L’odore gli era familiare, gli dava un senso di sicurezza. In tutte le citta, per prima cosa andava sempre a cercare il quartiere dei conciatori. Poi, quando usciva dalla sfera del puzzo, ed esplorava partendo da li le altre zone del luogo, gli sembrava di non essere piu uno straniero.

Girovago tutto il pomeriggio per la citta. Era incredibilmente sporca, nonostante o piuttosto proprio a causa della molta acqua, che sgorgava da una quantita di sorgenti e fontane, scorreva gorgogliando in ruscelli e rigagnoli incontrollati giu per la citta e minava i vicoli oppure li inondava di fango. In molti quartieri le case erano cosi fitte che restava soltanto un cubito di spazio per i passaggi e le scalette, e i passanti che li attraversavano nel fango dovevano stringersi l’uno all’altro. E anche sulle piazze e sulle poche strade piu larghe, i carri riuscivano a evitarsi a stento.

Tuttavia, nonostante lo sporco, il sudiciume e la mancanza di spazio, la citta ferveva di attivita artigianale. Nel suo giro di ricognizione Grenouille constato che c’erano non meno di sette saponifici, una dozzina di maestri profumieri e guantai, innumerevoli distillerie, pomaterie e spezierie minori e infine circa sette mercanti che trattavano aromi en gros.

Naturalmente si trattava di commercianti che disponevano di vere e proprie ditte all’ingrosso per il commercio delle sostanze aromatiche. Spesso dalle loro case non si sarebbe detto. Le facciate che davano sulla strada avevano un aspetto borghese medio. Ma quello che era accumulato la dietro, nei solai e in enormi cantine, botti di olio, cataste di saponi alla lavanda dei piu fini, damigiane di acque di fiori, di vini, di alcool, balle di cuoio profumato, sacchi e cassapanche e casse stipate di spezie — Grenouille lo percepiva al fiuto in tutti i particolari attraverso i muri piu spessi — erano ricchezze che neanche i principi possedevano. E quando acuiva l’olfatto, annusando al di la dei prosaici negozi e magazzini che davano sulla strada, scopriva che sul lato posteriore di queste casette borghesi disposte a scacchiera si trovavano dimore della specie piu lussuosa. Attorno a giardini piccoli ma deliziosi, in cui crescevano palme e oleandri e mormoravano graziose fontane a zampillo circondate da aiuole, si estendevano, per lo piu costruite verso sud a forma di «U», le vere e proprie ali della casa: camere da letto inondate di sole e ricoperte da tappeti di seta al piano superiore, saloni sontuosi rivestiti di legno esotico al piano terra e sale da pranzo, talvolta sporgenti nel vuoto come una terrazza, in cui si pranzava davvero, come aveva raccontato Baldini, in piatti di porcellana con posate d’oro. I signori che abitavano dietro queste quinte discrete avevano odore d’oro e di potere, di solida e consistente ricchezza, e quest’odore in loro era piu forte di tutto quello che Grenouille aveva annusato finora al riguardo durante il suo viaggio attraverso la provincia.

Di fronte a uno di questi palazzi camuffati Grenouille si soffermo. La casa si trovava all’inizio di Rue Droite, un’arteria principale che attraversava la citta in tutta la sua lunghezza da ovest a est. Non era niente di eccezionale: la facciata era si un po’ piu ampia ed elegante di quelle degli edifici confinanti, ma non particolarmente imponente. Di fronte all’ingresso principale era fermo un carro con barili, che venivano scaricati per mezzo di un piano inclinato. Un secondo carro era in attesa. Un uomo entro con dei documenti in ufficio, ne usci assieme a un altro, ed entrambi scomparvero nell’ingresso principale. Grenouille si trovava sul lato di fronte e osservava l’andirivieni. Quello che succedeva li non lo interessava. Tuttavia restava fermo. Qualcosa lo tratteneva.

Chiuse gli occhi e si concentro sugli odori che gli arrivavano dall’edificio di fronte. C’erano gli odori dei barili, di aceto e di vino, poi le centinaia di odori grevi del magazzino, poi gli odori della ricchezza, che traspiravano dai muri come leggero sudore dorato, e infine gli odori di un giardino, che probabilmente si trovava dall’altra parte della casa. Non era facile cogliere gli aromi piu delicati del giardino, perche passavano sopra il frontone della casa in scie molto esili e poi scendevano sulla strada. Grenouille accerto un profumo di magnolie, di giacinti, di mezereo, di rododendro… ma sembrava che ci fosse qualcos’altro, qualcosa di indicibilmente buono che emanava profumo in quel giardino, un odore cosi sublime come mai in vita sua — o forse una sola volta — era arrivato al suo naso… Doveva avvicinarsi a questo profumo.

Riflette se era il caso di introdursi nell’edificio attraverso l’ingresso principale. Ma in quel momento c’era troppa gente occupata a scaricare e a controllare i barili, e avrebbe certo dato nell’occhio. Decise di ritornare sui suoi passi per trovare un vicolo o un passaggio che potessero condurre di fianco alla casa. Pochi metri dopo aveva raggiunto la porta della citta all’inizio di Rue Droite. La varco, si tenne tutto a sinistra e segui le mura in discesa della citta. Poco dopo senti il profumo del giardino, dapprima debole, ancora mescolato con l’aria dei campi, poi sempre piu forte. Infine capi che era vicinissimo. Il giardino confinava con le mura della citta. Si trovava proprio accanto a esso. Se indietreggiava di qualche passo, riusciva a vedere i rami piu alti degli aranci.

Richiuse gli occhi. I profumi del giardino calarono su di lui, netti e ben distinti, come le bande colorate di un arcobaleno. E tra essi ce n’era uno prezioso, quello che gli interessava. Grenouille si senti ardere di gioia e gelare di paura. Il sangue gli sali alla testa come a un monello colto sul fatto, poi scivolo nel centro del suo corpo, e risali di nuovo e di nuovo ridiscese, e lui non riusciva a controllarsi. Troppo improvvisa era stata quest’aggressione olfattiva. Per un attimo, per la durata di un respiro, per l’eternita gli sembro che il tempo si fosse raddoppiato o fosse scomparso del tutto, poiche non sapeva piu se l’adesso fosse adesso e se il qui fosse qui o non piuttosto l’adesso fosse allora e il qui fosse la, e cioe Rue des Marais a Parigi, settembre 1753: il profumo che veniva fluttuando dal giardino era il profumo della fanciulla dai capelli rossi che aveva ucciso allora. L’aver ritrovato questo profumo sulla terra lo faceva piangere di felicita… e il fatto che poteva non esser vero lo spaventava a morte.

Gli vennero le vertigini, barcollo un poco e dovette appoggiarsi al muro, e li si lascio scivolare lentamente a terra a gambe piegate. Raccogliendosi e cercando di tenere a freno il suo spirito, comincio a inalare il fatale profumo con inspirazioni brevi, meno rischiose. E constato che il profumo dietro al muro era estremamente simile al profumo della fanciulla dai capelli rossi, ma non del tutto uguale. Naturalmente proveniva anch’esso da una fanciulla con capelli rossi, su questo non c’era dubbio. Nella sua immaginazione olfattoria, Grenouille vedeva questa fanciulla davanti a se come in un quadro: non stava ferma, ma saltava qua e la, si accaldava e poi si riacquietava, evidentemente giocava a un gioco in cui bisognava muoversi rapidamente e poi rapidamente fermarsi… con un’altra persona, dall’odore peraltro assolutamente insignificante. Aveva la pelle di un bianco abbagliante. Aveva occhi verdastri. Aveva lentiggini sul viso, sul collo e sul seno… cioe — Grenouille trattenne il respiro per un attimo, poi annuso a fondo e cerco di richiamare il ricordo olfattivo della fanciulla di Rues des Marais — … cioe, questa fanciulla non aveva ancora seno nel vero senso della parola! Aveva soltanto un accenno di seno. Aveva appena un inizio di curve di seno, infinitamente delicato e dall’aroma esile, picchiettato di lentiggini, che cominciava a gonfiarsi forse soltanto da pochi giorni, forse soltanto da poche ore, in realta da quel momento. In breve, la fanciulla era ancora una bambina. Ma che bambina!

Grenouille aveva la fronte sudata. Sapeva che i bambini non hanno un odore particolare, proprio come i fiori, che prima di fiorire sono tutti verdi. Ma lei, questo fiore ancora chiuso dietro le mura, che spingeva in fuori le prime punte odorose, che Grenouille, e nessun altro tranne lui, aveva appena avvertito, gia ora aveva un profumo cosi divino da far rizzare i capelli, e quando fosse sbocciata in tutto il suo splendore avrebbe emanato un profumo mai sentito al mondo. Gia ora e migliore di quello della fanciulla di Rue des Marais, penso Grenouille, non cosi forte, non cosi intenso, ma piu fine, piu sfumato e nello stesso tempo piu naturale. Fra un anno o due questo profumo sarebbe stato maturo, e avrebbe avuto un potere cui nessun essere umano, uomo o donna, sarebbe riuscito a sottrarsi. E la gente sarebbe stata sopraffatta, disarmata, inerme dinanzi alla magia di questa fanciulla, e non avrebbe saputo perche. E poiche gli uomini sono sciocchi e usano il naso solo per sbuffare, ma credono di capire tutto e tutti con i propri occhi, avrebbero detto che era perche questa fanciulla era dotata di bellezza, di grazia e di avvenenza. Nella loro limitatezza ne avrebbero lodato i tratti regolari, la figura snella, il petto ineccepibile. E i suoi occhi, avrebbero detto, sono come smeraldi e i denti come perle e le sue membra lisce come l’avorio… e avrebbero fatto tutti i possibili paragoni idioti. E l’avrebbero eletta regina dei gelsomini, sarebbe stata dipinta da stupidi ritrattisti, il suo ritratto sarebbe stato guardato a bocca aperta, avrebbero detto che era la piu bella donna di Francia. E i giovani avrebbero trascorso la notte sotto la sua finestra uggiolando al suono dei mandolini… Vecchi signori grassi sarebbero caduti in ginocchio davanti a suo padre implorando la mano di lei… e donne di ogni eta avrebbero sospirato al vederla, e in sonno avrebbero sognato di essere seducenti come lei soltanto per un giorno. E nessuno di loro avrebbe mai saputo che in verita non era il suo aspetto ad averli resi schiavi, non la sua presunta bellezza senza macchia, ma unicamente il suo incomparabile, stupendo profumo! Soltanto lui l’avrebbe saputo, lui Grenouille, lui solo. Anzi, lo sapeva fin d’ora. Ah! Voleva avere questo profumo! Non in modo inutile e goffo, come una volta aveva avuto il profumo della fanciulla di Rue des Marais. Quel profumo, l’aveva bevuto con avidita e quindi l’aveva distrutto. No, il profumo della fanciulla dietro il muro voleva davvero farlo suo; voleva staccarlo da lei come una pelle e farne il proprio profumo. Come sarebbe accaduto, non sapeva ancora. Ma aveva due anni di tempo per impararlo. In fondo non poteva essere piu difficile che carpire il

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