comunicazione, a ciascuno dei quali sedeva un sacerdote. Una parte dei pannelli vagliava ed elaborava le informazioni provenienti da tutti i santuari del mondo; successivamente queste informazioni apparivano su una grande carta geografica che occupava l’intera parete, leggermente concava, che si trovava di fronte alla galleria. E dalla galleria i membri del Sommo Concilio scrutavano la carta, richiedevano notizie aggiuntive attraverso alacri segretari, fattorini e schermi televisivi e, alla fine, prendevano le decisioni. Ciascun arciprete era responsabile di un particolare settore della Terra. I loro ordini venivano trasmessi ai sacerdoti del Personale del Centro, che li controllavano e li trasmettevano a loro volta ai chierici che gestivano i messaggi in uscita.
Il Sommo Concilio e il Personale del Centro di Telecomunicazione collaboravano in maniera superba. I motivi di attrito erano ridotti al minimo. Del personale facevano parte anche alcuni arcipreti. Quella sera Direttore delle Comunicazioni era Fratello Jomald, che, in assenza di Goniface, rappresentava la massima autorita.
Nonostante l’alacre attivita, non vi era quasi rumore, ne confusione nella sala. Il motivo era che tutte le persone che operavano al Centro si avvalevano di un elaborato codice di gesti, paragonabile quasi a un linguaggio, e facevano un ampio uso di auricolari, di trasmettitori cosi sofisticati da riuscire a captare anche semplici bisbigli, e messaggi scritti che apparivano sui monitor.
A entrambe le estremita della sala erano raggruppati grandi schermi televisivi, uno per ogni citta chiave.
Ma piu di ogni altra cosa era l’enorme carta geografica del mondo a dominare il Centro e a costituirne l’aspetto piu caratteristico; proiettata in vivaci colori dalla parte opposta del muro traslucido, sembrava quasi una creatura vivente. E in effetti, se si osservava attentamente la lieve ombra che la copriva quasi per meta, se ne poteva discernere il lento movimento. Quel velo scuro rappresentava la notte.
A poco a poco, il suo fronte anteriore scivolava sopra gli oceani e le terre emerse, inghiottendo a uno a uno i punti luminosi che rappresentavano i Santuari. E, con la medesima lentezza, il suo margine posteriore ne scopriva altri. In quel momento Megateopoli, che era situata al centro della carta, si trovava pressoche nel bel mezzo della coltre d’ombra.
Gran parte dei puntini che l’ombra fagocitava erano rossi, mentre la maggior parte di quelli da cui si ritraeva erano neri. Il colore nero stava a indicare che quei Santuari avevano interrotto le comunicazioni con il Centro e che, presumibilmente, erano stati abbandonati o erano caduti nelle mani della Stregoneria.
Una buona meta dei puntini piu piccoli, che rappresentavano i Santuari rurali, era nera. Tutti i punti piu grandi, al contrario, erano ancora rossi.
Goniface studio la carta con maggiore attenzione, osservando la disposizione dei minuscoli simboli alati di color azzurro, che indicavano gli squadroni di angeli, quelli, improvvisati, dei pipistrelli neri che rappresentavano le diaboliche macchine volanti, i disegnini stilizzati dei lupi grigi, che contraddistinguevano le regioni ancora colpite dalle proiezioni solidografiche del nemico, e le altre figurine che spiccavano qua e la.
E mentre la studiava, Goniface aggrotto le sopracciglia. Senza dubbio, la Stregoneria aveva fatto molti progressi, e rapidi anche. Era chiaro che il nemico aveva organizzato assai bene le proprie forze e che stava seguendo un piano di combattimento coordinato. In particolare, stava approfittando, con molta intelligenza, del fatto che la Gerarchia non possedeva sufficienti squadroni di angeli per pattugliare tutte le principali citta.
Per l’indomani era previsto l’arrivo da Luciferopoli di una nave con cinquanta squadroni di angeli, oltre a un numero imprecisato di arcangeli e di serafini, di cui Megateopoli era completamente sprovvista. Ma la notte era ancora lunga…
Si diresse verso il centro della galleria e si sedette al proprio posto, irritato piu che lusingato, dal subbuglio provocato dal suo arrivo. Si mostravano tutti troppo turbati dalla sua presenza; avrebbero dovuto essere piu concentrati nel loro lavoro.
Dalla stazione del Direttore delle Comunicazioni, situata esattamente sotto lo scranno del Supremo Gerarca, Fratello Jomald inizio il proprio rapporto sugli ultimi sviluppi della crisi. Ma poiche Goniface se ne era gia fatta un’idea abbastanza precisa esaminando la carta geografica, gli fece segno di attendere. Si rivolse a uno dei segretari.
— Ho mandato a chiamare Deth. Dovrebbe essere gia qui.
— Non siamo ancora riusciti a rintracciarlo. Stiamo controllando tutti i posti in cui potrebbe trovarsi.
— E Fratello Jarles, il sacerdote del Quarto Circolo? Avevo mandato a chiamare anche lui.
— Stiamo controllando.
Ma adesso altre questioni esigevano la sua attenzione. Dacche si erano accorti del suo ritorno, gli arcipreti e i membri del Personale del Centro avevano cominciato a subissarlo di rapporti e di richieste di istruzioni. Il suo segretario aveva un gran daffare a esaminarli, selezionarli e presentarglieli in ordine di urgenza.
— Mesodelfi invasa dalla tenebra. Devo distaccare sulla citta meta degli squadroni di angeli di Archeodelfia?
— A Eleusi la Gerarchia e riuscita a mettere le mani su un telesolidografo. Desiderate informazioni piu dettagliate?
— Ieropoli: avaria alle batterie atomiche. Posso dare ordine di prelevare energia da altri Santuari? O e meglio inviare tecnici specializzati per provvedere alle riparazioni?
— La Facolta del Sesto Circolo di Olimpia ha inviato messaggi urgenti sul canale privato per avvertire che il Personale di Controllo della citta ha subito influenze di tipo psicologico da parte della Stregoneria. Istruzioni?
— Dal Santuario rurale numero 127, Settore Asia Orientale, e giunta la notizia del misterioso abbattimento di due angeli. Sono state avvistate strane sagome scure simili a grandi pipistrelli. Devo allertare tutti gli angeli del settore?
— Nave di soccorso da Luciferopoli contattata. Arrivo previsto per l’alba di domani mattina, ora di Megateopoli. Confermato porto di sbarco?
Troppi rapporti. Troppe richieste di istruzioni. E, ogni volta, senza aprir bocca, Goniface mostrava ai collaboratori o al monitor televisivo, il palmo della mano rivolto verso l’alto, gesto che significava: “Agite a vostra discrezione. Decidete secondo il vostro giudizio”. Non avrebbero dovuto chiedere il suo parere su questioni simili. Era chiaro che essendo lui il Sommo Gerarca tutti desideravano la sua approvazione, ma ora perfino uomini capaci come Jomald esitavano nel prendere le decisioni; erano tutti troppo servili e sottomessi nei suoi confronti.
Tuttavia, all’ultima richiesta di istruzioni Goniface rispose.
— Date ordine alla nave di soccorso da Luciferopoli di attraccare a Landa Maledetta, dietro il Santuario di Megateopoli in modo che tutti i cittadini possano vederla. Preparatevi a fornire assistenza immediata per lo sbarco.
Che la Gerarchia stesse invecchiando, si domando Goniface, mentre un’altra parte della sua mente si concentrava sulle emergenze del momento. Forse la classe clericale stava perdendo il suo antico nerbo, la sua determinazione, il suo freddo amore per il potere? Gli sembrava di cogliere ovunque una velata tendenza al lassismo, alla rinuncia, alla fuga dalla realta, come se ormai la maggior parte dei sacerdoti agisse soltanto per forza d’abitudine o per sterile senso del dovere.
Paradossalmente, lo irritava il fatto di non essere piu circondato da rivali invidiosi e decisi a contendergli il potere con ogni mezzo. Il Sommo Concilio non era piu quello di una volta, quando ogni arciprete mirava ad accrescere il proprio prestigio e la propria autorita, quando ogni riunione si trasformava in un avvincente duello di intelletti.
Non esisteva piu quella appassionata eppure realistica lotta per il potere che aveva rappresentato una delle principali forzi motrici della Gerarchia. Il suo principale rivale, Frejeris, era uscito di scena, era praticamente morto, e lui sapeva che anche il piu agguerrito dei suoi compagni realisti aveva rinunciato all’idea di contendergli lo scettro. Insomma, lo avevano accettato tutti di buon grado come il loro capo: era seduto da solo sul trono di Sommo Gerarca e nessuno sembrava intenzionato a spodestarlo.
Stranamente, era invece nel suo infido agente Jarles che, negli ultimi tempi, Goniface aveva percepito un’avidita e una spinta interiore molto simile alla sua, anche se meno raffinata e piu ingenua. Non vedeva l’ora che Jarles arrivasse. Il pensiero di avere accanto a se quel galletto sleale che nel suo intimo lo invidiava, gli procurava un oscuro brivido di piacere. Chissa, magari una volta superata quella crisi, Fratello Dhomas sarebbe riuscito a fabbricare altre personalita simili a quella, giusto quanto bastava a restituire alla Gerarchia quella vitalita animalesca e quello spirito di spietato egoismo che aveva perduto.
Che fantasie perverse! Ridicole e anche pericolose nello stato di emergenza in cui si trovavano, in cui disciplina e cieca obbedienza erano essenziali. Le ricaccio, ma non pote impedire che sotto sotto continuassero a solleticare la sua mente.
