Bracher, tu resta qui. Cerca di evitare che quella puttana torni da questa parte. Von Manstein e Hubatsch, voi cercate di aggirarla sul lato destro. Mantenete una distanza di sicurezza e non lasciate un riparo prima di aver individuato quello successivo. Io andro a nord e poi a est, sulla sinistra.»
«Dobbiamo ucciderla senza cercare di scoprire cio che Krieger ha in mente?» chiese Bracher.
«Si», rispose Klietmann senza esitazione. «E troppo armata per essere presa viva. E comunque, scommetto sul mio onore che Krieger tornera da loro. Tornera qui attraverso il tunnel fra qualche minuto e se per allora avremo gia eliminato la donna potremo occuparci di lui. Ora andate.
Hubatsch, seguito dopo qualche secondo da von Manstein, lascio il suo nascondiglio dietro la
Il tenente Klietmann ando verso nord, prendendo la sua mitragliatrice. Correva chino, in direzione del misero riparo fornito da un cespuglio disordinato su cui si erano impigliati dei fasci di erba.
Laura si alzo leggermente per controllare la situazione e proprio in quel mentre vide i due uomini in camicia bianca e pantaloni neri che si stavano allontanando a tutta velocita dalla
Udendo i colpi, il secondo uomo si era appiattito in una depressione che non lo nascondeva completamente, ma l’angolo di tiro e la distanza facevano di lui un difficile bersaglio. E Laura non intendeva sprecare altri colpi.
Inoltre, nonostante fosse riuscita a vedere dove si era nascosto il secondo uomo, un terzo apri il fuoco su di lei da dietro la
Chris era seduto con la schiena contro il paraurti, le braccia attorno alle gambe ripiegate contro il petto. Tremava visibilmente.
«Tieni duro, figliolo», gli sussurro Laura.
Chris la guardo, ma non disse nulla. Neppure nei momenti peggiori di quelle ultime due settimane, l’aveva mai visto cosi scoraggiato. Il suo volto era pallido, indifferente. Doveva aver compreso che quel gioco a rimpiattino non era mai stato un gioco per nessuno tranne che per lui. Che nulla
«Tieni duro», gli ripete. Poi lo supero camminando carponi e si apposto accanto all’altro parafango, dalla parte del guidatore, dove si rannicchio per studiare la distesa di deserto a nord.
Temeva che altri uomini la stessero circondando da quel lato. Non poteva permettere che questo succedesse perche in quel caso la
Non riusciva a scorgere nessuno sul fianco nord. Il terreno in quella direzione non era uniforme, presentava qualche protuberanza rocciosa, piccole dune di sabbia bianca e senza dubbio molte depressioni a misura d’uomo che dalla sua posizione non erano visibili, punti dove un uomo poteva gia essersi nascosto. Ma le uniche cose che si muovevano in quella distesa erano tre fasci di erba; rotolavano lentamente, in modo irregolare, nella tiepida e incostante brezza.
Torno nuovamente sull’altro lato, passando davanti a Chris, in tempo per vedere i due uomini che in direzione sud si stavano nuovamente muovendo. Erano a una trentina di metri da lei e stavano avvicinandosi a una velocita spaventosa. Il primo correva chinato, zigzagando, mentre l’altro era piu spavaldo, forse pensava che l’attenzione di Laura si sarebbe focalizzata sul suo compagno.
Ma Laura fece esattamente il contrario. Si alzo, si sporse dalla
Anche se non era morto, era chiaramente fuori gioco e, a giudicare dalle sue urla strazianti, senza dubbio era stato colpito mortalmente.
Si abbasso nuovamente, sotto la linea del fuoco e in quell’attimo si accorse che stava sogghignando compiaciuta. Il dolore e il terrore che avvertiva nelle grida di quell’uomo le davano un immenso piacere. La sua reazione selvaggia, la sua sete di sangue e di vendetta la lasciarono sbalordita, ma si aggrappo a quell’istinto perche ebbe la sensazione che avrebbe lottato meglio e in modo piu intelligente, mentre era sotto la spinta di quella collera primordiale.
Uno in meno. Forse ce n’erano solo altri due da eliminare.
E presto Stefan sarebbe ritornato.
Non importava quanto tempo gli sarebbe occorso per compiere il suo lavoro nel 1944, Stefan l’avrebbe raggiunta e sarebbe entrato nella mischia fra due, tre minuti al massimo.
17
Il primo ministro stava proprio guardando in quella direzione quando Stefan si materializzo mentre l’uomo in uniforme, un sergente, si accorse di lui solo in seguito alla scarica di energia elettrica che accompagno il suo arrivo. Attorno a Stefan si agitavano migliaia di luminosissimi serpentelli azzurrognoli, come se il suo stesso corpo li avesse generati. Forse, la fuori, il cielo era squarciato da lampi luminosi e scosso da tremendi boati, ma parte dell’energia impiegata nel viaggio nel tempo si stava scaricando proprio in quella stanza, uno spettacolo sconvolgente che aveva fatto scattare in piedi l’uomo in uniforme un po’ per la sorpresa, un po’ per la paura. I sibilanti serpenti di elettricita balenarono lungo il pavimento, si arrampicarono sulle pareti, si fusero brevemente con il soffitto, per poi svanire, lasciando tutti illesi. L’unico danno era stato arrecato a una grande carta dell’Europa appesa a una parete, che era rimasta bruciacchiata in alcuni punti ma non aveva preso fuoco.
«Guardie!» grido il sergente. Era disarmato, ma evidentemente era sicuro che qualcuno avrebbe udito quel richiamo e sarebbe subito accorso, perche lo ripete solo una volta e non fece una mossa verso la porta. «Guardie!»
«Signore. Per favore», disse Stefan rivolgendosi a Churchill e ignorando completamente il sergente, «non voglio fare del male a nessuno.»
La porta si spalanco e due soldati inglesi irruppero nella stanza. Uno impugnava una rivoltella, l’altro un fucile mitragliatore automatico.
Stefan parlo in tono concitato, temendo che gli potessero sparare da un momento all’altro. «Il futuro dipende da lei, signore. Deve ascoltarmi. La prego.»
In mezzo a tutta quella eccitazione, il primo ministro rimase seduto nella poltrona, all’altro capo del tavolo. A Stefan era parso di vedere un barlume di sorpresa e forse persino un brivido di paura sul volto di quel grande uomo, ma non avrebbe potuto giurarci. Adesso il primo ministro aveva un’aria assorta e impassibile, come in tutte le fotografie che Stefan aveva avuto occasione di vedere. Alzo una mano verso le guardie. «Aspettate un momento.» Quando il sergente comincio a protestare, il primo ministro replico: «Se avesse avuto intenzione di uccidermi, certamente l’avrebbe gia fatto». Rivolgendosi a Stefan, disse: «E devo dire, signore, che la sua e stata una
Stefan non pote fare a meno di sorridere. Fece qualche passo in avanti, ma quando si mosse verso il tavolo vide le guardie irrigidirsi, percio si fermo e parlo da una certa distanza. «Signore, proprio per il modo in cui mi sono presentato, lei avra certamente capito che non sono un messaggero comune e che cio che devo dirle puo
