimento o un’offesa, Richter prosegui: — Comunque, penso sempre che la tua severita nei confronti di questa gente sia eccessiva. Tutte le razze stellari preferiscono trattare con i loro simili. Tu non preferiresti essere qui con un altro Naxiano invece che con me?

Dato che la risposta a quella domanda era si, Bortha non rispose. Disse: — La preferenza e una cosa, il massacro e una cosa diversa. — Richter bofonchio. Dalle sue emozioni, Bortha capi di avere colpito nel segno, pero percepi che fondamentalmente l’atteggiamento del rappresentante erthuma verso i La Se Dani non era cambiato.

Penso di continuare a discutere, poi decise di rinunciare. Gli Erthumoi erano individui ostinati, troppo propensi ad andare nella direzione opposta a quella in cui si sperava di spingerli. Certe volte Bortha pensava che fossero ancor piu strani dei Crotoniti. Forse c’entrava la loro anatomia, che presentava arti permanenti. Gli psicologi naxiani speculavano spesso su quel punto; i piu ritenevano che la loro mutabilita fisica li rendesse piu flessibili mentalmente, meno intransigenti di altre razze.

E questo cosa significava? Che era piu probabile che Richter facesse cambiare parere a Bortha che non viceversa? Bortha si augurava di no. Gli spari ai margini dell’area protetta erano cessati, ma un La Se Dano ferito continuo a urlare. Infine echeggio un altro colpo. Poi, il silenzio.

— Chiedo scusa per il frastuono di ieri — disse Jo Ka Le quando si uni ai galattici il mattino dopo. — Solo qualche razziatore di Vu Te Mi. Li abbiamo massacrati. — Sprizzava una soddisfazione evidentissima… almeno per Bortha.

— Perche uno ha gridato cosi a lungo? — chiese Bortha.

— Perche soffriva, e per permetterci di godere della sua sofferenza — rispose Jo Ka Le. La crudelta era un vizio La Se Dano; l’ipocrisia, no. Ma la crudelta sincera non era meno crudele di qualsiasi altro tipo di crudelta. Bortha non trovava nulla di ammirevole in tale atteggiamento, e torno a domandarsi come Richter potesse comprendere e giustificare quella gente. Una volta tanto, il suo senso empatico non gli-le fu di grande aiuto. Sapeva cosa provava l’Erthuma, ma non il perche.

— Dobbiamo procedere con il programma odierno? — disse Richter. — Oggi tocca a voi, Jo Ka Le.

— E tutto pronto — disse Jo Ka Le. Da quando era stato rinvenuto quel nuovo manufatto del Popolo Misterioso, galattici e La Se Dani si erano avvicendati nel tentativo di capirne la funzione. Il metodo La Se Dano — come prevedibile, secondo Bortha — consisteva nel cercare di saggiarne la resistenza. Gli indigeni avevano provato a segarlo, lo avevano bombardato con raggi x, microonde, laser militari, gas corrosivi… tutto tranne le armi nucleari, e forse avrebbero usato anche quelle se il manufatto si fosse trovato piu lontano da uno dei loro centri urbani.

Con il loro approccio aggressivo non avevano scoperto nulla. Le razze stellari disponevano di sistemi d’indagine piu raffinati ma, al pari dei La Se Dani, non avevano ottenuto alcun risultato. La maggior parte dei congegni lasciati nella galassia dal Popolo Misterioso erano e rimanevano incomprensibili. Ma i pochi che si riusciva ad attivare, o che funzionavano spontaneamente, facevano cose cosi sorprendenti e cosi al di la della tecnologia dei galattici che tutti i manufatti dovevano essere esaminati a fondo.

Jo Ka Le disse: — Forse dei fasci di particelle concentrati ci daranno un’idea della struttura interna del manufatto.

— Forse — disse Bortha. Non ci credeva, ma doveva ammettere di non essere completamente sicuro-a. L’energia che i La Se Dani avrebbero riversato nei fasci di particelle avrebbe provocato disturbi elettromagnetici avvertibili sulla superficie della loro luna piu vicina. Gli approcci brutali alla tecnologia avevano dei limiti, pero a volte consentivano di ottenere risultati importanti e impensati aprendo nuove vie quando gli sperimentatori erano sul punto di arrendersi.

Sotto la direzione di Jo Ka Le, la squadra scientifica di indigeni trascorse la mattinata installando l’apparecchiatura del raggio di particelle. A circa meta dell’operazione, qualcosa ando storto. Jo Ka Le invei contro lo sfortunato ricercatore responsabile del settore in cui era sorto il problema. Invece di provare la rabbia che Bortha avrebbe provato per un trattamento simile, lo scienziato tremo di paura… una paura intensissima che lo paralizzo, gli impedi di sistemare le cose, e fece venire i brividi a Bortha.

Non annoverando la pazienza tra le sue doti, Jo Ka Le ignoro le spiegazioni farfugliate dal ricercatore, e lancio un ultimo urlo di collera, chiamando due La Se Dani armati che portarono via lo sventurato subalterno.

Jo Ka Le si volto verso i galattici che stavano osservando. — Veniva da un campo di lavori forzati, quel figlio incapace di madre mutata. Un altro periodo al campo gli ricordera che era uscito a patto di non fallire… e lo ricordera anche agli altri.

— Intanto, la vostra ricerca e ferma, naturalmente. — Di solito, Bortha non era sarcastico-a, ma La Se Da aveva il potere di fare affiorare i suoi lati peggiori.

In ogni caso, Jo Ka Le era inattaccabile da quel tipo di blanda ironia. — Non per molto — replico calmo. — Le forze di sicurezza tireranno fuori qualcun altro… hanno degli elenchi di maschi con l’esperienza necessaria.

Infatti, il rimpiazzo arrivo prima di mezzogiorno. Si rivelo tremendamente servile e smanioso di accontentare Jo Ka Le, e si dimostro anche capace di rimettere in funzione l’apparecchiatura recalcitrante, raggiungendo il proprio scopo.

— Vedi? — disse Jo Ka Le a Bortha. — Adesso possiamo iniziare, e con uno staff veramente motivato dalla voglia di riuscire.

— Vedo — disse Bortha, e lascio perdere. Non era compito suo giudicare il modo di agire dei La Se Dani. Se lo fosse stato, Jo Ka Le e ogni membro della sua specie si sarebbero trovati in guai seri.

Dei generatori rumorosi pomparono energia nel doppio fascio di particelle. Due scie ardenti ionizzate solcarono l’aria e colpirono il manufatto lasciato sul pianeta dal Popolo Misterioso. «Manufatto» era solo un termine archeologico ricercato, penso Bortha, un nome fine a se stesso che in realta descriveva ben poco…

— Chissa se questo sara completamente riflettente come tanti altri? — disse Eberhard Richter.

— Sai, io spero proprio che lo sia — rispose Bortha. Provo un piacere maligno immaginando la rabbia e lo sconcerto di Jo Ka Le. Poi il piacere svani e subentro la vergogna. Sicuramente, anche se l’esperimento fosse fallito, lo sfortunato ricercatore rispedito al campo di lavori forzati non sarebbe tornato in liberta, riflette Bortha.

Comunque, il manufatto si rivelo permeabile. I La Se Dani accanto all’apparecchiatura gridarono eccitati, rizzando il pelo e sembrando grossi il doppio delle loro dimensioni reali. Jo Ka Le urlo qualcosa nella propria lingua, poi si rivolse ai galattici esprimendosi di nuovo in inglese standard. — Ho ordinato di concentrare ulteriormente i raggi per migliorare la chiarezza delle immagini che stiamo ottenendo.

Richter mosse la testa su e giu, un gesto erthuma che i La Se Dani avevano imparato a comprendere. Suo malgrado, Bortha dovette ammettere che Jo Ka Le sapeva quel che faceva. E nel constatarlo, chissa perche, si rese conto di trovarlo ancor piu antipatico.

— Possiamo vedere quello che state ottenendo? — chiese. Sulla maggior parte dei mondi sarebbe stata una cosa assolutamente normale e naturale. Su La Se Da, dove la sicurezza era una mania, niente di piu facile che una sbirciatina venisse considerata un atto di spionaggio.

— Guardate pure — rispose Jo Ka Le. Era riluttante, ma non osava manifestarlo, percepi Bortha, strisciando fino all’apparecchiatura e drizzandosi sulla coda per guardare oltre le spalle di un paio di La Se Dani.

Lo schermo mostrava un’immagine granulosa che mutava via via che il punto d’intersezione dei due fasci di particelle si spostava all’interno del manufatto. Da una stampante accanto allo schermo uscirono dei diagrammi con l’analisi dei cambiamenti della composizione. — Si riesce a individuare qualche traccia di struttura? — domando Bortha.

Il La Se Dano che stava esaminando i diagrammi rispose:

— Dovrebbe esserci, pare. Apparenze ingannevoli. Il computer non ne trova nessuna.

Bortha dovette compiere uno sforzo per seguire l’inglese standard dell’indigeno. Quando ebbe decifrato la

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