«Si, pronto», dico. «Vorrei parlare con il dottor Girson, per favore. Sono Cameron Colley.» Mi guardo in giro, cercando di vedere Andy, ma di lui non c’e traccia. «Si, Cameron. Esatto. Mi chiedevo se ha gia i risultati… quindi… Be’, se potesse darmeli adesso sarebbe… Si, per telefono, perche no?… Si, credo di si. Be’, si tratta di me, no, dottore?… Voglio sapere… Senta, lasci che le faccia una domanda diretta, dottore: ho un tumore ai polmoni? Dottore… dottore… no, dottore… Senta, vorrei una risposta diretta, se non le dispiace. No, non credo… La prego, dottore. Ho un cancro? No, sto cercando di… no, voglio solo… no… Senta, ho un cancro?… Ho un cancro? Si o no?
Alla fine il medico perde la pazienza e fa l’unica cosa furba: riattacca.
«Ci vediamo domani, dottore», sospiro.
Spengo il telefono e mi siedo sul gradino. Osservo l’acqua e i due lunghi ponti sotto il cielo azzurro striato dalle nuvole. Una foca fa capolino dall’acqua a una cinquantina di metri. Ballonzola per un po’, scrutando l’isola e forse me, poi scompare di nuovo tra le onde.
Guardo la pulsantiera del telefono e avvicino il dito.
Per quanto ne so, Andy potrebbe anche tornare indietro, dirmi, tutto allegro: «Ciao!» e poi farmi saltare le cervella, cosi, giusto per principio.
Non so.
Il dito indugia sui pulsanti, poi si ritrae.
No, proprio non so.
Resto li seduto, al vento e al sole, tossendo, con il telefono stretto fra le mani.
» SLEEP WHEN I’M DEAD «
Proprio nel cuore della grandiosa e grigia eleganza di questa citta in festa c’e un tetro nucleo di oscurita, un universo antico e dimenticato di malattia, di disperazione e di morte. Sotto l’imponente edificio ottocentesco della City Chambers, infilato nel fianco ripido della collina, tra la S sopraelevata di Cockburn Street e la spianata in acciottolato di High Street, davanti alla cattedrale di St. Giles, c’e un quartiere della citta vecchia che fu murato quattrocento anni fa.
Mary King’s Close fu abbandonato e sepolto nel XVI secolo, esattamente nello stato in cui si trovava, intatto, a causa della peste che aveva mietuto moltissime vittime negli edifici popolari concentrati in questa zona della citta e che, all’epoca, erano gremiti come conigliere. I corpi dei defunti vennero lasciati nelle case, trasformate quindi in sepolcri comuni, e rimasero li a marcire. Le ossa furono rimosse soltanto molto tempo dopo.
E cosi, quella vecchia, fredda isola di oscurita totale si trova ancora oggi al centro dell’ammasso di detriti morenici posto a est della cupola vulcanica che forma lo spuntone di roccia su cui sorge il castello, nelle viscere profonde di questa capitale addormentata.
E tu ci sei stato.
Ci sei andato cinque anni fa, insieme con Andy e con le ragazze che uscivano con voi a quell’epoca. Andy, che si trovava in citta per l’inaugurazione della filiale di Edimburgo del Gadget Shop, aveva chiesto un favore a certe persone di sua conoscenza che lavoravano in Comune ed era riuscito a organizzare una visita. Cosi, per ridere, aveva detto.
Il posto era piu piccolo e buio di quanto ti aspettassi e odorava di umido; le pareti e i soffitti anneriti stillavano acqua. Le ragazze avevano avuto paura ed erano state costrette a risalire i gradini fino al corridoio al piano superiore, dove si era fermato il vecchio custode che vi aveva fatto entrare. Poi, alcuni minuti dopo, quando le luci si erano spente all’improvviso, tutto era piombato nell’oscurita piu totale e assoluta che tu avessi mai sperimentato.
La ragazza che stava con Andy aveva lanciato un breve urlo, ma Andy si era limitato a ridacchiare e aveva tirato fuori una torcia. Aveva organizzato tutto con il custode: era uno scherzo.
In quei momenti di buio, pero, rimanesti immobile, quasi fossi diventato di pietra anche tu, proprio come quelle rachitiche costruzioni sepolte che ti circondavano, e, nonostante il tuo colto cinismo, la tua essenza di maschio occidentale materialista del XX secolo, nonostante il tuo feroce disprezzo per qualsiasi superstizione, provasti un attimo di puro, assoluto terrore, una paura del buio del tutto primordiale, una paura le cui radici affondavano in un tempo dimenticato, prima che la tua specie diventasse veramente umana e arrivasse a conoscersi. E, in quel primitivo specchio dell’anima, in quel penetrante momento di autocoscienza che sondava gli abissi della storia collettiva e del tuo essere individuale, tu — in quell’istante dilatato, impietrito — intravedesti qualcosa che era te stesso e che non lo era, che costituiva per te una minaccia, ma non del tutto, che era in parte tuo nemico e in parte no, ma che possedeva un’indifferenza assoluta e adeguatamente funzionale piu raccapricciante del male stesso.
E cosi te ne stai seduto sui Salisbury Crags, ripensi a quel luogo di totale oblio che se ne sta ancora al suo posto, laggiu, e osservi la citta, autocommiserandoti e maledicendo la tua stupidita e l’ottusita istituzionalizzata, l’avidita legalizzata e criminale delle multinazionali, dei governi, degli azionisti: di tutti quanti.
Una palla da tennis.
Dicono che e grande piu o meno come una palla da tennis. Infili una mano sotto il cappotto, poi sotto la giacca e premi sotto la costola fluttuante sulla parte sinistra. Dolore. Non sei sicuro di sentirla, la cosa, non sai se e cresciuta o no. Tossisci appena mentre schiacci, e il dolore peggiora. Smetti di premere e il dolore diminuisce.
Un’operazione, iniezioni, chemioterapia. Nausea e calvizie precoce, anche se probabilmente temporanea.
Ti chini in avanti, dondolandoti avanti e indietro e guardando le guglie, i tetti, le torrette, i camini, gli alberi della citta, quindi i parchi, la campagna e i due ponti. Un po’ piu a destra vedi Cramond Isle, Incholm, Inchmickery e Inchkeith. Inchmickery sembra piccola e affollata di edifici, con due torrette che svettano sopra tutto il resto.
Andy era tornato un quarto d’ora dopo, fischiettando mentre saliva i gradini. Ti aveva domandato che cosa avevi fatto; ho chiamato il dottore, era stata la tua risposta. Con un sorriso, ti aveva invitato a tenere il telefono, poi ti aveva chiesto un’ora di vantaggio e ti aveva porto la mano.
Non gliel’avevi stretta; avevi soltanto scosso la testa e abbassato gli occhi. Con un altro sorriso, lui si era limitato a scrollare il capo, come se capisse. «Addio», aveva detto. Tutto li. Poi era sceso saltellando giu per i gradini ed era scomparso.
Cinque minuti dopo, da una postazione circolare di cemento sul lato orientale dell’isola, circondato dal guano e dagli insopportabili schiamazzi dei gabbiani urlanti, avevi visto il piccolo gommone nero allontanarsi veloce tra le onde, diretto verso Granton. La citta e le colline verso sud si stagliavano nettamente contro il cielo.
Gli avevi dato un’ora. Venti minuti dopo aver chiamato il pronto intervento, due lance della polizia, rimbalzando e sbattendo contro le onde, erano apparse all’orizzonte, dirette verso l’isola. Piu tardi erano giunti altri poliziotti; una barca era tornata al porto a prelevarli.
I resti del dottor Halziel vennero rinvenuti in uno dei magazzini per le munizioni scavati nella roccia.
C’e stato un ultimo interrogatorio con McDunn, durante il quale gli hai raccontato piu e piu volte quello che e successo lungo la strada, mentre tornavi dal funerale, e poi sull’isola di Inchmickery. La polizia ha controllato la tua macchina, scoprendo che Andy aveva messo un sacchetto di plastica semimpermeabile pieno di zucchero nel serbatoio della benzina, probabilmente mentre tu eri sull’isola per il funerale.
Hai spiegato a McDunn che Andy aveva nascosto il cellulare in un edificio dell’isola e che ti ci era voluta un’ora per trovarlo. Non sai se ti abbia creduto o no. Hai aggiunto che Andy — per dimostrarti che il telefono funzionava, e prima di nasconderlo — ti aveva permesso di chiamare il tuo medico, e che, per tutto il tempo della telefonata, aveva tenuto una pistola puntata alla tua tempia. McDunn ha continuato ad annuire, serio, come se tutto combinasse.
I poliziotti staranno nel tuo appartamento ancora per qualche giorno con la speranza — vana — che Andy ricompaia. Nel frattempo, Al e sua moglie sembrano felici di ospitarti a casa loro, a Leith.
Hai tentato di recuperare
