La voce si era rivolta a Heseltine e Fallada, ma fu Jamieson a rispondere.

— Vi siete condannati da soli — disse. — Avete dichiarato che uccidere e una legge di natura. Voi intendevate ucciderci. Esiste forse qualche motivo perche noi invece non dovremmo uccidervi?

— Non mi aspetterei altro da voi, se aveste il potere di ucciderci. — Nessun sarcasmo nella voce. — Ma i Nioth-Korghai non credono che l’omicidio risponda a una legge di natura. Loro credono in leggi superiori. — Ripiego un poco la testa all’indietro, senza pero guardare direttamente alla sfera di luce. — Ecco perche voglio sapere che cosa intendete voi fare di noi.

E di nuovo l’altra voce comunico senza parole. — Questo verra deciso su Karthis — disse.

— Non possiamo tornare su Karthis, a meno che ci diate energia di trasformazione.

— Vi sara data.

— Quando?

— Adesso se volete.

Carlsen senti una esplosione di incredulita e di gioia, che cesso un attimo dopo, quando l’alieno lascio il suo corpo. Cerco di guardare la luce, ma lo splendore gli feriva gli occhi. Noto l’espressione di dolore sul viso di Heseltine, poi si copri la faccia con le mani. Non servi a niente: pareva che la luce fosse dentro di lui e lo riempisse di gioia e di terrore. Si rendeva conto che l’energia si sprigionava si dalla creatura ferma al centro della stanza, ma veniva anche da un’altra fonte universale.

Questo lo colpi come una rivelazione. I normali confini della sua mente si erano dissolti. Capi improvvisamente che tutta la scienza umana e di seconda mano e senza contenuti reali. Adesso poteva vedere sprazzi di realta vera, e l’estasi che gliene derivava era quasi insopportabile. La sua paura era mitigata dalla consapevolezza di essere solo uno spettatore: quella forza era destinata ai tre alieni. Apri gli occhi e guardo i vampiri. Stavano assorbendo energia, la ingoiavano, se ne avvolgevano. E l’energia affluiva in loro, la loro forma si consolidava, il colore si faceva piu intenso, il profilo si precisava, e alla fine somigliarono a corpi materiali, impregnati di fumo in movimento. Mentre li guardava, loro cessarono di assorbire energia, e cominciarono invece a irradiarne come l’essere al centro della stanza. Duro un attimo, e chiazze di oscurita si formarono nella luce. Poi Carlsen capi. Voleva gridare un avvertimento, voleva consigliargli di tornare indietro, di ricominciare tutto da capo. E poi, con una rapidita che lo lascio impietrito, svanirono. Fu come se tre lampadine elettriche si fossero bruciate simultaneamente.

La stanza divento quasi buia e stranamente silenziosa. La voce di Fallada disse: — Che cos’e successo?

Carlsen fu sorpreso che lo scienziato potesse parlare.

Jamieson grido: — Aspettate. Non andatevene ancora! — Carlsen alzo lo sguardo, e capi perche la stanza diventava sempre piu buia. Anche se restava sospeso nello stesso punto, il Nioth-Korghai dava l’impressione di retrocedere.

Carlsen ebbe la sensazione di una grande perdita. Era la realta che sbiadiva in distanza e il suo pensiero cerco di trattenerla. Ma capi che era impossibile: la missione terrestre della creatura era compiuta. Mentre gli uomini lo guardavano, lui si ridusse a un punto lucente, sbiadi come una minuscola stella nel cielo dell’alga, poi svani.

Subito la stanza fu fredda e triste, come in un crepuscolo nevoso. L’irrealta simile a un sogno, che lui aveva sempre considerata normale consapevolezza, era tornata.

Jamieson fece un lungo sospiro di sollievo e tocco un pulsante sulla scrivania. Le finestre si aprirono automaticamente. Il rumore del traffico di Whitehall riempi la stanza portato dall’aria calda che odorava d’estate. Per qualche minuto nessuno oso parlare. Heseltine si era abbandonato contro la spalliera della poltrona, a occhi chiusi. Fallada era curvo in avanti, il mento che gli toccava il petto, ma teneva gli occhi aperti. La ragazza si era accasciata su una sedia in un angolo, e respirava affannosamente.

Carlsen chiuse gli occhi e smise di resistere alla stanchezza. E subito percepi una eccitazione sessuale unita alla visione di gambe nude.

Apri gli occhi e vide Armstrong intento a guardare la ragazza, semisdraiata con le ginocchia leggermente staccate, e la gonna sollevata sulle cosce.

Carlsen richiuse gli occhi. Non c’era dubbio: era collegato mentalmente all’eccitazione di Armstrong, ne intuiva i pensieri. Sposto la sua attenzione sulla ragazza e seppe che dormiva. La sua mente afferro le immagini confuse di un sogno.

Sposto la mente sul Primo Ministro. Era meno esausto di quanto pretendeva di essere. Jamieson possedeva notevoli forze di riserva, e la dura, irragionevole testardaggine di chi ama il potere. Stava guardando Carlsen e Fallada, chiedendosi come poteva convincerli a mantenere il silenzio.

L’apparecchio di comunicazione interna suono. Jamieson rispose, e nella sua voce si senti una nota di isterismo. La voce del segretario disse: — Il Ministro dei Lavori Pubblici, signor Jamieson.

Il Primo Ministro rispose: — Non adesso, per l’amor del cielo. — Fece uno sforzo per controllarsi. — Inventate qualche scusa, Morton. Dite che ho un caso di emergenza.

— Va bene, signore.

Jamieson si raddrizzo sulla poltrona, guardo gli altri, si schiari la voce, e disse: — Non so voi, ma io ho bisogno di un whisky. — Aveva la faccia di chi ha appena finito di star male. Carlsen lo osservava attentamente: sapeva che stava recitando. Per Jamieson, era normale nascondere i suoi pensieri.

— Merriol — disse alla ragazza — portateci del whisky, per favore.

Carlsen senti anche la delusione di Armstrong quando la ragazza si riscosse e tiro giu la gonna.

Armstrong rise nervosamente. — Non ne ho mai avuto tanto bisogno in vita mia.

Jamieson fece un cenno d’approvazione. — Vi siete comportato in modo ammirevole, caro amico.

Armstrong accetto il complimento con modestia. — Grazie, signor Primo Ministro — disse.

Carlsen incontro lo sguardo di Fallada. Tutti e due sapevano quello che stava accadendo. La situazione anomala richiedeva reazioni che esulavano dalla normalita quotidiana. Jamieson e Armstrong stavano “normalizzandola”.

La ragazza poso sulla scrivania il vassoio con bottiglia e bicchieri. Jamieson verso il whisky in sei bicchieri, senza vergognarsi del tremolio delle mani. Poi alzo il suo, lo vuoto d’un sorso, e lo rimise sul vassoio respirando forte.

Carlsen prese un bicchiere, e lo porto alle labbra. Qualche goccia gli cadde sui pantaloni. Il whisky aveva un sapore aspro, insolito, gli parve petrolio. Penso di non avere ancora perso interamente il senso di una realta diversa e piu profonda.

Era come sdoppiato, e la tensione fra i suoi due “io” gli dava il potere di combattere contro il sogno.

Jamieson bevette un secondo bicchiere, piu lentamente, questo. Poi disse: — Miei cari signori, abbiamo superato tutti una eccezionale prova del fuoco. Grazie a Dio e finita.

Heseltine disse: — Ma che ne e stato dei vampiri?

Carlsen percepi un sussulto d’allarme in Jamieson. Poi il Primo Ministro disse: — Se ne sono andati. A noi non interessa altro!

Fallada chiese a Carlsen: — Tu sai cos’e successo?

— Credo di si.

Armstrong disse: — Ormai, che cosa importa? — seguiva l’imbeccata di Jamieson.

Fallada lo ignoro. — Perche sono svaniti tutti? — chiese.

Carlsen cerco di trovare le parole giuste. Riusciva a capire perfettamente ma gli era difficile esprimersi. — Si potrebbe dire che e stato una specie di suicidio. Avevano dimenticato…

Jamieson intervenne. — Dimenticato cosa? — La sua curiosita era piu forte della paura di perdere il controllo della situazione.

— Che noi prendiamo energia dalla stessa fonte — concluse Carlsen. — Sarebbe come rubare mele dalla dispensa, quando c’e a disposizione tutto il frutteto.

Fallada insistette: — Ma che cosa ne e stato di loro?

— L’altro alieno ha dato loro tutta l’energia di cui avevano bisogno per tornare nel loro sistema solare — disse Carlsen. — Non ha mentito quando ha detto che non sarebbero stati puniti. La loro legge non conosce punizioni. Ma li ha avvertiti che sarebbero stati giudicati. Voleva che sapessero cosa li aspettava. E mentre l’energia scorreva dentro di loro, cessarono di essere vampiri. Tornarono a essere degli dei… perche e questo che erano in origine. E quindi sono stati in grado di giudicare da soli se era stato giusto diventare vampiri. E da soli hanno emesso la sentenza e si sono condannati all’estinzione.

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