rientrati nel contesto della mitologia, erano in un certo senso
Stefan prosegui: «Percio dall’istituto noi potevamo viaggiare solo in avanti nel tempo, ma anche questo aveva la sua utilita. Potevamo saltare qualche decennio per scoprire se la Germania aveva resistito ai giorni bui della guerra e in qualche modo era riuscita a risollevare le proprie sorti. Ovviamente scoprimmo che la Germania non era riuscita a fare nessuna di queste cose, che il Terzo Reich era stato sconfitto. Nonostante cio, con tutte le conoscenze a cui potevamo attingere dal futuro, le sorti non avrebbero potuto essere rovesciate, dopotutto? Sicuramente c’erano cose che Hitler poteva fare per salvare il Reich, persino alla fine del ’44. E c’erano cose che potevano essere portate dal futuro e che avrebbero consentito di vincere la guerra…»
«Per esempio», disse Chris, «le bombe atomiche!»
«O le conoscenze che avevano permesso la loro costruzione», aggiunse Stefan. «Il Reich aveva gia un programma di ricerca nucleare, sapete? E se avessero avuto in tempo le informazioni necessarie, avrebbero separato l’atomo e…»
«Avrebbero vinto la guerra», concluse Chris.
Stefan chiese dell’acqua e questa volta bevve meta bicchiere. Voleva reggere il bicchiere con la mano sana, ma tremava troppo; l’acqua gocciolo sulle coperte e Laura dovette aiutarlo.
Quando riprese a parlare, gli tremava la voce. «Poiche il viaggiatore del tempo esiste
«Ma ai giorni nostri sarebbero molto facili», disse Chris, «con il computer.»
Stefan comincio a muoversi, sentendosi a disagio contro i cuscini che lo sostenevano, si mise la mano destra tremante sulla spalla ferita, come se con il solo tocco potesse lenire il dolore, poi prosegui: «Squadre di fisici tedeschi, accompagnati da uomini della Gestapo, furono mandati in missione segreta in diverse citta dell’Europa e degli Stati Uniti nel 1985, per accumulare informazioni di vitale importanza sulla fabbricazione delle armi nucleari. Il materiale che stavano cercando non era difficile da trovare. Con le informazioni gia in loro possesso grazie alle loro stesse ricerche, riuscirono a ottenere cio che gli mancava dai libri di testo e dalle pubblicazioni scientifiche facilmente reperibili in una qualsiasi delle principali biblioteche universitarie all’epoca. Quattro giorni prima che lasciassi l’istituto per l’ultima volta, quelle squadre tornarono dal 1985 al marzo 1944 con il materiale che avrebbe dato al Terzo Reich un arsenale nucleare prima dell’autunno di quell’anno. Avrebbero trascorso un paio di settimane all’istituto per studiare il materiale raccolto, prima di decidere come e dove introdurre quelle informazioni nel programma nucleare tedesco, senza rivelare come fossero state reperite. In quel momento seppi che dovevo distruggere l’istituto e tutto cio che conteneva, gli uomini principali come gli archivi, per impedire che il futuro venisse plasmato da Adolf Hitler».
Mentre Laura e Chris lo ascoltavano con estrema attenzione, Stefan Krieger racconto loro come aveva sistemato gli esplosivi nell’istituto, come l’ultimo giorno che aveva trascorso nel 1944 aveva sparato a Penlovski, Januskaya e Volkaw e in che modo aveva programmato il tunnel del tempo che lo avrebbe portato da Laura nell’America odierna.
Ma qualcosa era andato storto all’ultimo minuto, mentre Stefan stava per partire. L’energia elettrica era venuta a mancare. La RAF aveva bombardato Berlino per la prima volta nel gennaio di quell’anno e i bombardieri statunitensi avevano sferrato il primo attacco diurno il 6 marzo, percio l’energia elettrica era stata spesso interrotta, non solo a causa dei danni provocati dalle bombe, ma anche per l’opera dei sabotatori. Per salvaguardarsi da quelle interruzioni il tunnel era stato collegato a un generatore autonomo. Stefan non aveva udito nessun bombardiere quel giorno quando, ferito da Kokoschka, si era trascinato nel tunnel, percio, almeno apparentemente, la corrente era venuta a mancare in seguito all’opera dei sabotatori.
«E il timer che avevo collegato agli esplosivi si e fermato. Il tunnel non e stato distrutto. E ancora aperto laggiu e possono venire a cercarci. E… possono ancora vincere la guerra.»
A Laura stava venendo un’altra emicrania. Si massaggio le tempie con la punta delle dita. «Aspetta. Hitler non puo essere riuscito a costruire delle armi atomiche e a vincere la seconda guerra mondiale, perche noi non viviamo in un mondo dove tutto cio e accaduto. Non devi preoccuparti. In qualche modo, nonostante tutte le informazioni che hanno riportato attraverso il tunnel, ovviamente non sono riusciti a sviluppare un arsenale nucleare.»
«No», disse Stefan. «Finora hanno fallito, ma non possiamo dire per certo che continueranno a fallire. Per gli uomini che sono all’istituto, nella Berlino del 1944, il loro passato e immutabile come ho gia detto. Non possono viaggiare a ritroso nel tempo e cambiare il
«Ma il
«Si», disse Chris. «Paradosso.»
Laura aggiunse: «Ascolta, io non ho passato gli ultimi trentaquattro anni in un mondo dominato da Adolf Hitler e dai suoi eroi, percio, nonostante il tunnel, Hitler ha fallito».
Stefan aveva un’espressione lugubre. «Se il viaggio nel tempo fosse stato inventato adesso, nel 1989, il passato di cui tu parli, la seconda guerra mondiale e tutti gli eventi successivi sarebbero inalterabili. Non potresti cambiarli, perche la natura non permette viaggi a ritroso nel tempo. Ma il viaggio nel tempo non e stato scoperto qui, o riscoperto. I viaggiatori del tempo che si trovano nell’istituto, nella Berlino del ’44, sono liberi di cambiare il
«Stai dicendo che possono ancora costruire armi nucleari laggiu con le informazioni che hanno ottenuto nell’85», chiese Laura, «e vincere la guerra?»
«Si. A meno che l’istituto non venga prima distrutto.»
«E che cosa succederebbe? Ci ritroveremmo improvvisamente in un mondo completamente mutato? Ci ritroveremmo a vivere sotto il nazismo?»
«Si. E non sapresti neppure che cos’e successo, perche saresti una persona diversa da quello che sei ora. Tutto il tuo passato non avrebbe mai avuto luogo. Avresti vissuto un passato
Rimase atterrita e inorridita di fronte a quella visione che Stefan stava proponendo, perche faceva sembrare la vita ancora piu fragile di quanto avesse sempre pensato. Il mondo improvvisamente le parve meno reale di un sogno; avrebbe potuto dissolversi senza preavviso, facendola precipitare in un grande, buio baratro.
Con angoscia sempre crescente, Laura disse: «Se cambiano il mondo in cui sono cresciuta, potrei non aver mai incontrato Danny e non essermi mai sposata».
«E io potrei non essere mai nato», esclamo Chris.
Laura allungo una mano e strinse il braccio di Chris, non solo per rassicurarlo, ma per provare a se stessa che fosse li in carne e ossa. «Io stessa potrei non essere mai nata. Tutto cio che ho visto, le cose belle e brutte del mondo dal 1944 a oggi… tutto sarebbe spazzato via come un elaborato castello di sabbia e al suo posto esisterebbe una nuova realta.»
«Una nuova e ben piu tremenda realta», mormoro Stefan chiaramente esausto per lo sforzo.
«In quel nuovo mondo, probabilmente non avrei mai scritto i miei romanzi.»
«O se tu li avessi scritti», disse Stefan, «sarebbero diversi da quelli che hai creato in questa vita, lavori grotteschi prodotti da un’artista che e costretta a lavorare sotto il dominio di un governo oppressivo, sotto il pugno di ferro della censura nazista.»
