che possiamo fare? Tu sei convinto di combatterlo, e invece stai facendo come tutti gli altri. Ti hanno avvelenato, amico. Ti hanno strappato la speranza dall’anima e al suo posto ci hanno messo un odio insaziabile.»
«Hai detto ‘anima’, Cameron?» Sorride. «La stai buttando sul religioso?»
«No, intendevo dire il tuo nucleo, l’essenza di cio che sei; ti hanno contagiato con la disperazione e mi dispiace che tu non veda soluzione migliore che uccidere la gente.»
«Neanche quando se lo merita?»
«No, Andy; non credo nella pena capitale.»
«Be’, loro si», ribatte con un sospiro. «E anch’io, forse.»
«E la speranza? Ci credi, in quella?»
Assume un’espressione sprezzante. «E tu chi sei, Bill Clinton?» Scuote la testa. «Oh, lo so che al mondo esiste anche il bene, Cameron, come esistono la compassione e qualche legge giusta: ma sono circondati da un mondo di barbarie totale, galleggiano in un oceano di atrocita in grado di fare istantaneamente a pezzi una struttura sociale fragile come la nostra. E questa la conclusione, e questo il vero scenario in cui noi tutti ci muoviamo, anche se la maggior parte non sa o non vuole riconoscerlo, e quindi finisce con il perpetuarlo.
«Siamo tutti colpevoli, Cameron. Alcuni piu di altri, si, pero non dirmi che non siamo
Resisto alla tentazione di dirgli: «Chi la sta buttando sul religioso, adesso?»
Invece gli chiedo: «Di che cosa era colpevole William?»
Andy aggrotta la fronte e distoglie lo sguardo. «Era tutto cio che affermava di essere», dice, per la prima volta con una nota di amarezza nella voce. «Con William non si e trattato di una vendetta personale, come con Halziel o con Lingary: lui era uno di loro, Cameron. Pensava davvero quello che diceva, sai. Lo conoscevo meglio di te, per quanto riguardava le cose importanti, e, quando descriveva le sue ambizioni, era assolutamente serio. Voleva comprarsi un cavalierato, per esempio. Negli ultimi dieci anni aveva continuato a dare soldi ai conservatori — l’anno scorso ne ha dato anche ai laburisti, ma soltanto perche credeva che avrebbero vinto le elezioni — comunque erano dieci anni che versava ragguardevoli somme di denaro nelle casse dei Tories, sempre attento a calcolare quanto dovesse ‘donare’ un uomo d’affari di successo per assicurarsi un titolo. Una volta mi chiese quale attivita benefica avrebbe fatto meglio a sostenere, sempre per lo stesso scopo: pero ne voleva una che non incoraggiasse gli scrocconi.
«Era un progetto a lungo termine, ma William ragionava cosi. Era sempre deciso a costruirsi una casa a Eilean Dubh, e aveva escogitato un piano molto complesso che richiedeva una societa di copertura e la minaccia della creazione di un deposito di rifiuti tossici nell’area. Se il piano avesse funzionato, gli abitanti della zona lo avrebbero praticamente implorato di comprarsi l’isola. E qualche volta, quando era ubriaco, parlava di scambiare Yvonne con un modello piu sofisticato e docile, magari gia corredato di titolo nobiliare e con tanto di paparino importante, preferibilmente impegnato nell’industria o nel governo. Persino il suo programma d’investimenti ‘non- etici’ non era uno scherzo, anzi, lo perseguiva con tutte le forze.»
Andy si stringe nelle spalle. «Il fatto che lo conoscessi era una semplice coincidenza, tuttavia non credo ci sia mai stato il minimo dubbio che William sarebbe diventato uguale a tutti quelli che ho ucciso.»
Fa rotolare il proiettile sul palmo di una mano, tenendo gli occhi bassi. «Comunque, per quel che vale, mi dispiace che l’averlo ucciso abbia mandato all’aria la relazione fra te e Yvonne.»
«Ah», commento, «allora questo aggiusta tutto.» Doveva suonare sarcastico, invece suona soltanto stupido.
Annuisce, senza guardarmi. «Era un uomo molto affascinante, Cameron, ma in realta era molto malvagio.»
Lo fisso per un po’, mentre giocherella con il proiettile. «Si, ma tu non sei Dio, Andy», mormoro infine.
«No, non lo sono», ammette. «Nessuno lo e. E allora?» conclude, con un sorriso.
Chiudo gli occhi, incapace di sostenere l’espressione rilassata e furbetta sul suo volto. Li riapro e sbircio fuori dell’apertura, guardo l’acqua e la terra e gli uccelli che volano in tondo senza fermarsi un istante. «Si, capisco. Bene, credo che sia perfettamente inutile discutere con te, vero, Andy?»
«Si, probabilmente hai ragione», dice lui, improvvisamente allegro e vivace. Si da una pacca sulle ginocchia e salta in piedi. Prende la pistola e se la infila nella cintura dei calzoni, dietro la schiena. Solleva lo zaino e se lo getta su una spalla. Accenna con la testa al telefono cellulare posato sul pavimento.
«Ecco la tua scelta», spiega. «Puoi telefonare e denunciarmi, oppure no.»
Si aspetta che io reagisca. Mi limito a inarcare le sopracciglia.
Lui alza le spalle. «Ora vado giu alla barca e carico la mia roba», dice con un sorriso. «Fai con calma. Torno fra dieci, quindici minuti.»
Fisso il telefono sul pavimento sporco.
«Funziona», mi rassicura. «Scegli tu.» Scoppia a ridere. «In un modo o nell’altro, a me va bene comunque. Se mi lasci andare… non so, forse potrei anche uscire di scena, finche sono in vantaggio. D’altro canto, la fuori, ci sono ancora tanti di quei bastardi… La stessa ‘lady di ferro’, per esempio, se questo puo stuzzicare il tuo interesse, Cameron.» Mi sorride. «Oppure c’e l’America, la terra delle opportunita. Se invece finisco in galera… Be’, anche li ci sono persone che mi piacerebbe tanto incontrare; lo squartatore dello Yorkshire, per dirne uno, sempre che sia possibile arrivare a lui. Mi basterebbero una piccola lama e cinque minuti.» Si stringe di nuovo nelle spalle. «Be’, fai tu. Ci vediamo tra poco.»
Esce dall’apertura con un saltello, tuffandosi nella luce del sole e nel vento teso, scendendo a due a due i gradini che portano a un passaggio tra due edifici, e poi scompare, fischiettando. Mi appoggio al muro.
Mi accuccio sulle caviglie legate e sollevo il telefono. Sembra che sia carico e che funzioni. Compongo il numero della vecchia casa di mamma e papa a Strathspeld: risponde una segreteria telefonica, con una voce di uomo, burbera e scortese.
Chiudo la comunicazione.
Ci metto almeno un minuto a togliere il nastro adesivo che mi lega le caviglie. Prendo l’impermeabile da terra, scrollo via la polvere e lo indosso.
Il vento sbatte le falde contro le mie gambe mentre sto fermo sulla soglia, con il Fife alla mia destra, gli alberi di Dalmeny Park e di Mons Hill sulla sinistra e i due ponti davanti a me: uno diritto, con la sua ragnatela di metallo rosso, l’altro con il suo arco perfetto, pitturato di grigio come una nave da guerra.
Il braccio di mare e increspato e scuro, e le onde vanno veloci, sospinte dal vento proveniente da est. Due dragamine stanno passando sotto il ponte, dirette verso Rosyth; un’enorme petroliera e ferma, al terminal petrolifero di Hound Point, con due rimorchiatori che le fanno compagnia; li accanto, ci sono anche due gigantesche gru su chiatte. Sono li da quasi un anno: stanno costruendo un secondo terminal. Una petroliera piu piccola si sta dirigendo verso il mare aperto, bassa sull’acqua dopo aver caricato alla raffineria di Grangemouth. A nord, oltre Incholm, una gasiera dallo scafo dipinto di rosso e ferma a Braefoot Bay, e sta caricando dal gasdotto collegato all’impianto di Mossmorran — qualche chilometro all’interno della costa — la cui posizione e indicata da due pennacchi bianchi di vapore. Osservo tutta questo movimento, sorpreso di quanto sia ancora industrialmente attivo il nostro vecchio fiume.
Sopra tutto questo, i gabbiani volteggiano e si lasciano portare dalle correnti, sospesi nell’aria con il becco aperto, urlando nel vento. Gli edifici, le torrette, le baracche e le postazioni per i cannoni della piccola isola sono tutti coperti di guano.
Mi sfrego la nuca, ma sussulto nel toccare il bernoccolo. Guardo il telefono stretto in mano, respiro la frizzante aria marina e tossisco.
La tosse continua per un po’, poi smette.
Allora, che faccio? Un nuovo tradimento, anche se e un tradimento che Andy sembra volere? O taccio e divento a tutti gli effetti suo complice, lasciandolo libero di uccidere e mutilare Dio solo sa chi altri… Un radicale libero nella nostra corruzione sistemica?
Che cosa devo fare?
Scuotiti, Cameron: guardati intorno fra questi relitti di cemento e osserva il fiume pulsante di attivita, cerca un’ispirazione, un indizio, un segno. Oppure fa’ qualcosa che distragga la tua mente da una decisione che sicuramente rimpiangerai, qualunque essa sia.
Compongo un numero sul telefono.
Si sentono vari
