— Hai sentito quello che ho detto? — scatto Rhodry.

— Si, scusami. Uh… senti amore, vorrei prendere invece la strada della costa. So che e piu lunga, ma… ah, ecco… c’e una cosa che vorrei chiedere a Otho il Gioielliere.

— D’accordo, allora. Abbiamo pero denaro a sufficienza per prendere la strada piu lunga?

— Lo avremmo se tu accettassi quell’incarico come guardia, dato che la carovana e diretta verso la costa. — Jill gli poso le mani sulle spalle e lo fisso negli occhi con un sorriso. — Per favore, amore…

— Ah, dannazione, non…

Jill tronco le sue proteste con un bacio.

— E va bene — si arrese lui, con un sospiro. — Vado subito a cercare quel mercante.

Dopo che Rhodry si fu allontanato, Jill riprese a sorseggiare la propria birra, riflettendo su quello strano pensiero che le era affiorato nella mente di sua iniziativa. Si chiese anche perche avesse ceduto ad esso, ma la risposta era facile: semplice curiosita. Se non fossero andati a Dun Manannan, lei si sarebbe poi chiesta per sempre che cosa avrebbero trovato la.

Dal momento che il Sommo Re si sarebbe infuriato se avesse scoperto che i suoi nobili vassalli consumavano oppio del Bardek, quei pochi che avevano preso la pericolosa abitudine non vi indulgevano mai all’interno della fortezza. Giu nella citta di Dun Deverry c’era una lussuosa locanda il cui piano superiore era riservato ai nobili clienti che avevano bisogno di una camera per motivi privati: piu di una graziosa ragazza della citta aveva perso la propria virtu in quella locanda e piu di una pipa di oppio ne aveva contaminato l’aria. In occasione del suo secondo incontro con Lord Camdel, incaricato del Bagno del Re, Sarcyn aveva quindi affittato li una camera.

Adesso il giovane nobile se ne stava in parte seduto in parte sdraiato a ridosso di un mucchio di cuscini su un divano nello stile del Bardek, e rigirava una pipa d’argilla vuota fra le lunghe dita; prossimo ai vent’anni, Camdel era di struttura snella, con folti capelli castani, profondi occhi dello stesso colore e un sorriso accattivante. Nel complesso, Sarcyn lo trovava attraente, ma i pettegolezzi di Anghariad avevano messo bene in chiaro il fatto che i gusti del giovane nobile erano orientati verso le ragazze… se pero tutto fosse andato per il verso giusto, presto Camdel si sarebbe trovato in una posizione tale da non potergli rifiutare piu nulla.

— Vostra Signoria sembra essere proprio il tipo di giovane ambizioso che noi stavamo cercando — osservo Sarcyn. — Unirti a noi potrebbe risultare per te molto proficuo.

Con un piccolo cenno di assenso, Camdel sollevo lo sguardo degli occhi dalle pupille dilatate sotto le palpebre appesantite. Osservandolo, Sarcyn penso che quel raffinato cortigiano aveva un’opinione molto alta di se stesso e sarebbe stato quindi un pesce facile da prendere all’amo usando l’adulazione come esca.

— Non mi dispiacerebbe liberarmi completamente di Anghariad — osservo Camdel. — La roba che vende lei e dannatamente cara.

— Proprio cosi, e se cominciassi a venderla tu stesso potresti ottenere da noi un prezzo molto migliore. Sono certo di poter confidare nella tua discrezione, mio signore.

— Ma certo. E nel cappio anche il mio collo, giusto?

Sarcyn sorrise, pensando che l’immagine era fin troppo appropriata.

— Prima pero di acconsentire a qualsiasi cosa — prosegui Camdel, — insisto per parlare con qualcuno piu importante di un semplice corriere.

— Certamente, Vostra Signoria. Io sono stato mandato soltanto per appurare se eri interessato, e ti garantisco che ora l’uomo che comanda ti contattera personalmente quando arrivera a Dun Deverry, fra una settimana.

— Bene. Puoi dirgli di organizzare un altro incontro qui.

Sarcyn chino il capo in un piccolo gesto di umilta, ma sorrise interiormente. Si era infatti chiesto come procurare l’incontro fra il nobile ed Alastyr, ma l’arroganza stessa di Camdel gli aveva facilitato le cose.

Con la sua lenta andatura, la carovana impiego quattro giorni per arrivare a Dun Manannan, ma finalmente la lunga colonna di uomini e di muli si snodo nello spiazzo aperto al centro della citta che fungeva da piazza del mercato; dopo aver ritirato la paga Rhodry e Jill si diressero verso una piccola locanda economica vicino al fiume in cui avevano pernottato l’autunno precedente, ma ebbero la triste sorpresa di scoprire che era bruciata: pochi sterpi neri puntavano desolatamente verso il cielo la dove prima c’era il tetto di paglia, ed anche meta della sala comune era carbonizzata. Una donna di passaggio spiego loro spontaneamente che un paio di giovani della citta avevano scatenato una rissa, con il risultato che una candela era stata fatta cadere sulla paglia che copriva il pavimento.

— Oh, dannazione — commento Jill. — Adesso ci dovremo accampare vicino alla strada.

— Cosa? — scatto Rhodry. — Dall’altro lato della citta c’e una locanda che va benissimo per noi!

— E costosa.

— Non me ne importa, mio avaro amore. Dopo essermi accampato in mezzo a quei muli puzzolenti voglio un bagno e ne avro uno.

Dopo una breve discussione alla fine Jill si arrese e gli permise di precederla verso l’altra locanda. Sebbene il locandiere sembrasse tutt’altro che soddisfatto di accogliere due daghe d’argento, Jill riusci al tempo stesso a rabbonirlo e a risparmiare un po’ di soldi suggerendogli che avrebbero potuto dormire nel fienile ad un prezzo ridotto. Nonostante tutto, alla fine dovette comunque ammettere che era piacevole concedersi un bagno vero e proprio invece di doversi limitare ad una nuotata in un ruscello gelido… anche la sala comune era gradevole e al contrario di quelle a cui era abituata non puzzava di paglia marcia e di cani sporchi. Lei e Rhodry si trovarono ad avere un tavolo tutto per loro perche i clienti che entravano lanciavano un’occhiata a Rhodry, un’altra al pomo della sua daga d’argento e si andavano a sedere altrove… un doppio insulto se si considerava che gli avventori erano per lo piu contrabbandieri.

Alcuni minuti piu tardi entro pero un uomo che era evidentemente un viaggiatore di passaggio, a giudicare dalle occhiate sospettose che gli avventori locali gli indirizzarono. L’uomo, che indossava un mantello verde di buona qualita, calzoni grigi di lana morbida, una camicia ricca di ricami, diede al garzone una moneta d’argento perche portasse dentro i suoi bagagli, la dove una moneta di rame sarebbe stata piu che sufficiente, e insistette anche perche il locandiere gli mostrasse la camera migliore che aveva. Mentre il nuovo venuto seguiva il locandiere su per le scale a chiocciola, Jill l’osservo con curiosita: alto e snello, lo sconosciuto aveva i capelli chiarissimi e i lineamenti attraenti e ben modellati di qualcuno che doveva avere nelle vene una buona dose di sangue elfico, e aveva anche un aspetto stranamente familiare, anche se non le riusciva di stabilire dove poteva averlo visto.

Notando il suo interesse, il garzone della locanda si affretto ad avvicinarsi.

— Quell’uomo si chiama Salamander — spiego, — ed e un gerthddyn.

— Davvero? Allora passeremo momenti splendidi ascoltando le sue storie, piu tardi.

Da quella informazione, Jill dedusse che nel percorrere la lunga strada le doveva essere capitato di assistere ad una rappresentazione del gerthddyn, ma quando piu tardi scese dabbasso, Salamander si fermo a osservare Rhodry con espressione perplessa, quasi stesse pensando che avrebbe dovuto conoscere quella daga d’argento, e nel vederli entrambi di profilo Jill comprese infine la verita: il gerthddyn somigliava al suo uomo abbastanza da poter essere suo fratello. In quel momento Jill rammento lo strano pensiero che l’aveva indotta a passare da Dun Manannan e rabbrividi.

— Buon signore — chiamo, — vieni a unirti a noi, se vuoi. Fa sempre piacere offrire un boccale ad un gerthddyn.

— Ti ringrazio, bella signora — replico Salamander, con un inchino, — ma permettimi di essere io ad offrire il primo giro.

Una volta che la birra fu servita e pagata, Salamander si sedette al loro tavolo con atteggiamento cordiale, e lui e Rhodry si studiarono a vicenda per un momento, entrambi perplessi. In fin dei conti, tutti e due si specchiavano soltanto una volta al giorno quando si radevano, e gli specchi di bronzo non fornivano mai un’immagine veramente nitida.

— Senti, ci siamo gia incontrati in passato? — chiese Rhodry.

— Mi stavo giusto domandando la stessa cosa, daga d’argento.

— Sei mai stato ad Aberwyn?

— Oh, molte volte. E di la che vieni?

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