«Va bene, va bene. Se devo aprire il regalo prima che parli, allora apriro questo stramaledettissimo regalo.»

Prese la scatola, che era alquanto pesante, e comincio a disfare il pacco mentre Danny prendeva una sedia e andava a mettersi di fronte a lei, a osservarla.

La scatola proveniva da un negozio piuttosto costoso, ma Laura non era preparata al suo contenuto: un grande, splendido vaso di Lalique. Era trasparente con i manici, in parte dipinti di verde chiaro e in parte in cristallo smerigliato; ogni manico era formato da due rospi nell’atto di saltare.

Guardo Danny con gli occhi spalancati: «Danny, non ho mai visto niente di simile. E il pezzo piu fantastico che abbia mai visto».

«Allora ti piace?»

«Buon Dio, ma quanto ti e costato?»

«Trecento.»

«Danny, ma non possiamo permettercelo!»

«Oh, si che possiamo.»

«No, non possiamo, veramente non possiamo. Solo perche ho scritto un pessimo libro e vuoi che non mi deprima troppo…»

«Non hai scritto un pessimo libro. Hai scritto un libro che vale un rospo, anzi un libro da quattro rospi in una scala da uno a quattro. Noi possiamo permetterci questo vaso proprio perche hai scritto Shadrach. E bellissimo, Laura, infinitamente migliore dell’ultimo, ed e splendido proprio perche in quel libro hai messo tutta se stessa. Sei tu e risplende come te.»

In preda all’eccitazione gli getto le braccia al collo e poco ci manco che facesse cadere il vaso da trecento dollari.

6

Ora la strada era coperta da un sottile strato di neve fresca. Sulla jeep erano gia montate le catene, percio Stefan fu in grado di mantenere una velocita abbastanza sostenuta nonostante le condizioni della strada.

Ma non era sufficiente.

La taverna dove aveva rubato la jeep era a circa quindici chilometri dalla casa dei Packard, che era appena fuori della Statale 330, qualche chilometro a sud di Big Bear. Le strade di montagna erano strette, tortuose, piene di salite e la neve non gli consentiva una buona visibilita, percio la sua velocita media era sui sessanta chilometri l’ora. Accelerare sarebbe stato rischioso. Non sarebbe stato di alcun aiuto a Laura, Danny e Chris se avesse perso il controllo della jeep e fosse piombato su un terrapieno trovandovi la morte. A quella velocita, pero, sarebbe arrivato sul posto almeno dieci minuti dopo la loro partenza.

La sua prima intenzione era stata di farli aspettare a casa finche il pericolo non fosse passato, ma ormai non era piu possibile.

Il cielo invernale sembrava essersi abbassato sotto il peso della bufera tanto da non superare le cime dei sempreverdi che costeggiavano in file serrate i lati della strada. Il vento agito gli alberi e fece ondeggiare la jeep. La neve comincio ad accumularsi sui tergicristalli del parabrezza e presto si ghiaccio. Dopo aver acceso lo sbrinatore, Stefan dovette protendersi sul volante per riuscire a vedere qualcosa. La bufera incombeva.

Controllo l’ora. Aveva meno di quindici minuti. Laura, Danny e Chris stavano per salire sulla Chevy Blazer. Forse stavano gia uscendo dal vialetto di casa.

Avrebbe dovuto intercettarli sulla strada. Aveva solo una manciata di secondi di anticipo sulla Morte.

Premette leggermente il piede sull’acceleratore cercando di guadagnare terreno e stando bene attento a non perdere il controllo della jeep.

7

Il 15 agosto 1979, cinque settimane dopo il giorno in cui Danny le aveva regalato il vaso di Lalique, Laura era in cucina a scaldarsi una minestra in scatola per pranzo, quando ricevette una telefonata da Spencer Keene, l’agente letterario di New York.

«Alla Viking e piaciuto molto Shadrach e hanno offerto centomila.»

«Dollari?» chiese Laura.

«Ma certo, dollari», rispose Spencer. «Che cosa pensavi? Rubli? Che cosa potresti comprarti con quelli? Un cappello, forse.»

«Oh, Cristo!» Laura dovette appoggiarsi al bancone della cucina per non perdere l’equilibrio.

Spencer continuo: «Laura, dolcezza, solo tu sai cio che e meglio per te, ma, a meno che non considerino i centomila come offerta minima di base, io vorrei che tu pensassi alla possibilita di rifiutare».

«Rifiutare centomila dollari?» domando incredula.

«Senti, io voglio mandare questo manoscritto a sette, forse otto editori, fissare una data per l’asta e vedere che cosa succede. Io credo di sapere che cosa succedera, Laura, credo che tutti ameranno questo libro quanto lo amo io. Ma, d’altro canto… forse no. Lo so, e una decisione difficile, devi prendere tempo e pensarci prima di darmi una risposta.»

Appena Spencer riappese, Laura telefono a Danny e gli spiego dell’offerta.

«Se non accetteranno di considerarla come offerta minima, rifiuta», suggeri il marito.

«Ma, Danny, possiamo permettercelo? Voglio dire, la mia auto ha undici anni e sta cadendo a pezzi, la tua ha quasi quattro anni…»

«Che cosa ti avevo detto di questo libro? Non ti avevo detto che eri tu, un riflesso di cio che tu sei?»

«Sei un tesoro, ma…»

«Rifiuta. Dammi retta, Laura. Tu stai pensando che rifiutare centomila dollari sia come sputare in faccia alla fortuna; e come invitare quel lampo di cui mi hai parlato tante volte. Ma tu questa ricompensa te la sei guadagnata e il fato non te la portera via.»

Chiamo Spencer Keene e lo informo della sua decisione.

Eccitata, nervosa, pensando gia di aver perduto quei centomila dollari, torno nel suo studio, si sedette davanti alla macchina per scrivere e per qualche minuto fisso il breve racconto non ancora terminato, finche non avverti l’odore di zuppa di pollo e si ricordo di averla lasciata sul fuoco. Corse in cucina e non trovo che mezzo dito di zuppa e la pasta, bruciata, attaccata sul fondo del pentolino.

Alle due e dieci, le cinque e dieci di New York, Spencer richiamo per comunicarle che la Viking aveva accettato di fissare i centomila dollari come offerta minima. «Ora, questa e veramente la cifra minima che realizzerai con Shadrach, centomila dollari. La data dell’asta dovrebbe essere il 26 settembre. E sara un portento, Laura, lo sento.»

Trascorse il resto del pomeriggio cercando di sentirsi soddisfatta, ma non riusci a scrollarsi di dosso l’ansia. Shadrach era gia un grande successo, indipendentemente da cio che sarebbe accaduto all’asta. Non c’era ragione di agitarsi, eppure non riusci a calmarsi.

Quel giorno Danny rientro con una bottiglia di champagne, un mazzo di rose e una scatola di cioccolatini. Si sedettero sul sofa e tra un cioccolatino e un sorso di champagne, parlarono del loro futuro, un futuro che sembrava luminoso; tuttavia l’ansia non l’abbandono.

Alla fine Laura disse: «Non voglio ne cioccolatini ne champagne ne rose. E neanche centomila dollari. Voglio te. Portami a letto».

Fecero l’amore a lungo. Il sole di fine estate calo lentamente e le ombre della sera sopraggiunsero prima che con riluttanza i loro corpi si separassero. Disteso al suo fianco, al buio, Danny le bacio teneramente i seni, la gola, gli occhi e le labbra. Laura si rese conto che la sua ansia si era dissolta. Non era stato il sesso a scacciare la sua paura, ma l’intimita. Abbandonarsi totalmente e quella sensazione di speranze, sogni e destini condivisi era

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