questo sembra che avesse ragione, genialmente ragione. Il cuore attivato da isotopi da lui creato, per fare circolare e purificare il sangue del cervello e per rigenerare l’ossigeno, fu il suo capolavoro nel campo dei motori sigillati.
“Collocato nell’interno di una grande fontanella, come egli chiamo la sommita, piuttosto spessa, dell’involucro metallico del cervello, questo motore cardiaco avrebbe avuto necessita di essere rifornito di combustibile solo una volta all’anno. La sostituzione quotidiana di una fontanella piu piccola avrebbe rifornito il cervello di altri elementi nutritivi meno importanti e l’avrebbe sbarazzato degli inevitabili residui dei prodotti di scarto non rigenerabili. Come forse saprete, il cervello richiede un ambiente fluido molto piu puro, semplice e costante di qualsiasi altra parte del corpo umano, ma in base allo stesso assunto Zukie dimostro che era anche molto piu suscettibile a un minuzioso controllo tecnologico.
“Una pompa piu piccola, un trionfo di miniaturizzazione, riforniva il cervello di delicate ondate ritmiche di ormoni e di stimoli casualizzati del corpo inferiore, in modo che il cervello non si limitasse a vegetare.
“Il risultato finale, un cervello potenzialmente immortale in un serbatoio ovoidale, sembra ancora oggi un miracolo, ma stranamente Zukie non lo considero mai particolarmente difficile o meraviglioso. ‘Ho avuto una vita in cui salvare una vita’, disse una volta. ‘Quanto altro tempo potrebbe avere chiunque?!’ Ad ogni modo, Zukie, aveva raggiunto lo scopo che si prefiggeva: l’immortalita per le migliori menti umane”.
Flaxman alzo un dito.
— Ora, Zukie aveva le sue idee circa quelle che erano le migliori menti umane. Non prese in considerazione gli scienziati… erano tutti inferiori a lui, e come ho detto non aveva una grande opinione di se stesso. Disprezzava statisti e affini. Fin dalla sua infanzia era rimasto avvelenato nei confronti della religione. Ma bastava dire la parola “artista” e lui andava in estasi, perche Zukie aveva una mente molto letterale, totalmente priva di immaginazione al di fuori delle sue specializzazioni. La creazione artistica, il piu semplice solfeggio, sgorbio di colore o accozzaglia di parole, rimasero per lui un miracolo fino al giorno della sua morte. Quindi era chiaro chi sarebbero stati i prescelti, se Zukie avesse fatto a modo suo: gli artisti creativi… pittori, scultori, compositori, ma soprattutto scrittori.
“Ora, questa era un’ottima idea almeno per due ragioni. Prima di tutto, in quei tempi cominciavano ad apparire i mulini-a-parole, e molti veri scrittori erano rimasti senza lavoro; in secondo luogo, probabilmente soltanto gli scrittori erano abbastanza matti da accettare quello che aveva in mente Zukie. Era un uomo molto acuto sotto molti aspetti, sapeva che vi sarebbero state potenti opposizioni a cio che stava facendo, quindi comincio con molta cautela a prendere contatti, a ottenere permessi, a mettere in piedi la sua clinica privata (per studi geriatrici, diceva) organizzando l’intera faccenda sulla base, in pratica, di una societa segreta. E quando la storia fu risaputa, alla fine, aveva gia inscatolato trenta cervelli, tutti di scrittori, cosi incrocio le braccia, lancio fiamme dagli occhi e dai denti e sfido il mondo a fare il peggio.
“E il mondo lo fece. Come potete immaginare, fu uno scandalo orrendo. Qualsiasi organizzazione che voi possiate citare, dalle societa professionali ai culti piu sballati, trovarono qualcosa da ridire. Quasi tutte trovarono almeno sei o sette buone ragioni per strillare. Una Chiesa sostenne che Zukie negava la salvazione ai mortali, mentre un gruppo di signore della Lega contro la crudelta chiese che i cervelli fossero immediatamente tolti dalla loro miseria, come dolcemente definivano i loro desideri di morte.
“A soverchiare tutte le altre proteste, naturalmente, c’era quella condivisa da tutti i Jack e le Jill a due gambe da qui a Giove. C’era l’immortalita su un piatto d’argento… o in un barattolo… C’erano limitazioni, sicuro, ma era pur sempre immortalita, poiche il tessuto cerebrale non moriva. Perche questo non doveva valere per tutti?
“I giuristi dicono che non vi e mai stato un problema legale e sociologico paragonabile al ‘Caso delle Teste d’Uovo’, come lo soprannominarono alcuni giornalisti, per la pazzesca complessita delle ingiunzioni, controingiunzioni… furono citati esperti di cinquantasette categori, fra l’altro. Ma fu difficile inguaiare Zukie, che si era premunito in modo molto abile. Aveva le autorizzazioni dei soggetti superbamente complete e autenticate da notai, e tutti i suoi cervelli si schierarono dalla sua parte, quando furono chiamati sul banco dei testimoni. Inoltre, aveva investito la fortuna accumulata con le sue invenzioni in una fondazione che chiamo il Trust dei Cervelli, e che doveva avere eternamente cura dei cervelli stessi.
“Proprio alla vigilia di quella che pareva l’udienza decisiva, Zukie mando a rotoli per sempre l’intera faccenda. No, non crollo morto in tribunale per un collasso cardiaco… una fine cosi semplice non era adatta al nostro Zukie.
“Aveva un assistente che era un mago. Aveva praticato tre volte, con completo successo, il Divorzio Psicosomatico (era il nome che Zukie dava all’operazione). L’ultima volta il maestro si era limitato a osservare e non aveva dovuto intervenire neppure una volta. Cosi, Zukie fece eseguire l’operazione su se stesso. Secondo me, era convinto che, una volta al sicuro dentro al suo guscio, il mondo non avrebbe potuto fare nulla a lui o ai suoi trenta scrittori. Ormai era completamente invischiato nell’aspetto legale-sociologico della faccenda (era sempre stato un combattente!) e probabilmente pensava che se avesse testimoniato dal suo recipiente metallico avrebbe dato il tocco spettacolare necessario per far inclinare la bilancia e vincere la causa.
“E forse desiderava anche l’immortalita e l’illuminazione mistica. Probabilmente gli piaceva il pensiero di vivere (o di fluttuare, e piu esatto) in un mondo di idee per migliaia di anni, riposandosi e godendo l’intelligenza di trenta menti che venerava, dopo essere stato cosi incredibilmente attivo dal punto di vista fisico per una cinquantina d’anni. In ogni caso, credeva di avere trasmesso le sue doti almeno a un’altra persona e di avere quindi il diritto di correre i rischi che voleva in quel po’ di vita che gli restava.
“Zukie mori sul tavolo operatorio. Il suo geniale assistente distrasse tutti i suoi appunti e ogni singola briciola delle speciali apparecchiature. Poi si uccise”.
Mentre Flaxman proferiva queste ultime parole, lentamente, alla ricerca del massimo effetto che certamente raggiunse (aveva ipnotizzato se stesso quanto gli altri), la porta dell’ufficio si apri piano piano con un lungo cigolio sommesso.
Flaxman sussulto convulsamente. Gli altri si girarono di scatto.
Ritto sulla porta c’era un vecchio curvo che indossava una lucente uniforme di sargia, con un berretto unto calcato sulle tempie bianche e irsute e le grandi orecchie pallide dalle quali spuntavano ciuffetti di lunghi peli ritorti.
Gaspard lo riconobbe immediatamente. Era Joe la Guardia, che sembrava straordinariamente sveglio… per la verita i suoi occhi erano perfino semiaperti.
Stringeva nella sinistra la ramazza e la pattumiera. Nella destra, teneva una pistola nera e ingombrante sul cui dorso era segnata una larga striscia pallida.
— In orario, signor Flaxman — disse, toccandosi la tempia con la mostruosa pistola. — Tutto pronto per far pulizia. Vedo che ce n’e bisogno. Come va gente?
— Siete in grado di riparare una serratura elettrica? — chiese freddamente Cullingham.
— No, ma non ce ne sara bisogno — disse allegramente il vecchio. — Se arrivano guai, io saro di guardia con la mia vecchia e fidata pistola-puzzola.
— Pistola-puzzola? — disse la signorina Bishop con una risatina incredula. — E spara solo alle puzzole o anche ai tassi?
— No. Spara pallottole morbide caricate con un odore insopportabile per uomini e bestie. Sembra che dia fastidio persino ai robot. Chi e colpito scappa in cerca di acqua. Non credo nelle armi mortali, io. Posso regolarla per innaffiare i disturbatori. Bastera
— Vi credo sulla parola — disse Flaxman. — Ma sentite, Joe, quando l’adoperate cosa succede ai… diciamo ai giocatori della nostra squadra?
Joe la Guardia sorrise astutamente.
— Qui sta il bello — disse. — E questo che fa della mia fidata pistola-puzzola l’arma perfetta. Nell’ultima guerra, il mio primo nervo craniale e stato tagliato. E da allora non sento nessun odore.
16
Joe la Guardia si era messo pensosamente al lavoro agli orli della confusione di celluloide dopo aver controllato due volte, per rassicurare Flaxman che la sicura della pistola-puzzola fosse saldamente a posto.