e una bottiglia di acqua minerale mezza piena e posata in terra davanti a lui. Vicino alla mano destra tiene un telefono cellulare; vicino alla sinistra, una pistola. Non me ne intendo di pistole, quello che basta per sapere la differenza tra un revolver e un’automatica, ma credo di riconoscere quella pistola grigia; credo che sia la stessa che aveva quella notte, un paio di settimane dopo la morte di Clare, quando era deciso a vendicarsi con il dottor Halziel. Ora penso che forse avrei dovuto lasciarglielo fare.
Indosso gli stessi abiti che avevo quando mi ha rapito: vestito nero, ora tutto sporco e macchiato, e camicia bianca. Mi ha tolto la cravatta. L’impermeabile e appoggiato alla mia destra, accuratamente piegato, ma tutto sgualcito.
Andy allunga una gamba, e, con lo scarpone, sfiora la bottiglia di minerale. «Acqua?» chiede.
Annuisco. Si alza, toglie il tappo alla bottiglia e me l’avvicina alle labbra. Butto giu alcune sorsate, poi annuisco e lui l’allontana. Torna a sedersi dov’era.
Prende un proiettile dal giubbotto e comincia a rigirarlo tra le dita. Fa un respiro profondo, quasi un sospiro, e dice: «Allora, Cameron».
Cerco di mettermi comodo. Il cuore mi batte ancora molto forte e mi fa pulsare la testa, il mio stomaco minaccia di fare cose terribili e mi sento molto debole, pero col cazzo che ho intenzione d’implorarlo. Probabilmente moriro comunque, qualsiasi cosa io faccia; a essere realistici, quando verra il momento, lo implorero come un bambino, ma per adesso tanto vale che faccia il duro.
«Dimmelo tu, Andy.» Cerco di mantenere un tono di voce neutrale. «Che succede adesso? Cos’hai in serbo per me?»
Fa una smorfia e scuote la testa, osservando con espressione corrucciata il proiettile che tiene in mano. «Oh, non ho intenzione di ucciderti, Cameron.»
Non posso farci niente: mi metto a ridere. Non e proprio una risata, e piu un rantolo, ma serve a tirarmi su. «Ah, si?» dico. «Neanche Halziel e Lingary dovevi ucciderli.»
Si stringe nelle spalle. «Quella era solo una tattica, Cameron», mormora, in tono pacato. «Quei due erano condannati da tempo.» Sorride, scuotendo la testa per la mia ingenuita.
Lo osservo. E sbarbato di fresco, in forma. Sembra piu giovane di prima, molto piu giovane; piu giovane di quando e morta Clare.
«E allora, se non hai intenzione di uccidermi, cosa mi farai, Andy?» gli chiedo. «Eh? M’inietterai l’AIDS? Mi mozzerai le dita in modo che non possa piu scrivere a macchina?» Faccio una pausa. «Spero che tu abbia preso in considerazione le avanzate tecniche computerizzate di riconoscimento vocale, le quali rendono la scrittura senza tastiera una possibilita molto reale in un prossimo futuro.»
Andy ride, ma senza calore. «Non ho intenzione di farti del male, Cameron, e neanche di ucciderti, ma ho bisogno di una cosa da te.»
Fisso le caviglie legate insieme con il nastro. «Cioe?»
Abbassa lo sguardo sul proiettile che tiene fra le dita. «Voglio che tu mi ascolti», dice con calma. Sembra quasi in imbarazzo. Alza le spalle e mi fissa dritto negli occhi. «Soltanto questo, davvero.»
«Okay.» Fletto le spalle con una smorfia di dolore. «Potrei ascoltarti con le mani slegate?»
Andy sporge le labbra in avanti, poi annuisce. Da uno stivale estrae un lungo coltello: sembra un sottile coltello da caccia. La lama e molto lucida. Si accuccia di fianco a me, io mi giro e il coltello taglia senza sforzo il nastro. Strappo via il resto, e con esso anche alcuni peli. Mi formicolano le mani. Guardo l’orologio.
«Cristo, con quanta forza mi hai colpito?»
Sono le nove e mezzo del mattino del giorno dopo il funerale.
«Non tanto forte», risponde. «Ti ho tenuto a bada con l’etere per un po’, e poi hai dormito.»
Torna a sedersi dov’era, infilando nuovamente il coltello nello stivale. Allungo una mano e mi sporgo di lato, per guardare fuori dell’apertura. Socchiudo gli occhi per vedere meglio.
«Cristo! Ma quello e il Forth Bridge!» In un certo senso e un sollievo vedere il ponte e sapere che casa mia e a pochi chilometri di distanza.
«Siamo su Inchmickery», spiega. «Al largo di Cramond.» Si guarda intorno. «In entrambe le guerre, sull’isola c’e stata una postazione di artiglieria pesante. Questi sono vecchi edifici militari.» Sorride di nuovo. «Ogni tanto arriva qualche velista in cerca di avventure, ma ci sono un paio di nascondigli molto sicuri che e difficile scoprire.» Da qualche colpetto sulla parete dietro di lui. «E una buona base, dato che non posso piu stare nell’albergo. Intendiamoci, si trova sotto il corridoio di volo che porta all’aeroporto e immagino che quelli della sicurezza verranno a darci un’occhiata prima dell’Eurosummit, quindi, in un modo o nell’altro, oggi me la squaglio.»
Annuisco, cercando di riflettere su quanto ha detto. Non mi piace quel «in un modo o nell’altro». «Ricordo male, o mi hai portato qui in barca?» gli chiedo.
Si mette a ridere. «Be’, l’elicottero non ce l’ho ancora. Si, era un gommone.»
«Hmm.»
Guarda a destra e poi a sinistra, come se volesse accertarsi che il telefono e la pistola ci sono ancora. «Allora, sei comodo?» mi chiede.
«Be’, no, ma non te ne fare un cruccio.»
Mi rivolge un sorriso fugace. «Piu tardi ti daro una possibilita di scelta, Cameron», dice in tono calmo e con la massima serieta. «Ma prima voglio spiegarti perche ho fatto tutte quelle cose.»
«Ah.» Avrei voglia di dirgli: «Be’, sai, e del tutto ovvio perche le hai fatte», ma invece tengo la bocca chiusa.
«Ovviamente, e stato Lingary a darmi il via», dice Andy, e mi appare ancora piu giovane, mentre si guarda le mani che giocherellano con il proiettile. «Voglio dire, avevo gia incontrato individui degni soltanto di essere disprezzati, persone per le quali non nutri la minima stima e che ti fanno pensare a quanto sarebbe migliore il mondo senza di loro. Non so, forse peccavo d’ingenuita, pero mi aspettavo che in guerra, specialmente in un esercito di professionisti, le cose andassero meglio, che le persone superassero se stesse, elevandosi al di sopra della loro statura morale, capisci?»
Annuisco cautamente. E penso:
«Invece non e cosi», riprende, rigirando fra le dita il proiettile di rame e di ottone. «La guerra e un amplificatore, un moltiplicatore. Le persone per bene si comportano ancora meglio, i bastardi diventano ancora piu bastardi.» Agita una mano come per scacciare qualcosa d’invisibile. «Non sto parlando delle solite banalita su cio che e male — il genocidio organizzato e un’altra cosa — parlo della guerra normale, di quella in cui bisogna obbedire alle regole. E la verita e che alcune persone superano se stesse, mentre altre cadono molto in basso. Non progrediscono, non si distinguono in combattimento, non riescono neppure a cavarsela alla meno peggio, come fanno i piu, che hanno una paura fottuta eppure fanno il proprio dovere, perche sono stati addestrati bene e perche sanno che i loro compagni dipendono da loro; in questi individui affiorano tutti i difetti e le debolezze e, in alcune circostanze, se si tratta di un ufficiale — e se le sue mancanze sono di un certo tipo e se lui e arrivato a quella posizione senza mai trovarsi su un vero campo di battaglia — tali difetti possono portare alla morte di un sacco di uomini.
«Tutti noi, che ci piaccia o no, abbiamo le nostre responsabilita morali; pero gli uomini che detengono il potere — militari, politici, professionisti — hanno responsabilita maggiori verso la societa. Comunque, anche se le rifiutano, hanno l’obbligo di esibire un sostituto ufficialmente accettabile del loro senso di responsabilita: il senso del dovere. Ho attaccato persone che avevano abusato del loro potere; me ne sono preso… la responsabilita.»
Si stringe nelle spalle, aggrotta la fronte. «Con Oliver, il trafficante in materiali pornografici, la situazione era leggermente diversa; l’ho fatto un po’ per metterli fuori strada e un po’ perche disprezzavo quello che faceva.
«Quanto al giudice, be’, in fondo lui non era proprio colpevole come gli altri, e quindi con lui sono stato piuttosto clemente.
«Gli altri… erano tutti uomini potenti, ricchi, alcuni di loro molto ricchi. Avevano avuto tutto dalla vita, ma volevano ancora di piu… Il che, immagino, e soltanto una debolezza: non si puo ammazzare uno semplicemente per questo. Pero trattavano la gente come fosse merda, letteralmente merda, qualcosa di sgradevole di cui sbarazzarsi. Era come se avessero dimenticato la loro umanita e non potessero piu ritrovarla, e c’era un unico modo per ricordargliela, a loro e a tutti quelli come loro: farli sentire spaventati e vulnerabili,
