salutare con un rapido cenno del capo. La sua principale preoccupazione in quel momento era quella di ottenere da Jarles, che sembrava ipnotizzato, un rapido resoconto degli ultimi avvenimenti che avevano sconvolto Megateopoli.

Jarles stava aprendo l’ultima cella. Lo stregone noto che lo sguardo fisso del prete due volte rinnegato si stava progressivamente rannuvolando, come se si stesse riprendendo dagli effetti di un potente narcotico.

Esitando, con la dolorosa fatica di un uomo che si rende conto delle gravi colpe alle quali deve riparare, Jarles disse: — Posso condurti al luogo in cui sono tenuti prigionieri i Fanatici. Possiamo cercare di liberarli e di espugnare il Santuario.

L’Uomo Nero fu tentato di accettare: il duello con Deth l’aveva messo nello stato d’animo giusto per lanciarsi in una simile avventura.

Ma le verghe dell’ira non erano le armi delle streghe, disse a se stesso. Asmodeo aveva puntato tutto sulla paura, ed era unicamente attraverso la paura che la Stregoneria avrebbe vinto anche quella battaglia.

Jarles parlo di nuovo. L’Uomo Nero ebbe l’impressione che stesse dolorosamente cercando di risolvere un profondo dilemma interiore. — Se lo desideri — disse — tentero di assassinare il Sommo Gerarca Goniface.

— Assolutamente no! — gli rispose lo stregone, chiedendosi se l’uomo che aveva dinanzi fosse nel pieno delle sue facolta mentali. — Sono previste azioni di tutt’altra natura contro di lui. Se solo sapessi che ne e stato di Sharlson Naurya…

— E rinchiusa nel mio appartamento, sotto l’effetto del raggio paralizzante. — disse Jarles cupamente.

L’Uomo Nero lo fisso. Solo in quel momento comincio a capire quale incredibile alleato avesse trovato in Jarles. Poi rise, la breve risata di un uomo che d’un tratto si rende conto come, a volte, l’incredibile e l’inevitabile coincidano. Doveva fidarsi di lui: quella notte Jarles sarebbe stato la personificazione del cieco destino.

— Ritorna al tuo appartamento — gli ordino. — Sveglia Sharlson Naurya. Dille che procediamo con l’operazione contro Goniface come stabilito. Aiutala a raggiungere le stanze del Sommo Gerarca senza che nessuno la scopra. Porta con te il tuo demone e quello di Goniface.

Detto questo si volto e con un cenno della mano fece segno alle streghe e agli stregoni di seguirlo.

19

Al termine di un rapido giro di verifica delle principali stazioni di controllo del Santuario, Goniface stava facendo ritorno al Centro di Telecomunicazione, scortato da un piccolo drappello di diaconi. Quella sera la riunione del Sommo Concilio si sarebbe tenuta al Centro di Telecomunicazione. Il suo posto era li, ma uno dei compiti fondamentali del Sommo Gerarca era quello di rendersi conto di persona dell’evolversi della crisi.

Dall’Osservatorio Numero Uno, situato al di sopra delle altre strutture del Santuario, aveva visto una piccola sagoma nera, presumibilmente una di quelle macchine diaboliche che erano apparse durante l’ufficio della Grande Rinascita, sfrecciare caparbiamente intorno al busto del Grande Dio, come un minuscolo, fragile aereo che sfidi un gigante. I tecnici del Santuario avevano tentato di colpirlo piu volte, azionando il fulmine di guerra che agiva attraverso la mano della statua, ma grazie a stupefacenti evoluzioni, il minuscolo apparecchio riusciva sempre a schivare il raggio bluastro.

Quell’ombra volteggiante rappresentava la bandiera nera della rivolta per i cittadini comuni, che quella sera stavano sfidando la legge, vigente da secoli, del coprifuoco. La folla che il giorno della Grande Rinascita era insorta, si era frazionata in piccole bande agguerrite che, al calar della notte, si aggiravano per le strette vie di Megateopoli, tendendo imboscate alle pattuglie della Gerarchia.

Nella loro brutalita di contadini, repressa per generazioni, vi era una vena sinistra, che veniva ingigantita a dismisura dalla loro convinzione di essersi uniti alle Forze del Male e di essere quindi liberi di agire senza alcun freno. I pochi preti o diaconi che riuscivano a catturare, erano destinati a una morte crudele. Una delle imboscate che non erano riusciti a condurre a termine prevedeva che alcune donne attirassero una pattuglia di diaconi in una casa piena di combustibile, per poi rinchiuderli dentro e di accendere la miccia. Dimostrando una sorprendente ingegnosita, una banda, composta di operai dell’industria meccanica, era riuscita a costruire e a erigere una catapulta nella Strada dei Fabbri. Erano perfino riusciti a lanciare alcune pietre dell’acciottolato contro il Santuario, colpendo in pieno un sacerdote del Primo Circolo, ma poco dopo un angelo li aveva scoperti e aveva distrutto la loro rudimentale artiglieria.

Alcuni minuti piu tardi, Goniface aveva visto la macchina diabolica prendere fuoco e schiantarsi sulla Piazza deserta, colpita dal raggio blu al termine di un’audace acrobazia. Ma mentre lasciava l’Osservatorio Numero Uno, al suo occhio acuto non era sfuggito che un’altra sagoma pipistrellesca aveva gia preso il suo posto.

Dalla Centrale Energetica giungevano notizie piu confortanti. Le batterie atomiche che alimentavano l’intero Santuario riuscivano a sopperire senza difficolta alla crescente richiesta di energia dovuta allo stato di emergenza. E il morale dei sacerdoti del Quarto Circolo che vi prestavano servizio, e quello del loro supervisore del Settimo Circolo, sembrava buono.

Anche al Centro di Controllo della Cattedrale, dove poche ore prima i Fanatici avevano sabotato la Grande Rinascita, la situazione sembrava tranquilla.

Per contro, al Centro di Controllo del Santuario, adiacente al Centro di Telecomunicazione, si era verificato uno spiacevole incidente. In seguito a uno strano accesso di follia, tanto piu allarmante in quanto non era stato preceduto da alcun segno premonitore, il Direttore delle Guardie aveva cominciato ad attivare l’apertura di tutte le porte che conducevano al Santuario. Nessuno se ne sarebbe mai accorto, se Goniface non avesse notato la strana configurazione delle luci accese sul pannello di controllo degli accessi al Santuario. Quando il sacerdote si era reso conto di essere stato scoperto, aveva balbettato una storia confusa a proposito dell’orribile punizione che Satanas aveva in serbo per lui se non avesse eseguito certi ordini. Apparentemente, non era un vero e proprio traditore. Da quanto Goniface era riuscito a desumere dal suo racconto, era stato terrorizzato per settimane da strane apparizioni che gli si manifestavano quando era solo. Aveva dichiarato che fin da quando era bambino era stato ossessionato da una strana paura: quella che globi di fuoco volanti gli bruciassero il cranio e gli distruggessero il cervello. Con il passare del tempo, quella paura si era affievolita e negli ultimi anni se ne era completamente dimenticato… Senonche da qualche giorno quei globi volanti di fuoco si erano improvvisamente materializzati, e gli avevano parlato, minacciandolo di bruciargli il cervello se non avesse obbedito ai loro comandi.

Goniface fece in modo che il Capo delle Guardie venisse sostituito da un altro sacerdote, apparentemente idoneo a ricoprire quel delicato ruolo, ma quell’incidente gli lascio uno sgradevole sapore in bocca. Ricordava fin troppo bene le insidiose strategie messe in atto dalla Stregoneria. I Fanatici si erano sempre mossi liberamente all’interno della Gerarchia e quindi avevano avuto accesso ai fascicoli personali di praticamente tutti i sacerdoti; tanto piu che fino al momento dell’epurazione fra i membri dell’Ufficio Personale vi erano, per l’appunto, due Fanatici. Di conseguenza, la Stregoneria aveva avuto la possibilita di venire a conoscenza delle paure piu intime di ciascun prete; e attraverso il telesolidografo e altri strumenti simili era riuscita a dare loro un corpo e una voce.

Si, penso Goniface, il terrore era l’arma segreta della Stregoneria, e anche l’unica che rappresentasse una reale minaccia per la Gerarchia. Nessun’altra forma di aggressione lo preoccupava tanto. Non l’assalto diretto ai Santuari, perche la Gerarchia disponeva di una forza militare decisamente superiore. L’istigazione dei cittadini comuni alla rivolta aveva senz’altro ottenuto l’effetto di creare uno stato di grande confusione: ma i cittadini avevano tante possibilita di riuscire a espugnare i Santuari quanto una banda di scimmie di conquistare una citta cinta da mura.

Il terrore psicologico, invece, era tutt’altra cosa. Goniface studio i volti dei diaconi che lo scortavano alla ricerca dei segni della persecuzione. Era impossibile che la Stregoneria stesse tormentando ogni membro della Gerarchia… Una simile impresa avrebbe richiesto un’organizzazione grande almeno quanto la Gerarchia stessa. Se solo ci fosse stato un metodo rapido e sicuro per determinare quali sacerdoti erano stati presi di mira… Ci voleva tempo, ma si poteva fare. Domani. Perche per prima cosa la Gerarchia avrebbe dovuto sopravvivere a quella notte.

Dopo aver congedato la propria scorta, Goniface entro nel Centro di Telecomunicazione attraverso la porta della galleria. Non raggiunse subito il suo seggio, ma indugio alcuni istanti sulla soglia, per studiare la situazione. Nella grande sala ferveva un’attivita cosi intensa che sulle prime nessuno si accorse del suo arrivo.

Il Centro di Telecomunicazione era come un cervello. Il pavimento era occupato da pannelli di

Вы читаете L'alba delle tenebre
Добавить отзыв
ВСЕ ОТЗЫВЫ О КНИГЕ В ИЗБРАННОЕ

0

Вы можете отметить интересные вам фрагменты текста, которые будут доступны по уникальной ссылке в адресной строке браузера.

Отметить Добавить цитату