qualunque sarebbe stata la decisione ultima del Consiglio Mondiale, occorreva mantenere la cosa in un ristretto ambito di persone con un altissimo livello di responsabilita sociale, per un periodo imprecisato. In questo senso si espresse in extremis: «La decisione di lasciare tutto come sta, e di osservare passivamente, non e una vera decisione. Le decisioni vere sono solo due: distruggere o far sviluppare. Non ha importanza quando sara presa l’una o l’altra decisione — domani o fra cento anni, — ma ognuna di esse sara insoddisfacente. Distruggere il sarcofago significhera compiere un atto irrevocabile. Tutti noi conosciamo bene il prezzo di atti irrevocabili. Far sviluppare significhera andare incontro ai Nomadi, le cui intenzioni sono per noi a dir poco incomprensibii. Io non ho deciso niente e non mi ritengo in diritto di votare per l’una o l’altra possibilita. L’unica cosa che chiedo, e su cui insisto, e di permettermi di prendere immediatamente misure contro le fughe di notizie. Se non altro perche non ci si riversi addosso un oceano di incompetenti.

Questo breve discorso produsse una grande impressione, e la decisione venne presa all’unanimita, tanto piu che tutti si rendevano conto di una cosa: non occorreva aver fretta, e creare le condizioni per un lavoro tranquillo ed esauriente era indispensabile.

Il 31 dicembre si tenne l’assemblea allargata. Erano presenti ottanta persone, fra cui il Presidente del Consiglio Mondiale per le questioni sociali, su invito di Gorbovskij. Tutti concordarono sul fatto che il sarcofago era stato rinvenuto in modo assolutamente casuale e, dunque, prima del tempo. Tutti concordarono anche sul fatto che, prima di prendere qualsivoglia decisione, bisognava cercare di capire, e se non di capire, perlomeno di immaginare qua! era il disegno originario dei Nomadi. Furono espresse alcune ipotesi piu o meno azzardate.

Kirill Aleksandrov, noto per le sue opinioni antropomorfiche, espresse l’opinione che il sarcofago contenesse il fondo genetico dei Nomadi. «Tutte le dimostrazioni a me note sulla non umanita dei Nomadi — annuncio — sono indirette. In realta, i Nomadi potrebbero essere benissimo dei sosia genetici dell’uomo. E una supposizione che non contraddice nessuno dei dati in nostro possesso». Partendo da questo, Aleksandrov proponeva di interrompere tutti gli studi, rimettere la scoperta nella sua posizione originaria e abbandonare il sistema EN 9173.

Secondo August Johann Bader, il sarcofago era si un contenitore del fondo genetico ma non dei Nomadi, bensi dei terrestri. Quarantacinquemila anni fa, i Nomadi, ammettendo teoricamente la possibilita di imbastardimento genetico delle allora poco numerose stirpi di Homo sapiens, avevano cercato in questo modo di prendere misure atte a ristabilire l’umanita terrestre nel futuro.

Sempre nella linea «non penseremo male dei Nomadi» parlo anche l’anziano Pak Xin. Anche lui, come Bader, era convinto che ci si trovasse di fronte a qualcosa che avesse a che fare con il fondo genetico dei terrestri, ma riteneva che i Nomadi avessero in questo caso fini illuministi. Il sarcofago era una particolare “bomba del tempo”, aprendo la quale i terrestri contemporanei acquisivano la possibilita di conoscere le particolarita dell’aspetto fisico, dell’anatomia e della fisiologia dei loro lontani predecessori.

Gennadij Komov pose il problema in modo molto piu ampio. Secondo lui, ogni civilta, arrivata ad un certo punto di sviluppo, non puo non tendere ad un contatto con altri intelletti. Tuttavia, il contatto fra civilta umanoidi e civilta non umanoidi e estremamente difficile, se non impossibile. Si trattava del tentativo di usare un metodo di contatto assolutamente nuovo: creare un umanoide essere-mediano, nel cui genotipo erano cifrate alcune essenziali caratteristiche della psicologia non umanoide. In questo senso bisognava guardare alla scoperta come all’inizio di una nuova fase, in linea di principio, sia nella storia dei terrestri, sia nella storia dei Nomadi non umanoidi. Secondo Komov, le ovocellule dovevano essere fatte sviluppare senza indugio. Lui, Komov, non era affatto turbato dalla considerazione che la scoperta fosse avvenuta prima del tempo: i Nomadi, calcolando i tempi di sviluppo dell’umanita, facilmente avevano potuto sbagliarsi di qualche secolo.

L’ipotesi di Komov suscito una vivace discussione, durante la quale per la prima volta si fece strada il dubbio sulla capacita della pedagogia contemporanea di adattare o no, con successo, i suoi metodi all’educazione di persone la cui psiche si distingue in modo significativo da quella degli umanoidi.

Contemporaneamente, i cautissimo Machiro Sinoda, il piu grande specialista di Nomadi, pose una domanda molto ragionevole: perche lo stimato Gennadij e anche altri compagni sono cosi convinti del benevolo atteggiamento dei Nomadi nei confronti dei terrestri? Non abbiamo nessuna prova del fatto che i Nomadi siano capaci di avere un atteggiamento benevolo verso chicchessia, compresi gli umanoidi. Al contrario, i fatti (non molto numerosi, e vero) testimoniano piuttosto che i Nomadi sono assolutamente indifferenti ad un intelletto estraneo e tendono ad utilizzarlo come mezzo per il conseguimento dei propri fini e non come partner per un contatto. Non sembra quindi, allo stimato Gennadij, che l’ipotesi da lui espressa possa ugualmente essere sviluppata in senso opposto, e, precisamente, che gli ipotetici esseri-mediani debbano, secondo i progetto dei Nomadi, adempiere a dei compiti che dal nostro punto di vista sono negativi? Perche, seguendo la logica dello stimato Gennadij, non presupporre che il sarcofago sia, per cosi dire, una bomba ideologica a scoppio ritardato, e gli esserimediani siano un tipo di sabotatori predestinati all’inserimento nella nostra civilta? “Sabotatori”, ovviamente, e una parola odiosa. Ma ecco che anche da noi e apparso un concetto nuovo, quello di “Progressore”, un uomo della Terra la cui attivita e diretta ad accelerare il progresso delle civilta umanoidi retrograde. Perche non ammettere che gli ipotetici esseri-mediani siano una specie di Progressori dei Nomadi? In fin dei conti, che cosa ne sappiamo noi del punto di vista dei Nomadi sul tempo e la forma del nostro progresso umano?…

L’assemblea, in breve, si divise in due fazioni, gli ottimisti ed i pessimisti. Il punto di vista degli ottimisti sembrava, naturalmente, assai piu verosimile. Effettivamente, e difficile, e persino impossibile, immaginare una supercivilta capace non di una rozza aggressione, ma anche solo di una sperimentazione priva di tatto nei confronti dei fratelli piu giovani per intelletto. Nei limiti di tutte le rappresentazioni esistenti sulla regolarita di sviluppo dell’intelletto, il punto di vista dei pessimisti sembrava, a essere indulgenti, artificioso, cervellotico e arcaico. Ma, d’altra parte, rimaneva sempre la possibilita, anche se minima, di un errore di calcolo. Poteva essere sbagliata l’intera teoria del progresso. Potevano essersi sbagliati quelli che l’avevano interpretata. E, principalmente, potevano essersi sbagliati i Nomadi stessi. Le conseguenze di questo tipo di errori per le sorti dell’umanita terrestre non vengono ne computate ne controllate.

Proprio allora, all’immaginazione di Rudolf Sikorski per la prima volta si presento l’immagine apocalittica di un essere che ne anatomicamente, ne fisiologicamente si distingue da un uomo; per di piu, non si distingue da un uomo anche psichicamente, ne per ragionamento logico, ne per i sentimenti, ne per la visione del mondo; vive e lavora proprio in mezzo agli altri, ha in se un invisibile, minaccioso programma, e la cosa piu terribile di tutte e che lui stesso non sa niente di questo programma e non viene a saperne niente nemmeno in quel momento imprecisato in cui questo programma si mette finalmente in moto, fa scoppiare il terrestre che e in lui e lo conduce… dove? A che scopo? E gia allora per Rudolf Sikorski fu irrimediabilmente chiaro che nessuno — e lui, Rudolf Sikorski, per primo — ha il diritto di rimanersene tranquillo basandosi sulle scarse probabilita e sul carattere fantastico di questa supposizione.

Nel momento culminante della riunione venne comunicato a Gennadij Komov un messaggio cifrato da parte di Fokin. Komov lo lesse, cambio faccia e con voce incolore annuncio: «Brutte notizie. Fokin e Van Bleerkom comunicano che in tutte e tredici le ovocellule si e verificata la prima scissione».

Fu proprio un brutto Capodanno per tutti i partecipanti. Dalla mattina presto del primo gennaio fino alla sera del tre gennaio del nuovo anno 38, la Commissione rimase praticamente riunita in assemblea permanente. Ora il sarcofago veniva chiamato incubatrice e si discuteva, in sostanza, di una sola questione: come, considerando tutte le circostanze, organizzare il destino dei tredici futuri nuovi cittadini del pianeta Terra?

Il problema della distruzione dell’incubatrice non venne piu posto, nonostante il senso di disagio di tutti i membri della Commissione, compresi quelli che fin da principio si erano pronunciati per lo sviluppo delle ovocellule. Non li abbandonava un vago senso di allarme. Avevano l’impressione che il 31 dicembre avessero, in un certo senso, perso la loro indipendenza e ora si sentivano obbligati a seguire un programma imposto dall’esterno. Comunque, la discussione ebbe un carattere molto costruttivo.

Gia in quei giorni furono formulati in linea generale i principi educativi dei futuri nati, furono assegnate le bambinaie, i medici che li avrebbero tenuti in osservazione, gli insegnanti, ed i possibili istruttori, e anche i fondamentali indirizzi di ricerca antropologica, fisiologica e psicologica. Furono designati e immediatamente inviati al gruppo di Fokin degli specialisti di xenotecnologia in generale e di xenotecnica dei Nomadi in particolare per lo studio dettagliato del sarcofago-incubatrice, per evitare “azioni maldestre” e, soprattutto, nella speranza di riuscire a scoprire dei particolari del meccanismo, che in seguito aiutassero a distruggere o a concretizzare il programma di lavoro imminente con “i trovatelli”. Furono persino elaborate varianti diverse da fornire all’opinione pubblica a seconda di quale delle ipotesi sugli scopi dei Nomadi si realizzasse.

Rudolf Sikorski non prese parte alla discussione. Ascoltava con un orecchio solo, concentrando la sua attenzione nei conteggio di tutti coloro che, anche in misura minima, avevano partecipato allo sviluppo degli

Вы читаете Lo scarabeo nel formicaio
Добавить отзыв
ВСЕ ОТЗЫВЫ О КНИГЕ В ИЗБРАННОЕ

0

Вы можете отметить интересные вам фрагменты текста, которые будут доступны по уникальной ссылке в адресной строке браузера.

Отметить Добавить цитату