L’entita comincio visibilmente a dissolversi sotto l’attacco psichico: i poteri della Terra, penso Joe, stavano riprendendosi cio che spettava loro. Uno dopo l’altro molti animali comparvero nella creatura di luce: Joe pote riconoscere cervi, orsi e altri animali. La sua mente si ritrasse dalle numerose forme meno familiari.

Tyrrel pero non era ancora vinto. Per un’ultima volta comparve gridando qualcosa a Sarah che nessuno comprese. Poi chiamo piu volte il nome di sua figlia.

Cathy sembro non udirlo. La sua attenzione andava a qualcos’altro.

— Ho bisogno di utensili, normali utensili — grido Drakulya a Sarah. — Dove posso trovarne?

— Nella grotta!

Giovani gambe volonterose si precipitarono verso la grotta. Giovani mani tornarono presto indietro cariche di attrezzi da minatore.

— Ehi, ma quelli sono i miei attrezzi! — strillo Jake comparendo per un attimo tra un ribollire di luci.

Drakulya afferro un piccone.

Il principe di Wallachia colpi il terreno con il metallo dell’utensile usando tutta la sua forza. La terra tormentata si gonfio e si contrasse. Tutti i presenti sentirono il terreno mancare sotto i piedi, mentre un grande squarcio si apriva davanti a loro mostrando un nero ammasso lavico tra due strati di roccia.

— La Grande Discordanza — mormoro Sarah.

La massa lavica si contorse nella Terra, come se cercasse di guadagnare la giusta posizione sotto l’entita. E questa, entita, creatura o luce intelligente che fosse, comincio a svanire. In breve tempo scomparve del tutto.

I convulsi sussulti della Terra cessarono, ma un attimo piu tardi il terreno sotto di loro prese a imbarcarsi come se poggiasse in realta sul vuoto. Gli strati rocciosi, non piu densi, non piu solidi, si tesero cambiando in modo incontrollabile.

— Via! Andiamo via! — urlo Drakulya cessando di pronunciare le sue formule magiche per fuggire verso l’alto. — Presto, ritiratevi! Fuggite verso l’altopiano!

Joe zoppicava ancora, ma grazie al repentino fluire dell’adrenalina nel sangue e al muscoloso braccio di John riusci a correre comunque verso l’alto, attraversando un paesaggio in veloce mutamento fino alla definitiva uscita dal Canyon Profondo. Drakulya correva accanto a lui con Sarah tra le braccia, mentre Cathy cercava di tenere il loro passo. Gli altri fuggivano in ordine sparso sotto un cielo solcato da grandi, rapidi banchi di nubi mentre il sole sorgeva e calava in continuazione.

Sentendosi abbastanza al sicuro da voltarsi e lanciare un’occhiata, Bill Burdon contemplo un’enorme, ribollente massa di luci e ombre, pulsante di figure in negativo come un immenso rullino fotografico. Si gonfiava a un ritmo impressionante, tanto da riempire in pochi istanti le profondita da cui fuggivano a rotta di collo. — Ma cos’e, lava? — urlo allarmato.

Colui che li guidava replico: — No, energia. Ma l’effetto e lo stesso. Sbrigatevi!

Correndo e inciampando, i visitatori provenienti dalla fine del Ventesimo secolo fecero del loro meglio per obbedire all’ordine.

Finalmente il terreno roccioso riprese stabilita. Attorno a loro, candidi fiocchi di neve presero a turbinare.

20

Sull’altopiano era circa la mezzanotte, minuto piu, minuto meno, dell’ultimo giorno dell’anno o, in alternativa, del primo giorno del nuovo anno. Ma dopo una giornata come quella, Joe Keogh crollo non appena sedette da qualche parte nella suite dell’El Tovar, appoggiando la caviglia dolorante su qualcosa di morbido senza neppure domandarsi cosa fosse.

D’altro canto, dormiva ancora prima di poter controllare.

All’altro lato della stanza, John Southerland era al telefono con sua moglie Angie, assicurandole che tutta la faccenda era finita nel modo migliore che si potesse mai sperare e pregandola di ritrasmettere la notizia alla moglie di Joe.

Non molto lontano dalla loro porta e piu precisamente nel secondo salone dell’hotel, quello in cui si ergeva il maestoso albero di Natale, si festeggiava e si brindava al nuovo anno con lo stonato coro di Auld Lang Syne che si levava piu alto degli altri.

Quella notte Drakulya e gli altri celebrarono l’arrivo del nuovo anno tra le solide pareti di tronchi dell’El Tovar, ma di quando in quando il gruppo, o perlomeno un buon numero di quelli che lo componevano, usciva nella gelida notte camminando nella neve. Quelle passeggiate duravano al massimo fino a casa Tyrrel, dove Cathy si era ritirata con la madre, e comunque tutti restavano nelle vicinanze del vecchio hotel.

Coloro che abbandonavano momentaneamente la festa e raggiungevano qualche posto sull’altopiano dove potevano voltare le spalle alle luci e ai clamori della civilta, si trovavano a contemplare un cielo rilucente di stelle invernali e quel nero, imperturbabile baratro che era il Grand Canyon.

Nel corso di una di queste passeggiate, Maria Torres disse al compagno piu vicino: — Mi fa un po’ paura — per poi scoppiare a ridere. — Temo di suonare molto sciocca dopo quello che abbiamo passato oggi. Comunque, e proprio cosi.

Maria si stava rimettendo molto rapidamente. In effetti, dopo essere stata curata da Drakulya con riti e formule segrete, non ricordava piu molto bene cosa era successo la sotto, e soprattutto non ricordava la natura dell’entita di luce e il fascino, o il possesso, che aveva esercitato su di lei.

Adesso si acciglio perplessa davanti all’oscurita del canyon. — Tuttavia — continuo — vi giuro che non e da me scordarmi cosi di quanto e successo appena un paio di ore fa.

— Puo succedere a chiunque dopo una missione pericolosa. Io non me ne preoccuperei — disse John, appena uscito da una cabina telefonica, cercando di suonare il piu possibile rassicurante senza davvero riuscirci.

— Gia, ma non e la prima — ribatte Maria, dubbiosa.

— Ah, ma questa e stata davvero speciale, glielo garantisco io — taglio corto John sorseggiando la sua birra. — Ma cosa intendeva dicendo che le fa un po’ paura?

— Be’, pensavo al Capodanno, quando l’ho detto, a tutto il rumore che fa la gente e al modo in cui il canyon lo prende, lo soffoca, lo assorbe, come il piccolo cono di luce di una torcia che cerca qualcosa al di la del limite del baratro. Qui tutto si perde nell’immensita. Non vi e traccia di un riflesso, dell’eco, di una risposta.

Non molto dopo qualcuno suggeri di andare a trovare Cathy e Sarah Tyrrel, se erano ancora sveglie.

Una lunga, commovente chiacchierata aveva impegnato in quelle ore madre e figlia. Scacciati i pericoli del Canyon Profondo e delle sue fatali attrattive, le due donne potevano finalmente spiegarsi.

Per molti anni Sarah aveva temuto di rivelare la sua identita. Finalmente lo aveva fatto, rendendo sua figlia molto felice.

— Adesso ho una vera madre.

— Una madre molto vecchia, temo.

— Oh, le mamme debbono essere vecchie. Esperte, ecco come le vuole una figlia quasi maggiorenne.

Cathy, che naturalmente ricordava gli eventi molto meglio di Maria, provava sentimenti contrastanti riguardo la perdita di suo padre, o meglio del suo primo padre adottivo, quella figura maschile di forza e pazienza che ricordava dalla sua infanzia.

— Dov’e il mio vero padre, allora?

— Oh, temo proprio che sia morto da tempo, mia cara.

— Insomma, dovrai darmi una spiegazione completa. Voglio sapere tutto cio che e successo, tutto. Comunque, forse e meglio cominciare domani.

Con musica pop vecchia e nuova che si alternava sullo sfondo, i partecipanti di quella missione si riunirono ancora una volta nell’alloggio di Keogh con le sole eccezioni di Sarah e Cathy.

A Joe sembro che Bill fosse affettivamente coinvolto dai guai di Maria. In un modo o nell’altro faceva di tutto per rendersi disponibile.

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