— Oh, cacca — disse Sandy ad alta voce. Poi pero la sua attenzione si focalizzo sui resti lasciati da Polly sul tavolo. Dopo tutti quegli esotici cibi terrestri, l’odore di quel cibo risultava per lui decisamente stuzzicante e familiare. Prese un piatto d’argento sul quale era stato sistemato un vaso di fiori, si scelse il meglio fra quanto era rimasto del pasto di Polly e si reco in camera sua per mangiare.
Quando ebbe finito, si avvicino alla finestra e guardo fuori per un certo tempo. Dopo un po’ emise un profondo sospiro e si sedette per scrivere una nuova poesia.
Questa, decise, sarebbe stata una vera poesia
Polly invece no. — Sei arrivato in ritardo e non in tempo — lo accuso parlando in hakh’hli.
Per niente pentito, Sandy contrattacco immediatamente. — Gli hai chiesto per quale motivo non ci ricordiamo di aver visitato Alfa Centauri?
— E perche mai avrei dovuto fare una cosa del genere? Se volevi saperlo, avresti dovuto trovarti qui al momento giusto per chiederglielo di persona.
— Ma gliel’hai chiesto o no?
— Certo che gliel’ho chiesto — disse Polly con tono trionfante. — E lui mi ha fornito una risposta. Ha detto: “Queste cose verranno discusse quando i Grandi Anziani decideranno che e il caso di discuterne e non prima di allora”.
Quando Sandy scese da basso in seguito a una telefonata di Marguery, trovo “la gente che voleva parlare con lui” radunata nella sala da ballo dell’albergo. — Sono proprio tanti — disse con tono niente affatto entusiasta scrutando attraverso la porta del salone. Vi erano circa un centinaio di persone sedute che chiacchieravano fra loro.
— E cio che noi chiamiamo una “conferenza stampa” — gli spiego Marguery. — Questa gente vuole solo conoscerti meglio, tutto qui. In fondo, sei una celebrita ormai.
— Davvero? — domando Sandy con tono compiaciuto.
— Certo che lo sei. Non te ne sei ancora accorto? Altrimenti perche ti fermerebbero per strada per chiederti l’autografo?
Detto questo, Sandy si lascio trascinare nel salone senza ulteriori proteste. Non appena si sistemo dietro al leggio sopraelevato, si accesero una serie di faretti e telecamere. Marguery Darp pronuncio alcune brevi frasi di introduzione, quindi iniziarono le domande. Che cosa ne pensava di Hudson City? Aveva apprezzato il pomeriggio alla “spiaggia”? Che cosa avrebbe detto la hakh’hli, Ippolita, agli astronomi terrestri? Sarebbero scesi altri hakh’hli dalla grande nave? Quando? E quanti, esattamente?
In verita, alla maggior parte di queste domande Sandy non poteva che rispondere con un “Non lo so”, ma per il resto tento di fare del suo meglio, consapevole del fatto che Marguery Darp si trovava seduta in silenzio alle sue spalle. Alcune delle domande pero erano veramente difficili per lui, tanto da metterlo in imbarazzo. — Dove ha intenzione di vivere? — domando per esempio un giornalista. Sandy si giro verso Marguery in cerca di aiuto, ma non ne ricevette alcuno. — Voglio dire — insistette il giornalista — ha forse intenzione di rimanere qui a Hudson City? O meglio, ha intenzione di rimanere sulla Terra, o tornera con la nave quando gli hakh’hli decideranno di ripartire? — Si trattava di una domanda realmente difficile. Fino a quel momento, Sandy non aveva mai preso realmente in considerazione il fatto che la nave hakh’hli potesse effettivamente ripartire per recarsi in qualche altro sistema solare. Il solo fatto di pensarci gli fece aggrottare visibilmente le sopracciglia. Poi pero venne una domanda ancora piu difficile, soprattutto perche non se l’era assolutamente aspettata. — Se rimane sulla Terra, che cosa fara?
Sandy sbatte le palpebre davanti alle forti luci. — Che cosa faro? — domando a sua volta con un tono incerto.
— Voglio dire, che tipo di lavoro le piacerebbe fare? — insistette la donna che aveva posto la domanda.
Sandy ci penso sopra. In effetti, non aveva mai riflettuto sull’eventualita di “trovare lavoro” sulla Terra. Quali lavori terrestri poteva essere in grado di intraprendere? — Potrei pilotare moduli di atterraggio hakh’hli — disse infine.
La risposta venne accolta da una risata sommessa ma generale. — Ma qui non abbiamo moduli di atterraggio hakh’hli — osservo la giornalista. Fortunatamente, a quel punto intervenne Marguery Darp.
— Il signor Washington possiede molte abilita — spiego ai giornalisti — ma dovete dargli il tempo per decidere in che modo ha intenzione di farne uso. In ogni caso, ritengo che almeno per il momento abbiamo abusato fin troppo della sua cortesia. Fra l’altro, ho promesso di portarlo a nuotare oggi pomeriggio!
Quando si trovarono nella piccola vettura di Marguery, Sandy tento di spiegarle il motivo per il quale aveva trovato tanto difficile rispondere a quell’ultima domanda. — Io non sono abituato a prendere decisioni del genere, Marguery. Gli hakh’hli non decidono mai dove vivere o che lavoro fare, perche ci sono i Grandi Anziani che decidono per loro.
Marguery tento di rassicurarlo appoggiandogli una mano sul braccio. — Qui sulla Terra facciamo le cose in maniera un po’ diversa — disse. A quel punto parcheggio la macchina e si volto nella sua direzione. — Ma tu rimarrai qui con noi, non e vero?
— Oh, si — rispose Sandy. — Questo almeno e cio che desidero.
— E gli hakh’hli invece? — insistette Marguery. — Credi che ripartiranno per continuare il loro viaggio?
Sandy si gratto una guancia. — Credo di si — disse.
— Non mi sembri molto sicuro — osservo Marguery.
Sandy scosse il capo. — Per quel che riesco a ricordare, non ne hanno mai parlato. Ma del resto, che altro potrebbero fare?
Marguery annui con fare sobrio. — E una bella domanda, non e vero? Comunque sia, siamo arrivati alla spiaggia. — Si giro per prendere un pacchetto sul sedile posteriore. — Ho preso un costume da bagno per te nel negozio dell’albergo. Spero che sia della misura giusta.
— Grazie — disse Sandy con tono assente mentre iniziava a sbottonarsi la camicia.
— Non devi spogliarti qui — intervenne subito Marguery. — Ci sono gli spogliatoi appositi. Ci cambieremo separatamente, e ci vedremo fuori non appena avrai finito.
Cio implicava la soluzione di un altro mistero, ma in questo caso non risulto poi tanto difficile. Sandy si limito a imitare i movimenti degli altri uomini presenti nello spogliatoio, perfettamente consapevole del fatto che anche loro lo stavano fissando incuriositi. Ma non ci fece alcun caso. La sua mente infatti era concentrata esclusivamente sulle tante domande che Marguery aveva sollevato e continuava a sollevare.
Le domande erano tante, mentre le risposte erano veramente poche.
Per vent’anni, gli era sembrato tutto perfettamente chiaro; sarebbe tornato sulla Terra come dono degli hakh’hli alla razza umana e basta. Non aveva mai preso in considerazione cio che sarebbe avvenuto “dopo”, ne per se stesso, ne per la nave hakh’hli.
Quando Sandy usci dallo spogliatoio sulla cui porta capeggiava la scritta UOMINI, indossava un costume da bagno appena sufficiente per la sua mole. Le molte domande che lo turbavano, pero, scomparvero come per incanto non appena individuo Marguery in attesa davanti allo spogliatoio femminile.
Sandy degluti a fatica. Se una Marguery Darp completamente vestita aveva stimolato la sua fantasia, una Marguery Darp in bikini non poteva far altro che lasciarlo letteralmente senza fiato. La sua accompagnatrice indossava una piccola vestaglia quasi trasparente sulle spalle, ma questa non nascondeva nulla di piu di quanto non nascondesse lo stesso bikini. — Sei
Marguery scoppio a ridere. — Be’ — disse — i tuoi complimenti sono sicuramente un toccasana per la mia vanita, Sandy Washington. — Poi pero si produsse in una smorfia. — Mi sono dimenticata di prendere un accappatoio anche per te, quindi sara meglio non rimanere troppo tempo al sole. Dai, andiamo a bagnarci i piedi!
