momento, avrebbe potuto indirizzare la sua attivita contro gli interessi dell’umanita, non lo turbo minimamente. Confesso sinceramente che, sebbene si rendesse conto del fatto di costituire un pericolo potenziale, non ci credeva affatto. Accetto volentieri di sottoporsi ad autosservazioni regolari, comprendenti, fra l’altro, un esame giornaliero con un indicatore emozionale, e propose persino un’approfondita mentoscopia. In breve, la Commissione poteva essere soddisfatta: per lo meno uno dei “trovatelli” era diventato un alleato forte e consapevole della Terra.

Venuto a conoscenza di questo esperimento, Rudolf Sikorski dapprima si arrabbio, ma poi decise che, in ultima analisi, questo esperimento poteva risultare utile. Fin dapprincipio aveva insistito sul mantenimento del segreto della personalita dei “trovatelli”, prima di tutto per ragioni di sicurezza della Terra. Non voleva che, quando (e se) il programma si fosse messo in moto, oltre a quel programma subconscio, avessero a disposizione anche notizie del tutto coscienti su loro Stessi e su quello che avveniva in loro. Avrebbe preferito che cominciassero a darsi da fare non sapendo cosa cercare e compiendo, inevitabilmente, azioni sciocche e strane. Ma in fin dei conti, per il controllo era persino utile avere uno (ma non di piu!) dei “trovatelli” che possedesse le piu complete informazioni su se stesso. Se il programma esisteva indubbiamente doveva essere organizzato in modo che nessuna consapevolezza riuscisse a dominarlo. Altrimenti per i Nomadi non sarebbe valsa la pena ingolfarsi in un affare disperato. Ma, senza dubbio, il comportamento di un uomo informato del programma avrebbe dovuto essere molto diverso da quello degli altri.

Tuttavia gli psicologi non ci pensavano proprio a fermarsi ai risultati conseguiti. Ringalluzziti dal successo avuto con Kornej Jasmaa, tre anni dopo (Rudolf Sikorski si trovava ancora a Saraks) ripeterono l’esperimento con Thomas Nielson (numero 02, segno “Stella Obliqua”), guardiano del parco naturale di Gorgona. I risultati furono molto positivi ed effettivamente, per alcuni mesi, Thomas Nielson continuo a lavorare con buoni risultati, evidentemente per nulla turbato dal segreto della sua personalita. Si trattava di un uomo piuttosto flemmatico e non incline a manifestare le sue emozioni.

Eseguiva con precisione tutte le procedure raccomandate per l’autosservazione, parlava della sua posizione persino con un certo pesante senso dell’umorismo che gli era proprio, ma rifiuto categoricamente di sottoporsi a mentoscopia, adducendo per questo delle ragioni puramente personali. Pero, centoventotto giorni dopo l’inizio dell’esperimento, Thomas Nielson peri nella sua Gorgona in circostanze che non escludevano la possibilita del suicidio.

Per la Commissione in genere e per gli psicologi in particolare fu un colpo terribile. Il decrepito Pakin annuncio la sua uscita dalla Commissione, abbandono l’istituto, gli allievi, i familiari e si ritiro in volontario esilio. E, il centotrentaduesimo giorno, il collaboratore del COMCON-2, incaricato in particolare del controllo mensile dell’astuccio d’ambra, riferi in preda al panico che il detonatore numero 02, segno “Stella Obliqua”, era assolutamente sparito, senza lasciare dietro di se nella nicchia, foderata di fibre semoventi di pseudoepitelio, nemmeno un granello di polvere.

Ora, l’esistenza di un legame a dir poco semi-mistico fra ciascuno dei “trovatelli” ed il detonatore corrispondente era indubbia. Cosi come era indubbio, per tutti i membri della Commissione, che, nel prossimo futuro, i terrestri non sarebbero riusciti a venire a capo di questa storia.

4 giugno dell’anno 78. Discussione della situazione

Tutto questo e molto altro ancora me lo racconto Sua Eccellenza quella notte stessa in cui tornammo dal museo nel suo studio.

Faceva gia giorno, quando fini di raccontare. Tacque, si sollevo a fatica, senza guardarmi, e ando a farsi il caffe.

— Puoi fare domande, — bercio.

In quel momento solo un sentimento mi pervadeva quasi completamente: un rincrescimento enorme, senza limiti, per il fatto di esser venuto a conoscenza della cosa ed essere costretto a prendervi parte. Certo, ci fosse stata al mio posto una qualsiasi persona normale, con una vita normale ed un lavoro normale, avrebbe preso questa storia per una di quelle favole fantastiche e minacciose ai confini fra il noto e l’ignoto, che giungono fino a noi deformate e irriconoscibili e posseggono tuttavia un’incantevole qualita: per quanto minacciose e terribili, non hanno alcun rapporto diretto con la nostra Terra, calda e luminosa, e non hanno nessuna influenza sostanziale sulla nostra vita di ogni giorno. Tutto, chissa come, chissa grazie a chi e chissa dove, si e sempre chiarito, si chiarira anche ora o sara chiarito senza dubbio al piu presto.

Ma, sfortunatamente, non ero una persona normale, in questa accezione della parola. Ero invece uno di quelli a cui e toccato in sorte di chiarire le cose. E capivo che mi sarei portato addosso quel segreto fino alla fine dei miei giorni. E che insieme al segreto mi ero preso un’altra responsabilita che non avevo chiesto, e di cui, per la verita, non avevo bisogno. Che d’ora in poi ero tenuto a prendere delle decisioni e, dunque, dovevo capire a fondo per lo meno quello che altri avevano capito prima di me, e possibilmente ancora di piti. E percio, affondare ancora di piu in questo segreto, disgustoso come tutti i segreti, e forse, addirittura, ancora piu disgustoso degli altri e immergermi in esso ancora piu a fondo di quanto non avessi fatto finora. E nel contempo provavo una sorta di infantile riconoscenza nei confronti di Sua Eccellenza, che fino all’ultimo aveva cercato di tenermi al di fuori da tutto questo. E una sorta di ancora piu infantile, quasi capriccioso risentimento contro di lui perche, alla resa dei Conti, non mi aveva tenuto fuori.

— Hai delle domande? — si informo Sua Eccellenza.

Mi ripresi.

— Allora, lei ritiene che il programma si sia messo in moto, e che lui abbia ucciso Tristan?

— Ragioniamo seguendo la logica. — Sua Eccellenza dispose le tazze, verso con cura il caffe e si sedette al suo posto. — Tristan era il suo medico osservatore. Si incontravano regolarmente una volta al mese nella jungla, e Tristan adottava misure di profilassi, nell’ambito dei controlli regolari del livello di tensione psichica dei Progressori, ma in realta per convincersi che Abalkin fosse sempre un essere umano. In tutto Saraks solo Tristan conosceva il numero del mio canale speciale. Il trenta maggio — al piu tardi il trentuno — dovevo ricevere da lui tre sette, «tutto a posto». Ma il ventotto, il giorno fissato per l’esame, muore improvvisamente. E Lev Abalkin si precipita sulla Terra. Lev Abalkin si nasconde. Lev Abalkin mi chiama sul canale speciale, il cui numero e noto solo a Tristan… — Bevve d’un sorso il suo caffe e tacque, mordicchiandosi le labbra. — Secondo me, non hai capito la cosa piu importante, Mak. Ora non abbiamo a che fare con Abalkin, ma con i Nomadi. Lev Abalkin non c’e piti. Dimenticalo. Contro di noi avanza il robot dei Nomadi. — Tacque di nuovo. — Per essere sinceri, non riesco proprio a immaginare quale forza sia stata capace di costringere Tristan a dire il mio numero a chiunque fosse, e ancor piu a Lev Abalkin. Temo che non lo abbiano semplicemente ucciso…

— Lei pensa, dunque, che il suo programma lo mandi in cerca dei detonatori?

— Non penso piu nulla.

— Ma lui non ha nessuna idea dei detonatori… Oppure Tristan?

— Tristan non sapeva niente. Ed anche Abalkin non sa niente. Conosce solo il programma!

— E come si comporta Jasmaa? E gli altri?

— Tutto nell’ambito del normale. Ma anche i segni non sono comparsi su tutti contemporaneamente. Abalkin e stato il primo.

Si doveva dedurre, quindi, che nei confronti degli altri Sua Eccellenza aveva gia preso le misure necessarie e, grazie a Dio, non dovevo sapere di quali misure si trattasse. Non mi riguardava.

Dissi:

— La prego, non mi fraintenda, Eccellenza. Non pensi che stia cercando di addolcire, accomodare, sminuire… Ma lei non lo ha visto. E non ha visto le persone con cui si e incontrato… Capisco tutto: la morte di Tristan, la fuga, la chiamata sul suo canale speciale; si nasconde, va dalla Glumova, da cui sono conservati i detonatori… Sembra assolutamente chiaro. Quale mirabile connessione logica! Ma potrebbe essere diversamente! Si incontra con la Glumova: nemmeno una parola sul museo, solo ricordi infantili e amore. Si incontra con l’insegnante: solo rancore, come se fosse stato l’insegnante a rovinargli la vita… La conversazione con me: offesa, come se gli avessi rubato il

Вы читаете Lo scarabeo nel formicaio
Добавить отзыв
ВСЕ ОТЗЫВЫ О КНИГЕ В ИЗБРАННОЕ

0

Вы можете отметить интересные вам фрагменты текста, которые будут доступны по уникальной ссылке в адресной строке браузера.

Отметить Добавить цитату