avvenimenti. L’elenco si allungava minacciosamente, ma capiva che per il momento non c’era niente da fare, perche in un modo o nell’altro, in questa strana e pericolosa storia, sicuramente sarebbero risultate coinvolte molte persone.
La sera del tre gennaio, durante la seduta conclusiva, quando si traccio un bilancio e le sottocommissiofli formatesi spontaneamente vennero organizzate, chiese la parola e disse piu o meno questo:
— Qui abbiamo fatto un buon lavoro e ci siamo in un certo qual modo preparati a un possibile sviluppo degli avvenimenti, considerato il nostro odierno livello di informazione e la situazione poco favorevole in cui ci siamo venuti a trovare a prescindere dalla nostra volonta e per volonta dei Nomadi. Abbiamo deciso di non compiere azioni irreversibili: e questo il senso di tutte le nostre decisioni. Ma, come direttore del COMCON-2, l’organizzazione responsabile della sicurezza della civilta terrestre, vi pongo una serie di richieste cui d’ora innanzi dovremo attenerci nella nostra attivita.
Come era prevedibile, «le quattro richieste di Sikorski» suscitarono uno scoppio di ostilita. I partecipanti alla riunione, come tutte le persone normali, non sopportavano nessun tipo di segreto, di reticenza e, in genere, non sopportavano il COMCON-2. Ma Sikorski aveva previsto giusto; gli psicologi e i sociologi, dopo aver dato sfogo a comprensibili emozioni, fecero lavorare il cervello e si schierarono dalla sua parte. Con la legge sul segreto della personalita c’era poco da scherzare. Si poteva immaginare facilmente e senza troppo sforzo tutta una serie di situazioni spiacevoli che potevano crearsi in futuro nel caso non ci si attenesse alle prime due “richieste”. Provate un po’ ad immaginarvi la psiche di un uomo che viene a sapere di essere venuto al mondo da un’incubatrice, messa in moto quarantacinquemila anni prima da mostri sconosciuti, con uno scopo sconosciuto, e che inoltre viene a sapere che lo sanno tutti. E se ha un’immaginazione appena appena sviluppata arrivera inevitabilmente alla conclusione che lui, terrestre fino alla cima dei capelli, che non ha mai conosciuto e amato nulla oltre alla Terra, porta in se, forse, una terribile minaccia per l’umanita. Un’idea del genere potrebbe causare in un uomo un tale trauma psichico, che nemmeno i migliori specialisti riuscirebbero a guarirlo.
Le conclusioni degli psicologi furono corroborate da un intervento improvviso e insolitamente sferzante di Machiro Sinoda, che disse chiaro e tondo che ci si preoccupava troppo dei tredici marmocchi non ancora nati e troppo poco del pericolo potenziale che essi rappresentavano per l’antica Terra. Come risultato tutte le “quattro richieste” furono accettate a grande maggioranza e Rudolf Sikorski fu incaricato all’istante di elaborare e realizzare le iniziative adeguate. E per tempo.
Il 5 gennaio, Leonid Andreevic Gorbovskij, leggermente allarmato, telefono a Rudolf Sikorski. Pare che una mezz’ora prima avesse avuto un colloquio con un vecchio amico, uno xenologo di Tagora, accreditato durante gli ultimi due anni presso l’Universita di Mosca. Durante il colloquio, il tagorese si era informato, come di sfuggita, se avesse poi trovato conferma il comunicato apparso qualche giorno prima sull’insolita scoperta nel sistema EN 9173. Colto di sorpresa da questa innocente domanda, Gorbovskij comincio a farfugliare qualcosa di incomprensibile sul fatto che gia da tempo non era piu Esploratore, che questo non rientrava nella sfera dei suoi interessi, che in realta non era al corrente, e alla fine annuncio sollevato e in tutta sincerita che non aveva letto questa comunicazione. Il tagorese si affretto a cambiare argomento, ma cio nonostante a Gorbovskij questa parte del colloquio lascio un senso di allarme.
Rudolf Sikorski capi che quella conversazione avrebbe avuto un seguito. E non si sbagliava.
Il 7 gennaio, senza preavviso, lo stimatissimo dottor As-Su appena giunto da Tagora ando a trovano da collega a collega, per cosi dire. Scopo della visita era precisare tutta una serie di particolari assolutamente essenziali che riguardavano l’accennato ampliamento della sfera di attivita degli osservatori ufficiali di Tagora sul nostro pianeta. Quando l’argomento fu esaurito e il piccolo dottor As-Su si dedico alla sua bevanda terrestre preferita (caffe d’orzo freddo con miele sintetico), cominciarono a scambiarsi curiosi e strani aneddoti storici, di cui erano cultori e che raccontavano con grande maestria.
In particolare, il dottor As-Su racconto che, centocinquanta anni terrestri prima, alla posa della prima pietra della Terza Grande Macchina, gli edili di Tagora avevano trovato nella massa di basalto del Continente Subpolare un impressionante ordigno, che in termini terrestri si sarebbe potuto definire un nido ingegnosamente costruito contenente duecentotre larve di Tagoriani in stato latente. Non si riusci a stabilire con precisione l’eta della scoperta, tuttavia era chiaro che il nido era stato collocato li molto tempo prima della Grande Rivoluzione Genetica, cioe ancora nei tempi in cui ciascun tagorese nel suo sviluppo attraversava lo stadio della larva…
— Impressionante, — borbotto Sikorski. — Possibile che gia a quei tempi il suo popolo possedesse una tecnologia cosi sviluppata?
— Naturalmente no! — rispose il dottor As-Su. — Ovviamente, si trattava di un’impresa dei Nomadi.
— Ma perche?
— E troppo difficile rispondere a questa domanda. Non abbiamo nemmeno cercato la risposta.
— E che cosa e poi successo a questi duecento piccoli tagoresi?
— Ehm… Lei fa una strana domanda. Le larve cominciarono a svilupparsi spontaneamente e noi, ovviamente, abbiamo immediatamente distrutto questo macchinario con tutto quello che conteneva… Puo veramente immaginarsi un popolo che si sarebbe comportato diversamente in una situazione del genere?
— Posso, — disse Sikorski.
Il giorno dopo, l’otto gennaio dell’anno 38, Sua Eccellenza l’ambasciatore di Tagora Unita ritorno in patria per ragioni di salute. Dopo alcuni giorni, sulla Terra e su tutti gli altri pianeti dove vivevano e lavoravano terrestri, non era rimasto nemmeno un Tagoriano. Ma dopo un mese tutti i terrestri che lavoravano su Tagora, senza esclusione, furono posti davanti alla necessita imprescindibile di tornare sulla Terra. I legami con Tagora si interruppero per venticinque anni.
Il segreto della personalita di Lev Abalkin (continuazione)
Nacquero tutti lo stesso giorno — il 6 ottobre dell’anno 38 — cinque bambine e otto bambini, robusti, dalle voci stridule, in tutto e per tutto sani neonati umani. Al momento della loro venuta alla luce era tutto gia pronto. Li accolsero e li esaminarono luminari della medicina, membri del Consiglio Mondiale e consulenti della Commissione dei Tredici; li ripulirono e li fasciarono e quello stesso giorno li inviarono sulla Terra in una navicella approntata appositamente. La sera, in tredici orfanotrofi, sparpagliati in tutti e sei i continenti, bambinaie premurose gia si occupavano dei tredici orfanelli postumi che non avrebbero mai visto i loro genitori, la cui unica madre da quel momento in poi sarebbe stata solo l’intera umanita. La storia della loro origine era gia stata preparata da Rudolf Sikorski in persona e, con permesso speciale del Consiglio Mondiale, era stata inserita nel GSI.
Il destino di Lev Vjaceslavovic Abalkin, cosi come il destino dei suoi dodici fratelli e sorelle uterini, fu da quel momento programmato per molti anni a venire, e per molti anni non differi in nulla dal destino di centinaia di milioni di suoi comuni coetanei terrestri.
Cosi come fanno tutti i neonati, dapprima se ne stette sdraiato, poi comincio a muoversi gattoni, poi a stare in piedi e, infine, a camminare. Lo circondavano altri neonati come lui, e di loro si occupavano adulti premurosi, come in centinaia di migliaia di altri orfanotrofi del pianeta.
