primato… Fra l’altro, perche doveva incontrarsi con l’insegnante? Incontrare me, puo ancora essere comprensibile. Diciamo che voleva controllare chi lo sta pedinando… Ma con l’insegnante, perche? Ora Scekn. Quella stupida richiesta di asilo, che non calza con niente!
— Calza, Mak. Tutto calza. Il programma e un programma, e la coscienza e la coscienza. Lui non si rende conto di quello che gli sta succedendo. Il programma esige da lui l’inumano, e la coscienza si sforza di trasformare questa esigenza in qualcosa di almeno un po’ sensato… Lui corre di qua e di la, compie azioni strane e sciocche. Mi aspettavo qualcosa del genere… Proprio per questo c’era bisogno del segreto della personalita: ora abbiamo almeno un margine di tempo… per quanto riguarda Scekn non hai capito un’acca. Non c’e stata nessuna richiesta di asilo. I Testoni hanno fiutato che non e piu un uomo e ci mostrano la loro lealta. Ecco tutto…
Non mi aveva convinto. La sua logica era quasi impeccabile, ma io avevo visto Abalkin, avevo parlato con lui, avevo visto l’insegnante e Maja Tojvovna, avevo parlato con loro. Abaikiri correva di qua e di la, si. Compiva strane azioni, si, ma queste azioni non erano insensate. Dietro di esse c’era uno scopo, solo che non riuscivo proprio a capire quale fosse. E poi, Abalkin mi faceva pena, non poteva essere pericoloso…
Ma si trattava solo di una mia intuizione, e ne conoscevo il valore; nasce dal campo dell’esperienza umana, e noi in qualche modo avevamo a che fare con i Nomadi…
— Potrei avere ancora del caffe? — chiesi.
Sua Eccellenza si alzo e ando a prepararne dell’altro.
— Vedo che hai dei dubbi, — disse, volgendomi le spalle. — Anche io avrei dei dubbi, se solo ne avessi il diritto. Sono un vecchio razionalista, Mak, e ne ho visto di tutti i colori; mi sono sempre fatto guidare dalla ragione, e la ragione non mi ha mai ingannato. Mi disgustano questi fantastici giochi di abilita, questi programmi misteriosi, creati da chissa chi quarantamila anni fa, che, guarda un po’, si accendono e si spengono per motivi incomprensibili; questi mistici legami extraspaziali fra anime vive e stupidi dischetti nascosti in un astuccio… Tutto questo mi fa venire il vomito!
Porto il caffe e lo verso nelle tazze.
— Se io e te fossimo dei comuni scienziati, — continuo, — e ci occupassimo semplicemente dello studio di un certo fenomeno della natura, con quale piacere affermerei che si tratta solo di una serie di idiote casualita! Tristan e morto per un caso: non e stato il primo ne l’ultimo. L’amica d’infanzia di Abalkin, per un caso, e quella che conserva i detonatori. E per un caso che lui ha fatto il numero del mio canale speciale, perche voleva telefonare ad un altro… Te lo giuro, questa poco probabile serie di avvenimenti poco probabili mi sembrerebbe molto piu credibile dell’idea idiota, insensata, dell’esistenza di un diabolico programma inserito in un embrione umano… Per gli scienziati e tutto chiaro: non creare nuovi esseri se non e assolutamente indispensabile. Ma io e te non siamo scienziati. L’errore dello scienziato e, in ultima analisi, un suo problema personale. Invece noi non dobbiamo sbagliarci. Ci e consentito di passare per sciocchi creduloni, per ignoranti, per mistici. Una sola cosa non ci viene perdonata: di aver sottovalutato il pericolo. E se a casa nostra all’improvviso c’e puzza di zolfo, non abbiamo assolutamente il diritto di lanciarci in discussioni sulle fluttuazioni molecolari. Dobbiamo presumere che nelle vicinanze si trovi il diavolo con le corna, e prendere le misure adeguate, arrivando al punto di organizzare la produzione di acqua santa in quantita industriali. E se, grazie a Dio, risulta che si trattava solo della fluttuazione, e se di noi ridera tutto il Consiglio Mondiale e anche tutti gli scolari… — allontano irritato la tazza. — Non posso bere il caffe, e non posso nemmeno mangiare, ormai da quattro giorni…
— Eccellenza, — dissi, — ma perche… Perche deve essere per forza il diavolo con le corna? In fin dei conti, cosa possiamo dire di male dei Nomadi? Prendiamo per esempio l’operazione “Mondo morto”… In quel caso hanno salvato la popolazione dell’intero pianeta! Alcuni miliardi di persone!
— Mi vuoi consolare… — disse Sua Eccellenza, sogghignando cupo. — Ma in quel caso non hanno salvato la popolazione. Hanno salvato il pianeta dalla popolazione! E con molto successo… E dov’e andata a finire la popolazione non siamo riusciti a saperlo…
— Perche hanno salvato il pianeta? — chiesi sbigottito.
— E perche la popolazione?
— Va bene, — acconsentii. — Il problema non e questo. Mettiamo che lei abbia ragione: il programma, i detonatori, il diavolo con le corna… Ma che cosa puo fare? E uno solo…
— Ragazzo, — disse Sua Eccellenza quasi con affetto, — ci stai pensando da appena un’ora e mezza, e io mi sto scervellando da quaranta anni. E non solo io. E non siamo riusciti ad arrivare a nulla. Ecco quel che e peggio. E non arriveremo mai a niente, perche anche i piu intelligenti ed esperti di noi non sono che uomini. Non sappiamo che cosa vogliano. Non sappiamo di che cosa siano capaci. E non lo sapremo mai. L’unica speranza e che nel nostro agitarci, in modo febbrile e disordinato, riusciamo pero a compiere un passo che loro non hanno previsto. Non possono prevedere tutto. Nessuno lo puo. E cio nonostante, tutte le volte che decido di fare qualcosa mi trovo a pensare che e proprio questo quello che si aspettano da me, e che proprio per questo non bisogna farlo. Sono arrivato al punto, vecchio scemo, di rallegrarmi perche non abbiamo distrutto subito, il primo giorno, quel maledetto sarcofago… I Tagoriani, invece, lo hanno distrutto. E ora guardali! Il terribile vicolo cieco in cui si sono cacciati… Forse, si tratta proprio della conseguenza di quell’azione logica, ragionevolissima, che hanno compiuto un secolo e mezzo fa… Pero, d’altra parte, loro non si ritengono affatto in un vicolo cieco! E un vicolo cieco dal nostro punto di vista umano! Dal loro punto di vista, sono fiorenti e prosperi, e, naturalmente, ritengono di doverlo a quella loro tempestiva e radicale decisione… Oppure, ecco, noi abbiamo deciso di non far avvicinare il furibondo Abalkin ai detonatori. Ma forse, e proprio questo che si aspettavano da noi?
Appoggio il cranio calvo sul palmo delle mani e comincio a scrollare la testa.
— Siamo tutti stanchi, Mak, — annuncio. — Come siamo stanchi! Non possiamo piu pensare a questo argomento. Per la stanchezza diventiamo indolenti e sempre piu spesso ci diciamo: «Passera!». Prima Gorbovskij era in minoranza, ora invece il settanta per cento della Commissione ha accettato la sua ipotesi. «Uno scarabeo nel formicaio». Ah, come sarebbe bello! Che voglia di crederci! Persone intelligenti, per pura curiosita scientifica, hanno introdotto uno scarabeo nel formicaio e con grande diligenza registrano tutte le sfumature della psicologia delle formiche, tutti i particolari della loro organizzazione sociale… E le formiche sono spaventate a morte, le formiche corrono di qua e di la, sono preoccupate, sono pronte a dare la vita per il formicaio natio, e non si rendono conto, poveracce, che lo scarabeo alla fine striscera fuori dal formicaio e riprendera la sua strada, senza aver fatto il minimo danno… Ti rendi conto, Mak? Senza il minimo danno! Non correte di qua e di la, formiche! Andra tutto bene… Ma se non si trattasse di «uno scarabeo nel formicaio»? Se si trattasse invece di «una volpe nel pollaio»? Lo sai, Mak, che significa «una volpe nel pollaio»?…
E a questo punto scoppio. Batte i pugni sul tavolo e urlo, fissandomi con gli occhi verdi pieni di rabbia:
— Canaglie! Mi hanno levato quaranta anni di vita! Sono quaranta anni che hanno fatto di me una formica! Non riesco a pensare a niente altro! Hanno fatto di me un vigliacco! Ho paura della mia stessa ombra, non mi fido nemmeno della mia stupida zucca… Perche mi fissi cosi? Fra quarant’anni sarai pure tu cosi, e forse molto prima, perche gli avvenimenti si susseguono sempre piu in fretta! Cosi in fretta, come noi, vecchi, non sospettavamo nemmeno, e ce ne andremo tutti in pensione, perche non riusciamo a venirne a capo. E tutto passera a voi! Ma anche voi non ne verrete a capo! Perche voi…
Tacque. Non guardava piu me, ma al di sopra di me. E si alzo lentamente da dietro il tavolo. Mi voltai.
Sulla soglia, sulla porta aperta c’era Lev Abalkin.
4 giugno dell’anno 78. Lev Abalkin dal vero
— Lev! — esclamo Sua Eccellenza con una voce sorpresa e commossa. — Dio mio, caro amico! E noi non ci sentiamo piu le gambe, a furia di cercarla!
Lev Abalkin fece un movimento e all’improvviso si trovo subito accanto al tavolo. Senza dubbio, si trattava di un vero Progressore della nuova scuola, professionale, si, ed anche uno dei migliori, probabilmente. Mi tocco mettercela tutta, per tenere il suo tempo di percezione.
— Lei e Rudolf Sikorski, il capo del COMCON-2, — disse a voce bassa, sorprendentemente incolore.
— Si, — rispose Sua Eccellenza, sorridendo cordialmente. — Ma perche un tono cosi ufficiale? Si segga,
