risatina allarmata. — Smettila di parlare a questo modo della femmina terrestre! — tuono Sandy. — Rispondi alla mia domanda, piuttosto! Cio che ha detto Marguery e vero. Io non ricordo assolutamente nulla del viaggio su Alfa Centauri. Tu forse ricordi qualcosa?

Polly ebbe un attimo di esitazione. — In effetti non ricordo molto bene — ammise. — Ma che cosa prova questo? I terrestri non sanno proprio nulla di dilatazione temporale, giusto? Comunque, quando faremo ritorno alla nave potrai chiedere ai Grandi Anziani di chiarire i tuoi dubbi in proposito.

Sandy le rivolse un’occhiata in cagnesco. — Chi ti dice che faro ritorno alla nave?

— Be’ — concesse Polly — forse non ci tornerai. Non so se la cosa sia stata gia decisa o meno.

— Io credo che non ci tornero di sicuro — ribatte Sandy in inglese. — E in ogni caso, quando mai abbiamo avuto la possibilita di domandare qualcosa ai Grandi Anziani?

— In questo caso, puoi chiederlo a ChinTekki-tho via radio. Devo chiamarlo proprio stamattina. Quando avro finito di comunicare e non prima, potrai parlargli personalmente. E quando ti rivolgi a me, parla in hakh’hli e non in lingua terrestre, chiaro?

Sandy sbatte le palpebre. — Per quale motivo? — domando, ubbidendo istintivamente.

Polly assunse un’espressione che era contemporaneamente virtuosa e ingrugnita. — Credo proprio che i tuoi sensi siano annebbiati, Lisandro — disse. — I terrestri ci mantengono costantemente sotto osservazione. Guarda nella tua stanza. Guarda qui… — Indico la lampada sul soffitto. — La vedi quella lente? E una telecamera. Vi sono telecamere in tutte le stanze, e non e certo questa la prima volta che le vedo. Ci sono sempre, in ogni luogo in cui ci fanno alloggiare.

Sandy fisso il piccolo, quasi invisibile, disco di vetro.

— Non fissarlo a quel modo!-ordino Polly. — Non devono rendersi conto del fatto che abbiamo scoperto i loro segreti!

Sandy allontano lo sguardo. — In tutte le stanze? — domando.

— Certamente. In tutte le stanze e non solo in questa — ripete Polly con tono severo. — E ritengo che anche tu avresti dovuto rendertene conto gia da tempo. I terrestri ci tengono sotto osservazione in ogni momento, persino quando dormiamo. Ma ora devi uscire e non tornare per un dodicesimo di giorno… — Consulto il suo orologio da polso, quindi si corresse. — Per circa 85 minuti terrestri, affinche io possa conferire con ChinTekki-tho in privato senza essere ascoltata.

— Perche in privato? — domando Sandy. — Perche dovrei andarmene?

— Devi andartene perche cosi ti e stato ordinato e per nessun altro motivo — ribatte Polly con tono fermo.

— E ora va’. Non vorrai fare aspettare la tua femmina terrestre.

Quando Sandy scese nell’atrio dell’hotel, la prima cosa che vide fu proprio Marguery Darp, piu fresca e desiderabile che mai. Il solo fatto di vederla miglioro di molto lo stato d’animo di Sandy, ma quando le racconto che Polly era rimasta nella sua stanza con la radio, anche Marguery si incupi visibilmente. — Ma Ham Boyle vuole portarla con se per incontrare degli esperti astronomi. Devono parlarle a proposito della conferenza — disse. Sandy scrollo le spalle. — Be’ — continuo Marguery — immagino che possano anche aspettare un po’. In fondo, al momento sono tutti quanti preoccupati per Perth. Se vuoi ti posso portare a fare un giretto in citta. Che ne dici?

— Sono stanco di fare giretti — rispose Sandy con tono aspro.

Marguery gli rivolse uno sguardo perplesso. — Forse ti sei alzato dalla parte sbagliata del letto stamattina — disse.

— Capisco questo modo di dire — ribatte Sandy. — Vuoi dire che sono di cattivo umore. Ebbene, puo darsi che sia proprio cosi. E puo anche darsi che il motivo di questo mio cattivo umore sia che io stia soffrendo di cio che viene chiamato uno “choc culturale”. In fondo, ne avrei tutti i motivi.

Marguery gli appoggio una mano sul braccio. — Certo che li hai, Sandy. Va bene allora, che cosa vorresti fare? Ci sarebbero delle persone che vogliono fare la tua conoscenza, ma credo che possano aspettare. — Riflette per un attimo. — Vuoi andare a fare una passeggiata?

— Una passeggiata dove?

— Dove preferisci. Magari in citta. Ho il tuo cappello e i tuoi occhiali da sole in macchina.

Sandy increspo le labbra. — E non dovro essere interrogato da queste persone che vogliono conoscermi? — domando.

Marguery emise una risata. — Oh, caro Sandy — disse. — Ti garantisco che saremo solo noi due. Non posso garantirti che non ti porro nessuna domanda, ma sai benissimo che non sei assolutamente obbligato a rispondermi, se non ne hai voglia.

— Davvero? — domando Sandy, sconvolto da questa inaspettata dichiarazione. — Be’, immagino che potremmo almeno provarci. — Solo allora gli venne in mente di chiedere: — Che cos’e Perth?

Perth, gli ricordo Marguery mentre passeggiavano per le vie di Hudson City, era una citta dell’Australia. Il motivo per il quale erano tutti preoccupati per Perth era che, sfortunatamente, secondo i calcoli, il mostruoso relitto spaziale di 150 tonnellate che stava per uscire dalla sua orbita si sarebbe abbattuto sulla Terra proprio nella zona di Perth. E dato che il momento dell’impatto non poteva essere calcolato con esattezza, le persone che vivevano in Australia erano piuttosto nervose. Di conseguenza, lo erano anche tutti gli altri.

— Credo — disse Sandy mentre si fermavano in un piccolo parco che dava sulla torbida baia — di essere piuttosto nervoso anch’io.

— Non ti preoccupare, ti passera — lo tranquillizzo Marguery con tono rilassato. — E proprio questo il bello di questo luogo. Guardare grandi corpi d’acqua serve a rilassare i nervi, lo sapevi?

— Davvero? — Sandy prese in considerazione quel fatto e decise che doveva essere vero. In effetti, si sentiva piu rilassato rispetto a prima. Indico il panorama di edifici che spuntavano dall’acqua all’orizzonte. — Quella laggiu e New York City?

— Cio che ne rimane, si — rispose Marguery. — Da qui puoi vedere chiaramente i punti in cui e stata sommersa. Quando il livello del mare ha iniziato a salire, hanno tentato di costruire dighe tutt’attorno alla citta, ma e servito solo per poco tempo. Poi le onde hanno superato anche le dighe. Se vuoi possiamo andare a visitare la vecchia citta.

— Anche adesso? — domando Sandy con tono sorpreso.

— Quando vuoi — confermo Marguery.

In quel momento gli venne in mente la chiamata di Polly a ChinTekki-tho. — Non adesso pero — disse mentre consultava il suo orologio. Con un certo sollievo, constato che era passata solo mezz’ora da quando erano usciti dall’albergo. Si appoggio alla balaustra e osservo il panorama. Appena sotto di loro vi era una striscia di sabbia, e in lontananza vi erano diverse imbarcazioni che solcavano silenziosamente le acque della baia. Sulla sabbia vi erano delle persone con indosso dei costumi molto ridotti sdraiate nei pressi dell’acqua, o addirittura dentro l’acqua stessa. — Che cosa stanno facendo quelle persone laggiu? — domando.

Marguery si protese sulla ringhiera per guardare da basso. — Ah, stanno facendo il bagno — rispose. — Vorresti provarci anche tu?

— Io? — Le rivolse uno sguardo dubbioso, quindi torno a guardare la gente sulla spiaggia. — Non so se ne sono capace — confesso. — Non l’ho mai fatto prima d’ora.

— Non c’e nulla di piu facile — lo rassicuro Marguery. — Immagino che tu non abbia un costume da bagno, ma non credo che faticheremo molto a trovarne uno.

— Non adesso pero — disse Sandy, temporeggiando. Abbasso nuovamente lo sguardo verso la piacevole scena della spiaggia e il panorama della vecchia citta. — Magari dopo pranzo — disse. — Adesso ho qualcosa da fare in hotel, quindi forse faremo meglio a tornare.

— Va bene — disse Marguery. Tuttavia, proprio mentre si accingevano ad allontanarsi vennero fermati da una donna con indosso un ampio cappello, occhiali da sole e pantaloncini corti che porse a Sandy un blocchetto e una penna.

— Voglia scusarmi — disse la donna. — Ma lei e l’uomo dell’astronave aliena, vero? Posso avere il suo autografo?

Quando Sandy torno alla suite, era ormai troppo tardi per parlare con ChinTekki-tho. La radio nella stanza di Polly era spenta, e il tavolo era disseminato dai resti del suo pasto. In quanto a Polly, stava russando rumorosamente, completamente immersa nel suo periodo di intontimento.

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