— Infatti. So che sei sempre pronto a rimproverare la mia umile persona per i miei gusti che, lo ammetto, sono volgari, rozzi, stravaganti e frivoli, ma io non vedo nulla di male a indulgere in essi.
— Perche non ce n’e. E solo che non c’e neppure nulla di buono, ma comunque non sono affari miei… non sono io il tuo maestro.
— Proprio cosi, ma mi sarei davvero sentito onorato al di la dei miei meriti di essere un tuo apprendista.
— Questo e vero — intervenne Elaeno, — o almeno la parte relativa a quel «al di la dei miei meriti» lo e.
Salamander si limito a sorridere, perche gli piaceva battibeccare con l’enorme uomo del Bardek, anche se aveva il dubbio che Elaeno trovasse il gioco molto meno divertente di lui.
— So che i miei talenti sono modesti — affermo quindi. — Se invece avessi il potere del Maestro dell’Aethyr, sarei dedito al dovere quanto lui. Purtroppo, gli dei hanno ritenuto opportuno concedermi appena un assaggio del dweomer prima di allontanare la dolce coppa dalle mie labbra.
— Questo non e del tutto vero — ribatte Nevyn. — Valandario mi ha detto che potresti facilmente fare altri progressi… se soltanto lavorassi per ottenerlo.
Salamander sussulto, perche non si era reso conto che la sua maestra del dweomer avesse rivelato tante cose al vecchio.
— In ogni caso si tratta per ora di una questione marginale — prosegui Nevyn. — Quello che io voglio sapere e perche sei in Deverry.
— La vera domanda e perche non ci dovrei essere. Amo vagare fra la gente di mia madre. Lungo le vostre strade c’e sempre qualcosa da vedere e inoltre in questo modo sono anche molto, molto lontano dal mio stimato padre, che mi rimprovera di continuo nella prosa piu perfetta questa o quella colpa, sia vera che immaginaria.
— Direi che sono soprattutto vere — commento Elaeno.
— Oh, non ne dubito. Se pero posso essere utile a te o al Maestro dell’Aethyr, avete soltanto da chiederlo.
— Bene — approvo Nevyn, — perche lo puoi proprio: per una volta i tuoi vagabondaggi ci torneranno dannatamente comodi. Ho ragione di credere che ci siano parecchi uomini del dweomer oscuro in circolazione nel regno. Bada, non voglio che tu ti impegoli con loro, perche sono troppo potenti per questo; essi pero si mantengono mediante il contrabbando di droghe e di veleni, e cio che voglio sapere e dove vengono vendute quelle merci, perche se riusciremo a soffocare il loro commercio infliggeremo un duro colpo ai nostri nemici. Dopo tutto, anche loro devono mangiare come tutti… ecco, piu o meno come tutti. Voglio quindi che tu stia costantemente sul chi vive per notare qualsiasi traccia di questo empio commercio. Potresti sempre sentire qualcosa d’interessante.
— Infatti, e saro lieto di ficcare il mio lungo naso elfico nella faccenda per conto tuo.
— Non ficcarlo tanto da fartelo tagliare — avverti Elaeno. — Ricorda che si tratta di uomini pericolosi.
— Benissimo, allora saro tutto cautele, astuzie, trappole e inganni.
Circa quindici chilometri ad est di Dun Deverry viveva una donna chiamata Anghariad, che aveva ricevuto a titolo di pensione un piccolo appezzamento di terra dopo aver prestato per anni servizio alla corte del re. Nessuno dei suoi vicini sapeva con esattezza quale mansione la donna avesse svolto a corte, perche Anghariad era di indole taciturna, ma dato che conosceva molto bene le erbe tutti supponevano che avesse fatto da levatrice ed erborista. Spesso la gente del villaggio veniva da lei e barattava polli e prodotti della terra in cambio delle sue cure invece di affrontare la lunga camminata fino in citta per recarsi da un farmacista, ma chi andava a farle visita di solito incrociava le dita nel segno che teneva lontano la stregoneria, perche c’era qualcosa di strano in quella vecchia dagli occhi scuri e brillanti e dalle guance incavate.
Apparentemente, i nobili non si erano inoltre dimenticati della donna che li aveva serviti, perche era cosa frequente vedere un paio di cavalli di razza dai finimenti costosi legati davanti alla sua capanna, o addirittura una nobile dama che conferiva in toni urgenti con Anghariad nel suo giardino di erbe mediche. Spesso gli abitanti del villaggio si chiedevano cosa i nobili potessero avere da dire alla vecchia, e se lo avessero saputo ne sarebbero rimasti sgomenti, perche l’idea stessa dell’aborto era repellente per quei contadini per i quali ogni figlio era un paio di braccia in piu che avrebbe aiutato a lavorare la terra.
A parte le pozioni abortive, Anghariad aveva anche altre strane cose da vendere ai clienti giusti, e quel pomeriggio rimase molto seccata di fronte alla scarsita delle merci che Sarcyn aveva da offrirle.
— Non ci posso fare niente — le spiego lui. — Uno dei nostri corrieri e stato catturato con tutte le sue merci, giu a Cerrmor, e sei dannatamente fortunata che io abbia con me anche una scorta minima di oppio.
La donna raccolse la nera barra di oppio e la graffio con l’unghia, esaminando con attenzione il modo in cui si sgretolava.
— Lo preferisco piu raffinato di cosi — scatto poi. — I nobili hanno gusti piu difficili delle prostitute e degli scaricatori di porto del Bardek.
— Ti ho gia detto che sei dannatamente fortunata gia ad avere questo. Ascolta, se mi farai un favore te lo lascero senza pretendere nulla.
Di colpo, la vecchia divenne tutta gentilezze e sorrisi.
— Conosco alcuni dei tuoi clienti abituali — prosegui Sarcyn, protendendosi in avanti. — Fra essi ce n’e uno che mi interessa in maniera particolare e voglio incontrarlo. Informa Lord Camdel dell’avvenuta consegna e chiedigli di venire qui da solo.
— Oh, dei! — borbotto Rhodry. — Finalmente troviamo una taverna con un sidro decente e tu mi dici che non ce lo possiamo permettere!
— Ecco — replico Jill, — se tu non fossi troppo dannatamente orgoglioso per farti assumere come guardia di carovana…
— Non si tratta di orgoglio! Non e una cosa onorevole!
Jill levo gli occhi al cielo, come per chiamare gli dei a testimoni di tanta cocciutaggine, e lascio cadere l’argomento. In effetti, dall’inverno era avanzata loro una buona quantita di denaro, ma lei non aveva nessuna intenzione di farlo sapere a Rhodry perche lui era proprio come suo padre, sempre pronto a consumare denaro nel bere o a donarlo a qualche mendicante senza mai pensare a quello che poteva attenderli l’indomani sulla lunga strada. Di conseguenza, come gia aveva fatto con Cullyn, Jill lasciava credere a Rhodry che anche loro fossero ormai prossimi all’indigenza.
— Se spendi i soldi per il sidro adesso — sottolineo, — come ti sentirai quando saremo costretti alla fame, senza neppure una moneta di rame per comprare un po’ di pane? Scommetto che allora il ricordo del sidro ti riuscira decisamente amaro.
— Oh, d’accordo, mi accontentero della birra.
Jill gli porse quattro monete di rame e lui ando a prendere la birra. Si trovavano nella sala comune della locanda piu economica di Dun Aedyn, una prospera citta commerciale nel centro di una delle zone agricole piu fertili dell’intero regno. Quando avevano lasciato Cerrmor si erano diretti da quella parte perche avevano sentito dire che si stava per scatenare una faida fra il signore di quella citta e un suo vicino, ma sfortunatamente il gwerbret locale aveva sistemato le cose prima del loro arrivo: Dun Aedyn era troppo importante per il rhan perche il gwerbret restasse impassibile e la lasciasse devastare dalla guerra.
Tornato con due boccali, Rhodry li poso sul tavolo e sedette accanto a lei.
— Sai — osservo Jill, — potremmo dirigerci ad est verso l’Yr Auddglyn. La ci saranno di certo dei combattimenti, quest’estate.
— E vero, ed e dannatamente piu vicino di Cerrgonney. Prendiamo la strada attraverso le colline che segnano il confine?
Dal momento che la strada che attraversava le colline era piu breve di quella che si snodava a sudest lungo la costa, Jill stava per assentire quando senti d’un tratto una mano invisibile calarle sulla bocca per impedirle di parlare e seppe, in maniera cieca e irrazionale, che avrebbero dovuto dirigersi a Dun Manannan prima di proseguire per l’Auddglyn. Di nuovo il dweomer, dannazione! Per un momento Jill lotto contro quella sensazione, dicendosi che sarebbero passati dalle colline se era questa la loro intenzione, ma al tempo stesso continuo ad avvertire l’intensa e cocciuta convinzione che qualcosa d’importante sarebbe accaduto loro a Dun Manannan.
