facendo qui, amico?»

Il parcheggio spazzato dalla neve era ancora deserto. Erano soli.

Laura sarebbe morta fra venticinque minuti.

Il proprietario della jeep si avvento su di lui e Stefan si lascio tirare. Afferro la pistola che aveva posato sul sedile accanto e si abbandono letteralmente alla presa dell’altro, cogliendo il momento adatto per farlo barcollare all’indietro sul selciato scivoloso. Caddero. Appena toccarono terra, Stefan gli fu sopra e gli punto la pistola alla gola.

«Dio mio, no! Non spari!»

«Adesso ci alziamo. Presto, dannazione e non faccia scherzi!»

Quando furono in piedi Stefan si mise alle spalle dell’uomo e afferrata la Walther per la canna, la uso come una mazza e lo colpi una sola volta, ma abbastanza forte da tramortirlo. Il proprietario della jeep cadde a terra, privo di sensi.

Stefan lancio un’occhiata verso la taverna. Non era uscito nessuno.

Dalla strada non si udiva rumore di macchine, ma l’ululato del vento avrebbe potuto coprire il rumore di un motore.

Comincio a nevicare piu forte. Stefan ripose la pistola nella tasca interna del cappotto e trascino l’uomo privo di sensi verso la macchina piu vicina, la Thunderbird, che era aperta. Sollevo il corpo e lo adagio sul sedile posteriore, chiuse la portiera e si affretto verso la jeep.

Il motore si era spento. Mise in moto un’altra volta, inseri la marcia e sterzo per portarsi sulla strada. La neve comincio a cadere a larghe falde, fitta, e da terra si alzavano mulinelli di neve sfavillanti. Gli enormi pini avvolti dall’oscurita ondeggiavano e fremevano sotto la furia del vento.

Laura aveva poco piu di venti minuti di vita.

5

Festeggiarono il contratto per la pubblicazione di Jericho Nights e il primo anno di matrimonio a Disneyland, il loro luogo preferito. Il cielo era azzurro e limpido; l’aria asciutta e calda. Incuranti della folla che li circondava, si divertirono con i Pirati dei Caraibi, si fecero fotografare con Topolino, si fecero venire le vertigini girando nelle grandi tazze del Cappellaio Matto, si fecero fare le caricature, mangiarono hot dog, gelati, banane ghiacciate ricoperte di cioccolata e la sera danzarono alla musica di una Dixieland band nella New Orleans Square.

L’atmosfera del parco si fece ancora piu magica dopo il tramonto; presero il mitico vaporetto di Mark Twain e navigarono intorno all’isola di Huck Finn per la terza volta, appoggiati al parapetto sul ponte piu alto, vicino alla prua, teneramente abbracciati. «Sai perche questo posto ci piace tanto?» esordi Danny. «Perche fa parte di un mondo non ancora contaminato dal mondo. Come il nostro matrimonio.»

Piu tardi, seduti a un tavolo del Carnation Pavilion, sotto alberi addobbati di bianche luci natalizie e davanti a un’enorme coppa di gelato con le fragole, Laura disse: «Quindicimila dollari per un anno di lavoro… non sono esattamente una fortuna».

«Ma non e neppure il salario di uno schiavo.» Danny spinse da parte il suo gelato, si allungo e sposto anche quello di Laura, poi, prendendole le mani fra le sue le disse: «Prima o poi il denaro arrivera perche hai talento, ma non e il denaro la cosa che m’interessa. Cio che m’interessa e che tu hai qualcosa di speciale da condividere. No, non e esattamente cio che voglio dire. Non solo hai qualcosa di speciale, tu sei qualcosa di speciale. E un concetto che ho ben chiaro nella mente ma che non riesco a spiegare. Io so che la tua interiorita, quando viene espressa e quindi condivisa, infonde nelle persone, in qualunque persona, la stessa speranza e la stessa gioia che infonde a me che vivo al tuo fianco».

Trattenendo le lacrime, Laura sussurro: «Ti amo».

Jericho Nights fu pubblicato dieci mesi piu tardi, nel maggio del 1979. Danny aveva insistito perche Laura usasse il suo nome da ragazza perche sapeva che durante i tristi anni trascorsi all’Istituto McIlroy e alla Caswell aveva resistito in parte anche perche voleva realizzare qualcosa di cui suo padre potesse essere fiero e anche sua madre, che non aveva mai conosciuto. Il romanzo vendette poche copie, non fu scelto da nessun club del libro e fu ceduto dalla Viking a un editore di tascabili per un modesto anticipo.

«Non ha importanza», la consolo Danny. «A tempo debito arrivera il successo. Tutto arrivera a tempo debito. Proprio in virtu di cio che sei.»

Laura stava gia lavorando alacremente al suo secondo romanzo, Shadrach. Impegnandosi dieci ore al giorno per sei giorni la settimana, lo termino quello stesso luglio.

Un venerdi invio una copia a Spencer Keene, a New York, e diede l’originale a Danny. Sarebbe stato il primo in assoluto a leggerlo. Usci presto dall’ufficio e all’una di venerdi pomeriggio inizio a leggere il romanzo, seduto nella sua poltrona del salotto. Ando a letto e dormi solo quattro ore, alle dieci di sabato mattina era nuovamente in poltrona e aveva gia letto i due terzi del manoscritto. Non fece alcun commento, non una parola. «Prima devo terminarlo. Non sarebbe giusto nei tuoi confronti iniziare ad analizzare e a replicare finche non ho finito, finche non ho colto tutta l’essenza di questo lavoro; e non sarebbe giusto neppure nei miei confronti, perche se lo discutessimo ora andrebbe a finire che mi sveleresti prima o poi un punto cruciale della storia.»

Laura gli tenne gli occhi incollati addosso per cercare di scoprire un qualsiasi cenno di disapprovazione o di assenso, per vedere se reagiva in qualche modo alla storia, ma anche quando coglieva una reazione temeva che fosse negativa. Alle dieci e mezzo di sabato non resistette piu e dovette uscire. Prese la macchina e ando a South Coast Plaza, bighellono per qualche libreria, fece colazione molto presto, anche se non aveva fame, poi si diresse verso Westminster Mall, mangio un gelato allo yogurt, poi ando all’Orange Mall, entro in qualche negozio, compro un bel pezzo di croccante e ne mangio quasi la meta. «Shane», si disse, «torna a casa, altrimenti per l’ora di cena sarai diventata il doppio di Orson Welles.»

Mentre parcheggiava l’auto sotto la tettoia del condominio, si accorse che quella di Danny non c’era. Entro in casa e lo chiamo ad alta voce, ma non ricevette alcuna risposta.

Il manoscritto di Shadrach era sul tavolo del tinello.

Guardo se c’era un biglietto. Nulla.

«Oh Cristo!»

Il libro era brutto. Faceva schifo. Era nauseante. Carta straccia. Povero Danny! Era sicuramente andato da qualche parte a bersi una birra per trovare il coraggio di dirle che avrebbe fatto meglio a imparare a fare l’idraulico mentre era ancora abbastanza giovane per lanciarsi in una nuova carriera.

Le venne da vomitare. Corse in bagno, ma la nausea passo. Si rinfresco il viso con un po’ d’acqua fresca.

Il libro era orribile.

Okay, avrebbe dovuto accettarlo. Aveva pensato che Shadrach fosse un buon lavoro, di gran lunga migliore di Jericho Nights, ma evidentemente si era sbagliata. Ne avrebbe scritto un altro.

Ando in cucina e si stappo una birra. Aveva appena bevuto un paio di sorsi quando Danny rientro con una confezione regalo, grossa come un pallone da calcio. L’appoggio sul tavolo del tinello accanto al manoscritto, poi guardo Laura con aria solenne. «E per te.»

Ignorando completamente la scatola, Laura disse concitata: «Dimmi».

«Prima apri il tuo regalo.»

«Oh, Cristo, ma e cosi brutto? E cosi brutto che per addolcirmi la pillola mi hai comprato un regalo? Dimmi. Sono pronta. Anzi no, aspetta! Fammi sedere.» Prese una sedia e vi si lascio cadere. «Forza, colpisci! Sopravvivero anche a questo.»

«Laura, sei un tantino melodrammatica!»

«Che cosa stai dicendo? Il libro e melodrammatico?»

«Non il libro, tu. Ma ora, per favore, vuoi smetterla di fare la giovane artista distrutta e deciderti ad aprire il tuo regalo?»

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