— Muoviti — dico a Eli. — La tua dama ti aspetta. Ci vediamo domattina.
Trovato un cesso dopo la cucina, vuoto la vescica; poi, brancolando nel buio, torno da Bess, che mi accoglie con sospiri impazienti. Mi prende per gli orecchi e mi tira giu sui suoi morbidi ed elastici palloni.
Le mammelle grosse, mi ha detto una volta mio padre quando avevo quindici anni, sono poco fini; un gentiluomo, sceglie le donne secondo altri criteri. Si, papa, certo; ma sapessi che cuscini comodi!
Bess e io celebriamo per l’ultima volta la festa della primavera, poi io scivolo nel sonno. Alle sei mi sveglia Oliver, gia tutto vestito. Anche Ned e Eli sono pronti. Le ragazze dormono ancora. Facciamo colazione con panini e caffe, in silenzio.
Alle sette riprendiamo il viaggio. Su per il Riverside Drive, sul ponte George Washington, attraverso il Jersey, e infine sulla strada interstatale 80, in direzione ovest. Guida Oliver. Oliver, l’uomo d’acciaio.
8
Oliver
Non andare, mi ha detto LuAnn; qualunque cosa sia, non andare, non lasciarti coinvolgere, e una faccenda che mi puzza.
E si che non le avevo rivelato molto, davvero. Solo il lato esteriore: un gruppo religioso dell’Arizona, capisci, anzi una specie di monastero, e Eli ritiene che fare una visita potrebbe essere per noi quattro di grande valore spirituale. Andandoci potremmo ricavarne grande vantaggio, ho detto a LuAnn.
E la sua pronta reazione e stata di paura.
L’autentica sindrome della casalinga:
Atterrita, quasi rinchiusa in se stessa. E un tesoro di ragazza ma e troppo prevedibile. Se le avessi rivelato la faccenda dell’immortalita, forse avrebbe reagito in maniera diversa. Ma naturalmente ho giurato di non riferire una sola parola. E in ogni caso, anche l’immortalita spaventerebbe LuAnn.
Non andare, mi avrebbe detto; c’e una trappola, saltera fuori qualcosa di terribile, e una faccenda strana e misteriosa e terrificante, non e volonta di Dio che cose simili esistano. Ognuno di noi e debitore della morte nei confronti di Dio. Beethoven e morto. Gesu e morto. Il presidente Eisenhower e morto. E
La morte! Ma cosa ne sa, della morte, quella povera ingenua di LuAnn? Ha ancora perfino i nonni. Per lei la morte e un concetto astratto, un qualcosa che e capitato a Beethoven e a Gesu. Io la morte la conosco meglio di te, LuAnn. Ogni sera vedo sogghignare il suo volto di ossa. E la devo combattere. Devo fargliela in barba.
E poi viene da me Eli e mi dice: io so dove puoi evitare la morte, Oliver. In Arizona. Recati dai membri della Confraternita, sottoponiti al loro giochetto, e quelli ti libereranno dalla schiavitu della morte. Loro sanno come strapparle la spada. Non dovrai piu varcare la Soglia, scendere nella tomba, vestirti di consunzione.
E come potrei lasciar perdere questa possibilita?
La morte, LuAnn! Prova un po’ a pensare alla morte di LuAnn Chambers, diciamo giovedi mattina. Non nel 1997, ma giovedi prossimo. Sei in via degli Olmi e stai andando a trovare i nonni, e un’auto sbanda e ti viene addosso proprio come ha sbandato ieri sera l’auto di quei poveri portoricani… No, cosi non va bene. Non credo che la Confraternita possa proteggere dalla morte accidentale, dalla morte violenta: qualunque sistema usi, non puo realizzare miracoli ma soltanto rallentare il decadimento fisico.
Ricominciamo da capo, LuAnn. Sei in via degli Olmi e stai andando a trovare i nonni, e un vaso sanguigno sotto la tempia ti scoppia a tradimento. Emorragia cerebrale. Perche no? Ogni tanto puo capitare anche a chi ha vent’anni.
Il sangue esce gorgogliando e t’invade il cranio, le gambe ti si piegano sotto e tu ti afflosci sul marciapiede, dimenandoti e scalciando, e sai che ti sta succedendo qualcosa di brutto ma non riesci neppure a urlare, e in dieci secondi sei morta. Sei stata sottratta all’universo, LuAnn.
No:
Hai perduto ogni cosa: l’alba e il tramonto, il profumo della bistecca ai ferri, la carezza di una maglietta di cachemire, il tocco delle mie labbra sui tuoi capezzoli piccoli e duri. Hai perduto il Grand Canyon e Shakespeare e Londra e Parigi e lo champagne e il tuo solenne matrimonio in chiesa e Paul McCartney e Peter Fonda e il Mississippi e la luna e le stelle. Non avrai bambini e non assaggerai il caviale autentico, perche giaci morta sul marciapiede e i tuoi umori vitali si stanno gia inacidendo.
Perche deve succedere una cosa simile, LuAnn? Perche dobbiamo essere messi al mondo, in questo mondo meraviglioso, se poi tutto quanto ci viene strappato via? Per volonta di Dio, forse? No, LuAnn: Dio significa amore, e Dio non ci avrebbe giocato un tiro cosi crudele. Percio Dio non esiste: c’e solo la morte, la Morte e noi dobbiamo combatterla.
Obbietti che non tutti muoiono a vent’anni? Vero, LuAnn. Ho fatto un esempio limite. Allora mettiamola in quest’altro modo.
Immaginati nel 1997. Hai avuto il tuo bel matrimonio in chiesa e i tuoi bambini, hai visto Parigi e anche Tokyo, hai assaggiato lo champagne e il caviale, e per le vacanze di Natale hai fatto un viaggetto sulla luna col ricco medico tuo marito.
A questo punto viene da te la Morte e ti dice: okay, bimba, e stato un bel gioco, non e vero?, ma adesso e finito. E tu,
Forse che il fatto di aver vissuto quaranta o cinquant’anni di vita piena e intensa ti rende piu disposta a chiudere baracca? E non sara, invece, che e ancora piu doloroso scoprire quanto puo essere affascinante la vita e poi venirne tagliati fuori?
Tu non hai mai pensato a queste cose, LuAnn, ma io si. E ti dico questo: piu si vive, piu si vorrebbe vivere. A meno che, naturalmente, uno soffra o sia deforme o solo al mondo, nel qual caso tutto gli diviene un fardello insopportabile. Ma se uno ama la vita, non ne avra mai abbastanza. E neppure tu, dolce acqua cheta, neppure tu vorrai andartene.
Io
Stiamo filando verso ovest a cento all’ora. La morte di Oliver Marshall potrebbe sopraggiungere fra otto secondi (zip,
Considera il Kansas, LuAnn. Tu conosci solo la Georgia, ma considera per un momento il Kansas. Chilometri e chilometri di grano, e un vento polveroso che spazza le pianure. Crescere in una cittadina di 953 abitanti. Signore, dacci oggi nostra morte quotidiana. Il vento, la polvere, la strada principale, le facce sottili e affilate. Vuoi vedere un film? Devi andare fino a Emporia, un viaggio di mezza giornata in auto. Voi comprare un libro? Immagino che dovresti andare a Topeka. Vuoi cibo cinese? Pizza?
La polvere, LuAnn. Il grano che ondeggia al vento. I lunghi pomeriggi estivi. Il sesso. Il sesso non e un mistero, qui: e una necessita. A tredici anni si va dietro il fienile o sull’altra riva del torrente. E l’unico gioco che ci sia. L’abbiamo fatto tutti. Christa si tira giu i blue-jeans: che buffo, tra le gambe non ha nient’altro che un po’ di riccioli biondi! E adesso fammi vedere tu, dice lei. Vieni qui, sopra di me.