schegge di legno da usare come esca. La donna taglio un pezzetto di oppio con il coltello da tavolo, lo sistemo nella pipa e lo accese, riscaldando dapprima la pipa sulla fiamma e lavorando poi con pazienza per far bruciare la droga appiccicosa. La prima boccata di fumo la fece tossire, ma lei continuo ad aspirare avidamente.
— E ottimo — confermo infine, fra una boccata di fumo e un altro colpo di tosse. — Che prezzo mi fai se ne compro dieci barre?
— Un regale d’oro di Deverry… in questo modo risparmi cinquanta monete d’argento.
Con riluttanza la donna poso la pipa e la lascio spegnere.
— Un regale, allora. Affare fatto.
Mentre Sarcyn procedeva a contare le barre, Gwenca scomparve in un’altra stanza e torno di li a poco con la pesante moneta d’oro.
— Vuoi una delle ragazze, finche sei qui? — chiese, nel porgergli la moneta. — Gratis, naturalmente.
— No, grazie, ho altri affari da sbrigare.
— Torna stanotte, se vuoi. Oppure preferisci i ragazzi?
— A te che importa?
— Nulla, tranne che mi sembra uno spreco, considerato quanto sei attraente. Suvvia, ragazzo, perche non fai come qualcuno di quei mercanti del Bardek e getti i dadi con entrambe le mani? In quel modo loro riescono a divertirsi sempre e comunque.
— Vecchia, ti spingi troppo oltre — scandi Sarcyn, fissandola negli occhi.
Gwenca si ritrasse con un sussulto e prese a giocherellare con il suo amuleto mentre Sarcyn finiva di rivestirsi.
Nel lasciare la Sentina, Sarcyn si diresse a monte rispetto al fiume, tenendosi alla larga dalle vie principali quando questo era possibile; anche se aveva preso alloggio in una locanda in un’altra sezione povera della citta al fine di evitare di dare nell’occhio, non voleva infatti rimanere piu del necessario nelle vicinanze della Sentina, che per lui racchiudeva troppi dolorosi ricordi.
Sua madre era stata una prostituta di lusso in una casa molto simile a quella di Gwenca, e per capriccio aveva portato a termine due delle sue numerose gravidanze, generando cosi lo stesso Sarcyn e il suo fratello minore, Evy, a turno ignorandoli e viziandoli fino a quando era stata strangolata da un marinaio ubriaco, all’epoca in cui Sarcyn aveva sette anni ed Evy tre. Il proprietario del bordello aveva sbattuto i due bambini in strada, dove essi erano vissuti per mesi come mendicanti, dormendo sotto i carri o in una botte rotta, mendicando per ottenere qualche moneta di rame e lottando per impedire ai ragazzi piu grandi di rubare loro il cibo.
Un giorno, poi, un mercante dagli abiti eleganti si era fermato a dare loro una moneta di rame e aveva voluto sapere perche stessero chiedendo l’elemosina; quando Sarcyn glielo aveva spiegato, il mercante aveva dato loro un’intera moneta d’argento, e quel giorno i due bambini avevano mangiato a sazieta per la prima volta da mesi. Naturalmente, da allora Sarcyn aveva sempre tenuto gli occhi aperti nella speranza di avvistare quell’uomo generoso, e ogni volta che lo incontravano Alastyr aveva dato loro altre monete, fermandosi anche un po’ a chiacchierare. Sebbene Sarcyn fosse stato un monello da strada prematuramente saggio, a poco a poco Alastyr era riuscito a conquistarsi la sua confidenza, e quando infine il mercante aveva offerto ad entrambi di andare a vivere con lui i bambini avevano pianto di gratitudine.
Per qualche tempo Alastyr li aveva trattati in modo gentile ma distante: avevano abiti eleganti, letti caldi, cibo a volonta, ma vedevano di rado il loro benefattore. Adesso, quando gli capitava di ripensare a quanto fosse stato felice allora, Sarcyn provava soltanto disgusto per la sua ingenua stupidita. Una notte, Alastyr era venuto nella sua camera e dapprima l’aveva blandito con promesse e carezze, poi lo aveva freddamente violentato.
Sarcyn rammentava ancora come era rimasto raggomitolato sul letto, piangendo di vergogna e di dolore… aveva pensato di fuggire, ma non aveva dove andare, a meno di tornare a vivere in strada fra il freddo e la sporcizia. Notte dopo notte aveva sopportato le visite del mercante, con l’unica consolazione che almeno Alastyr non mostrava nessun interesse nei confronti di suo fratello… in qualche modo, voleva che ad Evy fosse risparmiata quella vergogna.
Una volta che si erano trasferiti nel Bardek, pero, Alastyr aveva cominciato a rivolgere le proprie attenzioni anche al ragazzo piu giovane, soprattutto dopo che Sarcyn era giunto alla puberta e aveva cominciato ad essere meno interessante, almeno come compagno di letto. L’anno in cui la voce di Sarcyn era cambiata, Alastyr aveva iniziato a servirsi di lui per il dweomer oscuro, costringendolo a evocare visioni sotto il controllo del suo maestro oppure ipnotizzandolo in maniera tale che poi lui non aveva la minima idea di cosa avesse fatto durante la trance.
In seguito, Alastyr aveva fatto lo stesso con Evy, ma a questo punto si era deciso ad offrire qualcosa in pagamento per l’uso che faceva di entrambi: li avrebbe istruiti nell’arte del dweomer oscuro. Tutti e due si erano avidamente aggrappati al dweomer, perche era tutto cio che avevano per placare la sofferenza della loro condizione d’impotenza.
Naturalmente, non era in questi termini che Sarcyn giustificava la cosa con se stesso: ai suoi occhi, cio che aveva fatto era stato sopportare le prime fasi di un duro apprendistato per potersi dimostrare degno del potere oscuro. Di conseguenza, entrambi erano ancora vincolati ad Alastyr, sebbene Sarcyn lo odiasse a tal punto che a volte sognava di ucciderlo… sogni lunghi e dettagliati. Quanto ad Evy, non aveva idea di quali fossero i suoi sentimenti al riguardo… era da molto tempo che non parlavano piu di cose come i sentimenti… ma era certo che suo fratello fosse d’accordo con lui nel ritenere che fosse necessario sopportare Alastyr al fine di acquisire altro sapere. Adesso comunque sarebbe stato libero dalla sua presenza per tutti i giorni che avrebbe impiegato a vendere le sue merci, in quanto il maestro non si fermava mai troppo a Cerrmor, dove c’era un numero eccessivo di persone che avrebbero potuto riconoscerlo.
Il percorso che segui per tornare alla locanda lo porto attraverso una delle molte piazze aperte della citta. Anche se quello non era giorno di mercato, una folla di rispettabili dimensioni si era raccolta intorno ad una piattaforma improvvisata con alcune travi e botti di birra, sulla quale si trovava un uomo alto e snello con i capelli piu chiari che Sarcyn avesse mai visto e con occhi grigi come il fumo. Dal momento che il giovane era molto attraente, con lineamenti quasi femminei, Sarcyn si fermo a guardare mentre lui estraeva con mosse elaborate una sciarpa rossa dalla manica della camicia, la gettava in aria e la faceva apparentemente scomparire in mezzo agli applausi dei presenti.
— Salute a voi, gentili cittadini. Io sono un saltimbanco, un menestrello girovago, un cantastorie che vende soltanto bugie, scherzi e giochi. In breve, sono un gerthddyn, venuto a condurvi per poche piacevoli ore nella terra che non e mai stata e che mai sara. — Nel parlare il giovane fece riapparire la sciarpa, che poco dopo torno a scomparire. — Sono originario di Eldidd e potete chiamarmi Salamander, perche il mio vero nome e tanto lungo che non lo ricordereste mai.
Ridendo, la gente gli getto qualche moneta di rame. Sarcyn, dal canto suo, prese in considerazione l’idea di continuare alla volta della locanda, perche quel genere di sciocchezze non avevano nulla da offrire ad un uomo come lui, che conosceva la vera oscurita del mondo; il gerthddyn era pero molto attraente e forse avrebbe acconsentito a farsi offrire un boccale di birra dopo lo spettacolo. Un momento piu tardi, il giovane dimostro di essere anche un eccellente cantastorie, lanciandosi nella narrazione di una storia relativa a Re Bran e ad un potente mago dell’Alba dei Tempi mentre la folla lo ascoltava affascinata. Nel portare avanti la narrazione, il gerthddyn recito tutte le singole parti, rendendo la voce melodiosa nel rappresentare una bella fanciulla, assumendo un tono ringhiante per il mago malvagio e tonante per il possente re. Di tanto in tanto, intono anche qualche canzone connessa alla storia, eseguendola con una vibrante voce tenorile. Giunto a meta della narrazione, pero, il giovane s’interruppe fingendosi sfinito, e subito una pioggia di monete cadde sul palco improvvisato per rinvigorire il suo spirito stanco.
Pur sentendosi stupido per questo, Sarcyn godette di ogni istante della narrazione, divertito per ragioni che non erano soltanto quelle piu ovvie. Ogni volta che la folla rabbrividiva di tranquillo timore di fronte alle orribili imprese attribuite al mago malvagio, Sarcyn rideva dentro di se, perche tutte quelle stragi inutili e quei piani ridicoli e complessi per fare del male alla gente non esistevano nel dweomer oscuro. Mai, neppure una volta, il narratore accenno al vero nucleo di tutto: il dominio. Prima un uomo dominava se stesso fino a divenire freddo e duro come una sbarra di ferro, poi si serviva di quell’anima d’acciaio per strappare cio che voleva agli artigli di un mondo ostile. Certo, a volte alcune persone morivano o finivano distrutte psicologicamente, ma si trattava sempre di deboli che meritavano la loro sorte e la loro sofferenza era una cosa secondaria, non lo scopo ultimo.
Finalmente il gerthddyn giunse alla conclusione della storia, e la sfumatura rauca nella sua voce mostro con chiarezza perche non intendesse raccontarne una seconda, nonostante le suppliche della gente. Mentre la folla si
