quattro miliardi e mezzo di anni. Gli oggetti di queste dimensioni che circolano nell’orbita bassa sono circa 72.000… il che significa che ve ne sono altri 18.000. E contrariamente ai primi, questi ultimi non possono assolutamente essere ignorati dalla popolazione della Terra. Ci riferiamo a oggetti che possono avere le dimensioni di un frigorifero o quelle di una locomotiva. Alcuni sono anche piu grandi. Quando uno di questi blocchi di metallo si stacca dalla sua orbita, e pressoche certo che arrivera a terra, anche se magari in pezzi, a grande velocita. La forza dell’impatto e quindi tale da distruggere con facilita anche interi quartieri. Ma questo non e tutto. Sfortunatamente, alcuni di questi grossi oggetti possiedono ancora fonti di energia interne. In genere si tratta di fonti di energia nucleare, e di conseguenza quando questi oggetti piombano sulla superficie del pianeta la loro forza distruttiva non e data dalla sola energia cinetica.

Mentre Sandy si stava recando nella camera di Polly per vedere se era sveglia, squillo il telefono. Era Marguery Darp. — Sandy? Mi trovo qui nell’atrio del’hotel, e ho pensato che fosse il caso di dirti che la riunione e stata rimandata di un’ora per via della caduta del satellite. A quanto pare dovrebbe cadere proprio durante questa orbita. Se vuoi puoi venire con me a vedere la caduta al Lamont-Doherty, altrimenti tornero indietro a prenderti piu tardi. Come preferisci.

— Saro giu fra qualche minuto — disse Sandy. Abbasso il ricevitore e busso alla porta di Polly.

Polly era sveglia. Era accovacciata di fronte alla scrivania della sua stanza e stava prendendo degli appunti. Quando Sandy le riferi che la riunione era stata rimandata, si contrasse in un gesto risentito. — Quante storie fanno questi umani per la possibilita di un piccolo danno e la perdita di qualche vita in una sola citta — disse. — In fondo, hanno migliaia di citta! Ma adesso va’ pure se lo desideri. Io rimarro qui.

— Va bene — rispose Sandy. — Polly? Tu ti ricordi di quando siamo stati su Alfa Centauri?

Polly si produsse in una smorfia di esasperazione. — Mi hai gia fatto questa domanda, Lisandro. Per quale motivo me la fai di nuovo?

— Io non me lo ricordo affatto. E tu?

Polly alzo lo sguardo verso di lui, poi fece esattamente cio che Sandy si era aspettato facesse. Torno a dedicarsi ai suoi appunti. Dopo un po’ pero si contrasse nuovamente e con aria di superiorita disse: — Non credo proprio che questo sia il momento adatto per fare stupide domande sulla storia antica degli hakh’hli, Lisandro. Attualmente sono molto occupata e non ho tempo per dedicarmi a certe cose. Devo preparare il mio discorso, e ti annuncio fin d’ora che serbera delle piccole sorprese. Tanto per dirne una, forniro loro la soluzione al loro piccolo problema.

— Che cosa vuoi dire?

— Lo saprai quando parlero — dichiaro Polly versando una piccola lacrima di soddisfazione. Poi torno a dedicarsi ai suoi appunti, coprendoli con una grossa mano affinche Sandy non potesse leggere nulla di quanto stava scrivendo. Come se vi potesse essere qualche motivo valido per non farglieli vedere! Alle volte Polly era realmente insopportabile!

— Tu non sei un’Anziana — le disse Sandy. — Quindi non hai alcun diritto di trattarmi come se fossi un bambino. Di quale problema stai parlando?

— Sto parlando di questa faccenda del satellite, una faccenda della quale i terrestri non sono in grado di occuparsi da soli — dichiaro Polly seccamente. — Inoltre, sto parlando anche di molte altre cose importanti. Ho ricevuto istruzioni dettagliate al riguardo da ChinTekki-tho, con il quale ho avuto modo di conferire in privato.

— Ancora in privato!

Polly emise un leggero sbuffo sdegnoso. — Si, in privato, poiche si tratta di una questione riservata agli hakh’hli e non ai terrestri.

Sandy era esterrefatto. — Ma io sono tuo compagno di coorte! Non sono forse hakh’hli anch’io?

— Naturale che non sei hakh’hli, Sandy — ribatte Polly con tono paziente e ragionevole. — Tu sei Lisandro John William Washington, e se non sei un essere umano della Terra, non sei proprio nulla. Giusto? Ma ora lasciami sola, Lisandro, poiche ho molte cose da fare, — Enfatizzo le sue parole colpendo pesantemente il suolo con la massiccia coda. Poi, quando Sandy si trovava gia sulla soglia, lo richiamo. — Tuttavia — aggiunse — cio che hai detto e quasi corretto e non del tutto errato, Lisandro.

Gli rivolse uno sguardo compiaciuto, ma Sandy non aveva assolutamente idea di che cosa stesse parlando. — A che cosa ti riferisci? — domando.

— Al fatto che tu abbia detto che io non sono un’Anziana. Tuttavia, per rendere la tua dichiarazione del tutto esatta, vi aggiungerei una parola. Quella parola e ancora.

Sandy rimase in silenzio mentre si recava alla sala riunioni. Era stanco di parlare. Ogni volta che conversava con qualcuno, insorgevano domande alle quali non sapeva trovare risposta. E come se non bastasse, coloro che avrebbero potuto fornirgli le risposte si rifiutavano di farlo. Non riusciva a sopportare l’idea che Polly lo stesse trattando come se fosse un bambino! E dire che invece era proprio lei, che nutriva addirittura la speranza di diventare un giorno un’Anziana, che si stava comportando in maniera decisamente infantile!

Quando Marguery parcheggio finalmente l’automobile, Sandy apri lo sportello e osservo dal basso l’edificio nel quale sarebbero dovuti entrare. Si trattava di un alto palazzo dalle pareti di vetro arroccato sulla collina del Palisades sul cui ingresso capeggiava la scritta:

CENTRO DI RICERCA SCIENTIFICA LAMONT-DOHERTY

— Chi erano questi Lamont e Doherty? — domando incuriosito.

— E solo un nome — rispose Marguery. — Una volta questo edificio ospitava un centro di ricerca geologica, poi invece hanno iniziato a riempirlo di cose provenienti dalla vecchia New York City. — Si guardo attorno, come se stesse tentando di orientarsi. Al momento si trovavano quasi da soli in mezzo a un vasto salone. Le poche persone in vista si stavano affrettando tutte in direzione di una scalinata. — Probabilmente staranno proiettando le fasi della discesa nell’auditorio — disse Marguery. — Da questa parte.

Mentre salivano le scale, udirono un improvviso boato di applausi e grida festose proveniente proprio dallo stesso auditorio. Marguery trascino Sandy dietro di se, aumentando la velocita. Una volta nella sala, si concentrarono subito sull’immagine proiettata sul grande schermo dietro il palco. A quanto pareva, la ripresa veniva effettuata dal ponte di una nave. Le immagini infatti oscillavano in maniera regolare, e di tanto in tanto Sandy riusciva a scorgere qualche frammento di antenna o di parti di nave. Le immagini pero non si riferivano alla nave stessa, poiche la telecamera era puntata verso il cielo, dove si potevano vedere chiaramente una serie di scie infuocate che piombavano verso la superficie del mare come una pioggia di meteoriti.

Marguery afferro immediatamente il braccio di uno sconosciuto che si trovava al loro fianco. — Cosa succede? — domando.

— E andato — disse l’uomo producendosi in un ampio sorriso. — Ha iniziato il rientro nell’atmosfera sopra il Madagascar, ma si e sbriciolato quasi subito. Questi che vedete sono gli ultimi frammenti rimasti, e le immagini vengono dall’Oceano Indiano. Perth non corre piu alcun pericolo ormai.

— Grazie a Dio — commento Marguery con evidente sollievo. A quel punto si giro verso Sandy e lo fisso con aria sorpresa, come se si fosse completamente dimenticata della sua presenza. — Oh — disse. — Be’, lo spettacolo e finito. Prendiamo una tazza di caffe?

— Se ti fa piacere — rispose Sandy. — Marguery? — domando subito dopo incuriosito. — Avevi per caso degli amici a Perth?

— Amici? No. Non che io sappia, almeno. Non ho mai avuto modo di visitare l’Australia.

— Eppure mi sembravi molto preoccupata — osservo.

Marguery lo fisso. — Cristo, Sandy, alle volte dici cose davvero strane. E logico che fossi preoccupata. In fondo ci sono esseri umani anche in Australia, no? E poi chissa in che punto potrebbe cadere il prossimo satellite? Potrebbe essere proprio sulle nostre teste!

Sandy penso alla misteriosa sorpresa promessa da Polly e si domando se fosse o meno il caso di accennare qualcosa in proposito. Solo che non sapeva proprio di che cosa si trattasse, quindi si limito a fare una considerazione in tono piuttosto serio: — Le possibilita statistiche che una persona venga effettivamente colpita da un satellite sono realmente molto basse, lo sai Marguery?

— Le possibilita? Sandy, tu non sai niente a proposito di certe cose. Non hai trascorso gran parte della tua vita con la paura di essere colpito all’improvviso da un oggetto proveniente dal cielo, e quindi non hai idea di

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