impeccabili, la sua eleganza, i vestiti costosi e un’istruzione davvero ammirevole. In sua presenza Beth si comportava timidamente e si ammutoliva perche non riusciva a vedere oltre quella facciata di buone maniere. Non era mai riuscita a cogliere la vera personalita di Milton al di la del sorriso. Ora, per la prima volta, si sentiva a suo agio con lui. Non che adesso si lanciasse in grandi conversazioni, semplicemente non le importava piu. A San Francisco Milton aveva una moglie elegante e due ragazzi eccezionali che frequentavano ottime scuole e ottenevano ottimi voti. Si domando di cosa parlasse gente come quella. Laura si avvicino lentamente al bar.

«Milton, tesoro, c’e del ghiaccio?» La voce di Laura era carezzevole, proprio come Beth la ricordava. Laura si volto verso di lei e le sorrise. «Ho sentito cosa ha detto Milton ed e vero, cara. Hai davvero un bell’aspetto. Mi e sempre piaciuta quella gonna.»

Beth strinse con piu forza il bicchiere e annui, distolse lo sguardo soffermandosi sul giardino e non replico. La prima impressione era che avessero portato enormi quantita di terra per creare una collinetta artificiale; ora invece si accorse che tutte le piante erano poste in vasi sistemati a semicerchio su gradoni che arrivavano sino al primo piano, da cui si affacciava una balconata. L’illusione di essere ai piedi di una collina era magica, e sebbene fino a un certo punto fosse possibile penetrare con lo sguardo dentro all’intricata vegetazione, non si riusciva a vederne la fine. L’illusione era che il giardino si estendesse all’infinito. C’erano banani, palme e filodendri rampicanti con foglie lunghe un metro. C’erano orchidee che pendevano dagli alberi e crescevano dentro a piccole ceste o a tronchi d’albero. Aranci e limoni in fiore profumavano l’aria, ma l’odore che sovrastava tutti gli altri era quello del cloro della piscina. L’aria era pesante e umida, simile a quella di una giungla, e in sottofondo si sentiva sempre lo scroscio della cascata che si gettava nella vasca.

In fondo all’atrio apparvero Gary e Bruce Elringer. Sembravano due gocce d’acqua, penso distrattamente Beth. I fratelli stavano litigando, il volume delle loro voci era alto e nessuno dei due ascoltava quello che diceva l’altro, nessuno dei due riusciva a sentirlo. Avevano entrambi capelli ricci e scuri e occhi azzurri, ma Bruce era poco piu alto di Gary. Erano tutti e due paffuti con gambe un pochino troppo corte rispetto al busto.

«Che bello spettacolo» commento Laura Westerman strascicando le parole.

«Sta’ zitta» le ordino Harry Westerman.

Beth si volto sorpresa. Non aveva visto entrare Harry che si era materializzato all’improvviso al fianco di Laura. Ancora piu sorprendente per Beth fu l’espressione che attraverso il volto di Laura. La donna si irrigidi e per un attimo parve anche spaventata prima di riprendere la consueta maschera. Beth guardo Laura e il marito. Harry Westerman era un uomo solido sotto tutti i punti di vista, aveva capelli grigi e ispidi, un corpo duro come l’acciaio, occhi neri e penetranti. Non era grosso di corporatura, sia Jake Kluge che Milton erano piu alti e massicci, ma dava l’impressione di possedere una grande forza. Sembrava un saltatore con l’asta l’attimo prima di spiccare il balzo. Emanava questo tipo di tensione, una travolgente energia che Harry tentava consapevolmente di contenere. Di lui si diceva che non avesse mai guardato una montagna senza provare l’irresistibile desiderio di scalarla, cosa che gli riusciva regolarmente. Se si fosse accorto o meno della presenza di Beth non lo diede a vedere, continuo semplicemente a fissare i due fratelli che venivano verso di loro, con uno sguardo remoto e indecifrabile.

Anche Beth si volto a guardarli. Stavano ancora discutendo animatamente. Riusci a cogliere alcune parole come: 'Riesaminare il budget', 'Andare in fallimento', 'Rischiare di andare in rovina' o cose simili, ma prima che comprendesse il senso del discorso Gary la vide e interruppe bruscamente cio che stava dicendo. Si affretto verso di lei, l’afferro per le braccia e la scosse leggermente.

«Era ora che tornassi» le disse. «Lo sai che ho bisogno del tuo incoraggiamento. Il posto di una moglie e a casa sua.»

2

Se non fosse stato per Laura Westerman, Beth gli avrebbe dato uno schiaffo, ma sapeva che la cosa avrebbe enormemente divertito la donna. Digrigno i denti e si ritrasse bruscamente rovesciando addosso al marito parte del vino. Gary lo asciugo facendo finta di niente e si rivolse a Laura.

«Hai gia qualche idea per la campagna pubblicitaria?»

«Gary, tesoro, me l’hai affidata solo due ore fa!»

«D’accordo, d’accordo, ma senti questa: 'Alice nel Paese delle Meraviglie' che ne pensi? Una ballerina che esplora il Paese delle Meraviglie, ovvero Smart House.» Prese Laura per mano e la trascino verso un tavolo tirando fuori dalla tasca un taccuino. «Il piu illustre personaggio della letteratura inglese esplora la piu illustre casa mai costruita…»

Beth si accorse che Milton le aveva preso il bicchiere di vino per riempirglielo di nuovo e sospiro profondamente. Stava tremando. Gli altri si spostavano lentamente qua e la, tutti presi dai vari discorsi, immersi nella conversazione o in un cupo silenzio, ma Beth non vi bado neppure. Grazie a Milton, Beth continuo a sorseggiare vino e decise che sarebbe partita l’indomani. Era stato stupido aspettarsi un cambiamento da parte di Gary. Avrebbe assunto un avvocato per occuparsi di tutta la faccenda, incluso il divorzio, penso con una certa sorpresa. In realta lo aveva deciso al momento, ma si rese conto che uno dei motivi per cui si trovava li era proprio la speranza di arrivare a quella determinazione.

A cena si ritrovo seduta tra Alexander Randall e Jake Kluge. Alexander aveva ventisette anni, era penosamente magro e affetto da una timidezza patologica, talmente puerile sotto tutti i punti di vista che era un supplizio dover passare con lui anche poco tempo. Aveva tutte le unghie rosicchiate e le dita rosse e irritate. Era terrorizzato dalle donne. Quando la conversazione ritornava sui computer, come avvenne ripetutamente, si metteva ad ascoltare immobile come una statua, ma quando si toccava qualunque altro argomento si chiudeva nuovamente in se stesso. Mangio con una foga furibonda, senza quasi alzare gli occhi dal piatto. Jake Kluge sembrava preoccupato, oppure assorto profondamente nei suoi pensieri, o completamente assorbito dalla conversazione che si svolgeva all’altro capo del tavolo, dove Gary continuava a esporre progetti per il lancio di Smart House. Naturalmente avrebbero utilizzato la tv, i giornali a tiratura nazionale, avrebbero organizzato delle visite. Lo sguardo di Jake era fisso su Gary, ma Beth era convinta che non lo stesse veramente ascoltando. Come lei, del resto. Provo una perfida soddisfazione nel vedere Laura sulle spine mentre Gary vanificava l’unico motivo per il quale la donna faceva parte della societa. Se Gary si fosse fatto carico della pubblicita, oltre che di tutti gli altri aspetti della gestione della societa di cui gia si occupava, il valore di Laura in quanto risorsa della compagnia sarebbe stato comparabile a quello di Maddie, ovvero praticamente nullo.

Beth non presto attenzione al cibo che le venne messo nel piatto ne alla coppia di mezz’eta che servi la cena, presumibilmente marito e moglie d’origine messicana. Si rese vagamente conto che quello che stava mangiando era buono e il servizio eccellente. La cena sarebbe terminata per le nove, penso, e lei avrebbe seguito Gary per parlargli del suo pacchetto di azioni, sempre che fosse stato a sentirla. Se non avesse voluto ascoltarla lo avrebbe comunque seguito, gli avrebbe augurato buon compleanno e annunciato che l’indomani mattina sarebbe partita immediatamente. Gary sarebbe andato su tutte le furie e Maddie avrebbe di nuovo pianto, ma a Beth non importava piu. Andare li era stato uno sbaglio e restare sarebbe stato anche peggio. Sapeva per certo che se l’avesse bistrattata ancora una volta lo avrebbe picchiato, anzi, si corresse, massacrato di botte. D’un tratto Bruce, seduto di fronte a lei, sbatte il cucchiaio sul piatto. «Cosa cazzo ti fa pensare che avrai un altro milione di dollari da investire in pubblicita, coglione?» urlo a Gary.

«Bruce, controllati!» gli grido Maddie.

«Questo non e proprio il momento e il posto per fare una scenata» disse freddamente Milton,

In fondo al tavolo Gary rise. Aveva sempre avuto una risata sguaiata, animalesca, simile a un raglio. Beth ebbe un sussulto nell’udire quel suono a lei tanto familiare. «Lo serviamo noi il caffe» disse Gary al maggiordomo. «Porti le tazze e tutto il resto in soggiorno e lei e Juanita ritiratevi non appena avrete sparecchiato.» Gary si alzo e lascio la stanza.

Gli altri cominciarono ad allontanare le sedie dalla tavola e seguirono Gary in un silenzio imbarazzante.

La stanza in cui si spostarono era grande come la hall di un hotel e, come ogni altro ambiente della casa, stupendamente decorata. Li i colori usati erano un rosso cupo molto scuro e un azzurro chiaro con striature dorate. C’erano numerosi gruppi di divani, comode poltroncine e tavolini bassi. Gary era gia in poltrona di fronte alla vetrata. La cameriera stava sistemando un vassoio con tazze e caffe mentre l’uomo si occupava del cabaret di pasticcini. Quando ebbero finito, si allontanarono silenziosamente prima che tutti gli azionisti si fossero accomodati. Maddie era tesa, ma da perfetta padrona di casa si avvicino al vassoio e comincio a versare il caffe.

«Entro lunedi avro i voti» disse Bruce. Sembrava piu calmo adesso, piu controllato, ma il suo sguardo era freddo e fiero. Accetto il caffe che gli veniva offerto e si sedette.

Gary sorrise. A mano a mano che Maddie li serviva, si sedevano sui divani o sulle varie poltroncine sistemate a semicerchio di fronte alla vetrata. Il sole era tramontato, il cielo aveva un colore viola scuro, il mare era plumbeo con cavalloni dalle creste bianche di schiuma. S’infrangevano sulla costa, penso Beth, ma la casa non lasciava trapelare alcun rumore esterno.

«Entro lunedi» disse Gary dopo che tutti si furono seduti «avrete visto Smart House all’opera. Per allora non sara importante chi avra piu voti. Infatti» prosegui guardandoli con un sorrisetto che sembrava troppo divertito, troppo superiore, come se avesse avuto davanti degli idioti «per dimostrarvi quanto sia certo della fiducia che mi accorderete lunedi, ho organizzato un piccolo passatempo per il fine settimana.» Nessuno si mosse. «Un gioco chiamato 'L’assassino'.»

Maddie lascio cadere il cucchiaino sulla tavola e quello fu l’unico suono che si udi. Gary rise e poso la tazzina. «Le regole sono molto semplici. Ve le esporro brevemente e se vorrete studiarle le troverete sul computer in camera vostra. Lo scopo del gioco e eliminare una vittima designata davanti a un unico testimone, registrare l’uccisione sul computer e richiedere l’assegnazione di una nuova vittima. Ogni giocatore ha in dotazione un solo voto che il suo assassino ereditera dopo l’uccisione. Se una vittima ha gia collezionato altri voti, il suo assassino ereditera anche quelli.»

«Sei pazzo» disse aspramente Bruce.

«E solo un gioco» replico Gary con un’alzata di spalle. «Un modo per costringere ognuno a sperimentare Smart House. Come ho gia detto, lunedi non avra alcuna importanza chi deterra la maggioranza dei voti. Per allora vedrete tutti Smart House come la vedo io, ma lunedi qualcuno potrebbe aver collezionato qualche voto in piu e far pendere le decisioni dalla sua parte. Naturalmente, se non ve la sentite di rischiare, non dovete giocare.»

Ma lui doveva giocare, penso Beth raggelata dalle parole di Gary. Dovevano giocare tutti quanti. Quando Gary diceva: 'Mangiate' loro mangiavano, quando diceva: 'Camminate' loro camminavano. Questa volta aveva detto loro di giocare e loro avrebbero giocato.

«Gary, tutto questo e ridicolo» commento Maddie nervosamente. «Degli adulti non fanno giochi cosi infantili. Questo e un gioco per bambini, ho letto da qualche parte che ci giocano gli adolescenti.»

Gary parve accigliarsi. «I bambini giocano a un sacco di cose che vanno bene anche per gli adulti. Ricordati che non ho mai avuto la possibilita di giocare molto da bambino e ora voglio recuperare il tempo perduto. Ognuno avra a disposizione un voto. Le armi saranno al piano inferiore, nella sala d’esposizione. Potete prendere solo un’arma alla volta e dovrete registrarla sul computer altrimenti la morte della vostra vittima non sara convalidata. Il computer terra il punteggio e le sue decisioni saranno irrevocabili.»

«Che tipo di armi?» domando Milton Sweetwater.

«Pistole ad acqua, freccette avvelenate, pillole avvelenate, palloncini di gas tossico, cose di questo tipo. Digitate 'Armi' sul vostro computer, vi mostrera cosa c’e di disponibile. Le armi si trovano tutte al piano inferiore nella sala d’esposizione, in una teca apribile solo tramite computer. Dopo che avrete scelto un’arma non potrete riutilizzarla anche se con essa non sarete riusciti a uccidere nessuno al primo tentativo. Dovrete restituirla e prenderne un’altra. Siete tenuti a non dire nulla a nessuno, ne chi e la vostra vittima, ne quale arma avete scelto, ne se siete gia stati uccisi. Nulla!»

Maddie scuoteva la testa. Si alzo e disse: «No, Gary, non voglio avere niente a che fare con questa faccenda.»

«Allora il tuo voto puo andare a Laura. E l’unica che non ha niente da perdere.» Gary guardo l’ora. «Il gioco incomincia in questo momento e finisce domenica sera alle dieci. Come gia tutti sapete, nessuno puo entrare nelle vostre stanze a parte voi. La vostra camera e un posto sicuro, l’unico assolutamente sicuro, a meno che non invitiate a entrare il vostro assassino. Ricordatevi che avete bisogno di un testimone, e vivo o morto che sia qualunque giocatore puo testimoniare, ma non piu di uno. Appena commesso l’assassinio dovrete comunicarlo al computer insieme alla vittima e al testimone. Il computer vi dara le istruzioni necessarie.»

Gary si alzo e li scruto. Nessuno sollevo obiezioni. D’un tratto, in maniera del tutto inaspettata, esplose nella sua folle e sguaiata risata, e la interruppe cosi bruscamente da dare l’impressione che fosse controllata da un interruttore e non da un’emozione, poi lascio la stanza.

«E veramente pazzo» commento Bruce con un tono basso e pieno di animosita. «Da ricovero!»

Milton Sweetwater si volto verso Alexander Randall. «E a questo che stava lavorando? A programmare un dannato gioco?»

Alexander sembrava sulle spine. «Non ne sapevo niente. Gary temeva che nessuno di voi avrebbe dato a Smart House la possibilita di dimostrare le sue potenzialita. Credo sia vero quello che ha

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