«Quando?» ripete Chris, sconcertato dalla risposta che gli aveva dato.
«1944.»
«Impossibile», disse Chris.
«Berlino», disse l’uomo.
«Sta delirando», spiego Laura rivolta a Chris.
La sua voce suonava indistinta ora che la stanchezza si era impadronita di lui, ma cio che aveva detto era chiaro: «Berlino».
«Berlino?» ripete Chris. «Vuoi dire… Berlino, Germania?»
Il sonno lo reclamo di nuovo a se, ma questa volta non era quello innaturale del coma, bensi un sonno riposante, perche subito inizio a russare debolmente, anche se un attimo prima di abbandonarsi, disse: «Germania
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Alla televisione stavano trasmettendo
«Chris, mi e appena venuta in mente una cosa. Se quelle persone fossero veramente venute dal futuro, perche mai non si sarebbero portate delle armi al laser o qualche cosa di simile quando sono venuti a cercarci?»
«Perche non avrebbero voluto che tutti
«So quello che ha detto. Ma non ha senso, non e vero? Se nel 1944 avessero fatto una tale scoperta, noi ne saremmo a conoscenza, non credi?»
All’una e mezzo il suo Custode si risveglio e per un attimo sembro non ricordarsi dove si trovava. Chiese ancora dell’acqua e Laura lo aiuto a bere. Disse che si sentiva un po’ meglio, anche se era molto debole e aveva ancora un gran bisogno di dormire. Chiese che lo sollevassero un po’ sul letto. Chris prese i due cuscini che si trovavano nell’armadio e aiuto sua madre ad alzare il ferito.
«Come ti chiami?» chiese Laura.
«Stefan. Stefan Krieger.»
Laura ripete quel nome a bassa voce e le sembro bello. Un nome maschile, forte. Non era un nome da Angelo Custode e fu quasi divertita al pensiero che dopo tanti anni, compresi i due decenni durante i quali non aveva piu creduto in lui, si aspettava ancora che il suo nome fosse musicale e angelico.
«E vieni veramente dal…»
«1944», ripete Stefan. Lo sforzo necessario per mettersi a sedere gli aveva imperlato le sopracciglia di sudore, o forse quella reazione era dovuta in parte ai pensieri che aveva rivolto all’era e al luogo in cui il suo lungo viaggio era iniziato. «Berlino, Germania. C’era uno scienziato polacco di grande talento, Vladimir Penlovski, considerato un folle da alcuni. Molto probabilmente era pazzo… decisamente pazzo credo… ma anche un genio. A Varsavia stava dedicandosi allo studio di certe teorie riguardo alla natura del tempo gia prima che la Germania e la Russia si alleassero per invadere la Polonia, nel 1939…»
Penlovski, secondo Stefan Krieger, era un simpatizzante nazista e accolse di buon grado le truppe di Hitler. Forse sapeva che da Hitler avrebbe potuto ricevere il sostegno finanziario per le sue ricerche. Con l’approvazione di Hitler, Penlovski e il suo collaboratore piu stretto, Wladyslaw Januskaya, si recarono a Berlino per fondare un istituto di ricerche temporali. Era un’iniziativa talmente segreta che non gli venne nemmeno dato un nome. Veniva semplicemente chiamato l’istituto. Li, in collaborazione con scienziati tedeschi non meno impegnati e perspicaci di lui, finanziato da quella che sembrava una fonte inesauribile di fondi provenienti dal Terzo Reich, Penlovski aveva trovato un modo per penetrare l’arteria del tempo e muoversi a suo piacimento attraverso quella corrente fatta di giorni, mesi e anni.
«
«
«Via del Lampo in questo caso», spiego Stefan. «La strada attraverso il tempo, la strada verso il futuro.»
Avrebbe potuto essere chiamata
«Sembra esserci un qualche meccanismo cosmico che non consente ai viaggiatori del tempo di mescolarsi nel loro stesso passato per poter cambiare le circostanze della loro vita presente. Vedete, se
«Paradossi!» esclamo Chris in tono eccitato.
Stefan sembro sorpreso di udire il bambino pronunciare quella parola.
Sorridendo, Laura disse: «Come ti ho gia detto, abbiamo discusso parecchio circa le tue possibili origini e il viaggio nel tempo e risultato essere la spiegazione piu logica. E Chris il mio esperto in materia».
«Paradosso», convenne Stefan. «Se un viaggiatore del tempo potesse andare a ritroso nel suo passato e potesse influire su alcuni eventi della storia, quel cambiamento avrebbe tremende ramificazioni. Altererebbe il futuro da cui e venuto. Percio non sarebbe piu in grado di ritornare nel mondo che ha lasciato…»
«Paradosso!» esclamo Chris allegramente.
«Paradosso», ripete Stefan. «Apparentemente la natura rifugge dal paradosso, in linea generale non permettera mai a un viaggiatore del tempo di crearne uno. E di questo dobbiamo ringraziare il Signore. Perche… supponiamo per esempio che Hitler avesse inviato un assassino nel tempo a uccidere Franklin Roosevelt e Winston Churchill molto prima che questi uomini potessero ricoprire le loro alte cariche. Questo avrebbe portato all’elezione di uomini diversi, sia negli Stati Uniti sia in Inghilterra, uomini magari meno intelligenti e con i quali si sarebbe potuto trattare piu facilmente e questo avrebbe portato al trionfo di Hitler nel ’44 o anche prima.»
Ora stava parlando con una foga che le sue condizioni fisiche non gli avrebbero consentito di sostenere e Laura se ne rese conto. Il sudore che gli imperlava le sopracciglia era quasi scomparso, ma ora, sebbene non gesticolasse nemmeno, aveva tutta la fronte umida. Le occhiaie sembravano essersi fatte piu profonde. Ma non poteva fermarlo o ordinargli di riposarsi, perche voleva e aveva bisogno di ascoltare tutto cio che aveva da dire… e perche Stefan non le avrebbe consentito di fermarlo.
«Supponiamo che il Fuhrer potesse inviare indietro nel tempo degli assassini per uccidere Dwight Eisenhower, George Patton, il maresciallo Montgomery, ucciderli nelle loro
Rimasero in silenzio per un po’, poiche la possibilita di un tale inferno sulla terra colpi ognuno di loro. Persino Chris reagi a quella visione del mondo che Stefan aveva descritto, perche era un bambino degli Anni Ottanta, anni in cui i cattivi nei film e nei melodrammi televisivi venivano rappresentati solitamente da alieni voraci provenienti da una galassia lontana, oppure da nazisti. La svastica, il simbolo del teschio, le uniformi nere delle SS e quello strano fanatico con i baffetti a Chris sembravano particolarmente terrificanti perche facevano parte della mitologia creata dai media e con la quale era cresciuto. Laura sapeva che le persone e gli eventi reali, una volta
