disperdeva, Sarcyn si avvicino al cantastorie e gli mise in mano una moneta d’argento.

— E stata la storia meglio narrata che abbia mai sentito — affermo. — Posso offrirti un boccale di birra? Hai di certo bisogno di qualcosa che ti rinfreschi la gola.

— Infatti — replico Salamander, studiandolo per un momento prima di esibire un accenno di sorriso. — Purtroppo, pero, non posso accettare la tua generosa offerta, perche ho qui in citta una ragazza che proprio ora mi sta aspettando.

L’accento posto sulla parola «ragazza» era intenso quanto bastava per trasmettere il tacito messaggio senza scivolare nella scortesia.

— D’accordo — ribatte Sarcyn. — Allora ti saluto.

Mentre si allontanava, si senti pero piu turbato che deluso: quel gerthddyn aveva occhi insolitamente acuti, oppure lui aveva tradito il proprio interesse piu di quanto fosse sua intenzione fare. Alla fine, giunse alla conclusione che un uomo che si guadagnava da vivere vagando lungo le strade doveva aver visto e sentito abbastanza da saper riconoscere una proposta quando gli veniva rivolta. Sul limitare della piazza, tuttavia, si fermo per lanciare un’ultima occhiata all’avvenente gerthddyn e lo vide allontanarsi seguito da una folla di esseri del Popolo Fatato. La cosa lo indusse a immobilizzarsi dov’era: anche se Salamander sembrava inconsapevole dei suoi strani compagni, l’interesse che essi manifestavano nei suoi confronti poteva benissimo significare che lui possedeva il dweomer della luce.

Sei stato dannatamente fortunato che abbia rifiutato quella birra disse a se stesso, poi si affretto a rientrare alla locanda, decidendo che avrebbe dovuto fare il modo che il gerthddyn non avesse piu modo di vederlo per il resto della sua permanenza a Cerrmor.

Il giorno successivo le nubi si dissiparono e un intenso sole primaverile sorse splendente sul porto. Mentre sostava sul ponte di poppa della mercantile del Bardek di cui era capitano e proprietario, Elaeno si chiese come facessero quei barbari a tollerare di indossare calzoni di lana con un simile clima. Lui stesso portava una semplice tunica di lino e sandali, ma anche cosi il calore era umido e opprimente, mentre nella sua isola natale di Orystinna le giornate estive erano piu secche e piu facili da sopportare.

Sotto di lui, sul ponte principale, una squadra di scaricatori del porto di Cerrmor lavorava nuda fino alla cintola, e poco lontano Masupo, il mercante che aveva affittato la nave per quel viaggio, stava controllando lo sbarco di ogni botte e di ogni cassa, alcune delle quali contenevano fini oggetti di vetro fabbricati appositamente per essere venduti alla nobilta di quei barbari.

— Signore! — chiamo il primo nostromo. — Gli ufficiali della dogana ti vogliono parlare.

— Arrivo subito.

Sul molo di legno erano in attesa tre uomini di Deverry, tutti biondi e azzurri di occhi e quindi difficili da distinguere come succedeva sempre con tutti quei barbari di Cerrmor. All’avvicinarsi di Elaeno i tre parvero sorpresi, poi assunsero in fretta un’espressione di cortesia, ma del resto Elaeno era abituato a quel genere di reazioni, che la sua figura provocava anche nelle isole che gli uomini di Deverry riunivano sotto il nome di Bardek. Come molti uomini della sua terra natale, infatti, Elaeno era alto circa due metri, aveva una corporatura robusta e una pelle di un nero tanto intenso da tendere all’azzurro, e non di una delle piu comuni e svariate tonalita marrone che si vedevano di solito. Gli Orystinniani erano orgogliosi della loro diversita dalla gente del Bardek, che fino ad una recente guerra combattuta per mare era stata solita razziare le loro terre per catturare schiavi.

— Buon giorno, capitano — lo saluto uno dei barbari. — Io sono Lord Merryn, capo della dogana in nome di Sua Grazia il Gwerbret Ladoic di Cerrmor.

— Buon giorno a te, mio signore. In cosa ti posso servire?

— Ho bisogno del permesso di perquisire la tua nave dopo che il carico sara stato rimosso. Mi rendo conto che e una cosa alquanto antipatica da chiedere, ma di recente abbiamo avuto un brutto problema con il contrabbando di merci di un certo tipo. Se lo desideri, possiamo esentare la tua nave dalla perquisizione, ma in quel caso ne tu ne i tuoi uomini potrete scendere a terra.

— Non trovo nulla da ridire al riguardo. Sono pronto a scommettere che le merci a cui alludi sono oppio e veleni, ed io non voglio avere nulla a che fare con quello sporco commercio.

— Benissimo, allora ti ringrazio. E anche mio dovere avvertirti che nel caso tu abbia schiavi a bordo noi non daremo loro la caccia per te nel caso dovessero fuggire.

— La gente della mia isola non possiede schiavi — ribatte Elaeno, poi avverti il tono ringhiante della propria voce e si sforzo di correggerlo, aggiungendo: — Chiedo scusa, mio signore, ma questo e per noi un argomento delicato, anche se naturalmente tu non potevi saperlo.

— Infatti lo ignoravo. Ti chiedo scusa, capitano.

Gli altri due ufficiali avevano un’espressione profondamente imbarazzata, e nel notarlo Elaeno si senti a sua volta a disagio, pensando che quando non si controllava anche lui, come quei barbari, commetteva spesso l’errore di ritenere che gli stranieri fossero tutti uguali.

— Mi devo complimentare con te per la padronanza con cui parli la nostra lingua — aggiunse Merryn, dopo un momento.

— Ti ringrazio. L’ho appresa da bambino, quando la mia famiglia ha preso come pensionante un uomo di Deverry, un erborista venuto a studiare l’arte dei nostri medici. Dal momento che gestiamo una ditta mercantile, mio padre voleva che i suoi figli parlassero bene la lingua di Deverry, e il vecchio ha pagato il suo mantenimento impartendoci delle lezioni.

— Capisco. Sembra che sia stato un buon affare.

— Infatti — convenne Elaeno, pensando che si era trattato di un affare migliore di quanto quelle guardie potessero mai immaginare.

Una volta ultimata l’operazione di scarico delle merci sul molo, una squadra di uomini della dogana le passo al vaglio e discusse con Masupo in merito alle tasse da pagare, mentre una seconda squadra perquisiva ogni centimetro della nave. Nel frattempo, Elaeno si porto a poppa e si appoggio comodamente alla murata, osservando il sole che scintillava sul mare tranquillo: dal momento che l’acqua era l’elemento che gli riusciva piu congeniale, contatto con facilita la mente di Nevyn e udi subito il suo pensiero di risposta in cui il vecchio avvertiva che gli ci sarebbe voluto qualche istante per trovare uno strumento di focalizzazione. Ben presto l’immagine del volto di Nevyn apparve comunque sulla superficie del mare.

— E cosi sei in Deverry, giusto? — esordi Nevyn.

— Infatti, sono a Cerrmor e probabilmente rimarro in porto per una quindicina di giorni.

— Splendido. Io sono attualmente in viaggio verso Cerrmor e arrivero probabilmente entro un paio di giorni. Hai ricevuto la mia lettera prima di partire?

— Si, e le notizie che conteneva erano davvero cupe. Ho posto domande in parecchi porti ed ho informazioni per te.

— Ottimo, ma non riferirmele ora, perche qualcuno potrebbe essere in ascolto.

— Davvero? Allora ci vedremo quando arriverai in citta. Finche resteremo in porto io alloggero a bordo.

— D’accordo. Oh, senti, Salamander e a Cerrmor. Alloggia in una locanda chiamata il Pappagallo Azzurro… un nome adeguato.

— La Gazza Ciarliera sarebbe andata ancora meglio. Oh, dei, e difficile credere che quel ragazzo possegga il vero dweomer.

— Che altro ti aspettavi dal figlio di un bardo elfico? Ma il nostro Ebay ha la sua utilita, selvaggio o meno che sia.

L’immagine di Nevyn si dissolse ed Elaeno prese a passeggiare avanti e indietro con le mani serrate dietro la schiena: se Nevyn aveva paura che potessero essere spiati, allora la situazione era davvero grave. Come sempre, il pensiero del dweomer oscuro desto in lui un senso d’ira… sarebbe stato davvero soddisfacente riuscire prima o poi a serrare le sue grosse mani intorno al collo di uno di quei maestri oscuri, ma naturalmente era meglio usare armi meno evidenti e piu efficaci.

Appena tre giorni piu tardi, Sarcyn stava oziando davanti ad una taverna al limitare estremo della zona della Sentina; tenendo la propria aura avvolta strettamente intorno a se, se ne stava appoggiato contro l’edificio in attesa del corriere. Sarcyn non rivelava mai dove alloggiasse in Cerrmor agli svariati uomini che contrabbandavano per lui droghe e veleni in Deverry: tutti sapevano che potevano trovarlo li, dopodiche Sarcyn li accompagnava in un posto tranquillo dove concludere con calma la transazione.

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