l’attenzione del Titanico?
Volto la testa, ma solo per un attimo, al fine di valutare a che distanza fosse il pericolo. Le gambe del Titanico si muovevano cosi lentamente che la sua velocita sarebbe stata risibile se la lunghezza delle gambe non gli avesse consentito di superare a ogni passo una distanza enorme. E non c’era proprio niente di ridicolo in quel lunghissimo collo sottile, sormontato da una testa relativamente piccola. E tutte quelle orribili cose rosa intorno al collo, proprio dietro la testa…
Era molto piu vicino di quanto fosse stato solo pochi secondi prima, ma Eric non riusciva a capire se si fosse accorto o meno della sua presenza. Cosa doveva fare? Battere contro la porta con l’asta della lancia? Avrebbe fatto piu rumore… ma anche il Titanico l’avrebbe sentito.
C’era una sola cosa da fare. Arretro di qualche passo e poi si scaglio contro la lastra, spingendo con la spalla. Senti che cedeva leggermente. Provo ancora.
Il tonfo dei passi del mostro era talmente vicino da assordarlo. Da un momento all’altro, uno di quegli enormi piedi grigi poteva calare su di lui e schiacciarlo. Eric arretro ancora una volta per prendere la rincorsa, costringendosi a non voltarsi a guardare.
Al terzo tentativo la lastra si scosto, lasciando intravvedere una fessura. Eric spinse con le mani e coi piedi. La lastra cedeva a poco a poco, lentamente rivelando la fessura scavata tanto e tanto tempo prima.
Ma intanto, dov’era il Titanico? Era vicino? Quanto?
Con uno schianto improvviso, la porta cadde nell’interno del cunicolo ed Eric, trascinato dalla spinta, vi cadde sopra. Incurante del dolore, si rimise immediatamente in piedi e parti di corsa lungo il corridoio.
Non aveva il tempo per respirare. Continuava a ripetere mentalmente la lezione, per rammentarsi bene quello che doveva fare in una situazione simile.
Eric aspetto, pronto a ripartire, la schiena rivolta alla porta.
Eric aspetto, coi muscoli contratti.
Il tempo passava. Si ricordo di contare. Se si arrivava fino a cinquecento, contando lentamente, e non succedeva niente, voleva dire che, con tutta probabilita, il Titanico non aveva notato la presenza dell’uomo.
Cosi almeno dicevano i guerrieri esperti, coloro che avevano vissuto un’avventura come la sua.
Cinquecento. Tanto per essere piu sicuro, torno a contare, sempre teso e pronto a rimettersi a correre. Arrivo cosi al numero piu grande concepito dall’uomo. Mille.
Niente sibili, niente fischi. Niente che facesse presagire un pericolo.
Eric si rilasso, e si lascio cadere al suolo, tutto tremante.
Era finita. Aveva commesso il Furto. Era un uomo.
Si era trovato a tu per tu con un Titanico, ed era riuscito a salvarsi. Aveva incontrato degli Stranieri e aveva trattato con loro in veste di rappresentante dell’Umanita. Erano tutte cose che avrebbe raccontato a suo zio.
A suo zio. Ma dov’era? Dov’era la banda?
Notando solo allora come tutto fosse diverso da come avrebbe dovuto essere, Eric si alzo in piedi e torno cautamente verso la porta rimasta aperta. Tutto il cunicolo era deserto. Non lo avevano aspettato.
Ma no, anche questo era incredibile! Una banda non abbandonava mai un iniziato a se stesso. Lo aspettava finche non fossero trascorsi almeno due giorni interi. Ed Eric era certissimo che suo zio lo avrebbe aspettato anche piu a lungo. E poi, lui era stato via pochissimo. Cosa poteva essere successo?
Con estrema circospezione, sbircio oltre la soglia. Questa volta, non provo alcun senso di vertigine, e la sua vista si mise subito a fuoco. Il Titanico era affaccendato al capo opposto della dispensa. Dunque, si era limitato ad attraversare la stanza, senza seguirlo ne attaccarlo. Probabilmente non si era nemmeno accorto della sua presenza.
Fantastico! E si che aveva fatto tanto rumore, con tutto quel correre avanti e indietro e quel battere sulla lastra.
A proposito della lastra: doveva rimetterla subito al suo posto. Non poteva lasciare la porta aperta. Ci infilo sotto le mani e tento di sollevarla. Com’era pesante! Continuo a spingerla, lentamente, gonfiando i muscoli, trattenendo il fiato, tutto rosso per lo sforzo, finche non l’ebbe drizzata; allora, pian piano, riusci a incastrarla nell’apertura. Sospiro, soddisfatto. Era riuscito a compiere da solo un lavoro che solitamente richiedeva gli sforzi riuniti di due guerrieri robusti. Si guardo intorno con calma.
Non gli ci volle molto per capire che li si era svolta una breve, sanguinosa battaglia. Molti, inequivocabili indizi stavano a dimostrarlo.
Una lancia spezzata, macchie di sangue sul muro, parte di una bisaccia strappata. Niente cadaveri, naturalmente. Mai, dopo le battaglie, rimanevano cadaveri sul terreno. Uno degli imperativi categorici di tutte le tribu era di sbarazzarsi immediatamente dei morti, amici o nemici che fossero. La loro presenza avrebbe impestato l’aria dei cunicoli, con grave danno per tutti.
Dunque, c’era stata battaglia. Suo zio e la sua banda non lo avevano abbandonato deliberatamente. Dovevano essere stati assaliti da forze preponderanti. La banda aveva sostenuto l’assalto per un poco, poi aveva probabilmente subito perdite tali per cui era stata costretta a ritirarsi.
Tuttavia c’erano alcuni particolari che non quadravano. In primo luogo era estremamente difficile che bande di Stranieri si avvicinassero tanto al territorio titanico… I cunicoli dell’Umanita, meta naturale delle loro eventuali scorrerie, erano situati molto piu all’interno. In quel punto, si poteva tutt’al piu avventurare un solo gruppetto nel corso di una scorreria.
Gli uomini di suo zio, armati di tutto punto, e sempre all’erta, avrebbero facilmente avuto ragione di un gruppetto sparuto, composto da mercanti e artigiani. Li avrebbero respinti o fatti prigionieri, e poi avrebbero continuato ad aspettare il suo ritorno.
Restavano quindi due possibilita. Una, assai improbabile, che due o tre bande di Stranieri in pieno assetto di guerra avessero assalito suo zio e i suoi uomini; e l’altra, ancora piu improbabile, che fossero stati aggrediti da qualche tribu dei cunicoli di superficie. Ma le tribu che, come l’Umanita, abitavano nei cunicoli di superficie e avevano i cunicoli e gli sbocchi sul territorio titanico, per tacito accordo non interferivano mai con le altre tribu.
E c’era ancora un particolare. Tutti gli uomini, oltre suo zio, erano scomparsi. Impossibile che fossero morti tutti; era un’idea che Eric si rifiutava di accettare. E i sopravvissuti, in qualsiasi condizione fossero stati ridotti, si sarebbero fatti un punto d’onore di aspettarlo. Cosi richiedeva il giuramento che avevano prestato, e mai si sarebbero presentati alle donne senza avere assolto il compito di aspettare il ritorno di un iniziato dal suo primo Furto.
Forse la battaglia durava ancora e i contendenti si erano spinti nei cunicoli piu interni. Ma in questo caso, avrebbe sentito dei rumori. Invece, nei cunicoli regnava un silenzio innaturale.
Eric rabbrividi. Era terribile trovarsi li, solo, senza sapere cosa fosse successo. Nessuno si avventurava mai solo nei cunicoli, all’infuori di qualche Straniero espulso dalla sua tribu; nessuno, mai, per nessun motivo.
Senza fermarsi a mangiare, sebbene fosse affamato, si rimise in marcia. Dapprima cammino, ma poco dopo si mise a correre: voleva arrivare al piu presto fra la sua gente.
Com’erano piu bui quei corridoi, ora che solo la sua lampada li rischiarava appena! E com’erano piu silenziosi! Lui era abituato a essere sempre in mezzo alla gente della sua tribu, e non aveva mai immaginato che trovarsi solo nei cunicoli deserti fosse una cosa da fare raggricciare i nervi a quel modo. Ovunque potevano nascondersi dei nemici, quegli stessi che avevano assalito suo zio… E se avevano avuto ragione di una valorosa banda di guerrieri, dovevano essere un’orda di esseri sanguinari. Figurarsi se sarebbero arretrati davanti a un uomo solo… Ma al di sopra della paura, mescolato al ricordo di antiche leggende che narravano di creature mostruose annidate nel buio dei cunicoli, restava il mistero della scomparsa di suo zio. Eric non riusciva a persuadersi che gli fosse capitato qualcosa di grave. Thomas il Distruggitrappole era un veterano di mille pericolose avventure. E allora, dov’era andato? E dove aveva portato la sua banda? E chi aveva richiuso la porta che si apriva sul territorio dei Titanici? Se era vera l’ipotesi della battaglia, se era vero che suo zio e i suoi uomini erano stati vinti e si erano ritirati, era mai possibile che i vincitori si fossero fermati a chiudere la porta?
